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"La Storia siamo noi."


sabato 1 dicembre 2018

"Il più grande dei re", il mio racconto premiato a Philobiblon


"È l’ultima notte della mia vita. L’ultima. Non appena Febo diffonderà la sua luce nel cielo, e le stelle impallidiranno, i miei carnefici entreranno da quella porta, scintillanti di lance e con la spada al fianco. Non mi giustizieranno qui, ma, con tutta probabilità, mi trascineranno nell’Ager Calventianus, la plaga desolata che si stende attorno alla città. Là mi decapiteranno, mi strangoleranno, o peggio."


Così inizia il mio racconto


Il più grande dei re

che, come molti di voi sanno, ha ricevuto il premio come primo classificato nell'ambito di Philobiblon, che è la costola letteraria del premio Italia Medievale. Quest'ultimo coinvolge molte sezioni dedicate a diffondere la conoscenza del Medioevo, tra cui saggistica, prodotti multimediali, compagnie storiche, progetti scolastici...

Tenevo particolarmente a partecipare perché da molto tempo volevo scrivere su un personaggio che mi ha affascinato sin da quando ero bambina e mi sono innamorata di quella grande narrazione che è la Storia. In essa si possono leggere vicende avventurose e ricche di colpi di scena, coincidenze e intrighi che sono degni della penna di un grande scrittore: non bisogna aggiungere nulla o, in realtà, molto poco, al di là dell'aderenza alla fedeltà delle fonti.

Il protagonista del racconto è  un re che arrivò in Italia alla testa del suo popolo, i Goti, nel lontano 489 dopo Cristo, descritto in prima persona da chi lo amò e lo venerò oltre misura. Un re soprannominato il Grande per la lunghezza del suo regno e soprattutto per la magnificenza delle sue imprese; e soprattutto per il suo tentativo di far convivere due popoli - i Goti e i Romani - che non si amavano e che si disprezzavano. Un tema, quello della convivenza, quanto mai attuale! Si tratta di Teodorico di stirpe germanica, che nasce sulle sponde del lago Balaton dalla nobile famiglia degli Amali, e il cui nome significa “dono di Dio”. Ed è un principe la cui esistenza e personalità sono talmente incredibili che le sue gesta si mescolano al mito, come spesso accade quando si arretra molto nel tempo:

"Del resto, Teodorico era una leggenda vivente. Al suo passaggio scaturivano narrazioni, generate dalla terra che calcava, dalle acque dove si bagnava, dall’aria che solcava, dal fuoco presso cui si riscaldava: a caccia nelle foreste, incontrava cerve dalle corna d’oro, parlava con i pesci magici di un lago, vinceva in combattimento Laurino delle Dolomiti con la sola forza del suo braccio vigoroso, induceva le rupi ad assumere le sue sembianze." 


Come ho detto in occasione della premiazione, vorrei anche spezzare una lancia per difendere in primo luogo la Storia, che tanti screditano o ci fanno odiare soprattutto in ambito scolastico, e che non è un argomento noioso, fatto dell’enumerazione di date, battaglie o trattati. Certo, ci sono anche quelli, ma si tratta di histoire-bataille, come asseriva sprezzantemente il grande storico Marc Bloch, che ci ha indicato la strada per la riscoperta degli studi sociali. “La Storia siamo noi”, come recita lo slogan del blog ripreso da una fortunata canzone e un altrettanto fortunato programma, ed è fatta da esseri umani di carne e sangue. Noi non siamo un succedersi di miniature o immagini inerti, ma uomini donne mossi dalla passione. Nello scorrere della Storia, come individui e come parte di un flusso ininterrotto, il nostro destino è quello di prendervi parte, sempre, anche in questo momento.



La Storia è passione espressa in molteplici direzioni al positivo o al negativo, verso la politica, gli ideali, la giustizia, il potere, la religione, il lavoro, l’arte, l’amore e l’avidità, anche il dolore e la fatica di vivere dei contadini, degli schiavi, degli operai, delle donne che aspirano a un mondo più giusto e di uguali. Come tale spesso è racchiusa nel non detto, e come tale rischiarata da luci e incupita da ombre. Anche il re dei Goti Teodorico era fatto di luci e ombre ed era molto amato ma anche molto temuto. Era grande ma, forse, non era lui il più grande dei re.

Se volete ammirare la splendida sacrestia del Bramante presso Santa Maria delle Grazie dove si è svolta la cerimonia di premiazione, non vi resta che cliccare sul seguente link del mio canale Youtube dove potrete vedere un breve video di circa 4 minuti con la mia modesta persona, ripresa da un amico, per fortuna in lontananza. Se invece volete vedere l'intera premiazione, ecco qui il video di Italia Medievale.

Per quanto riguarda il racconto inserito nell'antologia, immagino che vogliate leggerlo e siate curiosi di scoprire chi è la voce narrante e chi fosse il più grande dei re. In questo caso occorre aspettare l'approntamento e il caricamento su Amazon dell'antologia da parte di Italia Medievale. Vi tengo informati. :)

***


Fonti immagini: Wikipedia

  • Frontespizio di Teodorico, da un manoscritto tedesco del XII secolo - Università di Leida
  • Mosaico nella Basilica di Sant'Apollinare Nuovo a Ravenna, con "Il palazzo di Teodorico"di scuola ravennate italo-bizantina. I dignitari Goti di questo mosaico furono frettolosamente rimpiazzati da tende, per opera dei bizantini.
  • Soffitto del Battistero degli Ariani a Ravenna, fatto costruire all'epoca del re ostrogoto Teodorico, a partire dalla fine del V secolo, terminato poco dopo, nella prima metà del VI secolo. 

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26 commenti:

  1. Congratulazioni, sia per la vittoria sia per la narrazione che ci hai fatto riguardo alle tue ispirazioni storiche.
    Ciao!

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    1. Ciao Nick, grazie del commento e dell'apprezzamento. Buona settimana!

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  2. Interessante, ma anche ispiratore questo tuo post. Sai che il mio percorso è stato proprio dall'indifferenza verso la storia alla scoperta - non molto sensazionale, ma per me lo era! - che la storia è fatta delle vite di uomini e donne. Ti faccio ancora i miei complimenti! :)

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    1. Conosco il percorso che hai fatto e spero di avervi contribuito almeno un po'. ;) Mi dispiace dirlo, ma alle volte è proprio la scuola a farci odiare certe materie. Per me l'ora di storia era una vera goduria, ma non per tutti era così.

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  3. Bravissima Cristina, la tua passione per la storia sta dando ottimi frutti anche in campo narrativo. Un amore a tutto tondo.

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    1. Un amore ampiamente ricambiato, come quando si ama la natura e questa ci viene incontro con mille sorprese. A livello narrativo la storia è un'amante esigente, ma ti dà tante soddisfazioni. Grazie del passaggio e a presto!

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  4. Grande Cristina. Vincere a un concorso tematico è una doppia coccarda. Tu romanzi la storia nel solo modo che un bravo insegnante riesce a veicolare la sua materia: amandola.

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    1. Mi ricordo l'insegnante di lettere e storia alla scuola superiore di mio figlio, davvero straordinario. I ragazzi lo amavano e lui amava i suoi studenti, e rendeva loro la storia appassionante oltre ogni dire. Grazie per il commento e un abbraccio.

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  5. Meravigliose soddisfazioni. L'intervista è molto bella (ti ho lasciato un commento sul tuo canale), così come la cornice nella quale la premiazione è avvenuta. Ho visto qualche frammento del video generale del premio, che scopro essere molto prestigioso. Mi piace che premi diversi aspetti del raccontare il Medioevo, nondimeno non manca neppure l'interpretazione in qualche modo di tipo "teatrale".
    Bravissima.
    Teodorico, figura controversa, di certo affascinante in un'epoca fatta di luci e ombre che richiede una ricostruzione accurata per poterne comprendere il significato.

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    1. Sono le soddisfazioni che ti fanno andare avanti a scrivere, nonostante tutte le fatiche e le delusioni. Ti ringrazio tantissimo anche del commento sul mio canale, cui ho risposto ieri sera. Sì, come hai giustamente notato, il premio mira a gratificare coloro che si adoperano per far conoscere il Medioevo con vari progetti, compresi anche quelli scolastici.
      C'è anche una sezione multimediale che, volendo, coinvolge il teatro. Magari la compagnia del mio Diavolo potrebbe partecipare l'anno prossimo. ;) Come Bernabò Visconti, anche Teodorico è una figura che ben si presta a essere narrata sotto varie forme, essendo un autentico gigante e, per i suoi tempi, un uomo del tutto anomalo.

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  6. Brava Cristina, è una bella soddisfazione (ho visto il video!) congratulazioni.
    La storia è maestra di vita e credo che oggi sia più vero che mai, soprattutto perché c'è troppo la tendenza a dimenticare e bisognerebbe ricordare di più per evitare di ripetere errori gravissimi. Io faccio parte di quegli studenti che non amava troppo la storia, ma ammetto di averla cominciata ad apprezzare di più in età adulta, soprattutto guardando certi programmi tipo La storia siamo noi. Mi rendo conto che purtroppo certi eventi tendono a ripetersi (il fascismo e il nazismo si affermarono in un momento di grave crisi economica e oggi mi sconvolge pensare al riemergere delle destre legato alla crisi che stiamo vivendo). Credo che un bravo professore, per far amare la storia ai ragazzi, dovrebbe puntare sui collegamenti degli eventi storici con i risvolti sociali, certo non è facile, però ricordo con piacere la storia della rivoluzione industriale, la rivoluzione francese e l'avvento dell'umanesimo, proprio perché li sentivo vicini ai nostri tempi, quasi temi universali.

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    1. Ti ringrazio del bellissimo commento, e anche di quello che mi hai lasciato sul canale. La mancanza di memoria storica di un popolo è una questione gravissima, anche perché, com'è ovvio che sia, quella generazione che ha attraversato momenti drammatici muore, e la generazione successiva non può rammentare. Per quello, come diceva Primo Levi, bisogna mantenere vivo il ricordo e la narrazione senza mai stancarsi. Al momento sto proprio studiando il Novecento per uno dei prossimi esami universitari, e mi vengono i brividi quando penso che sono nata appena diciotto anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Ad esempio Hitler è diventato cancelliere del Reich nel '33, e trent'anni dopo sono nata io. Saranno anche calcoli puerili, ma a me fa impressione. E ricordo ancora i racconti di mio padre che aveva fatto la guerra d'Africa, come spesso ho detto anche sul blog.
      Il rigurgito delle destre fa impressione, ora come allora.

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  7. Super Cristina, brava! Complimenti.

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  8. La storia è passione e la si sente palpitare quando rivive grazie alla narrazione. Ce n'è bisogno, c'è bisogno di chi, come te, sa raccontarla e renderla viva senza manipolarla.
    Complimenti per il premio meritatissimo.

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    1. Le tentazioni della manipolazione sono sempre in agguato, soprattutto quando ti trovi davanti a eventi o mentalità che danno fastidio, e studiando sui libri universitari non ti dico quanta rabbia provo spesso e volentieri. Una questione su tutte, il pessimo trattamento alle donne nei secoli, considerate prive di identità giuridica, umiliate, vessate e angariate in ogni modo. Che poi le donne hanno opposto forme di resistenza e resilienza davvero straordinarie. Bisogna comunque prenderne atto e narrare così com'erano i fatti. Inutile "modernizzare", perché diventa ridicolo come in recenti serie tv (ma la cosa accade anche nei romanzi).
      Grazie del commento e a prestissimo!

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  9. Complimenti, sicuramente una bella soddisfazione per te :-)
    Con me non ci sono lance da spezzare: la Storia è sempre stata una delle mie materie preferite.

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    1. Sapevo di poter contare su di te! :) Grazie di cuore e buona settimana.

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  10. Tantissimi complimenti per questo premio che conferma la tua bravura a raccontare con grande maestria squarci di storia. Come hai giustamente detto, la storia è ricca di fascino, bisogna solo guardarla nel modo giusto. L'incipit del racconto sembra molto promettente!

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    1. Grazie del commento, Maria Teresa. :) In effetti quando qualcuno si accorge di quello che scrivi, al di là della cerchia ristretta di amici e parenti, dà molta soddisfazione. Il contesto della cerimonia di premiazione ha fatto salire il grado di contentezza. ^_^
      E' stato difficile immedesimarmi nello stato d'animo di una persona che sta per essere giustiziata, e l'incipit è basato proprio su questo.

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  11. Complimentssimi per questo premio, Cristina, sono grandi soddisfazioni! Ed è bello vedere che quando ci si mette tanta passione e impegno vedersi ripagati! 😊
    Io non credo che la Storia come materia sia molto screditata. Da un punto di vista scolastico non lo è più di altre materie, direi. Da un punto di vista sociale temo invece di sì, mi preoccupano molto tutti quei movimenti negazionisti o che fanno finta non sia mai successo nulla o peggio ancora che tentano di riscriverla.
    Che poi nemmeno la Scienza se la passa benissimo in questi tempi. E' la sindrome di Frankenstein...

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    1. Ti ringrazio, Marco! Come scrivevo sopra a Maria Teresa, più che altro alle volte sembra di essere invisibili... :(
      Sì, è preoccupante il negazionismo a livello storico, che però è frutto sia di malafede che di vera e propria ignoranza. Negare ad esempio l'Olocausto, quando ci sono migliaia di testimonianze, filmati, registrazioni e fotografie, ne è la massima, terribile espressione. A questo punto si potrebbe negare qualsiasi cosa.
      Mi ha incuriosito la tua menzione sulla sindrome di Frankenstein, potrebbe essere un bell'argomento per un post (a meno che tu non l'abbia già scritto e mi sia sfuggito).

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  12. "A questo punto si potrebbe negare qualsiasi cosa."
    Siamo già a quel livello. Tu parli di testimonianze, filmati, foto... Prove inoppugnabili, giusto? E invece ti sbagli! Se a questa gente mostri le prove, ti diranno che sono false o manipolate. Non se ne esce.
    Della sindrome di Frankenstein non ho parlato direttamente sul blog anche se spesso la cito; è un paragrafo del mio saggio Ore d'Orrore, per me sono le pagine più contemporanee di tutto il libro.

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    1. Ciao, Marco, grazie anche per questa tua risposta. Purtroppo la malafede e l'ignoranza non hanno confini. Sto giusto studiando l'ascesa del fascismo e del nazismo in storia contemporanea, e purtroppo noto grandi punti di contatto...

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    2. La differenza è che alcune cose fanno ridere, altre meno. Il negazionismo sulla sbarco sulla Luna o sulla Terra rotonda suscita ilarità; quello sull'Olocausto è preoccupante.

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    3. Quella dei negazionisti sulla Terra rotonda non la sapevo!!

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QUALCOSA DI ME

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Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato cinque romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ho in cantiere una trilogia di romanzi ambientati nel periodo della Rivoluzione Francese, ed è in corso la revisione del romanzo "Le regine di Gerusalemme". Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

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