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"La Storia siamo noi."


sabato 20 aprile 2019

L'omaggio di Mandel'štam a Notre Dame


La riviera di Montebello e l'abside di Notre-Dame di Émile Harrouart, 1860 circa

Dove un giudice romano sanciva gli stranieri
sta una basilica e, felice e primeva
come un tempo Adamo, distende i nervi,
gioca con i muscoli la leggera volta a croce.
Ma tradisce dall’esterno il suo progetto nascosto:
qui la forza elastica degli archi si premurò
che la massa possente non demolisse le pareti
e l’ariete della volta insolente se ne stesse buono.
Labirinto delle forze naturali, incredibile foresta,
abisso razionale dell’anima gotica, potenza
dell’Egitto e ritrosia cristiana, quercia
con il giunco accanto e, sempre re, il filo a piombo.
Ma, fortezza Notre Dame, con quanta più attenzione
io studiavo le tue costole imponenti,
tanto più spesso pensavo: dal peso cattivo
un giorno anch’io il Bello creerò.


Osip Ėmil'evič Mandel'štam (1891-1938) è stato un poeta, letterato e saggista russo. Esponente di spicco dell'Acmeismo e vittima delle Grandi purghe staliniane «è stato uno dei grandi poeti del XX secolo». Nel 1911 aderì alla "Gilda dei poeti". Intorno a questo gruppo si sviluppò il movimento letterario dell'Acmeismo nato come reazione al Simbolismo: Mandel'štam fu, nel 1913 tra gli autori del manifesto della corrente, pubblicato solo nel 1919. Nello stesso anno pubblicò la sua prima raccolta di poesie, La pietra. Del 1922 è la sua seconda raccolta, Tristia.

In seguito si dedicò principalmente a saggistica, critica letteraria, memorie (Il rumore del tempo e Fedosia, entrambe del 1925), e brevi testi in prosa (Il francobollo egiziano, 1928). Condannato ai lavori forzati nel 1938, fu trasferito nell'estremità orientale della Siberia dove morì. Il suo ricordo fu per lungo tempo conservato clandestinamente dalla moglie, che aveva imparato a memoria numerosi testi poetici del marito.

***

Fonte immagini: Wikipedia
Fonte testo: La pietra, Il Saggiatore, Milano 2014

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14 commenti:

  1. In questo articolo vi propongo le parole di un grande poeta russo insieme alla cattedrale di Notre Dame, e approfitto per farvi i miei più cari auguri di Buona Pasqua. Ognuno di noi ha i propri spettri che lo tormentano, cerchiamo almeno in questo periodo di chiuderli fuori dalla nostra esistenza.

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  2. L'incendio di Notre Dame è stato uno spettacolo orribile, ma sono certa che presto tornerà a splendere. Certi patrimoni artistici hanno il potere di riunire le forze e far convergere le energie Se solo lo si facesse per ogni problema. Se si imparasse a essere compassionevoli e sostenitori forse si risolverebbero molte cose. Mi unisco ai tuoi auguri Tanta pace e serenità.

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    1. Cara Nadia, sarebbe davvero auspicabile, come dici, usare il "modello Notre Dame" per replicarlo in altri ambiti. A volte mi chiedo se non sia la quantità di problemi esterni a sommergerci e a renderci assuefatti oppure se siamo davvero noi a essere diventati più insensibili. Un abbraccio forte.

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  3. Cara Cristina, ti auguro buona Pasqua a te e alla tua famiglia. L'incendio di Notre Dame non mi ha colpito quanto avrebbe dovuto a causa di un recente lutto che mi ha distrutto l'anima. Sono convinta che Notre Dame verrà ricostruita e tornerà agli antichi splendori. Per fortuna non ci sono stati morti e feriti e quindi è già un bene.

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    1. Cara Giulia, mi dispiace moltissimo per il tuo lutto, da quello che esprimi dev'essere stata una persona molto vicina a te. Di fronte alla perdita degli esseri umani passa tutto in secondo piano, senza ombra di dubbio. Vero, nella vicenda di Notre Dame non ci sono stati morti e feriti, a parte un pompiere che si è ustionato gravemente a quello che dicevano i telegiornali. Ti mando un caro abbraccio.

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  4. Grazie, Cristina, tanti auguri anche a te e alla tua famiglia. :) Ogni volta che qualcosa di bello va perduto mi sento combattuta tra il dispiacere e la consapevolezza che quello che costruiamo è comunque soggetto al tempo. Penso a quanti nostri edifici storici crolleranno nei prossimi secoli, e mi domando se potremo ogni volta ricostruirli, e fino a che punto abbia senso farlo, quando il processo è naturale e inarrestabile, e i fondi sono limitati. Non parlo nello specifico di Notre Dame, che sono ben contenta di immaginare ricostruita al più presto, ma i miei dubbi restano, un po' come quando si parla di "imbragare" i ghiacciai perché non si sciolgano.

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    1. Ti rinnovo i miei auguri di Buona Pasqua, e faccio mia la tua riflessione. E' verissimo quello che dici, penso infatti a tutti gli eventi catastrofici che ci hanno portato via opere d'arte inestimabili, come nell'alluvione di Firenze, o nei terremoti, o semplicemente nelle devastazioni compiute dall'uomo. Anche se il dolore resta, mi piace pensare che rimangano tracce sotto qualche forma immateriale e invisibile ai nostri occhi. :) Diverso è il discorso sul clima, probabilmente più complesso. Lì il problema è alla radice, come pure l'eventuale intervento: sono convinta che una grande parte sia imputabile all'uomo e un'altra percentuale, anche piccola, a cambiamenti di tipo naturale. Facendo un esempio relativo ai ghiacciai, mi viene in mente il periodo noto come "piccola era glaciale" che va dalla metà del XIV alla metà del XIX secolo.

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    2. Credo anch'io nelle tracce che rimangono... niente va perduto! :)

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  5. Visto il tuo legame culturale con la Francia, capisco quanto sia stato brutto per te vedere le immagini di Notre Dame in fiamme. Ma sicuramente la restaureranno nel miglior modo possibile.
    Buona Pasqua :-)

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    1. Posso dire in effetti di avere un legame culturale, ma anche affettivo. Per cui è stato davvero orrendo, specialmente perché tutto si è svolto in diretta come in un film di cui non si sapeva il finale in quanto il rischio che tutto andasse in cenere era altissimo. :( Ancora tantissimi auguri di Buona Pasqua e grazie mille del commento. :)

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  6. Lunghi e gravosi anni per costruire, pochi dolorosi minuti per distruggere.

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    1. Ed era anche riuscita a superare i saccheggi e gli scempi della rivoluzione!

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  7. I momenti dell'incendio sono stati terribili. È strano come un monumento lontano da noi, che per giunta non si è mai visto, come nel mio caso, susciti questa angoscia mentre lentamente viene divorato dalle fiamme.
    Impariamo che esistono dei luoghi che sono parte integrante della nostra identità, come del resto ci hanno dimostrato i tragici fatti delle Torri Gemelle.
    Per fortuna nulla di irreparabile, ma i danni sono comunque ingentissimi.

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    1. Sono d'accordo con quanto dici, Luz: sembrava di vedere un essere vivente che bruciava, e il tutto sembrava incontenibile e destinare a peggiorare di momento in momento. Notre Dame è un simbolo, come San Pietro o la Porta di Brandeburgo, di capitale importanza per eventi storici di portata epocale.
      A Parigi sono stata quattro volte :) ma parecchi anni fa, mi piacerebbe tornare per vedere altro, come lo splendido ciclo di arazzi fiamminghi del XV secolo con la dama e l'unicorno.

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QUALCOSA DI ME

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Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato cinque romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ho in cantiere una trilogia di romanzi ambientati nel periodo della Rivoluzione Francese, ed è in corso la revisione del romanzo "Le regine di Gerusalemme". Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

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