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"La Storia siamo noi."


sabato 9 gennaio 2016

I quadri, i romanzi e... le quattro stagioni

Una volta una pittrice mi disse che ogni quadro esprime una stagione: la linea, la composizione, la predominanza dei colori caldi o di quelli freddi, la forza del segno, il tema e molti altri elementi concorrono a far pensare a una stagione anziché a un'altra. Confesso che l'idea mi colpì e mi stuzzicò non poco, e ci ho ripensato a più riprese. Per inaugurare bene il 2016, con questo primo post vi propongo ora un gioco non solo con la pittura, ma anche con ciò in cui siamo maggiormente appassionati, cioè scrivere. Comincerò quindi proponendovi quattro quadri abbinati alle quattro stagioni, per poi passare a quattro romanzi celebri. Come ultima cosa analizzerò il mio ultimo romanzo, assegnandogli una stagione.


Joie de vivre (Gioia di vivere) di Henri Matisse
(1905-1906) -  Merion, the Barnes Foundation
Estate
Questo quadro di Henri Matisse, appartenente alla corrente pittorica dei 'fauves', richiama indubbiamente la stagione estiva per la linea morbida e sensuale, la predominanza dei colori caldi, i corpi spogliati, le coppie allacciate nell'amore. I colori freddi, come il verde e il blu, sono esiliati attorno alla composizione, o sopraffatti dall'abbondanza dei colori caldi, il rosso, l'arancione, il giallo. Alcuni corpi sono sottolineati dal rosso, significativamente nella parte che è a contatto con la terra.

Tutto è un'esplosione di luce e un irradiamento di energia potente. Questa tela ci abbaglia, ci colpisce gli occhi proprio come i violenti raggi del sole estivo ci feriscono la vista, ci inducono a chiudere le palpebre. Quasi ci sembra di avvertire il calore dell'estate.  Il titolo è significativo ed è esplicitamente legato a ciò che esprime il quadro, tuttavia potremmo capire l'opera anche senza il suo aiuto. Nel caso del pittore surrealista Magritte, infatti, il titolo non solo non contribuisce a chiarire il quadro, ma spiazza e introduce un elemento narrativo nelle sue composizioni, come se il titolo fosse un piccolo racconto a se stante.

San Giuseppe Falegname di Georges de la Tour
(1640) - Musée del Louvre, Parigi
Autunno
Il quadro del pittore francese Georges de la Tour mostra il falegname Giuseppe nella sua bottega, in compagnia del piccolo Gesù che, reggendo una candela, illumina il lavoro del padre putativo. L'opera mostra grande realismo nell'esecuzione delle fattezze dell'uomo e nel gesto vigoroso che compie utilizzando il succhiello (strumento tipico dei carpentieri) per perforare una trave di legno.

L'uso della luce, tipico di questo pittore, conferisce volume e fa balzare fuori persone ed oggetti donando alla scena un senso di mistero e di sogno. Il volto del bambino è completamente illuminato, reso diafano dalla luce della candela, le mani sono diventate trasparenti. Lo sguardo di Gesù è assorto in una visione lontana, come se egli sapesse di non appartenere a questo mondo. Il particolare commovente è che, invece, Giuseppe ha gli occhi pieni di lacrime nel fissare quel figlio non suo. De la Tour non introduce alcun elemento religioso nei suoi quadri, che hanno come protagonisti uomini e donne di ceti altoborghesi. Nei suoi quadri procede per allusioni, come in questo dove il foro eseguito dal carpentiere, e la trave, ricordano i buchi dei chiodi con cui saranno fissati le mani e i piedi di Cristo, e il legno della croce.

La composizione richiama l'autunno per i colori prugna e marrone, per l'atmosfera raccolta e domestica, per l'uso della fiammella e degli attrezzi di lavoro.

Ritratto di Eleonora di Toledo col figlio Giovanni
di Agnolo Bronzino (1544-1545 ca),
Galleria degli Uffizi, Firenze
Inverno
Agnolo Bronzino è un pittore di quadri istituzionali, ed è stato uno dei più abili ed incisivi ritrattisti della corte medicea nella Firenze tardo rinascimentale. Tutti i ritratti da lui eseguiti sono caratterizzati da una grande compostezza nei soggetti ritratti, e da un'esecuzione talmente perfetta da risultare fredda. Nel quadro che vi propongo qui accanto sono mostrati la bellissima duchessa di Firenze Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I de' Medici, in compagnia di uno dei suoi undici figli, probabilmente Giovanni nato nel 1543 e destinato a diventare cardinale. Tutto il quadro esprime l'idea del potere assoluto, a cominciare dalla sontuosità dell'abito della donna, dai gioielli che indossa e dalla sua carnagione levigata.

Definisco invernale questo quadro per l'assoluta predominanza dei colori freddi, specialmente per lo sfondo piatto, e per la posa statica e rigida, che comunica un senso di distacco. Il bambino sembra appena più irrequieto, e con gli occhi vispi si rivolge allo spettatore. Se osserviamo bene, tuttavia, negli occhi di Eleonora è celata una sfumatura di malinconia, come accade nell'inverno in cui, sotto il suolo, è nascosta la vita che sboccerà nella stagione successiva.

La lettrice di Claude Monet (1872)
The Walters Art Museum, Baltimora
Primavera
Tra i quadri che si ispirano alla primavera, non poteva mancare un'opera di Claude Monet. Per la verità questo quadro ricevette dal suo autore proprio il titolo di Primavera, poi durante una mostra nel 1876 ebbe il titolo più generico di Donna che legge, o La lettrice. L'opera mostra la prima moglie del pittore, Camille Doncieux, intenta alla lettura in giardino.

Come nel quadro di Matisse, anche se non fossimo a conoscenza del titolo non avremmo dubbi in proposito: i colori pastello, tra cui il rosa soffuso e molto delicato del cappello e della veste, il verde dell'erba e delle foglie decisamente giovani, i fiori appena spuntati, le macchie di sole sulla gonna, e il senso di quiete e di freschezza di questo angolo di giardino non possono che richiamare la più bella tra le stagioni (almeno secondo me!). La donna stessa sembra un fiore in pieno sboccio, e sembra posata su un'acqua verde, sospesa e fluttuante ad una corrente invisibile.


Passiamo ora ai romanzi. Qui il gioco degli abbinamenti si fa più difficile, perché com'è ovvio non siamo aiutati dall'aspetto visivo dei quadri, ma dobbiamo far scaturire la stagione dal romanzo nel suo complesso. Del resto, è questo il bello della narrativa, che mette in moto la fantasia ed è cibo per la mente e l'immaginazione. Anche per questo motivo, ho deciso di non abbinare nessuna copertina, ma di lavorare con voi esattamente come si fa leggendo un romanzo.

Estate - Via dalla pazza folla di Thomas Hardy

Per l'estate ho scelto questo romanzo del 1874 e primo successo letterario dello scrittore. Nel romanzo vengono narrate le vicende del pastore Gabriel Oak, un uomo saggio e concreto. Egli si innamora della bellissima e povera Bathsheba Everdene, ma lei rifiuta la sua proposta di matrimonio. Dopo qualche tempo Gabriel, per un improvviso rovescio di fortuna, perde il gregge e la casa, ed è costretto ad andarsene altrove in cerca di lavoro. Al contrario, Bathsheba riceve un'inaspettata eredità da parte di uno zio, e per un caso Gabriel si trova a lavorare nella fattoria alle sue dipendenze; i ruoli sono così rovesciati. La ragazza dimostra spiccate abilità di imprenditrice nella gestione della tenuta e dei suoi sottoposti, quasi tutti uomini. Nella vita di Bathsheba entrano poi altri due corteggiatori, il fittavolo William Boldwood suo vicino di casa, e il sergente Francis Troy, un giovane spavaldo dai trascorsi poco chiari; e la storia va così a complicarsi enormemente.

Questo romanzo mi ha sempre richiamato l'estate. Come l'estate, è un romanzo solare e pieno di energia, con i suoi paesaggi e i suoi riti agricoli, e con improvvisi e violenti acquazzoni che oscurano il cielo, e non solo in senso reale (ci sono un paio di temporali che minacciano di rovinare il raccolto e la fienagione), ma anche in senso esistenziale. Amo molto Bathsheba, che è un personaggio volitivo e affascinante e tratta alla pari con il mondo maschile che la circonda, facendosi valere; può essere civetta e, a volte, irritante, ma è comunque un personaggio fuori dal comune. E, proprio come in estate, nel libro c'è un personaggio solido come una quercia, come del resto suggerisce il suo cognome, che puntualmente corre in aiuto della donna che ama, e fa ritornare il sereno.

Autunno - La signora Dalloway di Virginia Woolf

Si tratta di un romanzo pubblicato dall'autrice nel 1925. Il romanzo narra la giornata della signora Dalloway e di altri personaggi che, a turno, si trovano sia sullo sfondo che in primo piano. La storia inizia alle 10 del mattino di un mercoledì del giugno 1923, quando Clarissa Dalloway, una ricca signora cinquantenne, si dirige a Bond Street per comprare dei fiori per la festa elegante che sta organizzando per la sera stessa. I movimenti di Clarissa sfiorano il percorso di Septimus Smith, un veterano della Prima Guerra Mondiale, che soffre di disturbi mentali poiché durante la guerra vide il suo migliore amico Evans morire di fronte a lui. Per tale motivo è costretto dalla moglie a sedute con lo psicologo. A livello letterario, il romanzo è estremamente innovativo in quanto applica la tecnica del monologo interiore, o flusso di coscienza, inaugurato da Marcel Proust. I ricordi sono scatenati dalla vista di un oggetto qualsiasi, che va a smuovere gli strati più profondi dell'inconscio, in una continua mescolanza tra memoria effettiva, sogno e realtà quotidiana. Non è un caso la presenza di uno psicologo nella storia.

Ho assegnato l'autunno a questo romanzo in quanto contiene in sé una vena di tristezza, e un insistito presagio di morte e quasi una luce tiepida, declinante. Molti personaggi del libro sembrano tirare le somme della propria esistenza, a volte con rimorso a volte con rimpianto. Alcune figure, come la stessa protagonista, racchiudono un mistero non facilmente spiegabile.

Inverno - Domani nella battaglia pensa a me di Javier Marías

Nonostante il titolo, questo romanzo dello spagnolo Javier Marías pubblicato dal 1994 non appartiene al genere del romanzo storico. Il titolo viene ripreso dal dramma di Shakespeare Riccardo III, atto V, nella notte precedente alla battaglia dove al re usurpatore si mostrano, ad uno ad uno, i fantasmi di coloro che ha assassinato. Ognuno di loro pronuncia la frase: "Tomorrow in the battle think of me, and fall thy edgeless sword; despair and die!" La storia narrata nel romanzo infatti si svolge nella Madrid dei nostri giorni, e ha inizio quando Víctor Francés il protagonista, di professione sceneggiatore per il cinema e la TV, ha un'avventura erotica che si conclude con la morte imprevedibile della donna, che trova cadavere nel proprio letto. Inizia quindi una vicenda complessa, dove si moltiplicano le possibili varianti, tra riapparizioni di persone date per morte, elucubrazioni mentali, alternative che forse non esistono, e altro ancora, il tutto visto dagli occhi di Victor che narra in prima persona questo complicato gioco di specchi cui è sottoposto.

Quando lo lessi, ricordo che ammirai molto la capacità del protagonista nel guidare il lettore lungo i percorsi tortuosi nei ragionamenti del protagonista. Ricordo che lo trovai, però, troppo cerebrale e troppo freddo per i miei gusti... esattamente come l'inverno, dove tutto è immobile allo sguardo, e tuttavia sotto la terra innevata o apparentemente inerte formicola la vita (come nella mente del protagonista).

Primavera - All'ombra delle fanciulle in fiore di Marcel Proust

Confesso che ho fatto una gran fatica a trovare nella mia memoria un romanzo celebre che possa essere abbinato alla primavera, una stagione ricca di promesse, dalla luminosità intensa e crescente e dai colori delicati. Avevo pensato di mettere Fantasia di mandorli in fiore di Lucio d'Ambra, uno scrittore del Ventennio che ho recensito sul blog, ma ben pochi lo conoscono. Allora ho consultato l'elenco dei 100 libri della mia vita, cioè il meme lanciato da Ivano Landi, e mi è venuto in mente il secondo romanzo di Proust appartenente al ciclo della Recherche. Il romanzo narra la storia di un gruppo di fanciulle incontrate dal protagonista a Balbec tra cui troverà un nuovo amore, ed è suddiviso in due sezioni: La signora Swann (Autour de Madame Swann) e Nomi di paesi: I paesi (Noms de pays: Les pays). Il romanzo fu pubblicato dall'autore nel 1919, sei anni dopo il primo volume a causa dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Vi confesso con il massimo candore che, però, non me lo ricordo per niente!

***

Siamo quasi giunti al termine, e quindi chiamo in causa il mio ultimo romanzo 

La Colomba e i Leoni - I La terra del tramonto

ambientato all'epoca della Prima Crociata negli anni 1095-1099 e, in parte, nel 1104. Indubbiamente il romanzo si abbina all'estate, e non solo per questioni geografiche, in quanto si svolge per la massima parte in luoghi dominati dai deserti, dove spesso le temperature sono insopportabili, come il Marocco, l'Andalusia e la Terrasanta. Un altro motivo, forse anche più importante, è che ci sono personaggi pervasi da una luce interiore (come il sufi Mandhur) o consumati dal fuoco divorante dell'amore e dell'ambizione (come il principe maghrebino Ghassan) o purificati dalla fiamma del dolore (come lo schiavo cristiano Jamil).


Naturalmente ora aspetto i vostri commenti, con quattro titoli di romanzi che preferite abbinati alle quattro stagioni. E a quale stagione abbinereste il vostro ultimo romanzo, se siete anche voi scrittori!

***

Aggiornamento:
Hanno partecipato al mio involontario "meme" che ha riscosso grande successo:

  • Ivano Landi: Ecco l'incipit del suo post: "... condivido adesso con piacere questa bella iniziativa inaugurata da Cristina M. Cavaliere con il post I quadri, i romanzi e... le quattro stagioni. Si tratta di abbinare un romanzo e un dipinto a ognuna delle quattro stagioni."
  • Marina Guarneri: Ecco l'incipit del suo post intitolato "Il sapore del romanzo (Stagioni, Narrativa e Arte)": "Cosa vi colpisce, di solito, quando leggete un romanzo, a parte la storia, ovviamente?"
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31 commenti:

  1. Come al solito una bella pagina intelligente e generosa di spunti. Confesso di non aver mai abbinato un romanzo a una stagione. Vedrò di provarci. Estate: "Isole nella corrente" di Hemingway; Autunno: "Il sonno del crepuscolo" di Edith Wharton; Inverno: "Se una notte d'inverno un viaggiatore..." di Calvino; Primavera: "Un incantevole aprile" di Elisabeth von Arnim.
    E adesso, si parva licet, assegno la mia "Mariotta, la quarta bambina" all'estate ambigua e ingannatrice del San Martino, giornata autunnale.

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    1. Ciao Nadia, grazie di essere passata. Conosco gli autori che ha scelto e ho letto alcune opere, ma non quelle specifiche che menzioni. Mi chiedo se persino alla produzione di un autore nel suo complesso non possa essere abbinata una stagione. Ad esempio, per Hemingway non riesco a pensare ad altro che all'estate. Interessante!

      Come sai, ho letto invece la tua "Mariotta, la quarta bambina", e concordo con la stagione abbinata. Non poteva che essere l'estate di San Martino.

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  2. L'estate a "Delitto e Castigo" di Dostoevskij. L'inverno a "Casa desolata" di Dickens. "Anna Karenina" alla primavera mentre per l'autunno direi... "Il grande Gatsby".

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    1. Che begli abbinamenti, grazie! Sì, "Delitto e castigo" è torrido come l'estate, "Anna Karenina" racchiude nuove promesse e "Il grande Gatsby" è una vita fastosa ma ormai avviata alla fine. "Casa desolata" invece è uno dei pochi romanzi di Dickens che non ho letto.

      E i tuoi racconti a quale stagione appartengono?

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  3. Un gioco sicuramente intrigante e colto. Mi ha stuzzicato non poco e adesso devo fare ricorso alla mia memoria di lettrice e vorrei aggiungere di osservatrice e amante di quadri o opere d'arte. Mi permetterai, Cristina cara, di dire la mia anche in quel caso ^_^

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    1. Ma certamente! Anzi, aspetto con molta curiosità le tue scelte artistiche... peccato solo che non si possano inserire nei commenti anche le immagini. Però con il titolo dell'opera e dell'artista si può fare poi la ricerca.

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  4. Dimenticavo (eheheheh): Inverno e Canto di Natale trovo che stiano bene insieme per via dell'atmosfera legata non solo alla festività, ma anche ai sapori e al personaggio che vi troviamo. Segue la Primavera e qui vorrei porre l'attenzione su Apollo e Dafne (Bernini) per via della trasformazione a nuova vita. Andiamo all'Estate e mi viene in mente uno scrittore A. Camilleri; nei suoi romanzi la terra di Sicilia con le sue passioni e gli umori mi riporta proprio all'estate. Ed eccoci all'Autunno con la Canestra con frutta di Caravaggio e il romanzo di un'amica Brumby di Nadia Bertolani.
    Per quello che mi riguarda ho al mio attivo solo due prove letterarie e direi che lego Imperfette solitudini all'estate, vi si respira un'atmosfera briosa.

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    1. Accidenti, che bella carrellata hai fatto, Marilù. Dire che ogni proposta è azzeccatissima. Io mi sono concentrata sui quadri perché non m'intendo molto di scultura, ma Apollo e Dafne è splendido per movimento e anatomia. La Canestra con frutta di Caravaggio l'ho rivista proprio di recente alla Pinacoteca Ambrosiana, e richiama proprio l'autunno per i primi segni di ammaccatura e inevitabile marcescenza (si dice così? mah!).

      Anche tu allora hai un libro estivo... ce l'hai ancora su ilmiolibro.it? Lo trovo lì?

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    2. Sì Cris, il libro si trova sul famigerato sito in compagnia di un altro e un paio di altre mie pubblicazioni. Scusa se approfitto... Beso

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    3. Sono contenta che abbia gradito le mie proposte, sono stata opportunamente stimolata dal gioco e ti ringrazio per le tue parole. Alla prossima sollecitazione ;)

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    4. Hai fatto bene a ricordarmi che ci sono anche gli altri tuoi lavori. "Mo' me lo segno," come diceva Troisi! :-) Quale mi consigli di leggere per primo? Mi ricordo un estratto di "Sette sorelle"...

      Grazie per aver partecipato così attivamente con i tuoi commenti al gioco, che è molto piaciuto. Addirittura Ivano Landi ha scritto un suo post con quattro quadri, quattro titoli e addirittura degli stralci. Se vai sul suo blog, o clicchi sulla mia bacheca Facebook dove c'è il link, puoi leggere anche le sue proposte.

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  5. Che bello questo gioco!
    Il romanzo che sto scrivendo è senza ombra di dubbio autunnale.
    Per quanto riguarda i libri che ho letto...
    INVERNO – Le avventure di Sherlock Holmes. Sarà che uno dei miei racconti preferiti è quello natalizio (Il caso del carbonchio azzurro)
    PRIMAVERA - La divina commedia. È ambientata nella settimana santa e poi è un storia di purificazione spirituale e quindi di rinascita, quindi super primaverile.
    ESTATE – la associa a storie di viaggio in posti lontani. Potrebbe essere i libri di O'Brian, ma anche "Il libro della giungla"
    AUTUNNO – l'istinto mi dice "L'orda del vento", libro, appunto, ventosissimo, che mi fa pensare all'autunno nei posti di mare.

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    1. Grazie delle tue proposte!

      "L'orda del vento" non lo conosco, gli altri sì. Di Sherlock avevo letto quasi tutto, come pure 'O Brian. "La divina commedia" a pezzi e a scuola; come la gran parte di noi, principalmente l'Inferno e qualcosa di Purgatorio e Paradiso.

      A proposito di scuola, vorrei andare a leggermi un tuo post che avevo perso a proposito de "I promessi sposi" e di cui avevo intravisto il titolo...

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  6. Ciao Cristina, ti ringrazio per la citazione del mio meme, ma è successa una cosa un po' bizzarra. Quando ho letto, all'inizio del post, la parola "estate" il mio pensiero è corso subito al libro "All'ombra delle fanciulle in fiore". Se c'è al mondo un libro che io abbino seduta stante all'estate è quello, con la descrizione della vacanza balneare a Balbec. Mi ha quindi stupito trovarlo abbinato alla primavera. Forse è un lascito più che della trama del libro (che dici non ricordare) della tavolozza, sempre dai colori sfumati, della scrittura di Proust. Magari ne riparliamo, perché è molto tempo che penso di dedicare un post alle "Fanciulle" e prima o poi lo farò.

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    1. Ciao Ivano, è stato un piacere citarti... Il tuo abbinamento con Proust-estate per quanto riguarda quello specifico volume della Recherche è indicativo di quanto ogni giudizio sia personale. Infatti il mio intende essere un gioco proprio in questo senso! Aspetto comunque il post sulle "Fanciulle", così mi rinfresco la memoria.

      Per me Proust nel complesso è senz'altro primaverile: chi meglio di lui è capace di inanellare pagine e pagine rarefatte su sensazioni, ricordi, suoni, colori, relazioni, sentimenti e condurre in porto ben sette libri che sono quasi senza trama?

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  7. Interessante tutto, come sempre.
    Uhm, fammi riflettere un po'.
    PRIMAVERA: La signora delle camelie, di Alexandre Dumas
    ESTATE: Eva Luna, di Isabel Allende
    AUTUNNO: Suite francese, di Iréne Nemirovski
    INVERNO: Oceano mare, di Alessandro Baricco

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  8. Grazie di essere passata, Luz. Dei quattro libri che menzioni, ho letto solamente "Suite francese" della grande Nemirovski. Del resto - ahimè - il tempo è poco e i libri belli sono davvero tanti, e per fortuna! A presto.

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  9. Mi piacciono molto i quadri che hai scelto, soprattutto ho trovato azzeccate l'estate e la primavera.
    Per i libri devo ammettere di non averne letto nessuno, ma mi ispira moltissimo "Domani nella battaglia pensa a me" e anche il tuo romanzo, verso il quale simpatizzo già solo perché è un romanzo storico, inoltre è ambientato in luoghi che catturano la mia immaginazione :)

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    1. Ciao Patty, grazie mille del tuo commento. "Domani nella battaglia pensa a me" è un romanzo indubbiamente di alto valore letterario, visto che non succede quasi niente a parte il cadavere iniziale, ed è tutto nella testa del protagonista. Comunque è valido, anche se non mi ha lasciato la voglia di leggere dell'altro.

      Ti ringrazio per l'interesse verso il mio romanzo. Se clicchi sulla copertina nella colonna di sinistra, accedi alla pagina relativa e a tutte le informazioni utili... oltre che a uno stralcio del romanzo sulla battaglia di Ascalona.

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  10. I colori del tuo "La terra del tramonto" balzano fuori dalle pagine, li ho visti e respirati leggendo. Per tentare gli accostamenti che proponi, però, dovrei avere una testa diversa dalla mia... tu sai. ;)

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    1. Grazie del tuo commento a proposito de "La terra del tramonto". In effetti molte persone si sono sentite trasportate nei luoghi descritti, quindi penso che dal quel punto di vista ci ho preso. :-)

      Prima o poi scriverò un post sulla memoria e la scrittura... comincio a rendermi conto di perdere colpi su date ed eventi, e in un'autrice di romanzi storici è pericoloso! ;-)

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  11. Caspita, proponi un tema molto interessante e stimolante.
    Primavera Le affinità elettive
    Estate La fortezza ma anche Una casa alla fine del mondo
    Autunno ... (non mi viene in mente nulla e non vorrei dire qualcosa a caso)
    Inverno Le cronache di Narnia primo episodio
    Il mio ultimo romanzo Figlia dei fiordi, decisamente Estate

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    1. Grazie delle tue proposte, Sandra. Con questo gioco si scoprono sempre nuovi titoli! "Una casa alla fine del mondo" è della stessa autrice de "La fortezza", suppongo.

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    2. No, no è di Michael Cunningham, un romanzo molto intenso. S.

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    3. Grazie! Molto bello anche "The Hours", sia libro che film.

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  12. A me piace Matisse, dunque l'opera qui rappresentata è quella che preferisco.
    Ahimè, non posso dare giudizi, invece, sulle opere perché non le ho mai lette.
    Ho preso l'impegno di provare a fare questo interessantissimo gioco, vediamo cosa ne uscirà!

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    1. Benvenuta nel blog, Marina. Ti ho sempre incrociata sugli altri blog, per cui sono contenta di ritrovarti anche qui. :-) Sono curiosa allora di leggere le tue scelte, presto ti verrò a trovare.

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    2. Grazie, Cristina. Ho raccolto il tuo invito e quello di Ivano volentieri: un post che mi ha divertito molto! :)
      A presto!

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    3. Ciao, Marina! Al momento io ti ho inserita nel mio blogroll, così ti tengo d'occhio sui tuoi prossimi post. :-)

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  13. Che post interessante Cristina! E ti confermi una brava e sensibile esperta d'arte, come provano le acute osservazioni sui quadri che hai scelto.
    Mi ripropongo anche io di rifletterci con calma un po' su e magari riprendere questi temi in un post. Per ora complimenti :)

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    Risposte
    1. Grazie, Maria Teresa. Questo post sta avendo molti riscontri positivi, oserei dire a macchia d'olio! Anzi, sto avendo delle altre idee sull'onda di questo... Mi piacerebbe molto, comunque, che anche tu facessi un meme come proposto da Ivano.

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QUALCOSA DI ME

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Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato cinque romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ne ho in cantiere uno ambientato nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

IL MIO ULTIMO LAVORO:

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Ambientato nel 1104, il romanzo narra la fuga dello schiavo Jamil, che, dalle sponde del Marocco, approda ai regni dei Franchi. Nel castello di Montségur s’imbatte una misteriosa compagnia di cavalieri, in viaggio lungo le vie dei pellegrinaggi cristiani. La sua magnifica avventura è solo all’inizio.

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Venice, late spring of 1560. In his studio, the old Venetian painter Tiziano is waiting for the visit of the “painter of angels”, a mysterious artist just arrived in Venice. Tiziano senses a foreboding danger to his position, fame and standing. In fact, the arrival of the artist does upset both the professional and private life of Tiziano. And the struggle has just begun.

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