Blog su Letteratura, Storia e Arte in tutte le sue forme.

"La Storia siamo noi."


mercoledì 3 luglio 2013

Il mito e la memoria ne ‘L’uccellino di Maeterlinck’

TITOLO:  L’uccellino di Maeterlinck
AUTORE:  Nadia Bertolani
CASA EDITRICE: Tre Lune Edizioni
ANNO: 2002
ISBN: 88-87355-48-7
NUMERO PAGINE: 195
Diversi sarebbero gli aspetti da sottolineare nel bel libro di Nadia Bertolani dal curioso titolo de "L’uccellino di Maeterlinck": il fatto che sia al contempo una narrazione di memorie familiari; ma anche un colloquio-intervista, per quanto faticoso, con la madre, e un affresco, dato a rapide pennellate, di un momento storico di assoluta drammaticità, quello della Seconda Guerra Mondiale. Di grande valore letterario è anche la prosa scelta per la narrazione, quindi il lato formale con cui prendono corpo le memorie, incentrate sulle figure dei genitori: intensa, ma anche brusca e lacerata, in un procedere a strappi e a tagli, con frasi che spesso offrono il senso di un dolore a lungo taciuto e male espresso (come direbbe il poeta: "Tu vuoi ch'io rinnovelli / disperato dolor che il cor mi preme").

Personalmente, però, vorrei rimarcare un aspetto forse poco visibile, ad una prima lettura, e che pure circola in tutto il romanzo: quello del mito. Nella nostra infanzia, le figure genitoriali assumono una valenza onnipotente, e a loro noi guardiamo con una mescolanza di fiducia, senso di meraviglia e timore. Solo per quanto attiene la fisicità, essi sono davvero simili a dei: nei primissimi tempi della nostra esistenza, avvolti come siamo da nebbie, sentiamo risuonare le loro voci, li scorgiamo in maniera confusa. I loro volti emergono a stento, sopra di noi, incombenti, e possiamo comparare la nostra visione con quella di coloro che “videro” gli dei. Quando impariamo a camminare, essi rimangono altissimi, spropositati, spesso minacciosi rispetto alla nostra inermità. Dai genitori dipendiamo a lungo in tutto e per tutto: per il nostro nutrimento, la nostra sicurezza, i nostri affetti e il nostro avvenire.

C’è però un fattore che va al di là del mero dato di sopravvivenza e benessere, e cioè che in quella coppia generante sono racchiuse le memorie del passato, e che quindi essi diventano i custodi di qualcosa che ci appartiene, e che determina la nostra completezza. È in questa ricerca affannosa, in questo interrogativo convulso che è racchiuso il senso di questo romanzo familiare, cioè il tentativo di strappare alla madre, l’unica sopravvissuta della coppia divina, ricordi sulla figura dell’altro genitore. L’assente amatissimo: il padre, anzi il Padre secondo l’archetipo. Quello che incarnava l’autorità (una volta, purtroppo, equivalente all'autoritarismo), ma forniva anche le competenze per procedere nella vita. Il sovrano che agiva e guidava, e formava non solo il figlio maschio ma anche la figlia femmina, se non altro per contrasto rispetto ad un ambiente femminile che protegge, ovatta, preserva, ma a volte indebolisce; l’uomo la cui morte in piena giovinezza, nel romanzo, è tanto più sentita quando avviene in un momento di tragedia collettiva come una guerra mondiale. 

Gli sposi, di Marc Chagall (1915)
Ed ecco che ritorna ancora il mito, rappresentato dall'oceano della Storia, le cui acque, agitate dai combattimenti, dalla violenza e dalla morte, s’irrorano della tinta rossa del sangue... e in cui i genitori nuotano e si dibattono nel tentativo di salvare se stessi e la loro progenie, di raggiungere la spiaggia, almeno di gettarvi i figli prima di scomparire per sempre tra le onde. Nadia Bertolani, io stessa, molti altri della nostra generazione, siamo figli di quelle mortali divinità, provenienti da una guerra che, di fatto, è appena finita, da poco lasciata dietro le nostre spalle – poiché il tempo non è altro che un frammento, una briciola, un battito. A costo dell’estremo sacrificio, siamo stati gettati sulla spiaggia, in salvo, tra la risacca che si sta da poco ritirando; ne vediamo ancora la schiuma sanguinosa, tutt'attorno a noi, nei racconti dei reduci, dei salvati, degli ex-prigionieri di guerra, dei partigiani, delle staffette, delle nonne, delle madri e delle zie. Storie di dolore inenarrabile, casualità, ingiustizie e vendette, ma anche di scelte eroiche e di mito. Mito che si condensa nella bellissima immagine dell’ufficiale tedesco che, di notte e sotto la luna, davanti al fienile dove è nascosto il gruppo di partigiani che ritornano a casa,  percorre il perimetro dell’aria tenendo il cavallo per le redini. Nell'oscurità, nel silenzio. E che, rimontato a cavallo, se ne va con ostentata eleganza. In questo momento storico e narrativo anche a noi, come al padre di Nadia, “mai la guerra apparve tanto lontana e incomprensibile.”  

Non ci sono risposte ai nostri perché, nelle testimonianze e nei ricordi spesso frantumati dei nostri cari, presenti ed assenti, come non ce ne sono in questo romanzo. Sedute sulla spiaggia, come moderne, impotenti Mnemosine - dee della memoria - possiamo solamente fissare quell'oceano da poco placatosi, riflettere su ciò che si è concluso, e pregare; infinitamente grati a coloro che si sono inabissati in quelle acque. Mettendo noi al sicuro, tra la risacca del mare che, con dolcezza, si sta allontanando verso l'orizzonte.
Share:

5 commenti:

  1. Bellissima e intensa recensione che fa rivivere le intense immagini di questo libro. Mentre nuotiamo e ci dibattiamo nell'oceano della Storia, possiamo aggrapparci a immagini come queste per restare a galla: basta saperle cogliere...

    Stella Stollo

    RispondiElimina
  2. Hai ragione, Stella. Mio padre aveva fatto la guerra in Africa come conducente di carri armati, e poi era stato prigioniero in Inghilterra. Raccontava, ma all'epoca ero troppo immatura per saper ascoltare veramente. Ora che potrei, purtroppo lui non c'è più.

    RispondiElimina
  3. La lettura della recensione mi ha commosso. E come non condividere in pieno quello che scrivi? Teniamoci stretta Mnemosine, allora, noi figlie lasciate con pochi ricordi. Grazie Cristina. Un abbraccio.

    RispondiElimina
  4. Sono contenta che la recensione ti sia piaciuta, come sai sono molto sensibile al tema del padre... Continuiamo a custodire nella memoria i nostri papà, in attesa di riabbracciarli.
    Un abbraccio.

    RispondiElimina
  5. Marilù domenici5 luglio 2013 19:52

    Una bellissima recensione, toccante e profonda, che rende merito all'intenso romanzo di Nadia, piccola Mnemosine, fuggita sulle onde del mare dei ricordi.

    RispondiElimina

- Per inserire immagini nei commenti usate questa sintassi: [img]URL_Immagine[/img]
- Per inserire video nei commenti usate questa sintassi: [video]URL_Video[/video]
Sono supportate immagini in JPG, PNG e GIF e video di Youtube e Vimeo.

Politica dei cookie

Questo sito fa uso di cookie, anche di terze parti, per offrire un migliore servizio ai lettori. Se decidi di continuare la navigazione, significa che accetti il loro uso. Per maggiori dettagli leggi la seguente pagina informativa.

QUALCOSA DI ME

QUALCOSA DI ME
Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato cinque romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ne ho in cantiere uno ambientato nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

IL MIO ULTIMO LAVORO:

IL MIO ULTIMO LAVORO:
Ambientato nel 1104, il romanzo narra la fuga dello schiavo Jamil, che, dalle sponde del Marocco, approda ai regni dei Franchi. Nel castello di Montségur s’imbatte una misteriosa compagnia di cavalieri, in viaggio lungo le vie dei pellegrinaggi cristiani. La sua magnifica avventura è solo all’inizio.

IL PITTORE DEGLI ANGELI: su Amazon in versione cartacea e ebook!

IL PITTORE DEGLI ANGELI: su Amazon in versione cartacea e ebook!
Romanzo storico ambientato nella fulgida e sontuosa Venezia di fine 1500. Uno dei protagonisti è il vecchio e spregiudicato pittore Tiziano Vecellio, pronto a difendere fama e ricchezza. Ma lo attende un incontro sconvolgente: quello con "il pittore degli angeli". La sua vita non sarà più la stessa.

THE PAINTER OF ANGELS: now on Amazon, paper and ebook version!

THE PAINTER OF ANGELS: now on Amazon, paper and ebook version!
Venice, late spring of 1560. In his studio, the old Venetian painter Tiziano is waiting for the visit of the “painter of angels”, a mysterious artist just arrived in Venice. Tiziano senses a foreboding danger to his position, fame and standing. In fact, the arrival of the artist does upset both the professional and private life of Tiziano. And the struggle has just begun.

IL MIO CANALE YOUTUBE

Visualizzazioni totali

Top 7 Commentatori

Post più popolari

Che cosa sto leggendo

Che cosa sto leggendo
"Autunno del Medioevo" di Johan Huizinga