Blog su Letteratura, Storia e Arte in tutte le sue forme.

"La Storia siamo noi."


IL BASILEUS GIOVANNI II E LA MOGLIE PIROSKA

Mosaico all'interno della basilica di Santa Sofia a Istanbul, 1118 ca.

LA BATTAGLIA DEL GIGLIO del 1241 con Federico II di Svevia

Miniatura dalla Nova Cronica, presso la Biblioteca Apostolica Vaticana.

LA CITTA' CHE SALE di Umberto Boccioni

Bozzetto del 1910 - Museum of Modern Art, New York.

IL QUARTO STATO di Giuseppe Pelizza da Volpedo

Dipinto a olio del 1901 - Museo del Novecento, Milano.

sabato 18 gennaio 2020

Video 1 - Le donne e la Storia


Carissimi,

interrompo brevemente la conclusione dei post sulle mie letture per proporvi una novità relativa al mio nuovo romanzo Le regine di Gerusalemme, e non solo. Per una serie di motivi ho deciso di sfruttare meglio il mio canale Youtube, su cui "appoggio" i miei trailer o altri video con eventi, proponendovi una serie di registrazioni, brevi quanto basta rispetto al tema.

Siccome non mi piace essere autocelebrativa, infatti, l'argomento del romanzo è accennato all'interno di un tema più ampio che varierò di volta in volta in modo da offrire materia di riflessione o dibattito. Questo primo video ha, infatti, un argomento spinoso ma importante, di taglio apparentemente femminista:




Alcune avvertenze:

. Il testo è tratto dalle note finali del romanzo, e non contiene nessuna anticipazione rispetto alla trama del romanzo o spoileraggi vari. 

. Si tratta di un esperimento del tutto nuovo per me, per cui vi prego di scusarmi sin d'ora per le mie incertezze o altri difetti del video. Insomma, spero che apprezziate più il contenuto che non l'interpretazione! :)

. Non ho deciso quanti video saranno o quali saranno gli argomenti da affrontare, e per questo motivo saranno particolarmente utili idee e commenti da parte vostra, magari su tematiche che vi piacerebbe io affrontassi. Il vostro responso sarà essenziale!

***

Dopo il mio esordio nell'universo cinematografico, vi lascio con il bellissimo articolo scritto da Luana Petrucci del blog "Io, la letteratura e Chaplin" sul mio romanzo Le regine di GerusalemmeLe regine di Gerusalemme - Cristina Cavaliere Grazie, Luana!



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domenica 12 gennaio 2020

Libri libri libri! Le mie letture e i miei premi del 2019 / parte 2


Eccomi con la seconda parte del mio elenco di libri letti nel 2019 (ho pubblicato la prima parte qui). Al posto della vaporosa Madame Monet che legge sul divano, vi propongo un bellissimo quadro dal titolo Sogni di Vittorio Matteo Corcos dipinto nel 1896 e attualmente alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. Mi piace molto l'atteggiamento della ragazza, volitivo e pensoso allo stesso tempo, la sua eleganza e, nello stesso tempo, la presenza dei libri appoggiati sulla panchina. Ma bando alle ciance perché la carne al fuoco è tanta anche qui per cui procedo con l'inserimento dei titoli, della quarta di copertina, o di un estratto, e del mio commento. Concluderò poi il mio elenco nel terzo e ultimo post con i pochi titoli rimasti, unitamente ai premi dell'anno.


22. Il colonnello Chabert di Honoré de Balzac

"Il colonnello Chabert", apparso nel 1832 e poi inserito nel grande e composito mosaico della Commedia umana, ricostruisce il dramma di un ufficiale napoleonico che, ritenuto morto in battaglia a Eylau, ritorna dopo molte terribili avventure a Parigi per ritrovare la sua identità e i suoi affetti, ma si trova contro un muro di indifferenza e di interessi consolidati. Un dramma di sentimenti e passioni violente che il nuovo arrivismo e l'avidità di denaro, impersonati nell'ex moglie di un colonnello, si sforzano di soffocare. Un quadro potente e intenso della vita francese sotto la Restaurazione.

Commento: Avevo giustappunto in casa questo breve romanzo di Balzac come pubblicazione abbinata al quotidiano, e avevo visto anche il film che ha come protagonista Gerard Dépardieu nei panni del colonnello Chabert. Lo sprone decisivo è stato però il video sul blog di Marco Freccero, dal titolo "Questo romanzo di Balzac ti farà amare Balzac", e che potete trovare qui. Che cosa posso aggiungere rispetto a quanto magistralmente descritto da Marco, se non invitarvi a leggere lo spaccato di una società arida e opportunista che assomiglia tanto alla nostra? Lo sfortunato e dignitoso colonnello sembra crescere nella sua statura morale man mano che procedono le sue vicende, mentre i coprotagonisti diminuiscono come nani... beninteso in senso etico.


23. La ciociara di Alberto Moravia

«La ciociara» è la storia delle avventure e disavventure di due donne, madre e figlia, costrette a passare un anno vicino al fronte del Garigliano tra il 1943 e il 1944. Ma è anche e soprattutto la descrizione di due atti di violenza, l'uno collettivo e l'altro individuale: la guerra e lo stupro. Dopo la guerra e dopo lo stupro né un paese né una donna sono più quello che erano. È avvenuto un cambiamento profondo, che si manifesterà più tardi in modi imprevisti e incalcolabili; un passaggio si è verificato da uno stato di innocenza e di integrità a un altro di nuova e amara consapevolezza. D'altra parte tutte le guerre che penetrano profondamente nel territorio di un paese e colpiscono le popolazioni civili sono stupri; più di tutte quella che, per la prima volta nei tempi moderni, rastrellò l'Italia intera, dal Sud al Nord, portando nelle località più isolate e ignare le armi e l'arbitrio delle popolazioni straniere. La ciociara non è un libro di guerra; è un romanzo in cui la guerra è vista con gli occhi di chi la soffrì senza combatterla: i civili, con le loro speranze, avventure e delusioni, che in un primo momento si illusero forse di restarne fuori e poi ebbero a soffrirne le peggiori conseguenze. È una storia che narra l'esperienza umana di quella violenza profanatoria che è la guerra. 

Commento: Molti conoscono la storia di Cesira e della figlia Rosetta per merito del film La ciociara del regista Vittorio De Sica. Spaventate dai bombardamenti su Roma e dai tedeschi, le due donne sfollano per andare in Ciociaria, la terra d'origine di Cesira. Insieme agli altri membri di una piccola comunità, per nove mesi le due donne sopportano la fame, il freddo, e la sporcizia mentre attendono l'arrivo delle forze alleate. Durante il viaggio di ritorno a casa, e quando tutto sembra volgersi al meglio, vengono stuprate da alcuni soldati marocchini (i gourmiers) appartenenti alle truppe alleate francesi. L'interpretazione di Sophia Loren le valse l'Oscar, e il film fece luce sulle cosiddette "marocchinate", cioè gli stupri perpetrati da questi reparti originari del nord Africa e che avanzavano lungo la penisola, e sulle devastanti conseguenze per le vite delle donne abusate, che molto spesso non parlarono per vergogna. Ho approfondito questo tema durante il mio laboratorio sulle donne in età contemporanea, scoprendo innumerevoli casi di abusi di guerra di cui si è taciuto a lungo. A questo proposito voglio proporvi questo link della Proloco Castro di Volsci dove si mostra il monumento dedicato alla Mamma Ciociara, più eloquente di ogni parola. Andate a dare un'occhiata, vi prego.

Nel romanzo Alberto Moravia usa la prima persona per dare voce a una donna straordinaria per forza d'animo. Cesira ha origini contadine e quindi non è colta, ma possiede virtù pratiche e molto buon cuore; ed esprime un amore assoluto per la figlia Rosetta, che difende come una leonessa difende il suo cucciolo. Importantissimi sono anche i personaggi di contorno, soprattutto la comunità di sfollati rifugiata sulle montagne, spesso animata da diffidenza, opportunismo, egoismo in un mondo abbrutito dalla paura e dalla violenza. Tra loro spicca Michele, un giovane intellettuale puro e idealista, che sarà un'altra vittima della guerra.


24. Il mare si lasciava attraversare di AA.VV. (autori albanesi)

Ron Kubati. Va e non torna
Elvira Dones. Senza bagagli
Leonard Guaci. I grandi occhi del mare
Leoreta Ndoci. Lettere (d)al Paradiso
Artur Spanjolli. I nipoti di Scanderbeg
Enkelejd Lamaj. Ricordi perduti
Darien Levani. La pallottola che mi è stata destinata
Fatos Kongoli. L’ombra dell’altro
Amik Kasoruho. Il lunghissimo volo di un’ora

Commento: Questo è la prima raccolta di racconti che ho letto, editi insieme al quotidiano. La maggior parte di queste storie parla della vita che si conduceva in Albania all'epoca della dittatura di Hoxha, delle ingiustizie, della paura, della mancanza di speranza e dei progetti di fuga all'estero. Il racconto Senza bagagli, per esempio, si basa sull'esperienza dell'autrice stessa che nel 1988 riuscì a scappare dall'Albania per rifugiarsi in Svizzera. L'ombra dell'altro narra di un orfano che viene mandato a vivere a casa della sorella maggiore Irma e scopre che la sorella ha avuto un figlio da un gerarca comunista. Il lunghissimo volo di un’ora è un altro racconto autobiografico, dove il protagonista rivive il suo passato di prigioniero politico e le sevizie subite in carcere. I racconti sono molto interessanti, alcuni più coinvolgenti di altri nella forma narrativa, senza nulla togliere al valore di testimonianza civile e politica di ciascuno.


25. Dalla rivoluzione industriale all'integrazione europea di Vera Zamagni

In questo rapido profilo, Vera Zamagni illustra nei suoi snodi essenziali l'evoluzione economica europea dal Settecento a oggi. L'autrice esamina i modelli concettuali dello sviluppo e ne coglie le componenti tecnologiche, istituzionali e sociali. È così ripercorso il consolidarsi nell'Ottocento delle economie francese e tedesca, asburgica, russa, italiana e spagnola, mentre viene sottolineata l'ascesa dei principali concorrenti dell'Europa, cioè Stati Uniti e Giappone. La prima affermazione dell'economia internazionale, la Grande guerra, la nascita dell'Urss, le crisi degli anni venti e trenta, la ricostruzione postbellica degli anni cinquanta e la nascita di uno spazio economico propriamente europeo sono la cornice entro la quale il volume inserisce una lettura storica dei problemi micro- e macro-economici, mostrando l'interazione delle diverse componenti finanziarie, politiche e industriali.

Commento: Sigh! Avevo letto questo saggio extra, che in realtà appartiene a mio figlio, per prepararmi ancora meglio all'esame di Storia economica.


26. Dialoghi con i non umani a cura di Emanuele Fabiano e Gaetano Mangiameli

Negli ultimi anni l'antropologia culturale ha rafforzato il suo interesse per le relazioni tra umani e non umani, facendone uno dei temi privilegiati della riflessione teorica e della rappresentazione etnografica. Il dialogo tra umani e non umani permette di ridiscutere l'antropocentrismo, di apprezzare altre forme di umanità e di cogliere le sfide concettuali che emergono da visioni del mondo radicalmente opposte al naturalismo occidentale. I saggi qui inclusi illustrano alcuni aspetti di questa corrente di studi, in gran parte sulla base di etnografie (Papua Nuova Guinea, Congo, India, Alaska, Perù, Ghana), facendo riferimento alle relazioni degli esseri umani con la flora, la fauna e la tecnologia e focalizzando l'attenzione sui sistemi di pensiero, sulle pratiche, sull'esperienza del suono e sulla musica.

Commento: Questo libro è piuttosto recente, infatti è stato pubblicato a febbraio dello scorso anno, e occorreva portarlo all'esame di Antropologia culturale. Si trattava di una lettura obbligatoria per i non frequentanti e, avendo comprato gli altri volumi a gennaio, non avevo più riguardato l'elenco dei libri. Nel mese di luglio mi sono poi accorta con orrore che mancava questo testo. Per fortuna si tratta di una lettura agile e di facile assimilazione, e degli otto saggi proposti occorreva sceglierne cinque. Il tema fondamentale è il rapporto con l'ambiente e le specie animali, ma non solo, e il cambiamento climatico. Dopo le domande su Antropologia Culturale - I Temi fondamentali, il docente mi ha chiesto di parlare dei cambiamenti climatici visti con gli occhi dei Q'eros nel Perù.


27. Il cavaliere d'inverno di Paullina Simons

Leningrado, 1941. In una tranquilla sera d'estate Tatiana e Dasha, sorelle ma soprattutto grandi amiche, si stanno confidando i segreti del cuore, quando alla radio il generale Molotov annuncia che la Germania ha invaso la Russia. Uscita per fare scorta di cibo, Tatiana incontra Alexander, un giovane ufficiale dell'Armata Rossa che parla russo con un lieve accento. Tra loro scatta subito un'attrazione reciproca e irresistibile. Ma è un amore impossibile, che potrebbe distruggerli entrambi. Mentre un implacabile inverno e l'assedio nazista stringono la città in una morsa, riducendola allo stremo, Tatiana e Alexander trarranno la forza per affrontare mille avversità e sacrifici proprio dal legame segreto che li unisce.


Commento: Di questo romanzo avevo parlato io stessa come una delle delusioni più cocenti dello scorso anno, nell'ambito di questo post dal titolo "Perché troppo sesso nei romanzi fa ridere?" per cui non vi affliggerò oltre sull'argomento.



28. Il giardino viola di Nadia Banaudi

Un romanzo di formazione sul rapporto genitori figli. La storia di una ragazza, Viola, alla ricerca del  proprio ruolo nella vita, la lettera della madre che si incrocia con la realtà in uno strano gioco di emozioni. Un racconto motivazionale, ricco di spunti per far emergere i propri doni naturali.

Commento: Questo è il secondo libro scritto da un'amica blogger, Nadia Banaudi, che mi ha tenuto compagnia nel mese di agosto. :) Qui la mia recensione sulla pagina Amazon, dal titolo "Il giardino della vita". Nadia possiede un tocco di particolare delicatezza nell'esprimere il mondo femminile, le relazioni tra madre e figlia, i sentimenti e gli affetti. Dopo la lettura dei suoi romanzi, si prova un senso di grande benessere e pace interiore: non è poco!



29. Veronica c'è di Grazia Gironella

Per sfuggire a una realtà intollerabile, Veronica si mette sulle tracce di un sogno: il padre che non ha mai conosciuto. I sogni, però, possono essere pericolosi… 

Veronica ha sempre avuto una situazione familiare difficile per i problemi di sua madre. Quando scopre che sta per seguirla in una comunità per tossicodipendenti e per l’ennesima volta si vedrà sconvolta la vita, decide di fuggire per trovare il padre che non ha mai conosciuto. Non sa che i problemi di sua madre la metteranno in pericolo, né che "padre" può essere solo una parola. Ma la fuga le farà anche conoscere delle persone speciali, che la aiuteranno a rispondere alla sua vera domanda: chi sono io?

Commento: Veronica c'è è stata un'altra bella lettura tra luglio e agosto... e inoltre, per combinazione, Grazia e io abbiamo avuto modo di vederci a Udine durante il mio tour del Friuli. In questo modo ho potuto sottoporre a Grazia il suo libro, fresco di stampa, per una dedica! :) Qui la recensione su Amazon, dal titolo "Un personaggio che c'è" dove elogio particolarmente la bravura dell'autrice nel delineare il mondo dell'adolescenza... che, inevitabilmente, un po' ci siamo dimenticati.



30. I templari - Grandezza e caduta della 'Militia Christi' a cura di Giancarlo Andenna, Cosmo Damiano Fonseca, Elisabetta Filippini

Il volume contiene 20 saggi scritti da grandi specialisti italiani ed europei sull'argomento della guerra, del pellegrinaggio armato e dell'Ordine dei cavalieri del Tempio. Fra questi segnaliamo: Cosimo Damiano Fonseca, editore del "De laude novae militiae", lo scritto encomiastico di Bernardo di Chiaravalle per la militia Christi; Michel Balard, uno dei maggiori esperti del mondo crociato del Mediterraneo, e Franco Cardini a tutti noto per i suoi studi sull'Islam e sui rapporti del mondo arabo con i cavalieri d'Occidente. Gli scritti sono articolati in sette sezioni: Lo spazio e il tempo delle origini, Le origini dei Templari e la legislazione, L'evoluzione dei commilitones Christi: i loro insediamenti e le mansiones in Italia, I rapporti dei Milites Templi con le istituzioni di potere in Oriente e in Occidente, Liturgie, cerimonie sacre e corroborazione dei documenti, La fine, La persistenza ideale. 

Commento: Si tratta di un saggio importante acquistato un paio di anni fa dopo una conferenza da parte di alcuni degli autori, e che illustra nuovi ritrovamenti e scoperte relativi all'ordine templare. Ogni volta che lo guardavo, mi si stringeva il cuore nel vederlo lì sullo scaffale a prendere la polvere, insieme con altri "colleghi", peraltro irriconoscibili perché assai più polverosi di lui. In questo caso lo sprone è stata la necessità di rinfrescarmi la memoria nell'ottica di migliorare il mio romanzo Le regine di Gerusalemme, ambientato agli albori della fondazione dell'ordine templare, o correggere alcuni punti. E bene feci! Lettura consigliatissima e di grande interesse.

31. Cristianesimi nell'antichità - Sviluppi storici e contesti geografici (Secoli I-VIII) di Giancarlo
Rinaldi
È un avviamento allo studio del cristianesimo antico, che evidenzia in modo innovativo e senza censure ombre e luci della vicenda della chiesa antica. Dopo un primo capitolo sulle fonti (letterarie e documentarie), vi sono due successivi capitoli che riguardano, rispettivamente, il contesto giudaico e quello ellenistico romano. Le vicende degli antichi cristiani, le loro credenze e istituzioni sono narrate sempre con particolare attenzione al contesto storico. L'orizzonte d'indagine non si limita alle sole regioni dell'impero romano, ma si allarga anche all'Africa (Etiopia, Nubia) e all'Oriente più lontano (Persia, India, Cina). Un intero capitolo è dedicato al confronto con l'Islam. 

Commento: Non ho scritto un resoconto dell'esame di Storia del Cristianesimo Antico, sia perché sono ancora sotto shock dal 5 dicembre sia perché dovrei rivelare particolari dell'esame che è bene rimangano sepolti per sempre. Vi basti sapere che mi sembrava ne Il nome della rosa con l'inquisitore Bernardo Guy che torchia l'eretico di turno, e che il mio esame ha avuto una durata di un'ora e mezza con due commissioni separate. Chi corrisponde con me in privato, o chi mi ha incontrato di recente, ne conosce gli scabrosi dettagli.

Però posso almeno parlare dei testi preparati per l'esame, tra cui questo mastodontico manuale di oltre mille pagine. Nel riceverlo, mi era venuto un colpo: nella foto, si tratta del volumone centrale in due toni di verde. (Tutto quello che vedete nella foto, tra l'altro, è materiale per l'esame, tra libri, stampe e appunti: ho impiegato una settimana a risistemare tutto in mezzo a macerie fumanti.) Ero andata a parlare con il docente al ricevimento, chiedendo consigli su come affrontare lo studio di questo libro, e mi ha detto che occorreva studiare il testo in corpo maggiore e poi basarsi sui quesiti di autovalutazione per verificare il proprio livello di apprendimento. Con l'aiuto di mio figlio, nel mese di agosto ho fatto dimagrire il libro con un, ehm, lavoretto ben fatto.



32. Istruzioni per diventare fascisti di Michela Murgia

«Essere democratici è una fatica immane. Significa fare i conti con la complessità, fornire al maggior numero di persone possibile gli strumenti per decodificare e interpretare il presente, garantire spazi e modalità di partecipazione a chiunque voglia servirsene per migliorare lo stare insieme. Inoltre non a tutti interessa essere democratici. A dire il vero, se guardiamo all'Italia di oggi, sembra che non interessi più a nessuno, tanto meno alla politica. Allora perché continuiamo a perdere tempo con la democrazia quando possiamo prendere una scorciatoia più rapida e sicura? Il fascismo non è un sistema collaudato che garantisce una migliore gestione dello Stato, meno costosa, più veloce ed efficiente?». Michela Murgia usa sapientemente la provocazione, il paradosso e l'ironia per invitarci ad alzare la guardia contro i pesanti relitti del passato che inquinano il presente. E ci mette davanti a uno specchio, costringendoci a guardare negli occhi la parte più nera che alberga in ciascuno di noi.



Commento: Il giornalista e storico Paolo Mieli ritiene che il fascismo non possa tornare, perlomeno nelle forme del Ventennio. Eppure non sarei così ottimista, perché la Storia ha spesso dimostrato che i ritorni ci sono eccome e proprio mentre abbassiamo la guardia e pigramente diamo per scontati i nostri diritti e le libertà acquisite. Libri come questo di Michela Murgia, scritti con stile ironico e brillante, sono sempre i benvenuti, perché ci ricordano che il pensiero unico, la divisione in categorie nette, il culto del capo, il disprezzo per la cultura, lo sdoganamento della violenza e dell'insulto, prima o poi ci si ritorceranno contro. E ce ne accorgeremo quando sarà troppo tardi.


33. Bonbon Robespierre. Il terrore dal volto umano di Sergio Luzzatto

Per tutti noi, dire "Robespierre" equivale a dire Maximilien Robespierre, e significa Rivoluzione francese, giacobinismo, Terrore, ghigliottina. Ma dire "Robespierre" vuoi anche dire il fratello minore della famiglia, Augustin. Per gli amici: Bonbon. Un personaggio di cui non si trova traccia nella maggior parte dei libri di storia della Rivoluzione, se non là dove si parla del 28 luglio 1794: il giorno del Termidoro in cui entrambi i fratelli Robespierre vennero condannati a morte. Eppure, Augustin ebbe lui stesso un ruolo significativo nella Rivoluzione. Fu a sua volta un uomo di legge, un militante giacobino in provincia, un deputato della Montagna. E fu a sua volta un terrorista. Ma lo fu in maniera diversa da Maximilien. Non fu un terrorista di scrivania, un burocrate della ghigliottina. Augustin fu un terrorista di terreno: dal profondo nord al profondo sud, percorse in lungo e in largo la Francia della Rivoluzione. E a forza di guardare in faccia il Terrore comprese che soltanto arrestando la metastasi della violenza si poteva preservare qualcosa delle conquiste rivoluzionarie, liberté, égalité, fraternité. Soltanto terminando la Rivoluzione si poteva salvarla.

Commento: Il libro mi è stato donato da un gentile lettore del mio blog, come me appassionato di Rivoluzione Francese, anche se lo avevo già adocchiato. Non appena aveva compreso che stavo scrivendo una serie di romanzi sul periodo, ha voluto inviarmi un paio di saggi tra cui proprio questo. Per me, una vera festa! Augustin Robespierre, minore tra i fratelli Robespierre detto Bonbon, appartiene alla rosa dei miei personaggi, e di lui di sa poco... Dunque ho proprio divorato questo saggio, molto accurato e che consiglio a tutti gli adepti della révolution per un'osservazione da uno sguardo "laterale" estremamente arricchente.


34. Il morso del basilisco di Luigi Barnaba Frigoli

Milano, settembre 1402. Il vessillo della Biscia sventola su quasi tutte le città dell'Italia centro-settentrionale. Manca solo la ricca e potente Firenze, ma l'attacco decisivo è imminente e Gian Galeazzo Visconti, primo duca di Milano, pregusta già la vittoria che gli darebbe il potere di un re. Alla vigilia dell'offensiva, però, il dominus cade malato. Una brutta febbre, o forse la peste, che lo spedisce a miglior vita, infrangendo i suoi sogni di gloria. Una morte improvvisa. Una morte fatale, causata - così si dice tra il popolo - dal passaggio di una cometa nefasta, apparsa nei cieli durante la Quaresima. Ma per Caterina, vedova del duca, la verità è un'altra. Gian Galeazzo è stato ucciso. Avvelenato...


Commento: Si tratta della prosecuzione della saga dei Visconti, partita con La vipera e il diavolo dello stesso autore (recensione qui sul blog con il titolo "Bernabò e Gian Galeazzo: una lotta viscontea all'ultimo sangue"). Luigi Barnaba Frigoli scrive sempre molto bene, tuttavia ho apprezzato di più il primo romanzo, che mi è stato d'ispirazione anche per la stesura del copione "Il diavolo nella torre".



35. Quel giorno sulla luna di Oriana Fallaci

Sono gli anni Sessanta del secolo scorso e la grande scrittrice e giornalista, fin da bambina lettrice appassionata dei capolavori di Jules Verne ed estimatrice da adulta dell'opera di un maestro della fantascienza come Ray Bradbury, si avvicina all'avventura nello spazio affascinata dagli scenari che il futuro preannuncia. Per comprendere a fondo l'esplorazione dell'universo, lo sbarco del primo uomo sulla Luna, la vita nel cosmo, non esita a partire per gli Stati Uniti, inviata da "L'Europeo", e a trascorrere lunghi periodi nel centro della NASA a Houston e nella base di Cape Kennedy. "Quel giorno sulla Luna" racconta la sua esperienza: Oriana incontra gli astronauti, condivide la loro preparazione, segue i dettagli tecnici, discute con gli scienziati e i medici, espone i propri dubbi, sottolinea i rischi e rivela, anche con spirito critico, le difficoltà. Il materiale che raccoglie è sorprendente per ricchezza e completezza documentativa, per varietà di voci e punti di vista. Nel momento in cui il missile Saturno V si solleva, prevale l'emozione di poter vivere in diretta un avvenimento straordinario. 


Commento: In occasione dell'anniversario dello sbarco sulla Luna, mi sono trovata per le mani questo testo e, sull'onda delle trasmissioni e degli articoli sull'evento, mi è venuta voglia di leggerlo subito senza destinarlo al solito scaffale. Lo stile di Oriana Fallaci è inconfondibile e sembra di essere accanto a lei quando si muove nel centro NASA, e soprattutto nelle fasi dello sbarco. È tutto appassionante e molto emozionante, specialmente perché visto da una "non specialista". Mi sono piaciute in modo particolare le interviste ai tre astronauti, scoprendo per esempio che Neil Armstrong e Buzz Oldrin erano freddi, antipatici e privi di fantasia, che l'inaspettata telefonata del presidente USA fece perdere preziosissimi minuti agli astronauti e che Michael Collins, l'uomo che rimase in orbita sull'Apollo 11, si sentì "l'uomo più solo dell'universo". Un'impresa miracolosa in considerazione della limitata tecnologia di cui si disponeva allora. Giusto ieri sera ho visto l'impressionante film First man, incentrato sulla vita di Neil Armstrong.


36. Il fiero pasto di Angelica A. Montanari


II libro propone un itinerario pieno di sorprese fra le pieghe del Medioevo europeo, portando in luce una corposa messe di casi che attestano come gli uomini a quell'epoca, in diverse circostanze e per diverse ragioni, si cibassero di carne umana: non solo in situazioni di emergenza come le carestie e i lunghi assedi, ma anche come atto di sfregio nei confronti del nemico o, per converso, come atto di venerazione e d'amore. Diffuso fu anche l'impiego di resti umani per confezionare preziosi e richiestissimi medicinali. Non è stupefacente allora che su queste realtà fiorisse un terrificante immaginario, di cui pure queste pagine ci raccontano, fatto di sette antropofaghe, mostri divoratori, cuori mangiati, bambini arrosto, macabri banchetti di streghe.


Commento: Il titolo si riferisce al celeberrimo verso di Dante nel Canto XXXIII "La bocca sollevò dal fiero pasto" dove il poeta sta descrivendo il conte Ugolino intento a divorare il cranio del nemico, l'arcivescovo Ruggieri, come lui confitto nel lago ghiacciato alimentato dal fiume Cocito. Il saggio si concentra sull'antropofagia nel Medioevo, snodandosi in un itinerario drammatico tra guerre, carestie, assedi, ma anche durante episodi del periodo comunale e in relazione a leggende, miti e storie. In alcuni punti la scrittura è molto forbita, almeno per me, e sicuramente non è consigliabile... la lettura dopo pranzo! A parte le battute, un ottimo lavoro e corredato anche da immagini a colori.



37. Council of Nicaea (325) - Religious and Political Context, Documents, Commentaries by Henryk Pietras SJ

The book on the Council of Nicea (325) re-examines all the documents regarding the Council from the so-called Arian controversy around 323 up to the post-conciliar documents. The analysis leads to the conclusion that Arianism was not, nor was it able to be, the cause of the convocation of the Council, and the synodal documents, including the Credo, became anti-Arian only with the interpretation of Saint Athanasius. The post-synodal letters of Constantine to the Church of Alexandria and of the Council to the Alexandrian Church, appear to be forged, to be attributed to Peter II of Alexandria, successor of Athanasius, and - perhaps - to Damasus of Rome.

Commento: Il secondo testo da portare all'esame di Storia del Cristianesimo Antico era questo in inglese sul Concilio di Nicea del 325, il primo concilio ecumenico da cui fu originato, tra le altre cose, il nostro Credo. Dato che la copertina non è un granché, ho inserito un'icona ortodossa con l'imperatore Costantino. Il libro non è molto corposo, ma, appunto, è in una lingua straniera, tratta di un argomento non facile e con riferimenti per addetti ai lavori. L'autore, un sacerdote polacco, per esempio commenta alcune epistole in greco con la traduzione in inglese a lato. Si poteva chiedere al docente di cambiarlo, ma arrivava "a bomba" un testo in italiano sulla Storia della Chiesa dei primordi, tre volte più corposo, per cui ho tenuto questo cercando di fare del mio meglio. Dopo averlo letto almeno un paio di volte, sottolineato e glossato, ho cercato la traduzione delle lettere in italiano, un po' sulla piattaforma universitaria, un po' sulla biblioteca digitale, un po' in giro per la rete e un po' traducendole io. Ho composto un fascicoletto a parte con i riferimenti alle lettere e gli articoli. Un lavoro pazzesco. Un mio compagno mi ha suggerito: "Ma perché non proponi la traduzione alla casa editrice?"


38. Introduzione alla storia del Cristianesimo ed alla storia della Chiesa di Franco Bolgiani

In questa "Introduzione alla Storia del Cristianesimo ed alla Storia della Chiesa" Bolgiani chiarisce che cosa si debba intendere cori "Storia del Cristianesimo" e "Storia della Chiesa": essenzialmente due oggetti di studio storico - la storia degli uomini e delle istituzioni - del tutto distinti dall'insegnamento teologico. Di qui una serie di domande, cui si cerca di rispondere nei cinque capitoli: quali sono i contenuti di una "Storia del Cristianesimo"? Che cosa si intende storicamente per "religione cristiana"? Perché la Storia del Cristianesimo e della Chiesa non sono storie "filosofiche" né "ideologiche"? Qual è la differenza tra "Storia del Cristianesimo" e "Storia delle Religioni"? Interrogativi che ripercorrono plurisecolari tradizioni di studi mostrando l'attualità della lezione di metodo di Bolgiani: egli si è posto la necessità di assumere il metodo storico-critico nello studio del "fatto" della religione cristiana e delle religioni, attraverso lo scavo dei documenti e la continua attenzione alla complessità della storia.

Commento: Un piccolo libro edito dalla casa editrice Morcelliana e basato su alcune dispense universitarie del compianto professor Franco Bolgiani, che porterò all'esame di Storia della Chiesa nell'appello primaverile. Si-può-fare!! :)))



39. Dal Kerygma al Dogma - studi sulla cristologia dei Padri - di Raniero Cantalamessa

Questo volume contiene saggi di cristologia patristica suddivisi in tre ambiti: il primo ha come centro d'interesse l'ermeneutica della cristologia patristica; il secondo approfondisce l'esegesi patristica di alcuni tra i più importanti testi cristologici del Nuovo Testamento; il terzo si occupa di alcuni autori e problemi rilevanti per la storia del dogma cristologico.

Commento: Questo libro visita ancora i miei incubi post-esame di Storia del Cristianesimo Antico. Purtroppo era un testo obbligatorio per l'esame da nove crediti per i "non frequentanti" e senza altre possibilità di scelta. L'ho odiato fin dal primo momento che l'ho visto, a partire dalla copertina bianco crema e dal titolo (non sapevo nemmeno che cosa volesse dire "kerygma", e mi sono detta: cominciamo bene), e l'ho letto e studiato soltanto nel mese di settembre, che per i miei standard è tardi. Ho passato il tempo a cercare il significato di termini derivati dal greco, per me incomprensibili, o categorie della filosofia greca. Qualche esempio dei saggi ivi contenuti? "L'ontologizzazione della cristologia", "Cristologia ed escatologia: la cosiddetta deescatologizzazione del kerygma". Una follia. Alcuni saggi sulla resurrezione, l'incarnazione, il pneuma e il logos erano talmente difficili che non riuscivo nemmeno a farne dei sunti: ero alla disperazione. In fondo al libro c'erano perfino due saggi in francese su Tertulliano e Melitone da Sardi, che mi sono ri-fiu-ta-ta di leggere.

Ora, tanto per riassumere i termini della polemica:
1. Non mi sono iscritta a Teologia per insegnare catechismo o prendere i voti monastici, ma a Storia.
2. Sul manuale di Rinaldi, cioè il volumone verde, non ci sono estratti, che so, delle opere di Tertulliano o di Origene, ma una succinta spiegazione della loro teologia... e quindi che senso ha farmi leggere un'esegesi? Esegesi di che cosa, del nulla?! 
3. Non si assegna a dei poveretti, che per tanti motivi non frequentano, un testo così difficile, ma un testo di supporto. Sarebbe stato molto più utile fornire una serie di monografie a scelta sui padri della Chiesa, per esempio. 
Ah, dimenticavo: se non avessi assoluto rispetto per i libri, l'avrei già distrutto col lanciafiamme.


40. Storia delle donne Vol. 2 - Il Medioevo di Georges Duby e Michelle Perrot -

Un grande affresco storico, un'opera pionieristica, che ha suscitato un enorme interesse in Italia e nel mondo. Georges Duby e Michelle Perrot sono due maestri riconosciuti della storiografia contemporanea.

Commento: Il giorno 24 gennaio si avvicina a grandi passi e questo è uno dei libri che porterò all'esame di Storia delle Donne e delle Identità di Genere. Un testo fondamentale e imperdibile, diviso per tematiche e assai bene ordinato, che ci fa comprendere la visione della donna, l'ordine feudale in cui era inserita, l'anatomia femminile, i movimenti religiosi ed eretici, l'amor cortese, le professioni... e molto altro.


***

Che ne pensate di questa seconda tornata di libri? A presto con la terza e ultima parte e soprattutto con i premi!


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lunedì 6 gennaio 2020

Libri libri libri! Le mie letture e i miei premi del 2019 / parte 1



Madame Monet che legge di Pierre-Auguste Renoir (1874), olio su tela
Museo Calouste Gulbenkian - Lisbona

È venuto il tempo di tirare la somma delle letture fatte nel 2019, secondo la buona abitudine ispiratami da Giulia Mancini. Probabilmente la questione interessa soltanto me, tuttavia mi piace l'idea di avere questi elenchi sul blog in modo da poterli confrontare tra loro e constatare come siano cambiate le mie letture. Come prevedevo, anche quest'anno i miei testi universitari hanno occupato uno spazio gigantesco, sia in termini di fisicità sui miei scaffali che di tempo. Del resto accade la stessa cosa ad altri miei compagni: dallo studio di un argomento nasce l'esigenza di un approfondimento, di una curiosità da soddisfare, di un articolo da leggere; e, man mano che si procede, ci si rende conto che si tratta di una strada di cui non si vede mai la fine. Oltretutto i testi universitari non vanno letti una volta soltanto, ma più volte... e vanno studiati con attenzione. Non oso calcolare a quanto potrebbe ammontare il conteggio totale delle pagine, anche se la cifra di 53 libri letti, e riletti, mi fa molta impressione.

In questa specie di gorgo di libri, romanzi e racconti si sono ricavati uno spazio molto esiguo, ma mi fa piacere constatare di essere riuscita a leggere ben quattro lavori di amici e blogger. Ho inoltre scoperto di avere in casa alcune snelle raccolte di racconti, godibilissimi durante i viaggi in metropolitana, appartenenti a una serie di pubblicazioni abbinate a un noto quotidiano.

Come lo scorso anno, inserirò l'inizio della quarta perché magari c'è qualcosa che vi colpisce o vi interessa, e assegnerò dei premi non solo per i migliori saggi e romanzi, ma anche per le migliori copertine. Stavolta lo suddividerò in due parti in quanto i libri sono davvero tanti... e sotto ogni opera ci sarà un mio commento del tutto a ruota libera. Andiamo a incominciare!


1. Il primogenito dei Ferchaux di Georges Simenon

A metà degli anni Trenta, uno scandalo travolse l'immenso impero commerciale dei due fratelli Ferchaux, arrivati in Africa alla fine dell'Ottocento come passeggeri clandestini. Simenon prende spunto da questa vicenda di cronaca per realizzare il suo romanzo. Con quali mezzi era stata accumulata la fortuna dei Ferchaux? Quali complicità avevano avuto i fratelli nelle autorità coloniali? Che fine aveva fatto il primogenito, il vecchio Dieudonné? È qui che comincia il romanzo, ed entra in scena colui che ne sarà il vero protagonista: Michel Maudet, un giovane spiantato e ambizioso che si fa assumere come segretario da Dieudonné Ferchaux.

Commento: Avevo comprato questo romanzo-cronaca approfittando di un'offerta, un tanto a peso, di un'edicola che chiudeva. Devo dire che Simenon non delude mai, anche se non è tra i romanzi che mi hanno colpito di più. La storia è comunque molto interessante in quanto offre uno spaccato dei traffici che si facevano nelle colonie, e della spregiudicatezza di coloro che là facevano le loro fortune, e come al solito gli europei non ne escono bene. Una particolarità nei romanzi di Simenon è che spesso non c'è un personaggio "simpatico", per esempio Michel Maudet è a dir poco insopportabile.


2. Il tempo dei lupi. Storia e luoghi di un animale favoloso di Riccardo Rao

Il lupo occupa un posto speciale nel nostro immaginario. Da sempre il suo rapporto con l’uomo è un rapporto complesso, fatto di paura, diffidenza e affinità. Riccardo Rao traccia un ritratto inedito di questo straordinario animale e ci conduce in un appassionante viaggio alla scoperta del suo ruolo nella storia della cultura umana e della sua presenza nel territorio, in particolare in quello italiano, che i lupi stanno tornando a popolare dopo aver rischiato l’estinzione. Tornare a riflettere sui lupi e sul loro ruolo ecologico nel corso della storia è riscoprire il nostro rapporto con la natura: per considerare le strade che ci possono far recuperare un legame vivo e partecipato con il territorio e per adottare una prospettiva di tutela e armonia con l’ambiente che ci circonda.

Commento: Ho assistito alla presentazione a Milano di questo saggio sui lupi, dato che conosco personalmente l'autore tramite l'associazione Italia Medievale. All'esame di Storia medievale avevo anche portato il suo eccellente I paesaggi dell'Italia medievale. Il saggio è molto piacevole e godibile anche da chi non nutra particolare passione per la Storia in generale e il Medioevo in particolare: l'importante è che i lupi vi piacciano! Ne ho ricavato tre articoli sui lupi, che vi ripropongo qui nel caso non li aveste letti:

Il mondo degli animali: protagonista è il lupo / 13 - parte prima
Il mondo degli animali: protagonista è il lupo / 13 - parte seconda
Il mondo degli animali: protagonista è il lupo / 13 - parte terza


3. Le impressioni di Berthe di Stella Stollo


Un romanzo ispirato alla vita della pittrice Berthe Morisot, la "maga dell'Impressionismo". Nel marzo del 1896, a un anno esatto dalla morte di Berthe Morisot, viene organizzata la prima retrospettiva a lei dedicata, con 394 opere tra dipinti e disegni, dal gallerista Durand-Ruel. Per tre giorni gli amici più cari di Berthe, Renoir, Degas, Monet e Mallarmé, affiancati da Julie e da Edma, rispettivamente la figlia e la sorella della pittrice, lavorano senza posa per allestire l'esposizione. Mentre gli artisti discutono animatamente, in disaccordo sulla sistemazione ideale delle opere nelle sale della galleria l'attenzione di Julie viene attratta da alcuni quadri; rivive cosi la storia professionale e personale di Berthe, a cominciare dal suo primo incontro col grande artista Edouard Manet e dalla loro reciproca passione, fino al matrimonio della donna con Eugene, fratello del pittore.

Commento: Stella Stollo è un'autrice di grandissima bravura, e sono molto contenta e onorata di averla come amica. Possiede una scrittura accurata ed elegante e la storia della pittrice Berthe Morisot sembra sia fatta apposta per lei. L'ambiente pittorico nella Parigi di metà Ottocento è descritto con grande maestria, e le sfumature nei quadri degli impressionisti sembrano accompagnarsi alle sfumature dell'animo umano. Oltretutto viene voglia di cercare le opere di Berthe, come ho fatto io. Qui la mia recensione su Amazon.



4. Storia dell'alchimia di Eric John Holmyard

Il volume descrive le origini e lo sviluppo dell'alchimia, dal periodo greco all'Ottocento, dalla Cina al mondo arabo. L'elemento romanzesco e avventuroso di questa storia è illustrato da passi tratti dalle opere dei suoi più celebri e noti indagatori.

Commento: Avevo comprato questo libro perché mi serviva sapere alcuni particolari dell'alchimia nel periodo pre-medievale per inserirli nel mio romanzo Le regine di Gerusalemme poiché uno dei personaggi è un cavaliere-alchimista. Si tratta di un'opera piena zeppa di errori di tutti i generi, dai semplici refusi alle frasi più bislacche, forse frutto di una traduzione fatta a dir poco con i piedi. Se avessi tempo, mi piacerebbe scrivere alla casa editrice... anche se è fiato sprecato. In tempi passati avevo scritto lettere di segnalazione alle case editrici di scolastica sui testi di mio figlio, senza ricevere alcun riscontro: nemmeno un semplice "sciopa".


5. Trilogia della città di K. di Agosta Kristof

Quando "Il grande quaderno" apparve in Francia a metà degli anni Ottanta, fu una sorpresa. La sconosciuta autrice ungherese rivela un temperamento raro in Occidente: duro, capace di guardare alle tragedie con quieta disperazione. In un Paese occupato dalle armate straniere, due gemelli, Lucas e Klaus, scelgono due destini diversi: Lucas resta in patria, Klaus fugge nel mondo cosiddetto libero. E quando si ritroveranno, dovranno affrontare un Paese di macerie morali. Storia di formazione, la "Trilogia della città di K" ritrae un'epoca che sembra produrre soltanto la deformazione del mondo e degli uomini, e ci costringe a interrogarci su responsabilità storiche ancora oscure.

Commento: Da più parti mi avevano consigliato questo romanzo come una delle opere più importanti del Novecento. Dire che mi ha spiazzato è dire poco, ragion per cui non riesco a capire se mi sia piaciuto o meno. La storia è suddivisa in tre parti: Il grande quaderno, La prova, La terza menzogna. Parla di due inquietanti gemelli, abbandoni, guerra, fame e omicidi, con passaggi freddi e sgradevoli che sono veri pugni nello stomaco; e anche il modo multiplo di narrare queste vicende contribuisce allo sconcerto. Non è un romanzo che si fa amare, anche se ne riconosco il valore. Perciò vi chiedo se qualcuno lo abbia letto e che cosa ne pensa.



6. Antropologia culturale - I temi fondamentali - a cura di Stefano Allovio, Luca Ciabarri, Gaetano Mangiameli

Il testo fornisce una panoramica introduttiva all'antropologia culturale e ai dibattiti contemporanei che caratterizzano questa disciplina attraverso una serie di parole-chiave: cultura/culture, comparazione/etnografia, percezione/conoscenza, cosmologie/sociologie, identità/appartenenze, mobilità/migrazioni, globalizzazione, diversità e relativismo. Questi temi sono presentati nella forma di una selezione antologica di brani di importanti autori italiani e stranieri.

Commento: Antropologi di tutti il mondo, o aspiranti tali, unitevi! Si tratta di una raccolta di saggi relativi all'antropologia, che spaziano dal tema della cultura all'etnicità, dall'abitare o costruire alla diversità linguistica, dalla ricerca sul campo all'identità di genere. Alcuni saggi non sono stati di facile lettura, almeno per la sottoscritta, che ha dovuto portarlo all'esame di Antropologia culturale (qui il resoconto semiserio).


7. Storia delle istituzioni politiche - Dall'antico regime all'era globale - a cura di Marco Meriggi e Leonida Tedoldi

Gli autori analizzano i grandi temi della storia delle istituzioni politiche dell'ultimo secolo - come la costruzione del welfare state, la stagione del totalitarismo e dei regimi di massa, il consolidamento delle istituzioni democratiche liberali europee, lo sviluppo delle forme di istituzionalità internazionale e delle reti istituzionali e sociali del nostro presente globale - a partire dalle "costituzioni antiche", considerando poi il moderno concetto di cittadinanza occidentale e il rapporto tra libertà dello Stato e libertà dei cittadini, per trattare infine di quelle parti del mondo assoggettate al dominio coloniale occidentale.

Commento: Si tratta di un testo pressoché obbligatorio per il mio esame di Storia delle Istituzioni Politiche che, insieme a Storia del Cristianesimo Antico, è stato l'esame più difficile e terrorizzante dello scorso anno. Di questo testo avevo preparato il solito "argomento a piacere", che ovviamente nessuno ha chiesto: "La nascita del welfare". Ho talmente glossato questo testo che il professore, dopo averlo aperto, aveva sbarrato gli occhi come due uova al tegamino (qui il resoconto semiserio).


8. La spada e la bilancia - La giustizia penale nell'Europa moderna (secc. XVI-XVIII) di Leonida Tedoldi

Per tutta l'età moderna, la giustizia penale è al centro del processo, variabile e per molti versi incompiuto, di costruzione di forme istituzionali di potere pubblico che rafforzarono, attraverso anche l'imposizione del monopolio della violenza, l'esercizio del penale come strumento inizialmente di pacificazione dei conflitti e successivamente di legittimazione e di affermazione politica della sovranità sul territorio controllato e sulle diffuse forme di giustizia collocate al di fuori dei tribunali e delle corti.

Commento: Questo è un altro testo portato per l'esame di Storia delle Istituzioni Politiche, nello specifico il Modulo C "Lo Stato come Leviatano". Il saggio è un resoconto del passaggio dal sistema accusatorio al sistema inquisitorio nell'età moderna, e del funzionamento della giustizia egemonica d'apparato in età moderna con uso di interrogatori e tortura, nonché di supplizio finale. Molto utile per rinfrescarsi la memoria sui passi da gigante che, con fatica, abbiamo compiuto... e ricordarsi anche di non dare nulla per scontato.



9. Il castello dei destini incrociati di Italo Calvino

Un gruppo di viaggiatori che, per un complesso di circostanze diverse, hanno perso la parola si ritrovano in un castello. L'unico mezzo che hanno per comunicare è rappresentato da un mazzo di tarocchi. Un romanzo affascinante composto da tante storie intrecciate. Postfazione di Giorgio Manganelli.

Commento: Un romanzo davvero geniale, basato su un mazzo di tarocchi e su intrecci narrativi potenzialmente infiniti. Da leggere (e da rileggere) assolutamente.

10. Contro natura - Una lettera al papa di Francesco Remotti

Natura e "contro natura", giusto e sbagliato. Chi vuole l'assoluto e chi si accontenta del relativo. Chi cerca un modello universale e chi persegue il riconoscimento delle differenze. In queste pagine, due mondi a confronto, quello del dogma e delle certezze e quello della scienza antropologica che coltiva l'ambizione di conoscere da vicino diversi mondi culturali. Una prospettiva questa continuamente sottoposta a critiche, contestazioni, revisioni. Ma che dire delle idee che un papa esprime in campo antropologico? Possono essere considerate anch'esse espressione di una "cultura" umana? Oppure, quello che il pontefice espone sulla famiglia umana è fondato su un sapere extra-culturale o extra-umano?

Commento: Anche questo è un saggio portato all'esame di Antropologia Culturale, ed è consigliatissimo a Matteo Salvini&Company. A proposito, sapete che Matteo Salvini è iscritto nella mia stessa Facoltà di Storia e nella mia stessa Università? A detta sua, è fuori corso da sedici anni... certamente è troppo impegnato con la sua carriera politica per pensare ad ampliare i propri orizzonti.


11. Lo Stato moderno in Europa - Istituzioni e diritto a cura di Maurizio Fioravanti

Il volume illustra le strutture fondamentali del diritto e della costituzione in età moderna e contemporanea, ripercorrendone l'evoluzione in ambito europeo, fino alle soglie dell'attualità. Un gruppo di specialisti analizza le diverse forme che lo Stato moderno europeo ha assunto nei secoli, indagandone la struttura e l'attività.

Commento:  Altro saggio imprescindibile per l'esame di Storia delle Istituzioni Politiche. A dire la verità avevo scelto un testo sul fascismo, "La macchina imperfetta" ma era talmente noioso che ne ho letto metà e poi l'ho cambiato. Apprendere come si è svolto il percorso che ha condotto alle Costituzioni, tra cui la nostra, è appassionante e interessante allo stesso tempo. Anche questo è un bel "memento".



12. L'armata dei sonnambuli di Wu Ming

1794. Parigi ha solo notti senza luna. Marat, Robespierre e Saint-Just sono morti, ma c'è chi giura di averli visti all'ospedale di Bicêtre. Un uomo in maschera si aggira sui tetti: è l'Ammazzaincredibili, eroe dei quartieri popolari, difensore della plebe rivoluzionaria, ieri temuta e oggi umiliata, schiacciata da un nuovo potere. Dicono che sia un italiano. Orde di uomini bizzarri riempiono le strade, scritte enigmatiche compaiono sui muri e una forza invisibile condiziona i destini, in città e nei remoti boschi dell'Alvernia. Qualcuno la chiama "fluido", qualcun altro Volontà. Guarda, figliolo: un giorno tutta questa controrivoluzione sarà tua. Ma è meglio cominciare dall'inizio. Anzi: dal giorno in cui Luigi Capeto incontrò Madama Ghigliottina.

Commento: Si tratta di uno dei migliori romanzi che abbia letto nel 2019, e non solo perché parla di Rivoluzione Francese. Ne ho scritto un post, più che per recensirlo per parlare della modalità della scrittura nell'ambito di un collettivo. Qui il post relativo, dal titolo "I Wu Ming e la scrittura in un collettivo".


13. L'economia italiana nell'età della globalizzazione di Vera Zamagni

A differenza del modello anglosassone, basato sulla grande impresa e sulla standardizzazione del prodotto, l'economia italiana si caratterizza per il ruolo prevalente svolto dalla piccola impresa, dalle specificità territoriali, dai talenti relazionali e artistici, dalle eredità del passato reinterpretate. Individuando in questi tratti al tempo stesso la debolezza e la forza del nostro paese, il libro ripercorre gli ultimi settant'anni di storia economica italiana: le politiche economiche e il contesto istituzionale, l'evoluzione dei principali dati macroeconomici, la forma del sistema produttivo (distretti, piccola e media industria, cooperative), e i fattori strategici per lo sviluppo, vale a dire il fattore umano e il capitale sociale e civile.


Commento: Ecco uno dei due testi che avevo studiato per quello stupido esame di Storia Economica con il computer (qui il resoconto). Avevo preso soltanto 22 e, ripetendolo, la seconda volta era arrivata a 24. Del resto mi sembra già un miracolo, vista la mia scarsa dimestichezza con percentuali e numeri. Un esame assurdo dove si testano elementi assurdi con domande come: "Indica la data di abolizione delle Corn Laws": 1815 - 1835 - 1846. "Indica che cosa significa l'acronimo EQI." "Indica la percentuale di calo del PIL tedesco del 1933." e altre amenità del genere.


14. Potere e ricchezza - Una storia economica del mondo di Ronald Findlay, Kevin H. O'Rourke

Il potere e l’economia sono ingranaggi fondamentali per comprendere la logica di uno sviluppo storico su scala planetaria dall’anno 1000 fino a oggi. C’è però un altro polo che si confronta e si interconnette con i due precedenti per formare una relazione triadica: la finanza. La triangolazione è imprescindibile. Potere e ricchezza è una storia di globalizzazione, di integrazione dei mercati, di liberalizzazione per abbandono di una serie di vincoli posti dalle politiche alla libera attività d’impresa. Il potere è essenzialmente inteso come potere politico, potere delle armi e di logiche di egemonia di una classe dirigente su gruppi subordinati, di un’organizzazione sociale politica su altre. L’economia riguarda essenzialmente la produzione di beni e servizi e la distribuzione dei medesimi e del reddito realizzato. Il potere dell’economia è quello della logica di mercato in base alla quale un produttore vende i prodotti che i consumatori domandano.


Commento: Altro testo per lo stupido esame di Storia Economica, questo oltretutto di dimensioni gigantesche. L'argomento è molto interessante e studiare la materia non è stato tempo perso... ma si tratta di un esame che ora potrei annoverare come "fatto", e che invece dovrò cambiare in Storia delle Dottrine Politiche. Beh, diciamo che non mi corre dietro nessuno, ma la seccatura è tanta comunque.


15. Discorso sul metodo di René Descartes

Discorso sul metodo è la prima opera pubblicata da René Descartes (italianizzato in Cartesio) in forma anonima e in francese nel 1637 a Leida congiuntamente a tre saggi scientifici La diottrica, Le meteore, La geometria, dei quali costituisce la prefazione. Il discorso è quindi da considerarsi come «un tutt'uno con i saggi». L'argomento dell'opera è indicato dallo stesso Cartesio: «Se questo discorso sembra troppo lungo per essere letto tutto in una volta, lo si potrà dividere in sei parti. E si troveranno, nella prima, diverse considerazioni sulle scienze. Nella seconda, le principali regole del metodo che l'autore ha cercato. Nella terza, qualche regola della morale ch'egli ha tratto da questo metodo. Nella quarta, gli argomenti con i quali prova l'esistenza di Dio e dell'anima dell'uomo, che sono i fondamenti della sua metafisica. Nella quinta, la serie delle questioni di fisica che ha esaminato, in particolare la spiegazione del movimento del cuore e di qualche altra difficoltà della medicina e, ancora, la differenza tra l'anima nostra e quella dei bruti. Nell'ultima, le cose ch'egli crede siano richieste per andare avanti nello studio della natura più di quanto si è fatto, e i motivi che lo hanno indotto a scrivere.»

Commento: "Ma come, non conoscete il pensiero filosofico di Cartesio?!" Silenzio in aula durante una delle lezioni di Storia delle Istituzioni Politiche, come ho detto materia difficilissima in quanto c'è molta filosofia alla base delle istituzioni politiche, e della politica in generale. A casa pesco il Discorso sul metodo del buon vecchio Cartesio e mi metto a leggerlo. Come scrivevo nella premessa, non si finisce mai di approfondire.




16. Stregoneria, oracoli e magia tra gli Azande di Edward Evans-Pritchard

Il libro, basato sulle ricerche condotte negli anni '20 da Evans-Pritchard nel Sudan meridionale, si colloca tra i classici dell'antropologia culturale e sociale. L'interpretazione delle parole e dei gesti delle manipolazioni magiche porta l'autore a precisare i concetti basilari di magia e stregoneria. Grazie alla combinazione fra descrizione etnografica ed elaborazione teorica, il testo è un'opera di riferimento per chiunque si occupi di credenze sulla stregoneria e, più in generale, dei problemi relativi alla razionalità in culture diverse dalla nostra.

Commento: Questo testo è uno dei grandi classici dell'Antropologia, insieme ai lavori di Marcel Mauss, Franz Boas e Bronislaw Malinowski. L'ho scelto d'istinto perché attirata dal titolo sulla stregoneria. Per prepararmi all'esame e memorizzare meglio il tutto ho anche guardato su Youtube dei filmati sui grandi antropologi, se vi interessa ecco qui quello su Evans-Pritchard.


17. L'immagine dell'uomo - Lo stereotipo maschile nell'epoca moderna di George L. Mosse

Il "vero uomo" dev'essere coraggioso, audace, freddo davanti al pericolo; forte e abile fisicamente, ma anche onesto e cortese. Non deve lamentarsi, non deve perdere il controllo delle proprie emozioni. Questo lo stereotipo positivo che si afferma a partire dalla fine del Settecento, nell'Ottocento diventa un luogo comune, e sopravvive fino ai giorni nostri senza vere trasformazioni. L'ideale virile ha avuto un ruolo importante nella formazione dell'idea di nazionalità, e poi nella costruzione del fascismo e del nazismo, ma anche dei "socialismi reali", la cui iconografia è ricca di uomini di ferro.


Commento: Si tratta di un testo consigliato nell'ambito del mio laboratorio-seminario con la professoressa Perry Willson su "Feminisms, Fascisms, War": c'erano articoli accademici da leggere prima di ogni lezione e un elenco di testi di cui si consigliava la lettura (tra cui questo). Il seminario è stato entusiasmante, anche se si è trattato di soli dieci incontri: dovevamo interagire in inglese con la professoressa e anche tra di noi. C'è poco da fare, i metodi didattici degli anglosassoni sono differenti dai nostri, e molto più coinvolgenti. Qui sopra una foto della simpatica docente. :)


18. Italiane. Biografia del Novecento di Perry Willson

Nel 2000 gli uomini italiani considerano ancora i lavori domestici un'attività femminile. È il sintomo più scontato delle tantissime disuguaglianze uomo-donna che sono radicate nel nostro paese. Pensando alla cronaca dei nostri giorni, la rappresentazione della donna nei media ha subito una trasformazione radicale, ma è dubbio se le ballerine seminude e le conduttrici con i tacchi a spillo offrano un'immagine più emancipata rispetto a quella delle crocerossine della prima guerra mondiale. Eppure le italiane hanno compiuto progressi straordinari nel corso dell'ultimo secolo. "Sono molte e diverse le figure femminili che si affacciano tra le pagine di questo volume, dalle contadine e le lavoranti a domicilio che faticano senza sosta alla casalinga urbana meravigliata del suo primo bagno in casa, dalle militanti cattoliche, comuniste e fasciste alle femministe di varie tendenze. ..."


Commento: Questo è proprio un libro scritto dalla professoressa Willson, che è una grande esperta di Italia e, in modo particolare, di periodo fascista. Parla di donne comuni: eserciti silenziosi e laboriosi di cui si è riconosciuto il valore soltanto da poco tempo.


19. Senza via di scampo - Gli stupri nelle guerre mondiali di Michele Strazza

La violenza carnale è diventata in epoca contemporanea parte della strategia offensiva degli eserciti, una vera e propria arma per colpire la popolazione civile. Per lungo tempo sottovalutata, la violenza sulle donne ha rappresentato uno dei prezzi più alti che un popolo ha dovuto pagare per la sconfitta e l'occupazione militare. E il trauma delle vittime non sempre è stato superato, anche a causa della congiura del silenzio praticata da famigliari e comunità. Michele Strazza, studioso di storia e collaboratore della nostra rivista ha recentemente dato alle stampe un volume che indaga le violenze praticate sulle donne nella prima e nella seconda guerra mondiale, dagli stupri in Belgio e Francia nel 1914 alle violenze imposte dalle truppe alleate sulle donne italiane e su quelle tedesche negli ultimi scorci del secondo conflitto mondiale. 


Commento: Per la prova finale di laboratorio siamo stati suddivisi in gruppetti di 3-4 studenti, e  ogni gruppo riceveva un argomento su cui preparare una presentazione in PowerPoint. Il mio gruppo ha ricevuto come tema "Sexual violence in IWW". Con i miei compagni ci siamo suddivisi i filoni fondamentali, e io mi sono occupata delle violenze post-disfatta di Caporetto in territorio friulano e veneto. Sono argomenti di cui si conosce poco, ma dopo Caporetto l'esercito austro-ungarico ha occupato quei territori per un anno... Ho preso in prestito il libro dalla biblioteca universitaria e leggerlo mi ha fatto davvero soffrire.


20. Centomila gavette di ghiaccio di Giulio Bedeschi

Partendo dalla propria esperienza personale e raccontando la partecipazione della divisione alpina Julia alla Seconda guerra mondiale – dalla campagna d’Albania alla ritirata di Russia – l’autore costruisce un’opera narrativa di straordinario valore, che esalta il senso della dignità dell’uomo nonostante la tragedia della guerra. Protagonisti della vicenda non sono singoli individui ma l’azione corale dell’intera divisione, tanto che l’autore stesso preferisce mimetizzarsi dietro il nome inventato di Italo Serri piuttosto che narrare in prima persona. Pubblicato nel 1963, Centomila gavette di ghiaccio ebbe subito uno straordinario successo, ottenendo, l’anno successivo, il prestigioso Premio Bancarella.

Commento: Avevo questo libro nei "desiderata" da molto tempo, ma non avevo mai occasione di leggerlo... come se ne avessi paura. Si tratta di una testimonianza della Seconda Guerra Mondiale a proposito della famosa ritirata di Russia, narrata dall'autore che, in qualità di medico, fu testimone diretto. Tutti dovrebbero leggere delle sofferenze di questi esseri umani, e dei loro animali, i muli del corpo alpino. Ho patito pagina dopo pagina insieme alla divisione Julia, tra l'orrore della neve, della fame, del freddo, del vento, degli attacchi e della morte, anche per suicidio durante la marcia. Il libro in mio possesso è corredato da una serie di fotografie.


21. Finestre su Gesù. Metodologia dell'esegesi dei Vangeli di Wim Werner

Matteo, Marco, Luca e Giovanni: sotto questi nomi circolano altrettanti racconti su Gesù, la cui vita e morte sono tratteggiate in una diversa ottica da ciascun evangelista. Quattro anche, secondo Wim Weren, le prospettive metodologiche da cui è possibile osservare i Vangeli. La prima parte li studia singolarmente con un'analisi sincronica sui problemi relativi ai limiti testuali, all'analisi strutturale e narrativa. Nella seconda parte vengono invece esaminati diacronicamente le antiche tradizioni da cui discendono i Vangeli. La terza confronta i testi dei Vangeli con altri passi biblici, con le esegesi giudaiche e i Vangeli apocrifi. L'ultima parte affronta la questione del Gesù storico.


Commento: Questo è il libro più scorrevole che ho preparato per il mio terrificante esame di Storia del Cristianesimo Antico. L'autore presenta i quattro metodi esegetici, applicandoli su estratti dei Vangeli proprio come se si trattasse di un'esercitazione. La sorpresa e le "scoperte" sono davvero tante, ve lo posso assicurare!

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Bene, che cosa ne pensate? C'è qualcosa che avete letto o che vi piacerebbe leggere? Alla prossima puntata con gli altri libri e i premi finali!


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sabato 28 dicembre 2019

La ciclicità del tempo secondo gli antichi. Buon 2020!


Anche la fine dell'anno si avvicina rapidamente e induce ad alcune inevitabili  riflessioni sul "tempo che passa", come ci mostra Salvador Dalì nel suo quadro La persistenza della memoria del 1931 e i suoi orologi che si sciolgono. Com'è stato il vostro 2019? Per me è stato molto positivo, nonostante l'inizio faticoso ed esaurente, sia in termini lavorativi che di impegni universitari. Per fortuna non ho avuto problemi familiari!

Come studiosa e appassionata di Storia, comunque, il tempo è un fattore cruciale: rispetto ad altre discipline, lo sguardo dello storico è rivolto al passato, ma è uno studio che ha delle importanti ripercussioni sul futuro e non tutti se ne rendono conto. Per citare Marc Bloch, la Storia non è solo scienza degli uomini: è "scienza degli uomini nel tempo". Pur non esistendo alcuna scienza che possa astrarsi completamente dal tempo, sia pure come misura, la Storia è invece basata sul tempo, con i suoi fenomeni che vi "nuotano" dentro. Il tempo reale è così analizzato come un continuo cambiamento, in cui i fatti sono incanalati cronologicamente e si influenzano tra loro. Soltanto comprendendo gli eventi e il perché siano accaduti possiamo arrivare a capire la ciclicità di certi fenomeni, e proprio la parola "ciclicità" è il secondo termine che mi aiuta a introdurre l'oggetto del post.

Nei miei studi di Antropologia culturale mi sono imbattuta in riflessioni sul tempo, specialmente nel bel saggio di Michael Herzfeld su Cosmologia e sociologia. Tra i vari aspetti come la teodicea o i rituali, l'autore illustra anche la concezione che del tempo avevano le antiche civiltà. Com'è ovvio il loro sguardo abbracciava vere e proprie ere, e non si limitava al proprio campicello o a un privato domani; come tale, si trattava di una concezione del cosmo drammatica, spesso catastrofica e terrificante.

Cominciamo però la nostra carrellata con il concetto di cosmologia.


La cosmologia religiosa e scientifica

La cosmologia si riferisce al posto che occupiamo nell’universo e ha a che fare con la definizione dei confini fra natura e cultura. Il termine cultura però abbraccia sia la religione che la scienza. Entrambe hanno in comune il concetto di ordine, e nello specifico dell’"ordine del mondo": tramite la cosmologia le persone considerano l’universo come un’entità organizzata con:
1) un'origine, 2) un mantenimento, 3) una fine.
L’ordine del mondo ingloba la comprensione del tempo, del caso e della probabilità.

Il tempo secondo i Greci



Come ci spiega Esiodo, i Greci ritenevano che prima del loro presente fossero trascorse quattro età.
  1. La prima era l'età dell'oro ed era descritta come un periodo in cui l'umanità era perfetta. 
  2. La seconda era designata come età dell'argento.
  3. La terza era quella del rame
  4. La quarta era l'età degli eroi e non era associata ad alcun metallo.
  5. L'ultima, che corrispondeva al loro presente, era designata come l'età del ferro
L'intera sequenza era caratterizzata come un processo di decadenza da uno stato iniziale di perfezione. In modo analogo l'ultima, l'epoca appartenente all'umanità vivente, era concepita come un periodo in cui l'umanità era condannata a soffrire. La rappresenta molto bene il dipinto di cui sopra, eseguito da Thomas Couture, dal titolo I Romani della decadenza del 1847, ora al Musée d'Orsay di Parigi. In esso i personaggi sono accasciati dopo una nottata di bagordi o manifestano un'ultima stanca vitalità nei gesti scomposti. Un paio di osservatori, sulla destra, osservano con riprovazione questa scena di vera decadenza, posta in un ambiente in stile ellenistico.


Il tempo e la temporalità nell'India antica

Anche nell’India antica il ciclo intero, Mahayuga, comprende quattro età ognuna preceduta da una fase nascente e da una di declino. Le età successive erano sempre più brevi; per gli esseri umani ognuna comportava una riduzione della durata della vita. Questo processo di decadenza si concludeva con l'età Kali-yuga, il cui nome sottintende la parola "ombre". L'intero ciclo si concludeva con una totale dissoluzione, poi iniziava un nuovo ciclo.


Gli aztechi e i maya

Presso le culture precolombiane il passato era schematizzato come sequenza di età (o "soli"), ognuna associata a un livello dell’evoluzione umana. Invece di stabilire un processo discendente, come faceva Esiodo, la piena umanità era raggiunta nell’ultima età (la quarta o la quinta a seconda dei casi), e quindi senza la sofferenza insita negli schemi europei.

Il punto di rottura fra le età, però, era un evento pauroso. Presso aztechi e maya questi eventi erano cataclismi provocati dall’intervento di tutti gli elementi naturali: un'età era sopraffatta dall'acqua, la successiva dal fuoco, un'altra dall'aria e un'altra dal terremoto. Per prevenire questi cataclismi gli aztechi ricorrevano ai sacrifici umani.

Qui sopra a destra potete vedere La Piedra del Sol, un monolite azteco conservato al Museo nazionale di antropologia di Città del Messico, che gli studiosi ritengono essere un calendario. La Piedra del Sol è costituita da una serie di cerchi concentrici che rappresentano vari elementi della cosmologia e della teologia azteca. Subito sotto è raffigurata una scena con sacrifici umani.


Gli inca


Per gli inca dell’area andina si può riscontrare una visione molto simile a quella delle culture mesoamericane, anche se filtrata dalle testimonianze arrivateci dal pensiero occidentale. L'umanità vivente risiedeva nell'ultimo dei cinque "soli". Si diceva che ognuno di questi soli avesse una durata di mille anni, divisi in parti uguali. Ogni divisione era un punto di rottura: pachachuti, cioè cataclisma. Nove simili punti di rottura avevano preceduto il tempo dei cronisti.

Per sottrarsi ad essi gli inca non ricorrevano ai sacrifici umani, ma istituendo una monarchia divina per cui il cataclisma era associato a un re divino (Inca) capace di ripristinare l’ordine. Il re era un mediatore tra due opposti. Potete vederne uno in questa statua di Pachacutec Inca a Plaza de Armas nella città di Cusco in Perù.

Cristo fu assimilato alla figura del re divino inca quindi
l’attrazione esercitata dal cristianesimo sulle popolazioni indigene è stata dovuta alla sua associazione con l’idea di ordine. Molta enfasi è stata posta anche sul ritorno dell’Inca. Si tratta comunque di meccanismi atti alla soppressione del tempo.


Corruzione e temporalità

Beh, voi direte, si tratta di civiltà antichissime... e noi? La mortalità è il fulcro attorno al quale ruota tutta la cosmologia. Anche la storia di Adamo ed Eva è quella di corruzione e temporalità, qui mostrati in un dipinto di Tiziano Vecellio del 1550.

Tuttavia si tratta anche di una questione di antenati e potere. Ogni volta che esiste un controllo sull’accesso alla morte/ai morti, c'è quindi un potere simbolico. I mausolei edificati alla memoria dei leader del passato hanno assunto un ruolo centrale nel consolidamento simbolico del potere del XX secolo, come a dire che otteniamo la quadratura del cerchio (e dalla ciclicità siamo partiti...). Come immagine di un mausoleo del nostro tempo, vi propongo il Mausoleo di Lenin sulla Piazza Rossa a Mosca.


***

Bene, spero di non avervi atterrito con questi tempi ciclici! Per farmi perdonare vi chiedo che cosa sperate vi porti il prossimo anno e vi auguro comunque un ottimo 2020 ricco di serenità e salute.

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Fonte testo: 
  • Antropologia culturale - I temi fondamentali - a cura di Stefano Allovio, Luca Ciabarri, Gaetano Mangiameli (Cosmologia e sociologia di Michael Herzfeld)
Fonti immagini: Wikipedia, tranne:


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QUALCOSA DI ME

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Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato cinque romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ho in cantiere una trilogia di romanzi ambientati nel periodo della Rivoluzione Francese, ed è in corso la revisione del romanzo "Le regine di Gerusalemme". Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

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