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"La Storia siamo noi."


sabato 20 ottobre 2018

Le parole-chiave delle nostre opere


Chiunque di noi abbia avuto a che fare con le piattaforme di vendita online, per caricarvi i propri lavori, conosce benissimo l'importanza dei tag, cioè le famose parole-chiave che permettono di classificare l'opera agganciandola a determinati contenuti. Anche i blog come questo fanno uso di "tag" o "etichette", sebbene sia fondamentale inserire la descrizione della ricerca.

L'idea per questo post mi è stata fornita prima della pausa estiva dal blogger Marco Lazzara, che ha provato a usare le parole ricorrenti per formare delle Word Cloud con l'aiuto di un programma molto semplice e disponibile online. Qui trovate il link al post di Marco, mentre qui trovate il collegamento per realizzare le Word Cloud dei vostri lavori.

Mi sono quindi sbizzarrita anch'io nel creare le Word Cloud dei miei romanzi, non tanto con le parole ricorrenti perché non disponibili, quanto con i temi che fanno da filo conduttore; ho sempre usato delle fotografie anziché delle forme oppure le stesse copertine perché mi sembrava che venissero meglio. Dal programma potete scegliere i font più adatti, e anche caricare delle foto o delle immagini vostre.

Vi propongo dunque i miei romanzi, e anche dei miei due drammi teatrali, affiancati dalle parole- chiave e dall'immagine risultata dall'elaborazione con le "nuvola di parole", insieme a un brevissimo estratto. Spero che vi piacciano, io le trovo piuttosto strane ma molto suggestive!


Una Storia Fiorentina

Parole-chiave: amore - morte - Firenze - fiamme - Bianca e Guido - rinascita
Nelle campagne fiesolane, il respiro dell’estate soffia con uguale intensità sulle file di contadini che mietono i campi e sulla brigata di cavalieri e donne che, uscendo dalla villa di Bernardo, va alla caccia. In essa, cavalcano affiancati Bianca e Guido, pronti a giocare l’ultima, decisiva partita con la stessa animosità di due mortali nemici.

Il Pittore degli Angeli

Parole-chiave: pittore - mistero - angeli - arte - Venezia - rivalità - padre e figlio
Ancora una volta era rimasto seduto davanti a lui, immobile e paziente sotto uno slargo di luce, mentre il Maestro, servendosi d’un pennino acuminato, fissava i suoi tratti in svariati schizzi e si sforzava di cogliere, soprattutto, il singolare sguardo dei suoi occhi azzurri, d’un azzurro acquamarina cerchiato di blu, immateriale e distante, così simile, per colore ed espressione, a quello dei felini o degli angeli.





















La Terra del Tramonto

Parole-chiave: crociati - saraceni - bambino - deserto - medico - templari

Cavalcavano al seguito di quelle mandrie di animali, da essi stessi liberati, con moto leggero, quasi elegante, come se, a causa di quella nuvola di polvere cinerina, essi non poggiassero gli zoccoli dei cavalli, o dei calzari, sulla terra, ma avanzassero sopra un tappeto invisibile e compatto che li sosteneva a un palmo dal suolo. Sembravano aerei, allegri, come impazienti di partecipare a una danza, e Ghassan intravide i loro occhi chiari, sotto gli elmi, e gli parvero appartenere a creature ultraterrene.




Le Strade dei Pellegrini

Parole-chiave: viaggio - pellegrini - avventura - cristianità - via francigena - spiritualità


“Che cosa ci fai, a quest’ora di notte, sulla spiaggia?” chiese il ragazzo, spavaldo. “Potrei domandare la stessa cosa a te.” Il ragazzo esitò e il giovane volgeva le spalle al mare; rispose a bassa voce: “Mi chiedevo che cosa c’è al di là del mare.” Il giovane sorrise. “C’è un’altra terra, solo che è molto lontana.” “Non c’è l’abisso che nominano i Rûm?” “No, solamente una vasta distesa di acque.” “Tu ci sei stato, nella terra al di là del mare?” “Sì. Sono stato ovunque.” Improvvisamente il ragazzo pensò ai ginn delle storie maghrebine e a quelli nominati dal Profeta e nello stesso libro sacro, al-Qur’ān e fu colto da un timore superstizioso. Si rese conto di essere solo, sulla spiaggia, con quello sconosciuto spuntato dal nulla, e che avrebbe potuto fargli del male. Spinse lo sguardo verso la prima capanna di pescatori: Agadir era lontana almeno un miglio, e nei paraggi non c’era anima viva.
Eppure continuava a non avvertire una reale paura.
Il ragazzo si fece dunque coraggio e riprese, con la stessa aria spavalda di poc’anzi: “Anch’io voglio viaggiare, come te.”



Il Canarino

Parole-chiave: Parigi - Rivoluzione Francese - prigioniero - visitatore - giovinezza - segreto - morte
















IL MISTERIOSO VISITATORE: (d’un tratto) Ti racconterò un episodio della mia vita che servirà da introduzione a quanto ho da dirti (una nuova pausa. L’altro tace e nell’ombra si ode solo il suo respiro trattenuto) Al Collegio Louis-le-Grand, avevo un canarino che amavo molto, data la mia solitudine. Non me ne separavo mai, ed esso viveva nel cavo della mano come in un nido caldo. Un giorno, un compagno me lo rubò, vi si trastullò per qualche ora, incurante della mia disperazione, infine me lo restituì. Allora, mi rifugiai nel giardino del Collegio e là, accarezzando quella bestiola, le cui belle penne erano state toccate, ed insozzate, dalle dita di quel mio compagno, le strinsi una mano attorno al collo fino a strozzarla (una nuova pausa, poi, scandendo le parole) Ora, tu sei come quel canarino, Camille.


Il Diavolo nella Torre

Parole-chiave: Bernabò Visconti - diavolo - potere - crudeltà - donne - fantasmi - fortuna

BERNABÓ VISCONTI: La Biscia. Il Serpente che divora un essere umano. (Muove il braccio e poi la mano, sinuosamente, a imitare il movimento di un serpente.) Nessuno si ricorda più chi, nella nostra famiglia, s’inventò questo simbolo, potente e astuto al tempo stesso.
(La mano sinistra si alza, chiusa a pugno a simulare una testa. L’altra mano compie un movimento improvviso, l’addenta come un serpente, la inghiotte. Bernabò ridacchia di nuovo, poi lascia cadere la mano.)
Nessuno avrebbe osato far proprio il simbolo del diavolo. Solo noi Visconti potevamo. Noi, che siamo la sua progenie, dove il parente ammazza il parente, esattamente come i serpenti che si azzannano tra loro, a morte, nelle loro tane oscure.
***

Per il mio romanzo


Le regine di Gerusalemme

 che sto rivedendo in questo periodo, ecco le:

Parole-chiave: donne - eros - regina - strega - fanciulla - demone - Tempio di Salomone


***

E voi, quali parole-chiave usereste per definire i vostri lavori e quindi elaborare delle Word Cloud?

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22 commenti:

  1. Sinceramente non saprei forse Storia, vittime, racconto, giustizia. Cose cose come queste. Ma puoi dire meglio tu.

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    1. Ciao Nick, grazie del passaggio. Sì, direi che le tue scelte sono perfette. Forse aggiungerei anche "cronaca", che ne pensi?

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  2. Immagino che funzioni come per le Word Cloud dei blog: le dimensioni del tag dipendono dal numero di volte in cui una parola ricorre. Non creano quindi un po' di inutile confusione i differenti formati di una stessa parola?

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    1. Sì, esattamente, nel programmino inserisci tu l'ordine che vuoi, partendo dal più importante al meno importante. Quindi dà un corpo più importante alle tue prime scelte, e via via diminuisce. Hai ragione, in teoria dovrebbe mantenere costante il corpo della prima parola, ad esempio "crociati" ne "La Terra del Tramonto".

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  3. Così di primo acchito mi verrebbe da dire banalmente "vita": al centro dei miei scritti c'è sempre l'esistenza umana e la sua esperienza (la morte infatti non compare quasi mai in primo piano nelle mie storie, è sempre relegata in sottofondo). Al secondo posto direi "mente" perchè sono affascinato dalle elaborazioni della nostra mente, dai pensieri che riesce a elaborare. E poi "emozioni" perché... beh, direi che non servono spiegazioni ;-)
    Però non ho mai sottoposto i miei testi al vaglio di un contaparole per quantità di utilizzo, chissà quali parole verrebbero davvero ai primi posti...

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    1. Grazie, Ariano. Devo dire che, facendo questo esperimento, la parola "morte" risulta in primo piano, a differenza tua, malgrado non siano storie macabre in sé. Ma indubbiamente la morte è una protagonista costante delle vicende che narro, anche nei drammi teatrali. "Mente" è una scelta molto interessante, direi! Le "emozioni" vanno da sé, sono sempre bellissime. Non so se in effetti esista un contaparole cui si potrebbe sottoporre il testo.

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  4. Non mi ero accorto che si potesse fare direttamente su delle immagini! Bello! )😃

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    1. Sìsì, me ne sono accorta per caso, sai? Siccome non trovavo nelle forme che mi soddisfacessero pienamente, ho visto che si poteva caricare delle foto proprie, e così ho fatto. :)

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  5. Proprio carino l'effetto sulle immagini.
    Io dico vita-donne-emozioni-amore-speranze-sogni-coraggio.

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    1. Belle le tue parole, Nadia. Dato che ho letto il tuo romanzo, concordo pienamente con le tue scelte. Un abbraccio e buona settimana.

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  6. Ecco, quello delle parole chiave è un mondo che non conosco e in tutta sincerità va bene così. Preferisco restare nella mia ignoranza.

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    1. Non è facile individuare delle parole che focalizzino i contenuti dei romanzi, specialmente per una persona assai poco sintetica come sono io. ;)

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  7. Interessante la creazione di queste immagini con le parole chiave, per i romanzi gialli userei le parole: mistero-donne-vittime-amore-passato-emozioni. Le ho buttate giù d'istinto, chissà se sono calzanti...

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    1. Il programma che ha consigliato Marco è molto semplice da usare, oltretutto. Come scrivevo ad Ariano, ci vorrebbe però un contaparole per individuare le ricorrenze nei nostri testi.
      Per quanto riguarda le immagini, io ho usato delle fotografie che si sono trasformate in alcuni casi fino a rendersi irriconoscibile. Ad esempio quella per "Il Diavolo nella Torre" è parte della scultura funeraria di Bernabò, ma sfido chiunque a riconoscerla. Qui ho usato un font molto aguzzo, e puoi variare anche l'intensità del colore.

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  8. Uhm... la parola "indiani" probabilmente risulterebbe quella più usata. Purtroppo non ho potuto usare "nativi", perché dovendo cercare una certa credibilità e coerenza, il racconto della protagonista procede con l'uso di parole a lei note.
    Poi comparirebbe la parola "ovest", o anche "causa".
    Bel gioco questo. :)

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    1. Sì, è un bel gioco e mi sono divertita molto nel veder apparire queste curiose rielaborazioni. Quella de "Il Canarino" con la ghigliottina sembra quasi un poster alla Toulouse-Lautrec, nonostante il soggetto macabro!

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  9. Ma che meraviglia :O Non è solo un gioco molto carino, ma un vero e proprio strumento promozionale! In pratica hai creato delle perfette card per promuovere i tuoi romanzi, combinando insieme immagini e parole. Non vedo l'ora di provare ;)

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    1. A dire la verità non avevo proprio pensato all'idea che siano delle vere e proprie card per promuovere i romanzi. Vedi che hai l'occhio da marketing molto più di me? ;)
      Poi mi dirai delle tue elaborazioni, potresti fare anche un post se lo desideri.

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  10. Ma che brava!
    Non è semplici trovare delle parole chiavi però questo ci porta a sintetizzare il nocciolo della storia. E non è riduttivo, ma dire il succo, l'argomento del testo in questione.

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    1. Grazie, Tiziana, a dire la verità ha fatto tutto il programma. A parte le parole, mi sono limitata a scegliere le font e i colori, anche se ho l'impressione che possa essere potenziato.
      Individuare le parole-chiave è stata la parte più difficile!

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  11. Belle le tue Word Cloud! Quanto alle parole chiave, dovrei ripassarmi la teoria, per applicarla almeno grossolanamente... ho abbandonato il blog alla mia fantasia, da quando ho scoperto quanto sia aleatorio renderlo più visibile. ;)

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    1. Grazie, anche a me piacciono molto: dovrebbero essere le idee sottese ai romanzi/drammi che assumono forma concreta. :)
      Per quanto riguarda i meccanismi della visibilità, siamo nella stessa barca. Si potrebbe fondare una nuova comunità trappista. ;)

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QUALCOSA DI ME

QUALCOSA DI ME
Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato cinque romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ho in cantiere una trilogia di romanzi ambientati nel periodo della Rivoluzione Francese, ed è in corso la revisione del romanzo "Le regine di Gerusalemme". Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

IL MIO ULTIMO LAVORO:

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Ambientato nel 1104, il romanzo narra la fuga dello schiavo Jamil, che, dalle sponde del Marocco, approda ai regni dei Franchi. Nel castello di Montségur s’imbatte una misteriosa compagnia di cavalieri, in viaggio lungo le vie dei pellegrinaggi cristiani. La sua magnifica avventura è solo all’inizio.

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