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sabato 11 marzo 2017

Il mondo degli animali: protagonista è il serpente / 11


Ehilà! C'è qualcuno che mi sta leggendo? Se qualche lettore coraggioso c'è, gli faccio i miei complimenti in quanto il post sul serpente corredato dall'usuale immagine di apertura non è per tutti! Del resto mi pareva di fare un torto a questo animale che ha una pessima fama se non gli avessi assegnato la consueta foto di inaugurazione.

Col termine serpente, oppure ofide, vengono comunemente chiamati i rettili squamati appartenenti al sottordine Serpentes Linnaeus, 1758 (od Ophidia). Sono strettamente imparentati con le lucertole, considerate più "graziose" se non altro perché non uccidono le prede per inoculazione di veleno o costrizione. I serpenti sono animali carnivori, e si nutrono quindi di piccoli animali, compresi altri rettili, uccelli, uova o insetti. Ingoiano la preda senza masticarla poiché, disponendo di una mandibola estremamente flessibile, possono aprire la bocca e ingoiarla in un sol boccone, anche se questa è di grandi dimensioni.

A livello simbolico, letterario e artistico, il serpente è un animale carico di significati. Particolarmente ricco si è rivelato quindi il repertorio cui attingere, da cui ho tratto alcuni esempi che conosco a sufficienza. Ho già in mente di fare un secondo post dedicato al serpente, quindi preparatevi! Partiamo dunque con il serpente letterario e biblico più famoso di tutti i tempi.


Il serpente nel giardino dell’Eden

Nel capitolo 3 di Genesi i progenitori Adamo ed Eva vivono nel giardino creato per loro da Dio. Ma ecco che, sbucato dal nulla, appare il serpente.

1 Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio. Egli disse alla donna: «È vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?». 
2 Rispose la donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, 
3 ma del frutto dell'albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete». 
4 Ma il serpente disse alla donna: «Non morirete affatto! 
5 Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male». 
6 Allora la donna vide che l'albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch'egli ne mangiò.

Come tutti sanno, il prosieguo della storia prevede che Dio, venuto a sapere della disubbidienza delle sue creature a mezzo del tentatore, maledice il serpente. Pone inimicizia tra lui e la stirpe della donna e lo condanna a strisciare e a mangiare la polvere fino alla fine dei suoi giorni, e la donna lo schiaccerà sotto il suo calcagno. E, naturalmente, anche i progenitori vengono allontanati dall'Eden, ovvero dalla vicinanza di Dio e dallo stato di grazia conseguente. 

Il serpente del passo biblico viene associato a Satana. Fiumi d'inchiostro sono stati versati sul passo citato, quindi lungi da me volermi lanciare in dissertazioni teologiche in questo modesto articolo e in uno spazio così esiguo. Quello che mi ha sempre colpito nella maledizione divina a carico del serpente è che Dio lo condanna a strisciare sul ventre, e quindi se ne può dedurre che, prima, deambulasse su due zampe o comunque si tenesse eretto. Il che presuppone se non un animale bipede, qualcosa di molto simile a un essere umano. Per questo motivo ho scelto il quadro che potete vedere sopra; purtroppo non ho trovato l'autore, anche se il tratto duro parrebbe far pensare a una scuola tedesca, come Lucas Cranach ad esempio.


L'ureo nei copricapi dei faraoni dell’Antico Egitto e il serpente di bronzo

Il serpente non è sempre un simbolo negativo, anzi! Proseguendo in ordine cronologico, possiamo ricordare la decorazione a forma di serpente posta, in origine, ai lati del disco solare e successivamente sul copricapo dei sovrani egizi. Nello specifico l'ureo era la rappresentazione del serpente cobra, sacro alla dea Uadjet, venerata nel 19º distretto del Basso Egitto, una delle due divinità protettrici del sovrano. Insieme alla barba posticcia, l'ureo era uno dei simboli esteriori della regalità.

Qui accanto potete vedere la celeberrima, splendida maschera funeraria dell'antico faraone egizio Tutankhamon (1332 a.C.-323 a.C.), posta nel Museo del Cairo. Tutankhamon indossa il copricapo nemes sormontato dalle insegne regali giustappunto del cobra (Uadjet) e dell'avvoltoio (Nekhbet), che simboleggiano il potere del faraone sull'Alto e Basso Egitto.

Un altro serpente benefico e, anzi, curativo è quello di bronzo, anch'esso di biblica memoria. Gli Israeliti sono stati liberati dalla schiavitù in Egitto e viaggiano verso la terra promessa, guidati da Mosè. Ma il viaggio è duro e molti si loro si lamentano. Dio li punisce inviando fra loro dei serpenti velenosi che mietono numerose vittime. Il popolo pentito si rivolge allora a Mosè affinché preghi il Signore di allontanare i serpenti. Dopo la preghiera di Mosè, Dio gli ordina di forgiare un serpente di bronzo e di collocarlo in vista del popolo: chiunque fosse stato morsicato dai serpenti velenosi, si sarebbe potuto salvare solo guardando verso il serpente di Mosè.

Ci sono diverse raffigurazioni del serpente di bronzo, ma il mio preferito è, com'è ovvio, il serpente collocato nella chiesa milanese di Sant'Ambrogio. È posto alla sommità di una colonna con capitello corinzio e la sua fattura è così realistica da sembrare che stia per guizzare via e scendere dalla colonna sopra cui è posto.

Questo serpente specifico ha un'origine piuttosto misteriosa, ed è detto di Basilio II in quanto si dice che venne donato dal basileus  di Costantinopoli attorno all'anno 1000. Con il tempo gli furono attribuite proprietà taumaturgiche, tanto che le donne portavano i figli affinché "il serpente" li curasse, fino a quando l'intervento di San Carlo Borromeo non pose fine a pratiche che considerava idolatriche.


Il serpente nello stemma Visconti 

Di recente non ho più avuto modo di parlare di Bernabò Visconti (qui il link per chi non lo conoscesse), e quindi mi è arrivato da messere un vero scappellotto virtuale. Mi affretto quindi a porre rimedio e a illustrarvi il serpente più famoso di tutta l'araldica medievale nostrana, ovvero di quello che campeggia nello stemma della famiglia Visconti. Il cognome deriva dal latino vice comitis, che significa "vice conti".

Per la verità le origini dello stemma sono incerte, e non si sa nemmeno se sia un serpente, una vipera oppure un drago. Inoltre non è sicuro se la persona che tiene nelle fauci sia un bambino o un saraceno, e se lo stia ingoiando o rigettando. Il rettile ondeggia sulla punta della coda e spesso ha la corona alla sommità del capo. Nell'immagine qui proposta, potete vedere quello che campeggia sul muro esterno dell'Arcivescovado di Milano. La Bissa milanese è invece blu nella versione colorata, usanza che parrebbe derivata da una rappresentazione longobarda.

Quello che è certo è che i componenti della famiglia Visconti, abilissimi comunicatori e propagandisti di se stessi, avvolsero la nascita dello stemma nella leggenda. Infatti secondo Michel Pastoureau, nel libro Medioevo simbolico, in origine i Visconti erano soltanto signori di Anguaria, il cui nome evoca il latino anguis (serpente) e, nella metà del XIV secolo i Visconti introducono a ragione dello stemma una leggenda ammantata di eroismo.

Ecco alcune delle sue molte versioni. La prima narra che Bonifacio, signore di Pavia, sposa Bianca, figlia del duca di Milano. Mentre Bonifacio combatte contro i Saraceni, il figlio viene rapito e divorato da un enorme serpente. Al rientro dalla guerra, Bonifacio si mette sulle tracce del serpente e, scovatolo, lo uccide facendogli vomitare il proprio figlio miracolosamente vivo. Un'altra versione prevede invece che il loro capostipite adotti il rettile nel proprio stemma dopo essersi salvato dal morso di una vipera entratagli nell'elmo durante la Prima Crociata. Un'altra versione, ancora diversa, racconta che il Visconti fu invogliato a far proprio il serpente dopo aver ucciso il drago Tarantasio, un bestione che terrorizzava gli abitanti del lago Gerundo nella zona di Lodi, mangiava i bambini, fracassava barche e aveva pure l'alito pestilenziale.

In tutti i modi i Visconti adottarono un simbolo che, con l'andar del tempo, suscitò un vero e proprio terrore. Chi avvistava le insegne con la Biscia milanese cominciava a tremare perché erano guai sicuri in arrivo. Tra i maggiori nemici dei Visconti erano i fiorentini che crearono per l'occasione dei sonetti con cui gratificavano l'ambiziosa Milano con il titolo di "serpe", "vipera" e altri epiteti affettuosi, stramaledicendola come in questo passaggio del Sonetto per San Miniato di Franco Sacchetti (1370).






Biscia nimica di ragione umana,
che 'l verno, quando l'altre stan sotterra, 
tu vai mordendo e faccendo guerra, 
mancata t'è la tua speranza vana!



Man mano che i membri della famiglia Visconti si succedevano al potere, ognuno di loro apportava dei cambiamenti per "personalizzare" il rettile che compariva ovunque, quindi anche sulle monete. Ad esempio sotto il nostro Bernabò Visconti era diventato un drago crestato come nel fiorino che potete vedere qui sopra. La moneta ha lo scudo dal biscione sormontato dal cimiero con il drago crestato e ai lati le lettere D – B, il tutto entro cornice di quattro semicerchi e quattro angoli. Posso supporre che B fosse l'iniziale di Bernabò, mentre non ho la minima idea di che cosa sia D. Sul retro invece la biscia è sormontata da aquila e accostata dalle lettere D – B.

Sotto il dominio del nipote e ormai duca Gian Galeazzo, la biscia era inserita nel sole serpentiforme i cui raggi evocavano il guizzo di moltissime serpi, come nell'affresco della Rocchetta al Castello Sforzesco di Milano, che potete vedere qui. Beh, insomma, in qualsiasi modo fosse raffigurata, sempre biscia era... e la cosa più straordinaria è che il sole serpentiforme "esplode" letteralmente nella magnifica vetrata dell'abside del Duomo di Milano:



Per concludere rammento il motto Visconti. su cui ogni commento è superfluo:


Vipereos mores non violabo
Non violerò le usanze del serpente


Sir Biss nel film d'animazione Robin Hood (1973)

Sopravvissuti a stento dalle grinfie dei luciferini Visconti, riportiamo il sorriso sulle nostre labbra e facciamo un collegamento ideale con il Medioevo del soggetto precedente. Sir Biss (Sir Hiss in inglese) non poteva certo mancare nella mia galleria di serpenti, perché, nonostante il suo ruolo, è davvero simpatico in quanto è spesso vittima delle sfuriate di re Giovanni.

Si tratta di un personaggio del film d'animazione Robin Hood di Walt Disney, dove  i protagonisti della ben nota storia sono tutti interpretati da animali. Giovanni Senzaterra, usurpatore del trono al fratello Riccardo partito per le crociate, è un leone capriccioso, infido e mammone. Si avvale di un unico consigliere, ovvero Sir Biss, un cobra reale vestito di mantello e cappellino piumato e dalla parlata sibilante, ma che viene ascoltato molto di rado dal sovrano. Il re lo strapazza continuamente, e una volta gli rompe uno specchio in testa, al che Sir Biss esclama: "Gasp! Sette anni di guai! E avete rotto lo ssspecchio di vostra madre!" mandando il re in crisi edipica con tanto di pollice ficcato in bocca.


Curiosità: il serpente più velenoso del mondo

Per concludere, il Taipan occidentale è il serpente più velenoso del mondo. La resa massima registrata per un morso è 110 mg, sufficiente per uccidere circa 100 esseri umani, o 250.000 topi. È 50 volte più velenoso del Cobra comune. Se volete vedere il Taipan, cliccate qui.

***

Non vi chiederò se vi piacciono i serpenti, ma se siete riusciti ad arrivare fino in fondo alla mia carrellata e se avete qualcosa da raccontare di vostri incontri con questi rettili. Io ne ho diversi!

***

Fonti:
Immagine iniziale: Pixabay
Fiorino visconteo: http://www.astanumismatica.it/
Immagine dell'abside del Duomo scattata da me
Tutte le altre immagini: Wikipedia

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28 commenti:

  1. Ho un atteggiamento neutrale verso i serpenti. Né mi respingono né mi attraggono.
    Di serpenti da citare me ne sono venuti in mente molti, dal serpente ouroboro a Kaa del Libro della giungla.

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    1. Ciao, Ivano! Infatti avevo in mente di trattare proprio il serpente uroboro e Kaa nel prossimo post, insieme ad altri meno noti. :-)

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  2. A parte qualche biscia sui sentieri di montagna, non ho incontrato altri serpenti... però mi è giunta notizia, qualche tempo fa, della fuga di un serpente da un appartamento situato nella via in cui abitavo anni addietro: meno male che non è accaduto quando vivevo ancora lì ;-D :-D

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    1. Ciao, Clem. Eh, sarà stato il solito intelligentone che si tiene il serpente in casa. Anni addietro avevo saputo da un negoziante che ci sono persone che, oltre ai pitoni, comprano anche i topolini vivi che liberano nel loro appartamento in modo che il serpente possa cacciarli. Brrr...

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  3. Tu mi vuoi morta, Cristina!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Per una biscia io strillo come... peggio di una sirena da fabbrica.
    bleah!!!!!! Incontrati due volte qui davanti a casa tra l'erba.
    Urlo disumano, gambe paralizzate e il mio vicino che mi chiedeva cosa stesse succedendo. Quando gli raccontai della biscia mi rispose... ma povera bestia! Gli hai fatto venire un infarto a urlare così.
    Avrei ammazzato lui ahahahhaha
    Poi avrei ammazzato mio marito perchè quando glielo raccontai mi chiese subito preoccupato... mica l'hai uccisa? Povera biscia....
    mariti!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! ahahahahahah

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    1. Ahahah!!! Sapevo che avrei trovato qualcuno terrorizzato dai serpenti. Pensa che ho una zia, nata e cresciuta in Trentino, che non può nemmeno vederli nei documentari: comincia a urlare come una matta e corre a nascondersi nell'altra stanza. Non ti dico le sceneggiate quando trascorrevo le mie estati in Trentino. C'erano anni in cui li si trovava dappertutto, persino nel prato dietro casa.

      Il tuo aneddoto me ne ha fatto venire in mente uno simile di un signore che aveva trovato un grosso ragno nella vasca da bagno. Invece di ucciderlo, lo aveva estratto con delicatezza e deposto sull'erba, dicendo alla moglie che lo guardava perplessa: "Anche lui è una creatura di Dio." ;-)

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    2. Ehm... aneddoto? Sappi che per me ed Enrico questa è la normalità! Dici che vale la pena di scrivere un libro sulle acrobazie per fare uscire di casa vivi e vegeti animaletti volanti, striscianti e saltellanti (per non parlare di quelli con cui si convive benissimo)? ;)

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    3. Sarebbe carino scrivere un libro di racconti per bambini, che dici? Magari anche illustrato. Io però come sai non sono molto tagliata per i racconti indirizzati alle giovani generazioni. :-)

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  4. Anche se non lo chiedi, te lo dirò lo stesso: mi piacciono anche i serpenti, sì! Una volta, in giardino, Paolo mi ha urlato dietro perché gli stavo mostrando un serpentello carino... tenendolo per la coda. Sir Biss è mitico! Hai presente la sua culla? ;)

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    1. Caspita, Grazia! E' proprio vero che ti piacciono tutti gli animali. :-) A me i serpenti non dispiacciono, tutto sommato, e molti hanno una livrea spettacolare: sembrano fatti di pietre preziose. Certamente non vorrei mai ammirare da vicino un Taipan!

      Sir Biss è carinissimo. Oltre alla culla, mi ricordo anche quando si muove in aria con il palloncino e ruotando la coda a mo' di elica per spostarsi. :-)

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  5. Carrellata quanto mai interessante. Di tutti gli usi del serpente come "icona culturale" di riconoscimento, quella degli egizi preferisco di gran lunga.
    Certamente questo rettile non mi spaventa come la rana, della quale ho un autentico terrore misto a raccapriccio. Sono cresciuta fra il centro abitato e la campagna, dove mio papà costruì una casa pezzo a pezzo. Quando io e mio sorella, bambine con le trecce al vento, ci avventuravamo nei boschetti limitrofi, ci capitava di vedere a distanza dei serpenti e di guardarli come sotto ipnosi. Era piccole bisce di torrente, quelle con le squame grigiastre e sfumature verdognole.
    Credo di aver posseduto un bracciale a forma di serpente da giovanissima, ma non l'ho amato mai particolarmente, era stato un regalo e chi me lo aveva fatto mi conosceva assai poco.

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    1. Ciao, Luz, grazie del commento e del tuo ricordo che, come sempre, hai saputo raccontare in maniera vivida. :-)

      Sai che io, invece, ho una vera repulsione per i rospi? Mentre per i serpenti, e le vipere in particolare, ho un rapporto di reciproco rispetto, i rospi mi ripugnano. Ricordo una passeggiata nel sottobosco con una mia cugina trentina. Si stava tornando e aveva appena piovuto. Incollati alla parete rocciosa di lato al sentiero, c'erano numerosi rospi, e alcuni altri bevevano dalle pozzanghere. Sembrava un film dell'orrore, almeno per me. E che cosa fa questa cugina? A mani nude stacca un rospo dalla parete e per scherzo me lo tira addosso! Meno male che ho avuto la prontezza di aprire un ombrello che, da brava cittadina, avevo dietro e di parare il rospo! Che poi se ne è andato via a saltelloni e stordito per il colpo, nascondendosi tra le felci.

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  6. Come sempre un'esposizione molto esaustiva e ricca di curiosità non note, quindi vero apprendimento per chi le legge. Per dire: conoscevo lo stemma visconteo, ma non sapevo perché vi figurasse il serpente. Le ipotesi che riporti saranno pure, appunto, ipotesi, però danno una mezza idea.
    Incontri coi serpenti ne ho avuti da bambino, quando i miei famigliari passavano un mese in campagna. Il mio ricordo più vivido è quando, durante un'escursione, da un anfratto scappò fuori un serpentello ed era proprio vicino a me. Presumo che fosse un'innocua biscia, ma mia zia, vedendo il suo nipotino prediletto "minacciato", iniziò a colpirla col bastone da scampagnata con una foga tale da spaccargli la testa. Davvero, ricordo ancora l'impeto di mia zia, le avrà mollato una decina di bastonate, ho visto proprio la biscia (o vipera che fosse, ma ne dubito) con la testa schiacciata e staccata dal resto del corpo.

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    1. Ciao, Ariano, grazie mille per il commento e per aver apprezzato il post. Non sembra, ma questi post richiedono un bel po' di ricerche sia in rete sia nella memoria. Ad esempio l'origine dello stemma Visconti è un assemblaggio di letture, appunti di conferenze e indagine sul web.

      Io ho un'avuto un'esperienza molto simile alla tua. Eravamo tra l'altro in alta montagna e le mie cugine e io stavamo prendendo il sole su dei massi in pendenza accanto a un laghetto. A un certo punto le mie due cugine sono scese per andare a fare il bagno. Io ho detto che le avrei raggiunte a breve. Dopo poco mi metto seduta e vedo ai piedi del sasso un serpente grigiastro che scende verso il lago per bere, quindi nel punto vicino a cui si trovavano le bagnanti. Prendo allora il bastone e, dall'alto, comincio ad assestargli dei colpi sulla testa, ma non l'avevo ucciso subito in quanto era come incuneato in una rientranza. Alla fine ce l'avevo fatta. Eravamo incerte se si trattasse di una vipera o un serpente d'acqua, e siamo tornate a casa, io con il serpente di traverso su un bastone. Non ti dico l'accoglienza dei parenti, ancora un po' e venivo soprannominata l'Ammazzavipere... perché proprio di vipera si trattava! E con tutta probabilità mi era scivolata accanto mentre ero ancora sdraiata a prendere il sole.

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  7. Caspiterina quante notizie sui serpenti, un post davvero molto esaustivo Cristina. Sulla storia di Adamo ed Eva mi sono sempre chiesta: ma tutto questo per una misera mela? Potevamo vivere beati nel paradiso terrestre e invece siamo qua a soffrire. Serpentello malefico! Un altro modo per dar la colpa alla donna che si è fatta influenzare dal serpente...vabbè. I serpenti non mi fanno impazzire anche se le lucertoline mi sono simpatiche quando se ne stanno lì al sole a cercare tepore, però Sir Biss mi piaceva. Ma sai che da ragazzina avevo un anellino d'oro a forma di serpente con la testa con uno zirconcino rosso che mi piaceva tanto.

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    1. Grazie mille del commento, Giulia. Ah, sì, anche il passo di Genesi ha contribuito non poco a screditare la donna... come al solito non si è mai persa un'occasione per farlo. :-( Tra i miei ricordi serpenteschi, tutti appartenenti al periodo in cui trascorrevo le estati in montagna, sono compresi gli orbettini. Questi in realtà sono delle lucertole senza zampe. Quando era il tempo della fienagione, sia i macchinari sia gli esseri umani muniti di falce tagliavano l'erba. In queste occasioni schizzavano via non so quante bisce che cercavano di mettersi in salvo, ma qualcuna finiva tranciata. Poi seguiva la discussione tra noi partecipanti alla fienagione che, in circolo attorno all'animale, stabilivamo dalle caratteristiche se fosse una vipera o un orbettino.
      Sai che anch'io da ragazza avevo il tuo stesso anellino? :-)

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    2. L'anellino a serpente per le bambine mi sa che era piuttosto diffuso una volta, se non ricordo male era una specie di portafortuna e doveva tenere lontano il malocchio. Vedi che ricordi solleciti con il tuo post, io me ne ero dimenticata! È bello scoprire delle cose in comune ;-)

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    3. E' bello davvero, anch'io mi ero dimenticata di questo anellino a forma di serpente. Ne andavo piuttosto fiera, mi sembrava di essere... trasgressiva!

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  8. Terribili! Sotto casa mia c'è un rettilario e quando ci siamo trasferiti la prima cosa che ho fatto è entrarci con mio marito. Curiosavamo fra le teche affascinati da un mare di specie di serpenti, iguane, non ti dico! quando ci ha raggiunto il proprietario che ne ha preso uno e se lo è attorcigliato sul braccio con una familiarità impressionante. Ci ha chiesto di accarezzarlo, persino, io che manco i cani... Insomma, sono animali che trovo spaventosi, per nulla simpatici, se non nella versione disneyana in cui ho letteralmente adorato Sir Bis. Hanno quel modo infido di strisciare, gli occhi fissi, quella lingua che sembra una minaccia continua... Brrrr!

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    1. Ciao, Marina, grazie mille di essere passata. Il signore con il serpente attorno al braccio mi ha fatto venire in mente la famosa piazza Jamaa el Fna a Marrakech con giocolieri, venditori, incantatori di serpenti, mangiafuoco. Lì sembra di tornare indietro a una sorta di Medioevo arabo, anche se naturalmente molti si esibiscono a uso e consumo dei turisti. Oltre agli incantatori, c'è anche gente che gira proponendo ai turisti di farsi fotografare con i serpenti al collo. Un uomo aveva messo al collo di un'amica un rettile e lei non aveva battuto ciglio. Poi magari se vede un'ape che le svolazza attorno ha una crisi, ma i serpenti le sono simpatici! Vai a capire da dove derivano le nostre idiosincrasie.

      Io ho un vero terrore per i pipistrelli, piccoli o grandi che siano. Con tutto questo, ho fatto il viaggio di nozze in Africa dove i pipistrelli dove dei veri biplani che volano bassi. In pratica ho passato quindici giorni tornando al bungalow, la sera, strisciando come i Marines.

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    2. OMMIODDIO, mi hai fatto pensare ai pipistrelli!
      E comunque, ci sono molti animali per i quali provo una sorta di ossessivo ribrezzo: le cavallette, le blatte, i ragni, i gechi...
      Che animali hai in programma per questa rubrica? :)

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    3. I pipistrelli sono dei topi che volano, e non aggiungo altro. :-(

      Dunque dunque... :-) per questa rubrica ho già parlato del topo, maiale, gatto, coniglio, uccelli, cane, orso, tigre, leone, cavallo e serpente che puoi trovare tutti radunati sotto l'etichetta SCRITTURA > Il mondo degli animali. Farò sicuramente il pesce e la pantera, anche se per quest'ultima devo vedere un certo film perché mi sono accorta di avere poco materiale. Poi probabilmente farò anche il post sulla formica.

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  9. Da ragazza ho avuto diversi incontri ravvicinati con delle vipere, e non in senso figurato, ma andando per i boschi a cercar funghi. Per fortuna, sempre senza conseguenze. L'ultimo incontro che ho avuto con un rettile è stato un paio d'anni fa, in una vasca d'acqua termale nella Val D'Orcia, circondata da uno spettacolo naturale paradisiaco. Hai presente i serpenti Frustoni? Quelli verdi-gialli, grossi, lunghissimi e velocissimi? E'sfrecciato all'improvviso sull'acqua come un idrovolante e mi è passato accanto sfiorandomi il braccio, per poi scomparire nel prato adiacente.Tutti i presenti, compreso mio marito, hanno urlato, tranne me. C'era anche un medico che mi si è prontamente avvicinato, pensando che mi sentissi male o fossi rimasta pietrificata dal terrore. In realtà ero scivolata in una specie di torpore incantato: ancora oggi me lo ricordo come una sorta di sogno o un incontro con un animale mitologico, devo dire estremamente elegante. Comunque da allora preferisco evitare i Paradisi...e i loro serpenti!

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    1. Ciao, Stella, grazie per il commento e buon lunedì come prima cosa! Mamma mia, che esperienza traumatica la tua. No, non conoscevo questo serpente "frustone" che, a quanto hai raccontato, vola letteralmente sull'acqua. Penso che anch'io avrei urlato per la paura, come hanno fatto coloro che hanno assistito alla scena.

      Avevo visto invece un documentario su un bambino in India che catturava dei serpenti enormi rispetto a lui per poi venderli e ricavare dei soldi per la famiglia. Era impressionante vedere vedere questo esserino e il serpente che, levato, era alto tanto quanto lui! Un vero e proprio duello per la propria sopravvivenza.

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  10. Se c'è almeno una teca tra me e lui nessun problema. E Biss è un mito!

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    1. Non come Indiana Jones nel film I predatori dell'arca perduta, quando si trova circondato dai serpenti di cui ha il terrore. Però sir Biss è adorabile. :-)

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  11. Ma come? Questa volta niente citazioni letterarie e cinematografiche?
    Rimedio io. Dato che hai già citato Indy (aggiungerei anche Indiana Jones e l'Ultima Crociata), io dico Jena (nell'originale Snake) Plissken di 1997 - Fuga da New York e il racconto La Madre dei Serpenti di Robert Bloch.

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    1. No, niente citazioni letterarie, a parte quella biblica che non saprei se considerare valida come letteratura di AA.VV.? ;-) E di film con serpenti ne ho visti pochini. Grazie per gli esempi per rinfoltire la carrellata! A presto.

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QUALCOSA DI ME

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Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato cinque romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ne ho in cantiere uno ambientato nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

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