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domenica 1 settembre 2013

"Anime risonanti": sorprendenti geometrie

È per me un piacere e un privilegio aprire i post dopo la pausa estiva presentando le opere di Marcapiano. Nello stesso tempo avverto anche un senso di inadeguatezza, perché introdurre i lavori di questo artista tramite lo schermo di un computer non rende loro per niente giustizia. Si tratta, difatti, di opere tridimensionali, cui occorre la brillantezza della luce solare, o anche quella concentrata di un faretto ben posizionato, per apprezzare in pieno la loro corporea preziosità.

Artista autodidatta di Trento, e quindi non legato a nessuna scuola e a nessuno stile, Marcapiano (nome d'arte) nel 2008 ha iniziato a realizzare le prime incisioni e chine, per poi passare alla produzione di opere ad olio. Come è scritto nella Biografia sul suo sito, ha scelto di farsi conoscere solo attraverso le sue opere; e mi sembra significativa anche la scelta del suo pseudonimo, la cornice marcapiano, cioè quell'elemento architettonico decorativo sporgente tipico di palazzi e ville atto a delimitare i piani dell'edificio.

2o. Marcapiano, GIOSTRA D'ARTE,
olio su tela, 50x50 (2011)
Dal 5 luglio al 30 agosto 2013 nel foyer dello Spazio Oberdan di Milano si è svolta la sua mostra personale, "Anime risonanti", che ha annoverato sia opere a olio, come quella che presento qui accanto ("Giostra d'arte"), che chine e incisioni su vetro.

Marcapiano prima incide e poi,  grazie ad un pennello finissimo, e ad una pazienza infinita, tratteggia minutamente ogni porzione di spazio, fino a comporre un dipinto che ha la grana del tessuto, o delle squame di un serpente per quanto è rilevato. La seconda pelle con cui riveste la tela possiede una geometria assoluta, anche se non arida e fine a se stessa. Questi colori, difatti, non sono stesure piatte, come potrebbe sembrare ad un'occhiata superficiale, ma, a loro volta, contengono in sé nuove sfumature quasi impercettibili alla vista. All'interno di questo segno  e del colore, a volte brillano ori o argenti mischiati, ma più spesso la brillantezza è conferita unicamente dagli strati di colore e dalla loro "tessitura" a pennello.

5c. Marcapiano, SINFONIA,
china viola,oro,nera
14x36 (2011)
In queste opere, forme geometriche dal dinamismo libero si librano nella tela, si chiamano l'un l'altra, si avvolgono, per poi di nuovo sciogliersi e ricominciare le loro traiettorie nello spazio. C'è una misteriosa armonia nelle sue composizioni, nonostante egli usi molto spesso forme con angoli e punte, che però si aprono a ventaglio per accogliere, anziché chiudersi, respingere o ferire. Sono simboli totemici, ali d'uccello, occhi nascosti, persino lettere celate, simboli collettivi e arcani che sembrano cercarsi e comporre una partitura armonica o frattali matematici. Anche la cornice scelta e il passepartout, persino il retro della tela, adottano quindi i colori predominanti in una composizione in cui nulla è lasciato al caso.

Ancora più stupefacenti, per certi versi, le sue chine, realizzate a mano libera con precisione assoluta e senza l'ausilio di alcun strumento, frutto di molte ore di lavorazione continuative nella giornata. A volte sono figure umane, preziose e curate come ricami ma senza la leziosità del ricamo. Creature che potremmo incontrare su mondi lontani, aliene e pure curiosamente affini, dalla moltitudine di arti, occhi e zampe, e che paiono srotolarsi nello spazio del quadro, volgersi a noi, porgerci messaggi. Ed ecco un esempio con "Sinfonia", dove possiamo rintracciare, in basso, due occhi posti in un volto trasfigurato dalle geometrie.

Un altro esempio dei lavori di Marcapiano sono le incisioni su vetro con punta di diamante, dove l'errore non è assolutamente tollerato, come l'immagine sottostante, "Luna Piena".

2i. Marcapiano, LUNA PIENA,
incisione su vetro, 30x60 (2012)

Come autrice di romanzi, e quindi conoscendo la fatica di lavorare e rilavorare la stessa pagina, con tutti i dubbi e le incertezze che la accompagnano, ho appreso per bocca della curatrice, Erica Broilo, un aspetto tanto più straordinario del modo di lavorare di Marcapiano: questo artista non ha ripensamenti, e i suoi lavori nascono così come sono, senza disegni preparatori che permettano di ridurre al minimo l'errore. Come se la gestazione avvenisse all'interno della mente, e nascesse già nella sua forma definitiva. L'autore dunque comprende in sé l'abilità da incisore di un orafo, la precisione di un matematico, la certosina pazienza di un miniaturista e soprattutto la sensibilità di un artista.

Per chi voglia approfondire la conoscenza con questo artista sorprendente, e che ci auguriamo ci doni ancora molte opere di questa levatura data la sua giovane età, il sito è: www.marcapiano.it. Chiudo il post ringraziando in particolare anche la curatrice, Erica Broilo, che mi ha dato l'opportunità di riprodurre i lavori di Marcapiano.

Per gli amici milanesi e non solo, il link allo Spazio Oberdan è invece il seguente: http://oberdan.cinetecamilano.it

Buona visione a tutti!
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QUALCOSA DI ME

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Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato cinque romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ne ho in cantiere uno ambientato nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

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