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"La Storia siamo noi."


giovedì 18 dicembre 2014

Lo scrittore ripete sempre lo stesso verso / 50

Alberto Moravia sosteneva che uno scrittore è un uccello che ripete sempre lo stesso verso. In ogni scrittore ci sono dei temi, perfino degli oggetti, ricorrenti, che lo rendono immediatamente riconoscibile. Spesso non si tratta di scelte compiute a livello razionale, a meno che non lo si faccia a tavolino quando ormai l’autore possiede una firma celebre. Piuttosto è qualcosa che continua a ritornare nel tessuto narrativo in maniera irresistibile ed istintiva, ed emerge solamente quando si fa uno studio più approfondito del testo. Così, per citare un autore contemporaneo, nei romanzi di Murakami Haruki c’è tutta una “cosmogonia” che, libro dopo libro, va a costruire un vero e proprio mondo di straordinaria ricchezza. Tanto per citare uno dei suoi simboli, le orecchie femminili delle sue ragazze, considerate in senso feticistico, o il fermaglio con la farfalla, o la presenza di una doppia luna che sorge davanti agli occhi stupiti dei suoi protagonisti.

Da qualche tempo mi sono divertita a farne l'analisi nei miei scritti, e ho steso un elenco dei temi ricorrenti che continuano a comparire. Di questi temi non c’è quasi traccia nei miei primissimi lavori, come se la mia geografia interiore si fosse in qualche modo consolidata nel tempo; non c’è, ad esempio, in Una Storia Fiorentina che è il romanzo breve di classico impianto storico. Viceversa, questa geografia emerge molto da un certo punto in avanti, e quel che è singolare è che affiora in romanzi anche diversissimi tra loro, dagli storici ai fantasy. Mancanza di idee? Principi ossessivi? Ai posteri l’ardua sentenza, io nel frattempo vi propongo alcuni dei miei leitmotiv che, come vedrete, spaziano dagli oggetti concreti alle persone particolari alle problematiche, senza alcun ordine di priorità:
Twins, Kate Hoare and Grace Hoare
di John Everett Millais

I gemelli – Possono essere monozigoti o eterozigoti, ma la presenza dei gemelli è sembrata prendere piede sempre di più negli ultimi anni. Nel mio romanzo fantasy ci sono Aldebaran il mago e Fomalhaut il re (i perfidi gemelli in questo caso eterozigoti, anzi, che più diversi non si potrebbe), accomunati dalla stessa anima oscura e da un segreto che li lega a doppio filo. Nel Libro II Le strade dei pellegrini della mia saga crociata compaiono addirittura due coppie di gemelli identici che, sebbene di età disparate, in qualche modo si somigliano.

Ho letto molta letteratura scientifica e psicologica sui gemelli e sullo straordinario legame che sembra esistere tra di loro anche a distanza e nonostante il fatto che siano stati divisi dalla nascita per essere dati in adozione. Infatti trovo affascinante, e anche un po’ straniante, che possa esistere una persona del tutto uguale a me in cui rispecchiarmi non solo in senso fisico ma addirittura in senso spirituale. Probabilmente riguarda anche il tema del doppio.

L’ametista – Avete letto bene, intendo proprio quel quarzo violetto utilizzato non solo per la creazione di gioielli, ma anche per la cristalloterapia allo scopo di allontanare gli incubi e rafforzare la chiaroveggenza, e nelle operazioni magiche. Non è strano che il mago del mio fantasy ce l’abbia incastonata nella spada, la cosa più singolare è che essa sia presente anche nella mia saga dei crociati, al dito di Ghassan principe del Maghreb, che se ne serve peraltro in maniera tutta particolare, e cioè per comunicare alla persona amata quando intende passare la notte con lei. Naturalmente nel fantasy ci sono anche altri generi di pietre, perché è un mondo dove molti personaggi hanno capacità esoteriche, ma l’ametista sembra essere la primadonna del mio campionario di gemme. Io stessa la amo moltissimo, ma non so dire se la mia passione sia derivata da quanto accade nei miei romanzi, o abbia trasportato in essi la mia predilezione per lei.

Il rapporto padre e figlio maschio – Questo è un tema che sta diventando predominante, ed è un rapporto che può essere di forte attaccamento reciproco, oppure, viceversa, di forte conflittualità. Le cose si complicano quando contiene sia elementi di grande affetto che di rivalità, come quello che si sviluppa tra il pittore Tiziano Vecellio e Lorenzo da’ Soncino ne Il Pittore degli Angeli ambientato nella Venezia di fine 1500. Senza scomodare troppo la mia spicciola psicologia, è chiaro che nei rapporti tra il genitore e il figlio dello stesso sesso c’è sempre il rischio dello scontro, e a maggior ragione tra i due maschi della famiglia. Quando poi si hanno padri ingombranti come nei miei romanzi (molto carismatici come Geoffroy de Saint-Omer oppure viscidi e crudeli come il padre di Ghassan), il rischio si triplica. Un tempo poi il padre incarnava l’autorità allo stato puro, cui tutti, figli compresi, dovevano essere soggetti. Oggi questa figura si è molto annacquata con le conseguenze che sappiamo.

Othello e Desdemona a Venezia 
di Théodore Chassériau (1819-1856)
Gli occhi verdi – Non si offendano i miei lettori o le mie lettrici dagli occhi verdi, ma quando i miei personaggi hanno questo colore degli occhi - state sicuri - sono inevitabilmente perfidi. C’è da dire che sono dei perfidi di classe, ognuno a suo modo, e quindi usano in abbondanza la materia grigia di cui li ha dotati madre natura. Il colore verde può avere altre sfumature, come l’onnipresente Ghassan che ha gli occhi verde-ambrati, oppure la regina Arda di Gerusalemme dagli occhi verdi brillanti, da
gatta; e il re Filippo il Bello del mio futuro romanzo sui Templari ambientato nel 1300 avrà senz'altro gli occhi color verde malva. Nei miei romanzi gli occhi verdi sono dunque pericolosi, e destano allarme. Del resto anche Shakespare fa dire nell'Otello: “Oh, guardatevi dalla gelosia, mio signore. È un mostro dagli occhi verdi.”

La gelosia – A questo punto mi viene naturale riallacciarmi a un altro tema ricorrente: quello della gelosia. I miei perfidi dagli occhi verdi, com'è ovvio, sono mangiati vivi dalla gelosia, e siccome sono dei cerebrali non lo danno a vedere, ma meditano ogni sorta di vendetta in grande stile. Di solito all'inizio non provano moti di gelosia, anzi, sono inclini a concedere una certa libertà ai loro amati/alle loro amate. Poi però, con l’andar del tempo, il fascino sprigionato dalla persona di cui rivendicano l’esclusivo possesso li mette addirittura fuori di sé. E qui inizia il tarlo della gelosia che li rode incessantemente.

Un bambino, e poi un adolescente, speciale – Ultimamente compare spesso la figura del “bambino speciale” attorno a cui ruotano tutte le vicende contenute nel romanzo, e non solo: spesso questo bambino fa da detonatore alle tensioni che corrono in maniera sotterranea tra i personaggi. All'apparenza, il bambino potrebbe non presentare caratteristiche tali da farlo ritenere diverso dagli altri, e diventa un adolescente piuttosto goffo. Siccome di recente scrivo romanzi sul Medioevo, potete ben capire come un ragazzo mingherlino o che non sappia reggere un spada possa essere considerato un incapace da tutti i punti di vista, e suscitare disprezzo o derisione. Eppure di solito questo adolescente riesce a stupire chiunque gli stia attorno e nelle maniera più inaspettata.

Il rapimento e la prigionia – Ovvero la sottrazione del giovane o della giovane, o del bambino speciale, e la sua reclusione in qualche luogo isolato. Di solito la persona viene rapito o rapita per gelosia o anche per tenerla isolata e protetta, e viene rinchiusa non in un posto squallido per chiedere un riscatto, ma in una sorta di gabbia dorata. Questo ambiente può essere una torre riccamente arredata, un palazzo o una casa sontuosa, o un castello o altro edificio labirintico. Di lui/lei si perde ogni traccia per molto tempo, gettando nell'angoscia i genitori o i parenti. Ovviamente l'autore del rapimento è sempre il perfido dagli occhi verdi!

L’omosessualità – L'ho messo per ultimo... perché ormai i bambini sono ormai a nanna! Se avessi dovuto fare una classifica, però, l'avrei messo al primo o secondo posto, perché è davvero molto presente nei miei romanzi. Persino tra l'anziano maestro Tiziano e il giovanissimo Lorenzo corre sottotraccia un'attrazione erotica solamente frenata dall'enorme differenza d'età. Non ho mai avuto remore nel trattare questo tema, anzi, mi ha sempre interessato. Il perché non lo so, o forse mi sono sempre stupita di come una forma d'amore sia sempre stata vista con condanna e sospetto dalle gerarchie religiose e dal sentire comune, peraltro indottrinato dalle suddette gerarchie.

***

E voi, avete mai riflettuto a mente fredda su quali siano i vostri temi ricorrenti? Ve ne sono alcuni di cui avete capito l'origine e altri che non sapete da dove arrivino? Scrivetemeli, sono curiosa di sentire quale sia il vostro “verso” di pennuti scrivani.
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18 commenti:

  1. Questo post si lega in parte all'ultimo da me pubblicato, quello sulla zona comfort. La prima parte è uscita lunedì e la seconda sarà pubblicata questa sera.
    Per quel che riguarda i temi ricorrenti ... posso farne un meme? :)
    è un argomento troppo complesso perché si possa affrontare in un unico post.
    Però ne accenno qualcuno, così come mi vengono. Magari approfondirò, trovandone altri.

    1) La gravidanza
    2) L'amico omosessuale
    3) Un personaggio "mistico"
    4) Un protagonista con una qualche passione o talento artistico
    (quello di cui mi sto occupando ora suona la chitarra)
    5) Il padre assente/delinquente/morto
    6) Separazioni e ritrovamenti
    7) Segreti che affossano nel passato
    8) La droga
    9) Il disagio sociale

    Ora però mi devo fermare... altrimenti nel mio post cosa scrivo? :D

    P.S. L'ametista la utilizzo anche io per meditare. è una pietra potente che va pulita molto bene perché assorbe tantissime negatività. Si deve scaricare sotto un getto d'acqua fretta e poi lasciata sul davanzale a ricevere la luce lunare, anche indiretta (ad esempio se è nuvolo).

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    1. Ciao Chiara, grazie mille del tuo commento e dell'elenco che mi hai fatto, davvero interessante! Sembra, la nostra, quasi una specie di psicanalisi attraverso la pagina scritta.

      Ultimamente ho avuto 0 tempo per andare sui blog, così non ho ancora letto il tuo sulla zona comfort. Mi riprometto di farlo senz'altro.

      L'ametista è una pietra affascinante che mi ha sempre incuriosito, e pensare che il colore viola in sé non mi piaceva. Con l'andar del tempo ho scoperto collegamenti con il settimo chakra, se non sbaglio, e il concetto di purificazione.

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    2. Il chakra a cui fa riferimento l'ametista è il sesto chakra, non il settimo, ovvero il "terzo occhio". :)

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    3. Ah, ecco! Mi sembrava che avesse a che fare con la chiaroveggenza... Grazie della precisazione. :-)

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  2. "Poche idee, in compenso fisse" diceva De André.
    Le mie quali sono? Dovrei pensarci bene e farci un post, ma commentare a caldo mi permette di posticipare di qualche minuto la scrittura delle tesine del corso abilitante...
    Allora, in ordine casuale:
    – La diversità rispetto a una norma, quale che sia la diversità
    – Personaggi trattenuti che faticano ad esprimere i propri sentimenti
    – I miei protagonisti sono spesso molto intelligenti e/o molto istruiti e questo è più un problema che un vantaggio.
    – La storia torna quasi sempre, anche quando racconto il "qui ed ora"
    – Le dinamiche e i sentimenti adolescenziali
    – L'amicizia come ancora di salvezza
    – Il dubbio e l'incertezza come condizione esistenziale.

    Ah, dimenticavo, ho gli occhi verdi. E di solito nel miei scritti hanno gli occhi verdi personaggi affascinanti che fanno una pessima fine (se un personaggio rimpiange l'amato/amata morto/a, questi aveva gli occhi verdi). E, sì, sono perfida.

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    1. Sai che sei tale e quale ad una mia carissima amica, che tra l'altro si chiama Antonella pure lei e ha gli occhi verdi? Quando scrivi la ritrovo, peccato che non commenti mai sul blog. Potreste essere due gemelle separate alla nascita, tanto per restare su una delle mie fisse... ;-)

      Il tuo elenco è interessantissimo, e mi sembra di individuare comunque un filo conduttore: "colui che è fuori dalla norma", intesa a tutto campo.

      Non ho capito bene però che cosa intendi per "la storia torna quasi sempre, anche quando racconto il 'qui ed ora'.

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    2. Intendo "storia storica", non solo passato, ma precisi eventi del passato (sono e sarò sempre archeologa)

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    3. Ora ho capito! Grazie per la delucidazione e buon proseguimento di tesine.

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  3. Ognuno ha le proprie fissazioni, gli argomenti che stanno particolarmente e che ritornano. Quando scrivevo, mi piaceva trattare proprio il tema dell'ossessione: il protagonista si fissa su un'idea che fagocita tutti i suoi pensieri, fino al momento in cui trova un modo per liberarsi da questo "demone".

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    1. Grazie per il commento, Elisa. Allora hai trovato la quadratura del cerchio, così con l'ossessione le comprendi tutte! :-)

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  4. Tempo fa ho steso anche io questo elenco partecipando a un meme, quindi qui non mi ripeto, ma ricordo che mi fu molto utile per prendere coscienza dei miei "temi del cuore" e capirli. Da quello che hai scritto credo che anche a te sia accaduto lo stesso.
    In certo senso conoscerli mi sta aiutando ora a guardare oltre e tentare altre strade.

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    1. Infatti mi ricordavo del tuo post, era stato molto interessante leggerlo. A me sono molto utili in generale gli elenchi, compresi quello del "mi piace" e "non mi piace". Grazie di aver trovato il tempo per lasciare un commento.

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  5. Un mio tema del cuore è l'individuo estraneo al coro che apporta qualcosa di nuovo e salvifico, e poi se ne va. Un altro è il mistero racchiuso nella persona (spesso l'individuo di cui sopra). E' interessante però rifletterci. Spesso arrivi a capire da dove provengono queste idee ricorrenti.

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    1. Mi sembra che la diversità sia un denominatore comune tra i nostri temi ricorrenti. Per quanto riguarda la fonte delle idee ricorrenti, io un'ideuzza ce l'avrei, ma non la direi nemmeno sotto tortura...

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    2. Nemmeno su richiesta, in privato?

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    3. Questa è una tentazione... ;-) Se vuoi scrivimi, trovi la mail qui accanto!

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  6. Se hai bisogno qualcosa sui gemelli, chiedi pure a me. Gemella monozigote.

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    1. WOW, grazie Sandra. Ti terrò senz'altro presente.

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QUALCOSA DI ME

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Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato cinque romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ne ho in cantiere uno ambientato nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

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Ambientato nel 1104, il romanzo narra la fuga dello schiavo Jamil, che, dalle sponde del Marocco, approda ai regni dei Franchi. Nel castello di Montségur s’imbatte una misteriosa compagnia di cavalieri, in viaggio lungo le vie dei pellegrinaggi cristiani. La sua magnifica avventura è solo all’inizio.

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