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mercoledì 11 gennaio 2017

Il Caffè della Rivoluzione - Bertrand Barère, il trasformista della politica / 7





Con il nuovo anno riapre anche Il Caffè della Rivoluzione che vi offre i suoi gustosi approfondimenti a base di croissant, chiacchiere, cioccolata e bevande calde, corroboranti e appropriate visto che ci troviamo in gennaio e in questi giorni fa molto freddo!

Niente di meglio che stare al chiuso e andare a teatro, non trovate? A proposito di teatro e Rivoluzione, vorrei raccontarvi una bella esperienza dello scorso anno. Andai infatti al Teatro Strehler a vedere con un'amica La Morte di Danton, dramma in quattro atti di Georg Büchner, dal titolo originale di Dantons Tod, scritto tra il gennaio e il febbraio 1835. L'opera viene pochissimo rappresentata in quanto dura più di tre ore, consta di una ventina tra attori maggiori e minori, oltre alle varie comparse, ha un testo molto complesso con disquisizioni politiche e filosofiche non facilmente digeribili e richiede un allestimento dispendioso o comunque impegnativo. Io naturalmente ero felice come una bambina in procinto di ricevere i regali di Natale e, anzi, mi buttai allo sbaraglio senza sapere quasi niente dell'opera, se non che era una pietra miliare sulla Rivoluzione Francese.

Il dramma per la regia di Saverio Martone mi piacque immensamente e alla fine dello spettacolo comprai il testo e anche una sorta di pieghevole che mostrava i personaggi dell'epoca in ritratti o incisioni, accompagnati dall'attore che li interpretava. Lo portai a casa e mio marito, incuriosito, lesse tutte le biografie e alla fine commentò, restituendomi il pieghevole: "Questo qui è proprio il tipo del politico che se la cava sempre."


L'arringa di Robespierre alla Convenzione per inchiodare Danton.
Robespierre è interpretato da uno straordinario Paolo Pierobon.
Saint-Just è il primo sulla destra.
Questo qui è l'uomo da me soprannominato VB, ovvero il Viscido Barère. Nel sottobosco dei personaggi minori e poco conosciuti della Rivoluzione, se non dagli addetti ai lavori e dagli appassionati, Bertrand Barère (1755-1841) spicca come la tipica persona che passa da uno schieramento a un altro vuoi per acquisire potere, vuoi per incensare il vincitore vuoi per salvarsi la pelle. All'epoca della Rivoluzione Francese, non esistevano dei veri e propri partiti, che venivano visti come il fumo negli occhi a causa della convinzione che fossero generatori di lotte fratricide in seno alla Convenzione, il che peraltro non fu evitato, ma più che altro raggruppamenti politici.

Barère riuscì comunque a passare pressoché indenne attraverso il crollo della monarchia, il Terrore rivoluzionario, la ghigliottina, il colpo di stato per rovesciare Robespierre, l'avvento di Napoleone. Ai giorni nostri, uno come Barère si potrebbe equiparare a uno Scilipoti, un Verdini o un Razzi.

Ecco la scansione della doppia pagina. Se cliccate sulla foto e allargate la breve biografia, potete leggerla agevolmente. Siccome non sono del tutto sicura che ciò accada, ve la riporto anche qui di seguito:
Bertrand Barère, 39 anni, educato come gentiluomo, del quale aveva tutte le maniere, uomo buono per tutti i salotti, colto, poliglotta, fu uno dei principali fautori e organizzatori del regime del Terrore. Promotore del Comitato di Salute Pubblica ispirò la politica estera aggressiva della Repubblica e fu rigido assertore di provvedimenti fortemente repressivi contro i nemici della Rivoluzione. Cospirò contro Robespierre ottenendone la condanna a morte, ma venne poi imprigionato dalla nuova classe politica termidoriana. Riuscito a fuggire alla ghigliottina, fu successivamente richiamato e amnistiato da Napoleone. 

Per ulteriori approfondimenti su VB, potete anche cliccare sul link wikipedia.


***

Vi piace andare a teatro? E vi siete mai imbattuti in qualche personaggio cosiddetto minore, reale o letterario, che abbia acceso la vostra immaginazione?


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18 commenti:

  1. Mai sentito nominare, ma spesso sono le figure "secondarie" quelle più interessanti.
    Forse la figura secondaria più interessante è Queequeg, che si trova in "Moby Dick" (o almeno: è quella che mi viene in mente per prima). L'indigeno dei mari del Sud che si fa costruire la bara salvagente, che poi servirà a Ismaele per sopravvivere alla disfatta finale.

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    1. Le figure "secondarie", come dici giustamente, spesse volte tirano i fili degli eventi proprio come i grandi burattinai. Basti pensare a certe regine della Storia i cui mariti erano delle pallide figure e si limitavano a eseguire gli ordini coniugali.

      Queequeg me lo ricordo bene, era quell'indigeno di cui Ismaele aveva una gran paura all'inizio e che invece, appunto, salva la vita al protagonista.

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  2. Beh, il fatto che non venga neppure ricordato fra i protagonisti della Rivoluzione la dice lunga: non credo che Scilipoti o Razzi verranno ricordati nei libri di storia ;-)

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    1. Hihi, mi sono immaginata generazioni di studenti chine su voluminosi studi critici sul pensiero e sulle opere di Scilipoti o Razzi, con verifiche temutissime. ;-)

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  3. Hai ragione è il tipico politico che se la cava sempre,e ha ragione anche tuo marito!
    Ma sai che l'attore che interpreta Barère ha proprio la faccia giusta (non voglio usare un'espressione poco elegante...ma hai capito che faccia intendo) infatti fa sempre delle parti da antipatico furbo e senza scrupoli. Comunque riguardo alla tua domanda mi piace andare a teatro, ma faccio fatica ad andarci perchè spesso tra organizzarsi e trovare i biglietti diventa un' impresa ardua...

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    1. Interessante quello che mi dici su Roberto Zibetti, io purtroppo vado poco a teatro e quindi non conosco le nuove leve (sono rimasta ancora a Umberto Orsini eheh). Magari ha fatto anche fiction televisive, ma guardo poco anche la tv. Evidentemente ha quella faccia un po' così - quell'espressione un po' così, adatta a interpretare certe parti.

      Preferisco comunque il teatro al cinema, non c'è proprio paragone.

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    2. Poveretto Zibetti, magari nella vita è una brava persona, ma ha fatto delle parti davvero 'cattive' ;-)

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    3. La stessa cosa accadeva con Warner Bencivegna nei vecchi sceneggiati: era matematico, gli affidavano sempre parti infide!

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  4. La geometria del viso di Barère è invero singolare. Dall'attaccatura dei capelli alla punta del naso è una linea obliqua, dalla radice del naso al mento una linea retta. Avrebbe fatto la gioia di Leonardo da Vinci ;-)

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    1. Ma sai che hai ragione? Non ci avevo proprio fatto caso! Se fossi un'esperta di morfopsicologia, ci sarebbe da farci uno studio! ;-) Comunque la fronte sfuggente non è un bell'indizio...

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  5. Educato, colto, poliglotta... sono qualità, ma come spesso accade quando si parla dei politici, non tutte dipingono una persona amabile.
    Ho fatto caso a quello che dice Ivano: ma è vero! :D

    Personaggi minori...: mi viene in mente compare Alfio de "I Malavoglia", ma forse non è proprio minore. A ben guardare, in quel romanzo, alla fine, nessuno lo è veramente.

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    1. Ciao, Marina! Durante la rappresentazione non avevo notato Barère in mezzo a quella badilata di persone. Figurati che Giuseppe Battiston - l'attore che interpretava Danton, e che fa pure rima - aveva detto scherzando al regista che prima di imparare il copione avrebbe dovuto memorizzare tutti i nomi dei colleghi...

      Con il testo letto prima sarebbe stato molto meglio, in effetti, avrei colto più cose. Ma volevo la sorpresa! Comunque era una serpe, nella biografia di Saint-Just che ho letto di recente viene definito "untuoso".

      Ivano nota delle cose che noi umani... ;-)

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  6. Lapidario il giudizio di tuo marito, ma estremamente calzante. (e avevo pensato agli stessi politici italiani che hai citato tu) :)
    Ho due amici che recitano a teatro e in questi ultimi anni sono spesso andato a vederli: per esempio quando li ho visti ne L'Ispettore Generale di Gogol', ho subito pensato che potrebbe essere tranquillamente ambientato nell'Italia di oggi per quanto continua a restare moderno da un punto di vista sociopolitico.

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    1. Mio marito è piuttosto sintetico nei suoi giudizi, a differenza di me che chiacchiero parecchio, perlomeno sulle pagine scritte. :-) In realtà è impressionante anche solo leggere le biografie del pieghevole, perché si concludono tutte con "Morì sulla ghigliottina." Per questo Barère spicca tanto nell'insieme.

      Che bello avere degli amici che recitano, io ho un amico regista che sta cominciando le riunioni di lavoro con gli attori per mettere in scena il mio dramma storico "Il Diavolo nella Torre". L'altro giorno ho visto delle foto su Fb e mi è quasi venuto un infarto!

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  7. Non conoscevo questo "viscido" XD Decisamente alcune caratteristiche umane si perpetuano nei secoli... rivedo in lui le associazioni fatte relative ai politici nostrani :D
    Per quel che riguarda i personaggi minori, ma sai che quasi sempre io parteggio o ho particolarmente a cuore i cattivi, gli antagonisti, i perdenti, i personaggi meno principali (vedi in Anna Karenina il Lëvin ^_^)?

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    1. Chi lo sa, magari Barère è una reincarnazione di uno dei suddetti politici italiani (tra i tre, propenderei per Verdini, il più "raffinato"), dato che non è riuscito ancora a liberarsi dalla ruota del samsara. ;-)

      Anch'io ho un debole per i cattivi, specialmente se sono perfidi. Secondo me mettono un po' di pepe nella vicenda, altrimenti sai che noia...

      P.S. Un giorno mi spiegherai come fai a mettere i corsivi nei commenti. :-0

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  8. Il tipo umano del Viscido Barère è una figura necessaria a tutti i periodi storici! Come faremmo senza? E Crozza sarebbe in lutto. ;)

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    1. Ehilà! Stasera i nostri commenti si sono incrociati: te ne ho appena lasciato uno sul tuo blog. Per quanto riguarda Barère & company, constatare che questi loschi figuri se la cavano sempre fa venire un po' nervi. Però è vero: se non ci fossero loro, i comici odierni, e di conseguenza i buffoni del Medioevo e i libellisti del Settecento, non avrebbero saputo chi prendere di mira. :-)

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QUALCOSA DI ME

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Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato cinque romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ne ho in cantiere uno ambientato nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

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