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sabato 23 febbraio 2019

Ecco le mie serie TV preferite... quali sono le vostre?


Questa settimana sono stata ammalata. l'influenza mi è rotolata addosso come una slavina dato che, e per la verità, ho goduto di ottima salute durante tutto l'inverno. Dopo aver inserito e confermato con grande soddisfazione il piano di studi universitario martedì - i termini scadevano a fine mese - mercoledì sono stata assalita dalla tosse, e giovedì ero a tappeto con la classica influenza, come se il mio corpo avesse detto: "E mo basta!! Ma stattene un po' tranquilla!!". Non ho potuto preparare uno dei miei post ponderosi, ma, dato che è tempo di elenchi, ho pensato di recuperare e modificare una bozza sulle mie serie TV preferite. Il post avrebbe dovuto formare la prima parte di un progetto dedicato. In altre parole, uno dei miei soliti ambiziosi percorsi bloggistici, la maggior parte dei quali abortisce ancor prima di iniziare per mancanza di tempo.

Prima di entrare nel vivo, accennerò al problema delle dipendenze. Una caratteristica delle stesse è la convinzione della persona di poter smettere quando vuole, o anche di ritrovarsi invischiata nell'assuefazione senza nemmeno rendersene conto. La dipendenza dalle serie TV è una di queste forme, e a un certo punto ho fatto un calcolo, scoprendo con immenso stupore che stavo seguendo all'incirca una quindicina di serie, passando dall'una all'altra senza soluzione di continuità non appena era disponibile una nuova stagione

Gli attori di Vikings stagione 3: il guerriero seduto è il protagonista,
il re vichingo Ragnarr Loðbrók (vedi la scheda dedicata).

Come tutti sanno, il problema delle serie TV del giorno d'oggi è che hanno una nascita, hanno ritmi di vita ciclici (le cosiddette "stagioni"), ma non hanno una data di morte definita dall'inizio. I vecchi sceneggiati Rai della mia infanzia erano basati su grandi classici (La figlia del capitano) o comunque su una solida sceneggiatura (Ho incontrato un'ombra) con inizio e termine. Invece le serie TV sono potenzialmente infinite e si regolano a seconda del gradimento degli spettatori; molti storcono il naso alla cosa, e rimpiangono i bei vecchi tempi.

Ma andiamo con ordine.

Il principale responsabile è mio figlio Stefano, con cui ho cominciato a riguardare le vecchie serie (X-Files, ad esempio), per poi passare ad altre più recenti (Mr. Robot), per arrivare a rivedere centinaia e centinaia di puntate di Star Trek, The Next Generation, Voyager. L'ultima in ordine di tempo è stata Babylon 5, e vi assicuro che avevo le astronavi che mi uscivano dalle orecchie; a un certo punto ho cominciato a confondere i personaggi di queste serie spaziali, cosa preoccupante perché magari a un esame universitario avrei parlato di capitan Sisko invece che del generale Wallenberg. A nostra discolpa posso dire che la visione è anche istruttiva, perché le guardiamo in lingua originale con sottotitoli in inglese, per non avere il doppio passaggio mentale inglese-italiano-inglese, ed è bellissimo constatare la perfetta aderenza delle voci ai caratteri dei personaggi.

Ecco dunque l'elenco delle tredici serie TV che sto seguendo, anche se di alcune ho perso le tracce (nel senso che ignoro se vi sarà un prosieguo). Com'è ovvio, molte sono a carattere storico, ma non è detto: per conquistarmi le serie TV devono avere tre caratteristiche fondamentali:

1. una sceneggiatura di prim'ordine
2. una trama avvincente e ricca di colpi di scena
3. personaggi e attori di grandissimo calibro

A differenza del listone delle mie letture 2018, stavolta i titoli sono proprio in ordine di gradimento e inserisco la sinossi tratta da Wikipedia che potete saltare se avete paura di spoiler:


1. House of Cards (sei stagioni)

La serie è ambientata nell'odierna Washington D.C. e segue le vicende di Frank Underwood (Kevin Spacey), un Democratico eletto nel Quinto distretto congressuale della Carolina del Sud e capogruppo di maggioranza (Majority Whip) della Camera dei rappresentanti. Dopo essersi visto sottratto il posto di Segretario di Stato che il neo-Presidente gli aveva promesso, Frank dà inizio ad un giro di intrighi per giungere ai vertici del potere americano, aiutato da sua moglie Claire (Robin Wright) e dal fidato Doug Stamper (Michael Kelly). La serie tratta di temi quali lo spietato pragmatismo, la manipolazione, il tradimento e il potere.


2. True Detective (tre stagioni)

True Detective è una serie televisiva statunitense creata ed interamente scritta da Nic Pizzolatto. È concepita come una serie antologica, che ad ogni stagione rinnova interpreti e storia. La prima stagione, ambientata in Louisiana, ha per protagonisti Matthew McConaughey, Woody Harrelson, Michelle Monaghan, Michael Potts e Tory Kittles. I dialoghi, oltre a essere impregnati di filosofia pessimista, antinatalista e nichilista con evidenti richiami nietzschiani, sono fortemente ispirati all'horror/saggio La cospirazione contro la razza umana di Thomas Ligotti, mentre la storia trae spunto dai racconti The King in Yellow di Robert William Chambers.
La seconda stagione, ambientata stavolta in California, è interpretata da Colin Farrell, Rachel McAdams, Taylor Kitsch, Kelly Reilly e Vince Vaughn. 

La terza stagione è attualmente in corso. La trama si incentra su un episodio di cronaca nera avvenuta il 7 novembre 1980: la sparizione, nella profonda provincia dell'Arkansas, di due bambini, fratello e sorella, usciti in bicicletta e mai tornati a casa. Il caso viene affidato ai detective della Polizia di Stato Wayne Hays e Roland West. Il narratore è il det. Hays, che racconta i fatti da due distinte finestre temporali: la prima nel 1990, quando viene interrogato sulla vicenda dai suoi ex colleghi (nel frattempo si scopre che ha lasciato la squadra investigativa ma è sempre alle dipendenze della Polizia statale) perché è sopravvenuta una sconvolgente novità sul caso; la seconda nel 2015, quando l'anziano (e malato presumibilmente di demenza senile) Hays viene intervistato per un programma televisivo di cronaca. 

 

3. The Crown (due stagioni)

The Crown è una serie televisiva storica drammatica, creata e principalmente scritta da Peter Morgan e prodotta dalla Left Bank Pictures e dalla Sony Pictures Television per Netflix. The Crown racconta la storia della regina Elisabetta II dal suo matrimonio nel 1947 ai giorni nostri. La prima stagione copre gli anni che vanno dal 1947, anno del matrimonio tra Elisabetta e Filippo di Edimburgo fino allo scoppio della crisi di Suez nel 1956. La seconda stagione copre un arco temporale di nove anni, fino al 1964.

La serie è stata acclamata dalla critica e sono state apprezzate in particolare le interpretazioni di Foy nel ruolo della protagonista e di John Lithgow nel ruolo di Winston Churchill; entrambi gli attori hanno vinto diversi premi, tra cui lo Screen Actors Guild Award per la migliore attrice in una serie drammatica e quello per il miglior attore in una serie drammatica.

3. Versailles (tre stagioni)
Da sinistra a destra: la regina Maria Teresa d'Asburgo, Philippe d'Orléans, re Luigi XIV.
Sullo sfondo a destra, il cavaliere di Lorena amante di Philippe. 
Versailles è una serie televisiva francese e canadese, trasmessa dal 16 novembre 2015 al 21 maggio 2018 su Canal + per tre stagioni. Il re di Francia Luigi XIV, che ha 28 anni, vuole la nobiltà francese presente all'autorità del potere reale. Per lasciare Parigi e gli eventi della Fronda che ancora lo perseguitano fino ad oggi, ha deciso di spostare il suo governo nell'ex residenza di caccia di suo padre. Per attirare i nobili alla sua corte e tenerli sotto controllo in tal modo, ha lanciato la costruzione della reggia di Versailles. Questa impresa di dimensioni e costi sproporzionati susciterà malcontento e discordia. In un ambiente di corte travolto dalle cospirazioni, come farà Luigi ad imporre il suo potere di vivere, le sue passioni amorose e guadagnare il titolo di Re Sole?


4. Black Sails (quattro stagioni)

Black Sails è una serie televisiva statunitense creata da Jonathan E. Steinberg e Robert Levine. La serie è l'antefatto del romanzo di Robert Louis Stevenson L'isola del tesoro. La vicenda, ambientata nel 1715 durante l'età d'oro della pirateria, racconta la storia della Walrus e del suo equipaggio durante la ricerca del galeone spagnolo Urca de Lima, che trasporta un ricco bottino in oro della flotta delle Indie Occidentali.

La Walrus, capitanata da James Flint insieme al nostromo Billy Bones e al cuoco di bordo John Silver, verrà affiancata dalla Ranger, dotata di una temibile ciurma composta dal capitano Charles Vane, lo scaltro quartiermastro Jack Rackham e la spietata Anne Bonny. Partendo insieme dall'isola di New Providence, che i pirati hanno reso la loro capitale, entrambi i capitani si dovranno fidare del cuoco John Silver, unico a conoscere interamente la rotta seguita dalla nave spagnola.


Nell'ordine da sinistra a destra: Billy Bones, John Silver, il capitano James Flint, il pirata Charles Vane.
Quest'ultimo è storicamente esistito, insieme con Jack Rackham (detto Calico Jack) e Anne Bonny.

5. Vikings (cinque stagioni)

Vikings è una serie televisiva canadese di genere storico creata e scritta da Michael Hirst, che ha debuttato il 3 marzo 2013 sulla rete televisiva History. La serie, ambientata nel IX secolo tra la Scandinavia e le isole britanniche, racconta in chiave romanzata le avventure del guerriero vichingo Ragnarr Loðbrók, interpretato dall'attore australiano Travis Fimmel, e di altri personaggi storici come Lagertha, Rollone, Hrafna-Flóki Vilgerðarson, Aelle II di Northumbria, Aslaug Sigurdsdóttir, Björn Ragnarsson, Egberto del Wessex, Horik I, Harald I di Norvegia, Halfdan il Nero, Ívarr Ragnarsson, Etelvulfo del Wessex e Alfredo il Grande.


6. The Young Pope (una stagione) 
The Young Pope è una serie televisiva italo-franco-spagnola di genere drammatico ideata e diretta da Paolo Sorrentino. Lenny Belardo è un giovane cardinale statunitense, mite e dallo scarso peso politico. Abbandonato in orfanotrofio in tenera età, Lenny è continuamente tormentato da tale abbandono e ha sviluppato un rapporto molto turbolento con la fede e con Dio. Inaspettatamente Lenny viene eletto pontefice dal collegio cardinalizio, che crede forse di avere trovato una pedina da potere manovrare a piacimento. Tuttavia Lenny, salito al soglio col nome pontificale di Pio XIII, si dimostrerà un papa controverso e per nulla incline a farsi comandare, machiavellico e manipolatore.


7. Il Trono di Spade (sette stagioni)

Il Trono di Spade (Game of Thrones) è una serie televisiva statunitense di genere fantastico creata da David Benioff e D.B. Weiss, che ha esordito il 17 aprile 2011 sul canale via cavo HBO. È nata come adattamento televisivo del ciclo di romanzi Cronache del ghiaccio e del fuoco (A Song of Ice and Fire) di George R. R. Martin.


La serie racconta le avventure di molti personaggi ed è ambientata in un grande mondo immaginario costituito principalmente dal continente Occidentale (Westeros) e da quello Orientale (Essos). Il centro più grande e civilizzato del continente Occidentale è la città capitale Approdo del Re, dove si trova il Trono di Spade dei Sette Regni. La lotta per la conquista del trono porta le più potenti e nobili famiglie del continente a scontrarsi o allearsi tra loro in un contorto gioco di potere, che coinvolge anche l'ultima discendente della dinastia regnante deposta. Gli intrighi politici, economici e religiosi dei nobili lasciano la popolazione nella povertà e nel degrado, mentre il mondo viene minacciato dall'arrivo di un inverno diverso dai precedenti, che risveglia creature leggendarie dimenticate e fa emergere forze oscure e magiche.


8. The Expanse (tre stagioni)


The Expanse è una serie televisiva statunitense di fantascienza sviluppata da Mark Fergus e Hawk Ostby e basata sull'omonima serie letteraria. Nel XXIV secolo, il sistema solare è stato colonizzato dagli umani e si trova in una situazione di precario equilibrio geopolitico a causa delle tensioni fra la Terra e le ex-colonie marziane, oramai indipendenti sotto il vessillo della Repubblica congressuale marziana, e del degrado sociale in cui sopravvive gran parte della popolazione degli avamposti nella fascia principale degli asteroidi e sui pianeti esterni.
In questo difficile contesto, si intrecciano le vicende del detective di polizia Josephus Miller, di stanza su Cerere, a cui viene affidata l'indagine sulla scomparsa di una donna terrestre, Julie Andromeda Mao, e il secondo ufficiale del cargo porta ghiaccio Canterbury, James Holden, inavvertitamente coinvolto in un incidente che rischia di destabilizzare irreversibilmente le relazioni tra Marte e la Terra e innescare un conflitto interplanetario.

9. Sherlock (quattro stagioni)
Sherlock è una serie televisiva britannica del 2010, liberamente tratta dalle opere di Sir Arthur Conan Doyle, creata da Steven Moffat e Mark Gatiss e interpretata da Benedict Cumberbatch (Sherlock Holmes) e Martin Freeman (John Watson). La serie è un libero adattamento dei romanzi e dei racconti di Sir Arthur Conan Doyle e vede come protagonista il detective Sherlock Holmes, affiancato dal suo amico e assistente, il dottor John Watson. Le avventure dei due si svolgono però nella Londra odierna, e non in quella presentata da Doyle. Watson è un reduce della guerra in Afghanistan e deve ancora ritrovare il suo posto nella società. Quando un amico gli suggerisce di trovarsi un coinquilino con cui dividere le spese di un appartamento, si ritrova a vivere con l'eccentrico Holmes, che col passare degli anni diventerà suo compagno di vita. Sono state realizzate quattro stagioni, ognuna delle quali composta da tre episodi, un mini episodio e un episodio speciale.



10. Homeland (sette stagioni)

Homeland - Caccia alla spia (Homeland) è una serie televisiva statunitense sviluppata da Howard Gordon e Alex Gansa, basata sulla serie televisiva israeliana Hatufim creata da Gideon Raff. La serie ha per protagonista Carrie Mathison (Claire Danes), un'agente della CIA affetta da disturbo bipolare. Nella prima stagione, Nicholas Brody, un sergente dei Marine ritenuto scomparso in azione nella guerra d'Iraq, viene liberato dopo otto anni di prigionia. Una volta ritornato a casa, l'intera nazione lo elegge immediatamente ad eroe di guerra. Carrie Mathison, un'analista della CIA, è l'unica a credere che in realtà egli rappresenti una seria minaccia per il Paese: identifica infatti in Brody uno sconosciuto prigioniero di guerra americano convertitosi all'Islam e passato al servizio di al-Qaida. Rendendosi conto delle difficoltà di provare la sua tesi e di convincere i suoi superiori a mettere sotto sorveglianza il sergente, Carrie inizia ad indagare segretamente sulla figura di Nicholas Brody, per prevenire un altro attacco terroristico sul suolo americano.


11. Mr. Robot (tre stagioni)

Mr. Robot è una serie televisiva statunitense di genere drammatico-thriller, creata dallo sceneggiatore Sam Esmaiil. Elliot Alderson è un giovane ingegnere informatico di New York che lavora come esperto di sicurezza informatica presso la Allsafe Cybersecurity. Sociofobico e schizofrenico, la sua mente è fortemente influenzata da deliri paranoici e allucinazioni, causa di grossi problemi nel relazionarsi con le persone, che lo fanno vivere in un costante stato di ansia e paranoia. Nella vita privata, Elliot è uno stalker informatico che tratta le persone come computer da hackerare per scoprirne i segreti più intimi, spesso agendo come una sorta di giustiziere informatico.

Elliot viene avvicinato da Mr. Robot, un misterioso anarchico-insurrezionalista, che intende introdurlo in un gruppo di hacktivisti conosciuti con il nome di fsociety. Il manifesto di fsociety è liberare l'umanità dai debiti con le banche e smascherare i potenti che stanno distruggendo il mondo. Per convincere il giovane a unirsi alla causa, Mr. Robot dichiara di voler causare il fallimento della potente multinazionale E Corp, ritenuta responsabile di un disastro ambientale che causò la morte del padre di Elliot, insieme ad altre centinaia di persone. La E Corp, ribattezzata dal protagonista in "Evil Corp" (multinazionale malvagia), è il principale cliente della Allsafe e Elliot ne sarà nominato supervisore della sicurezza informatica.

12. Stranger Things (stagioni 2)




Stranger Things è una serie televisiva statunitense di fantascienza ideata da Matt e Ross Duffer. Ambientata negli anni ottanta nella città fittizia di Hawkins, nell'Indiana, è incentrata sugli eventi legati alla misteriosa sparizione di un bambino e all'apparizione di una bambina dai capelli rasati dotata di poteri psichici fuggita da un laboratorio segreto. La serie è stata accolta positivamente dalla critica, che ha lodato la caratterizzazione dei personaggi, il cast e l'atmosfera che omaggia il cinema di fantascienza degli anni ottanta.


13. The Good Doctor (due stagioni)


The Good Doctor è una serie televisiva statunitense del 2017, creata da David Shore. La serie segue le vicende di Shaun Murphy, un giovane medico specializzando in chirurgia, affetto da autismo e Sindrome del savant, proveniente da una cittadina nel Wyoming, Casper, dove ha vissuto un'infanzia travagliata. Deciderà così di trasferirsi e di unirsi al prestigioso dipartimento di chirurgia del San Jose St. Bonaventure Hospital, nella California del Sud.

***

Le seguenti invece, che metto sempre in ordine di gradimento, sono proprio terminate, grazie al cielo: sono defunte di morte naturale come nel caso delle vecchie serie, oppure l'attore principale si è ritirato come nel caso di Doctor House. 

1. Downton Abbey
2Doctor House Medical Division 
3. X-Files (la vecchia)
4Band of Brothers 
5. The Next Generation
6. The Pacific 
7. Star Trek 
8. Voyager 
9. L'altra Grace 
10. The Paradise 
11. Nord e Sud (la serie tratta dal romanzo di Elizabeth Gaskell)

***

Delle seguenti avevo cominciato a guardare le prime puntate, ma non mi piacevano oppure ho smesso di guardarle senza un motivo apparente:
  • Breaking Bad (sono arrivata alla scena del corpo sciolto nell'acido, mi è venuto da vomitare e ho smesso)
  • Lie to Me (mi piaceva e posso riprenderla da Netflix)
  • Black Mirror (ho trovato deprimenti alcuni episodi, inoltre il grottesco non è il mio genere preferito)
  • X-Files (la nuova serie, quella più recente, è inguardabile!)
  • Grey's Anatomy (ero stufa dei soliti zompettamenti tra sala chirurgica e camera da letto) 
  • e Babylon 5 (mi è venuta una crisi da saturazione causa alieni e astronavi).

***

Naturalmente nell'Olimpo manca Il commissario Montalbano, perché "lui" è Montalbano e mi ha detto, con riferimento al post: "Ma che è sta camurrìa? ;) E non ho inserito la serie "I Medici" perché... vabbeh, potete anche immaginare che cosa avrei potuto dire.

Ecco le mie domande per voi:

  1. quali sono le vostre serie TV preferite e quelle che proprio detestate?
  2. e quali caratteristiche dovrebbero avere per rientrare nella vostra eventuale classifica?

---

Fonti testi e immagini:
Wikipedia e web



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sabato 16 febbraio 2019

Libri libri libri! Le mie letture e i miei premi del 2018



Ritratto di donna che studia di Alessandro Battaglia (1870-1940)

L'anno scorso la blogger Giulia Mancini del blog Liberamente Giulia ha pubblicato un elenco delle sue letture. Siccome ho la tendenza ad imitare le buone abitudini altrui, ho deciso di fare lo stesso, anche perché la mia memoria comincia a fare cilecca, e leggo talmente tanto che non potrei indicare al volo il titolo del'"l'ultimo libro". Come prima cosa ho ricostruito faticosamente quelle del 2017, e ho iniziato a inserire di volta in volta i titoli delle letture in corso in una pagina dedicata del blog. Ho fatto addirittura un elenco dei film che ho visto nella mia vita, di necessità in ordine alfabetico e in un file - per il momento in Word - arrivando a cifre mirabolanti.

Pubblico qui di seguito l'elenco delle mie letture dell'anno 2018. Di necessità ci sono moltissimi saggi universitari, e per questo motivo ho cercato un ritratto di donna che studia, anziché semplicemente di donna che legge, trovando il bel ritratto di Alessandro Battaglia proposto sopra. I titoli dei miei saggi potranno sembrarvi noiosissimi, per me sono stati tutti strepitosi, però è vero che hanno fagocitato quasi completamente il tempo dedicato alle letture dei romanzi o delle raccolte di racconti. Un paio di saggi, oltretutto, li ho dovuti leggere per scrivere il mio racconto "Il più grande dei re" che ha vinto il primo premio nel concorso Italia Medievale. Diciamo che i romanzi e le opere di narrativa hanno alleviato non poco il viaggio in metropolitana dell'andata, dando sollievo alla mia mente affaticata dalle montagne di informazioni che fluivano dai saggi 

Ecco il mio elenco, corredato da un estratto dalla quarta per chi fosse interessato al contenuto (lo si può saltare, naturalmente) e con un inserimento di copertine del tutto casuale: 



1. Racconti segreti della Lombardia di AA.VV. (qui c'è il mio racconto "La mendicante della pusterla")
Ci sono storie non conosciute, sepolte, ma che vogliono emergere. Storie che hanno profonde radici lombarde, di luoghi, di emozioni, di miti. Ci passano davanti senza attirare l’attenzione, ma sono lì, pronte per essere scoperte. Historica Edizioni le ha raccolte in questo volume, dove numerosi autori lombardi hanno prestato la loro voce per diffondere il lato più segreto e intrigante della loro regione
2. Le perfezioni provvisorie di Gianrico Carofiglio
Un incarico insolito per Guerrieri, un caso più adatto ad un detective che a un legale: Manuela, studentessa universitaria, è scomparsa in una stazione ferroviaria, dopo un fine settimana trascorso in campagna con amici. Scettico e curioso a un tempo, l’avvocato inizia a studiare le carte.
3. Emilio o dell'educazione di Jean-Jacques Rousseau
In occasione del tricentenario della nascita di Jean-Jacques Rousseau l'Armando ha deciso di ripubblicare questo grande classico della pedagogia con l'intento di rendere omaggio all'illustre pedagogista svizzero, ripercorrendo le tappe salienti di questo capolavoro formativo a conferma dell'originalità e attualità del suo pensiero, nel contesto della pedagogia contemporanea. Oggetto di aspre critiche a causa del concetto innovativo di "educazione preventiva", quest'opera rappresenta un classico di tutti i tempi, fondamento e ispirazione per tutte le teorie pedagogiche che si sono succedute.
4. Il trionfo della città di Edward Glaeser
Edward Glaeser, professore di Economia a Harvard, ci conduce in un viaggio lungo i secoli e attraverso i continenti, per rivelarci i volti nascosti della "più grande invenzione dell'uomo", la città che, nonostante ogni critica e ogni abuso, rimane il motore del progresso e dell'uomo.
5. Green metropolis di David Owen
La tesi dell'autore sorprenderà non pochi: dal punto di vista ecologico, la città è più sostenibile di altri tipi di insediamenti umani. Con una scrittura fluida, un'impostazione all'insegna dell'immediatezza dei concetti e il ricorso a uno stile talora aneddotico, Owen ci dà sul tema dati importanti e interessanti. Un percorso di ecologia urbana che può contribuire a far riflettere e dibattere in modo non ideologico sull'argomento, anche grazie al contributo introduttivo che inquadra il libro nel dibattito italiano sulla città.
6. Diario 1941-1943 di Etty Hillesum
Un "cuore pensante" testimonia la propria fine in un campo di concentramento. Accanto al Diario di Anna Frank, uno dei documenti indispensabili sulla persecuzione degli ebrei. "Se Etty insiste a ripeterci che tutto è bello, è perché un'ebraica volontà di vivere fino in fondo vuole questo in lei. Un rivestimento ideale, poetico, ricopre in lei la solida, l'irriducibile, l'intima forza ebraica" (Sergio Quinzio).
7. Stampa e cultura in Europa di Lodovica Braida
Le trasformazioni del libro e della lettura come aspetti essenziali della nascita della cultura moderna. Lodovica Braida insegna Storia della stampa e dell'editoria all'Università di Milano.
8. Fine dell'estate di Giulia Mancini
È l’anno 1983, epoca in cui l'unico modo di conoscersi è quello di incontrarsi nei luoghi di ritrovo più consueti: un parco, una piazza, il centro città, la scuola. Claudio ha diciannove anni, ma a volte pensa di averne molti di più tanto è insofferente la sua anima, cerca di nascondersi sotto una maschera di sicurezza e spavalderia, ma lo tradiscono la sua espressione inquieta e le troppe sigarette che fuma rabbiosamente. Vorrebbe scappare dalla soffocante cittadina di provincia in cui vive e forse anche dalla sua vita. Silvia ha sedici anni, tanti sogni da realizzare, tra cui quello di vivere altrove, e tanta immaginazione per dare forma alle sue fantasie, ama i libri e scrivere i suoi pensieri su un diario. Quando conosce Claudio le sembra di trovare la risposta a tutti i suoi interrogativi irrisolti e soprattutto alla sua richiesta d’amore. 
9. Dalle carte ai muri. Struttura e società nella Spagna della prima Età moderna di Antonio Castillo Goméz
Quali erano gli usi e le funzioni della scrittura nei territori della monarchia spagnola tra XV e XVII secolo? Le distinte tipologie dello scritto, le sue forme materiali, le varie finalità e i diversi contesti legati alle sue pratiche sono oggetto del volume, che illustra come la società si esprimeva, comunicava e si organizzava attraverso la scrittura. L'autore passa in rassegna un'ampia gamma di testi (lettere, biglietti, libri di conti e di memorie, autobiografie, editti, iscrizioni, libelli, pasquinate), esaminando le competenze alfabetiche di uomini e donne, descrivendo le difficoltà della scrittura femminile e gli spazi della produzione e della circolazione dello scritto, dall'ambito privato alle carceri dell'Inquisizione, fino alla piazza. Ne emerge che la costante presenza della scrittura nella vita quotidiana era frutto dell'incremento dell'alfabetizzazione ma, ancor più, del bisogno di scrivere, quel bisogno che portò aristocratici e contadini, uomini e donne, letterati e illetterati a destreggiarsi tra carte e muri. 
10. Al paradiso delle signore di Émile Zola
Due trame si intrecciano in questo «poema dell'attività moderna»: l'inarrestabile ascesa dell'imprenditore Octave Mouret grazie al successo commerciale del suo grande magazzino di stoffe "Il Paradiso delle Signore" ("Au Bonheur des Dames"); e la delicata vicenda della giovane Denise, umile commessa che grazie alla sua fermezza riuscirà a conquistare il datore di lavoro. "Il Paradiso delle Signore", epopea del capitalismo commerciale e profetica raffigurazione del consumismo, è uno dei romanzi più belli e moderni del XIX secolo per la sensualità con cui descrive il fascino conturbante delle merci, ma anche la loro dispotica, alienante disumanità.
11. Guerra e pace sul retro di una cartolina di Marco Lazzara
Si può scrivere un racconto - un buon racconto - lungo una sola pagina? Ne sapeva qualcosa in proposito Jack Ritchie, che a proposito di un suo personaggio diceva: "quel tipo avrebbe potuto scrivere Guerra e Pace sul retro di una cartolina". Sono cento i racconti di questo libro, divisi in quattro sezioni a seconda del loro genere letterario, ma tutti hanno in comune di essere lunghi una sola pagina, racchiusi in una cornice letteraria che richiama "Se una notte d'inverno un viaggiatore" di Italo Calvino. C'è un viaggio in treno. Poi l'incontro con una misteriosa fanciulla, che però non è ciò che sembra. E una sfida mortale, prima che il treno giunga a destinazione. Questi sono gli elementi che danno il via a tutto quanto. E poi, come nel romanzo di Calvino, l'elemento conduttore è un libro, che alcuni vogliono scrivere, altri vogliono leggere, altri ancora vogliono riscrivere... Un gioco di scatole cinesi e di riferimenti letterari, fino a scoprire infine cos'è davvero questa Guerra e pace sul retro di una cartolina.
12. Libri di lettere: le raccolte epistolari del Cinquecento tra inquietudini religiose e buon volgare di Lodovica Braida
Nel corso del Cinquecento il mercato del libro italiano, e veneziano in particolare, viene invaso da centinaia di edizioni di raccolte epistolari. Le formule editoriali sono numerose, ma la giustificazione che le accomuna è la stessa: divulgare modelli per scrivere lettere in un buon volgare. Dal 1538, anno d'uscita delle "Lettere" di Aretino, è tutto un susseguirsi di raccolte di lettere d'autore e di antologie di autori vari. Dietro ognuna di queste pubblicazioni, e soprattutto dietro le antologie, si celavano intriganti operazioni di selezione, autocensura, riscrittura, talvolta occultamento di dati cronologici e di luogo, nomi dei mittenti e dei destinatari. Dalle operazioni editoriali più prestigiose affiora l'attività di alcuni importanti correttori e letterati-editori del Cinquecento: Lodovico Dolce, Francesco Sansovino, Girolamo Ruscelli e poi il grande stampatore-umanista, Paolo Manuzio, che con le sue "Lettere volgari" creò un vero, plagiatissimo best seller da ventotto edizioni tra il 1542 e il 1567. Accanto alle tematiche umanistiche, affrontate da autorevoli letterati, uomini politici e illustri vescovi e cardinali, queste raccolte offrivano ai lettori informazioni politiche e militari sui drammatici eventi delle guerre d'Italia e fornivano anche un quadro delle tensioni religiose dell'epoca.
13. Ragionevoli dubbi di Gianrico Carofiglio
"Oltre alle regole scritte, quelle del codice e delle sentenze che lo interpretano c'è una serie di regole non scritte. Queste ultime vengono rispettate con molta più attenzione e cautela. E fra queste ce n'è una che più o meno dice: un avvocato non difende un cliente buttando a mare un collega. Non si fa, e basta. Normalmente chi viola queste regole, in un modo o nell'altro, la paga. O perlomeno qualcuno cerca di fargliela pagare". L'avvocato Guido Guerrieri deve correre questo rischio. C'è un uomo in carcere che si dichiara innocente, condannato in primo grado per traffico di droga. Le circostanze sono schiaccianti e lui stesso, in un primo momento, aveva confessato. Ma c'è però la possibilità che sia finito in una trappola orchestrata dall'avvocato di primo grado. Un maledetto imbroglio, dunque, che Guerrieri è restio a caricarsi, e non solo perché tutte le apparenze sono contro. Il detenuto non è una faccia nuova: ai tempi del movimento studentesco lo chiamavano Fabio Raybàn, picchiatore fascista ossessione dell'adolescenza di Guido. C'è anche una situazione personale ambigua che coinvolge l'avvocato: la fine forse di un amore, l'inizio pericolosissimo di un altro, e in ciascuno di questi incroci sembra materializzarsi lui, il detenuto che si proclama disperatamente innocente.
14. Una finestra vistalago di Andrea Vitali
Di Arrigoni Giuseppe ce ne sono tanti a Bellano, un paese sul lago di Como. Impossibile conoscerli tutti. Anche nella vita di Eraldo Bonomi, operaio tessile del locale cotonificio, ce ne sono troppi. E sarà proprio un Arrigoni Giuseppe a segnare il suo destino, dove brillano l'amore per la bella Elena e la militanza nel PSIUP. Il colpo di fulmine per Elena fa del Bonomi un uomo pericoloso, che sfiora segreti, scopre altarini, esuma scheletri nascosti negli armadi di una provincia che sembra monotona, in quei paesi dove l'omonimia può essere fonte di equivoci ma anche, a volte, il viatico verso la libertà.
15. Searching for Goran di Grazia Gironella
"Sono sveglio. In quale realtà?
Nel sogno, nevicava."
Goran è stato colpito da amnesia in seguito a un grave incidente d'auto. Dopo mesi di sforzi per tornare a inserirsi nella sua realtà, si ritrova ancora intrappolato in una vita che non riconosce, con persone che sopporta appena e una personalità imprevedibile, con cui fatica a venire a patti. Quando iniziano le visioni, sono ambientate in un tempo che non è il presente, in un mondo di neve e di lotta per la sopravvivenza, dove lui stesso è un uomo diverso.
Deciso a scoprire cosa gli stia succedendo, Goran decide di abbandonare tutto e partire per la Scandinavia, nonostante la denuncia messa in piedi dalla moglie Irene per impedirglielo. Nel suo viaggio non sarà veramente solo, perché l’amica Cassandra è riuscita a convincere uno psichiatra specializzato nello studio delle amnesie a mettersi sulle sue tracce per aiutarlo.
L’incontro con Nico, ragazzina fuggita da casa, darà una svolta imprevista alla ricerca, ma Goran sarà costretto a rischiare il tutto per tutto per riprendersi la sua vita.
16. Il borgomastro di Furnes di Georges Simenon
Furnes è un borgo fiammingo dove, accanto alle opulente dimore in cui si perpetuano opachi rituali borghesi, cominciano ad apparire i primi segni di una modernizzazione strisciante. Domina sulla piccola città la figura di Joris Terlinck, il borgomastro, che tutti chiamano Baas e che di Furnes è effettivamente il padrone: un padrone autorevole, arrogante, inflessibile, temuto. Intorno a lui, un tessuto di sguardi, chiacchiere, delazioni, subdole manovre. E una ragazza nascosta, in condizioni abiette. Ma, una sera come tante altre, persino nel borgomastro, in questo imperturbabile monolite, si apre una crepa. Simenon ci mostra, fino alle estreme conseguenze, che cosa accade quando l’implacabile e sinistro ordine quotidiano si lacera all’improvviso facendo affiorare per un attimo l’illusione di un’altra possibile esistenza. 
17. Animal Farm: a fairy story by George Orwell
When the downtrodden animals of Manor Farm overthrow their master Mr Jones and take over the farm themselves, they imagine it is the beginning of a life of freedom and equality. But gradually a cunning, ruthless élite among them, masterminded by the pigs Napoleon and Snowball, starts to take control. Soon the other animals discover that they are not all as equal as they thought, and find themselves hopelessly ensnared as one form of tyranny is replaced with another.
18. Vita di Pi di Yann Martel
Piscine Molitor Patel è indiano, ha sedici anni, è affascinato da tutte le religioni, e porta il nome di una piscina. Nome non facile che dà adito a stupidi scherzi e giochi di parole. Fino al giorno in cui decide di essere per tutti solo e soltanto Pi. Durante il viaggio che lo deve condurre in Canada con la sua famiglia e gli animali dello zoo che il padre dirige, la nave mercantile fa naufragio. Pi si ritrova su una scialuppa, alla deriva nell'Oceano Pacifico, in compagnia soltanto di quattro animali. Tempo pochi giorni e della zebra ferita, dell’orango del Borneo e della iena isterica non resta che qualche osso cotto dal sole. A farne piazza pulita è stat Richard Parker, la tigre del Bengala con cui Pi è ora costretto a dividere quei pochi metri. Contro ogni logica, il ragazzo decide di ammaestrarla. La loro sfida è la sopravvivenza, nonostante la sete, la fame, gli squali, la furia del mare e il sale che corrode la pelle. Il loro è un viaggio straordinario, ispirato e terribile, ironico e violento, che ci porta molto più lontano di quanto avessimo mai potuto immaginare. A scoprire che la stessa storia può essere mille altre storie. E che riaccende la nostra fede nella magia e nel potere delle parole.
19. Vite straordinarie di uomini volanti di Errico Buonanno
'Vite straordinarie di uomini volanti' è il sorprendente resoconto di quanto la capacità di volare fosse regolarmente presente dentro la realtà fantastica, ma è anche un «manuale sul volo umano» scritto abbracciando la trasognata visionarietà di quei levitanti personaggi. Tra questi Frate Giuseppe da Copertino, un sempliciotto, un «idioto», ma che, come giurano documenti e testimonianze, sapeva volare quando un’emozione o una gioia lo prendeva. Questo libro racconta l’intero arco delle cronache di persone volanti, mettendo insieme fonti storiche, pensieri sul volo e pagine letterarie; fino al trionfo, con la scienza e la tecnica, della «forza di gravità sulla levità», e anche dopo: il sarto volante che nel 1912 volò dalla Tour Eiffel.
20. Libri proibiti - Pornografia, satira e utopia all'origine della Rivoluzione francese di Robert Darnton
Il saggio analizza il ruolo della letteratura clandestina diffusasi in Francia durante gli anni che precedettero la Rivoluzione francese. Questa letteratura, che doveva superare ogni sorta d'ostacolo per poter essere pubblicata, contribuì, secondo l'autore, a minare i fondamenti dell'Ancien Régime e a creare quel clima di rivolta morale, ancor prima che politica, nei confronti della monarchia e delle classi privilegiate della società francese del Settecento.
21. Il libro. Editoria e pratiche di lettura nel Settecento - a cura di Lodovica Braida e Silvia Tatti
Attraverso un confronto tra discipline e approcci metodologici diversi, in questo volume gli autori affrontano il tema del libro e della lettura nel '700, concentrandosi su questi aspetti: il rapporto tra l'autore e i suoi editori; le trasformazioni dei mestieri del libro e del mercato editoriale; i generi editoriali di larga circolazione; la mobilità dei testi pensati per nuovi contesti culturali (le traduzioni, ad esempio); il rapporto con i lettori e con le biblioteche. Ne risulta un quadro vivacissimo da cui emerge l'importanza di non separare la storia dei testi da quella della materialità delle edizioni, dalle modalità di circolazione e di fruizione.
22. Guida allo studio della storia medievale di Paolo Cammarosano
Paolo Cammarosano insegna Storia medievale all'Università di Trieste. Si è occupato di temi di storia economica e sociale, culturale, religiosa e politica del Medioevo. Fra le sue opere: 'Le campagne nell'età comunale' (Torino 1974), 'La famiglia dei Berardenghi' (Spoleto 1974), 'Italia medievale. Struttura e geografia delle fonti scritte' (Roma 1991) e 'Abbadia a Isola. Un monastero toscano nell'età romanica' (Castelfiorentino 1993).
23. La spada, il cuore, lo zaffiro di Antonella Mecenero
Dieci racconti con tutti i migliori ingredienti del genere fantasy: draghi, magie, tesori, battaglie, fantasmi, complotti... Dieci racconti per soddisfare il senso del meraviglioso e rivisitare il fantasy, con protagonisti inattesi, in qualche modo sempre destinati ad essere dei diversi. Dieci racconti fantasy di Antonella Mecenero.
24. Inchiesta sull'esistenza degli angeli custodi di Pierre Jovanovic
Dopo una drammatica esperienza da cui è uscito vivo quasi per miracolo, Jovanovic per cinque anni ha raccolto materiale sugli angeli, ha intervistato persone che hanno avuto esperienze spirituali misteriose, ha parlato con psicologi, con medici che curano malati terminali, si è documentato su fenomeni di NDE (esperienze vicine alla morte). Con uno stile giornalistico, Jovanovic affronta domande cariche di mistero: esistono veramente gli angeli? Ciascuno di noi ha un suo angelo custode? Esistono presenze spirituali che si manifestano sotto forma di premonizioni, voci interiori, percezioni inspiegabili?.
25. La consolazione della filosofia di Severino Boezio
Tra i grandi classici del pensiero, "La consolazione della filosofia" di Boezio è uno dei libri più influenti: conosciuto e amato da lettori illustri di ogni epoca, da Dante a Casanova, da Machiavelli a Chaucer. Soprattutto, è una delle opere in cui filosofia e vita si intrecciano nel modo più compiuto. Scritto in carcere dal filosofo e funzionario romano Boezio nei mesi subito precedenti la sua condanna a morte (525-526 d.C), questo bellissimo e toccante "canto di prigionia", come lo definisce Carlo Ossola, alterna versi e prosa riflessiva in una meditazione sempre attuale - sul fine della vita e sul destino, sui rovesci della fortuna e sui punti di forza dell'uomo - che può essere di grande consolazione per ogni animo tormentato da interrogativi sulla propria sorte.
26. Hôtel del Ritorno alla Natura di Georges Simenon
"L'eccezionale capacità visionaria di Georges Simenon ha un'ulteriore conferma ... Da più di due secoli viviamo nel mito della natura allo stato puro, "bonaria e rosea", e oggi più che mai crediamo che l'uomo potrebbe difendersi dall'ammorbamento e dagli spettri dell'estinzione se sapesse adeguarsi, appunto, alla natura. Non è così, ammonisce Simenon. La solitudine, il rifiuto del presente, l'utopia robinsoniana, aprono la strada all'autodistruzione: è impossibile recuperare un candore perduto attraverso i millenni". (Giulio Nascimbeni)
27. Vita e riavvita di Nadia Banaudi
Vita e riavvita è una finestra sul mondo delicato e frastagliato dell’animo femminile, fatto di passioni, desideri, delusioni, partenze e arrivi, come la vita. I cinque racconti descrivono personaggi diversi per fasce d’età e problematiche: da Sonia, bambina cresciuta senza il papà, a Tecla, ventenne che affronta la crisi del mondo del lavoro, ad Amalia, che cerca di reagire dopo la morte del marito.
A tutte spetta un lieto fine, perché almeno nei libri deve essere concesso fare bei sogni.
Una lettura capace di risvegliare emozioni salutari, di calmare dubbi e paure, lasciando il piacevole senso del bello della vita che troppo spesso sfugge.
28. Teodorico il Grande di Antonio Collaci
Re guerriero e accorto amministratore, mecenate e politico scaltro: Teodorico il Grande (454-526), re degli Ostrogoti, è un re leggendario che ha lasciato profonde tracce nella storia italiana, un re nella cui vita si intrecciano culture nordiche, sensibilità orientali e insegnamenti romani. Questa biografia ripercorre la sua storia intrecciandola con gli scontri politici, religiosi ed economici che laceravano l'Europa di quei tempi.
29. Il gigante sepolto di Kazuo Ishiguro
Il leggendario re Artù è morto ormai da qualche tempo ma la pace che egli ha imposto sulla futura Inghilterra, dilaniata per decenni dalla guerra intestina fra sassoni e britanni, seppure incerta, perdura. Nella dimora buia e angusta di Axl e Beatrice, tuttavia, non vi è pace possibile. La coppia di anziani coniugi britanni è afflitta da un arcano tormento: una sorta di inspiegabile amnesia che priva i due di una storia condivisa. A causarla pare essere una strana nebbia dilagante che, villaggio dopo villaggio, avvolge indistintamente tutte le popolazioni, ammorbandole con i suoi miasmi. Axl e Beatrice ricordano di aver avuto un figlio, ma non sanno più dove si trovi, né che cosa li abbia separati da lui. Non possono indugiare oltre: a dispetto della vecchiaia e dei pericoli devono mettersi in viaggio e scoprire l'origine della nebbia incantata, prima che la memoria di ciò a cui più tengono sia perduta per sempre. Lungo il cammino si uniscono ad altri viandanti - il giovane Edwin, che porta il marchio di un demone, e il valoroso guerriero sassone Wistan, in missione per conto del suo re - e con essi affrontano ogni genere di prodigio: la violenza cieca degli orchi e le insidie di un antico monastero, lo scrutinio di un oscuro barcaiolo e l'aggressione di maligni folletti, il vetusto cavaliere di Artù Galvano e il potente drago Querig...
30. La schiavitù in età moderna di Patrizia Delpiano
Se lo schiavo può essere definito un individuo privo della libertà individuale, ossia proprietà altrui, dal punto di vista storico la schiavitù ha assunto molteplici forme nel tempo. Questo volume ricostruisce la storia della schiavitù atlantica, legata cioè alla tratta che si organizzò tra le coste africane e quelle americane, e copre i circa quattro secoli della sua durata, scavalcando i limiti convenzionali della storia moderna: muove infatti dall'inizio del Cinquecento, quando la pratica fu avviata e si stabilizzò nelle Americhe, e giunge al secondo Ottocento, epoca in cui, in tempi diversi e nei vari contesti, se ne decretò la formale abolizione, senza però estirpare un uso che sotto mutate spoglie continuò a lungo attraverso i percorsi dell'illegalità. L'obiettivo è quello di delinearne le origini, il consolidamento e il declino, facendo emergere i tratti specifici di questo tipo di schiavitù moderna rispetto sia alle forme antiche sia alle cosiddette nuove schiavitù contemporanee (restrizioni della libertà personale, quali il lavoro forzato o lo sfruttamento sessuale).
31. Storia moderna (1492-1848) di Carlo Capra
Precisione e ricchezza dell'informazione, chiarezza ed efficacia dell'esposizione, equilibrio tra acquisizioni della storiografia tradizionale e attenzione verso i più recenti indirizzi della ricerca sono alcune delle qualità che hanno decretato il successo di questo manuale. Particolare consenso hanno incontrato la suddivisione del libro in due parti (dedicata la prima ai processi di lunga durata, la seconda all'analisi attenta di fatti e problemi cronologicamente ordinati) e l'inserimento al termine di ciascun capitolo della seconda parte di una scheda tesa all'approfondimento di un tema di rilevante interesse, ma difficile da trattare all'interno di una griglia cronologica. Questa terza edizione è stata arricchita di due capitoli, al fine precipuo di ampliare lo spazio dedicato ai continenti extraeuropei; sono state inoltre aggiornate le bibliografie, riscritte parti del testo e ritoccate o sostituite alcune delle schede finali; ma la maggiore novità è costituita dall'allestimento di un paratesto disponibile online, contenente documenti, letture e immagini destinati ad affiancare e illustrare i vari capitoli.
32. Viaggio in Armenia attraverso miti e leggende di Anush Gasparyan
Nell'accompagnare i viaggiatori alla scoperta di una terra bellissima ma poco conosciuta, l'Armenia, l'autrice di questa guida Anush Gasparyan aveva la sensazione di offrire loro un ritratto superficiale e povero, e molto simile alle classiche fotografie-cartolina. Ed ecco quindi il desiderio di scrivere e tradurre tutti i miti e le leggende che Anush ha ascoltato fin da bambina, e raccontarle a sua volta ai viaggiatori. Il viaggio d'amore per la propria terra, intrapreso attraverso settantasei storie, danze, canzoni, leggende, miti, rituali sarà quindi condiviso dalle generazioni successive, e verrà portato con sé in qualsiasi luogo si vada; e sappiamo quanto sia dolorosa e imprescindibile questa necessità d'amore per chi, come gli Armeni, abbia subito la deportazione, lo sterminio e l'esilio. 
33. Agnese, una Visconti di Adriana Assini
Sul finire del Trecento, a Milano governa Bernabò Visconti. Uomo dalla personalità magnetica, sa unire a una perenne sete di espansione l'amore per i suoi tanti figli, fra i quali Agnese è la prediletta. Per lei, che gli assomiglia nel volto e ancora di più nell'animo, predispone un avvenire radioso, sposandola al giovane Gonzaga, futuro Signore di Mantova. Ma nell'incantevole città dei laghi i sogni hanno vita breve. Creatura indomita e fierissima, Agnese si rivela presto una spina nel fianco del consorte, rifiutandosi di vivere secondo regole e principi che le vanno stretti. Colpita da un susseguirsi di fatti tragici, fra battaglie perse e una passione travolgente, sfiderà a viso aperto le convenzioni dell'epoca e i nemici in carne e ossa, senza paura di mettere a repentaglio la sua stessa sorte. Una storia di emozioni forti, che testimonia quanto fosse pericoloso, in quello scorcio di secolo, essere una donna sola e battersi per le proprie idee.
34. Gente in Aspromonte di Corrado Alvaro
"Gente in Aspromonte", capolavoro di Alvaro, è una raccolta di tredici racconti pubblicata nel 1930, che prende il titolo dal primo e più importante di essi. Nel solco del realismo meridionalista, le pagine di Alvaro danno voce a un mondo arcaico, chiuso, primitivo, elementare, in cui i rapporti sociali sono duri e spietati, e le ingiustizie profonde. Un mondo che, però, possiede anche i suoi valori, una sua bellezza, le sue segrete dolcezze, di cui bisogna custodire generosamente la memoria. Ed è per questo motivo, anche, che quello descritto in "Gente in Aspromonte" è un mondo severamente giudicato, ma in pari tempo amorosamente rivissuto, in un perpetuo ondeggiamento dei sentimenti, in un continuo oscillare tra il moralismo e il lirismo e in un altrettanto continuo contrasto tra l'uomo moderno e l'antico che convivevano in Alvaro.
35. Storia del matrimonio - Dal Medioevo a oggi di Daniela Lombardi
Daniela Lombardi presenta l'evoluzione storica del matrimonio dal Medioevo a oggi. Il matrimonio ha costituito per secoli uno snodo essenziale nella vita delle persone, ma le forme di questo fondamentale rito di passaggio sono molto mutate nel tempo riflettendo non solo la trasformazione dei rapporti famigliari e tra i sessi, ma anche l'azione di disciplinamento esercitata dai poteri laici e religiosi sui comportamenti individuali. Il volume disegna un tracciato che parte dalla situazione d'età medievale in cui sposarsi era un processo diluito nel tempo, dalla promessa alla coabitazione, ed era sancito semplicemente dal consenso dei due partner e registrato come un contratto, passa all'età moderna in cui il matrimonio si afferma come fatto religioso con riti e regole severe, seppure con marcate differenze tra paesi cattolici e protestanti; e da ultimo conclude con la situazione contemporanea, che ha visto una secolarizzazione del matrimonio e un graduale affrancamento della sfera privata dalla regolazione giuridica dello stato.
36. Sogni di fiumi e di mari di Tim Parks
"Caro John, è da diverso tempo che sono afflitto, o forse baciato, da sogni di fiumi e di mari, sogni d'acqua..." Pochi giorni dopo aver scritto queste righe dall'India al figlio John, che sta concludendo il suo dottorato di ricerca a Londra, Albert James muore in circostanze misteriose. Albert si era da poco trasferito in India con la moglie Helen dopo trent'anni trascorsi viaggiando da un paese all'altro del Terzo Mondo per prestare aiuto alle popolazioni più povere. Quando apprende la notizia della morte del padre, John si precipita a Delhi per rivedere un'ultima volta il viso di quell'uomo che per tutta la vita ha sentito così distante, ma a cui è sempre rimasto intimamente legato, e per scoprire cosa si celava fra le righe di quella lettera speditagli da uno sconosciuto. Giunto in India, dovrà però fare i conti con una terra ignota e ostile, e con la spiazzante freddezza della madre. John si trova ad affrontare l'India e tutti i suoi contrasti, preda dell'intensità di una cultura dove sacro e profano, vita e morte si confondono. "Sogni di fiumi e di mari" è la storia di un uomo in cerca di una verità che si trasforma nel racconto di un paese che quella verità confonde e sottrae nell'attimo in cui sembra volerla offrire. Perché l'enigma di quei sogni d'acqua svelati da una lettera mai finita non è solo l'enigma di un padre rimasto sempre distante e assente, ma quello dell'India, e del modo in cui non smette di esercitare il suo fascino sull'Occidente.
37. Il lavoro delle donne nelle città dell'Europa moderna di Anna Bellavitis
Come viveva una lavoratrice in una città dell'Europa moderna? Che opportunità le si offrivano e quali barriere si opponevano alla sua carriera lavorativa? Quali attività poteva svolgere e a quali salari poteva aspirare? Artigiane, commercianti, balie e prostitute, ma anche mercantesse, artiste, giornaliste e capitane d'industria, le donne ebbero un ruolo fondamentale nell'evoluzione economica della società europea, nonostante i molti limiti che leggi e tradizioni imposero alla loro libertà di azione e movimento. Sulla base di un'ampia bibliografia internazionale e di inedite ricerche d'archivio, questo libro offre una ricca panoramica delle attività economiche delle donne nelle case e nelle botteghe, sulle strade e nei mercati, nei conventi e negli ospedali, inserendole nei grandi mutamenti che caratterizzarono l'età moderna, dalla globalizzazione all'industrializzazione, dalle riforme religiose alla rivoluzione dei consumi, nell'ambito di una vasta area geografica, che va dall'Italia alla Scandinavia, dalla Spagna alla Polonia.
38. Neuromante di William Gibson
Un mondo di cupa delinquenza e di elevata tecnologia, di droghe e computer, di traffico nero di organi umani, di popolosi quartieri dove si aggira il più squallido sottobosco umano. In questo mondo si muove Case, un tempo il miglior "cowboy" d'interfaccia, che, con la mente, riusciva a entrare e a muoversi nel "cyberspazio", dove la sua essenza disincarnata frugava nelle banche dati di ricchissime multinazionali per rubare le informazioni richieste dai suoi mandanti. Dopo aver cercato di ingannare alcuni di loro, il suo sistema nervoso è stato danneggiato in maniera tale da non poter più entrare nel "cyberspazio". Ma adesso gli viene offerta una nuova possibilità e sta soltanto a lui sfruttarla a dovere...
39. Considerazioni esoteriche su nessi karmici vol. 4 di Rudolf Steiner
Rudolf Steiner, fondatore dell'antroposofia nacque in Austria nel 1861, e si mise in luce ancora studente curando la pubblicazione degli Scritti scientifici di Goethe. Dal 1890 al '97 collaborò all'Archivio di Goethe e Schiller a Weimar. Dal 1902 ebbe una più intensa attività come scrittore e conferenziere, prima nell'ambito della Società Teosofica e poi di quella Antroposofica da lui fondata nel 1913. Oltre a una trentina di opere scritte di carattere filosofico e antroposofico, sono rimasti i testi stenografati di quasi 6000 conferenze sui più diversi rami del sapere. Gli impulsi da lui dati nell'arte, nella scienza, nella medicina nella pedagogia e nell'agricoltura portarono a movimenti oggi sempre più diffusi nel mondo. Morì nel 1925 a Dornach (Svizzera) dove aveva edificato in legno il primo Goetheanum, un centro di attività scientifiche e artistiche fondate sull'antroposofia, distrutto da un incendio nel 1922 e poi ricostruito in cemento dopo la sua morte.
40. La rivoluzione russa. Un impero in crisi (1890-1929) di Stephen Smith
La Rivoluzione del 1917 rappresentò un mutamento politico, economico, sociale e culturale, ma allo stesso tempo conservò anche forti elementi di continuità conia struttura profonda della storia russa. Stephen A. Smith - esperto in materia a livello internazionale - presenta un racconto dell'evoluzione della Russia, dai primi segni di crisi del regime zarista, travolto dalla modernizzazione industriale della fine del XIX secolo, alla "rivoluzione dall'alto" scatenata da Stalin nel 1928.
41. Il secolo breve 1914-1991 di Eric J. Hobsbawm
Tra il 1914 e il 1991 il mondo è stato scosso da conflitti, rivoluzioni e stravolgimenti sociali senza precedenti: il "secolo breve" delimitato dalla Prima guerra mondiale e dal crollo del regime comunista è stato un periodo di straordinario progresso scientifico e di guerre totali, di crisi economiche e di grandi periodi di rilancio e di benessere, di mutamenti nella società e nella cultura. Un "secolo breve" anche per l'accelerazione sempre più esasperata impressa agli eventi della storia e alle trasformazioni nella vita degli uomini. In questo volume Eric J. Hobsbawm ripercorre i grandi eventi del Novecento attraverso la doppia lente dello storico e dell'"osservatore partecipe", delineando un panorama vivido ed esauriente di un periodo che non ha solo studiato come ricercatore ma anche vissuto come uomo.

42. L'alienista di Caleb Carr
New York, 1896: un imprevedibile serial killer terrorizza la città uccidendo giovani travestiti e mutilandone i cadaveri. Il capo della polizia Theodore Roosevelt, incapace di risolvere il caso con i soliti sistemi, incarica dell'indagine un giornalista, perfetto conoscitore dei bassifondi, e un discusso "alienista", uno scienziato pioniere nell'applicare i principi della psicologia all'analisi criminologica.
43. L'Ottocento - Dalla Restaurazione alla "belle époque" di Franco Della Peruta
In questo volume l'autore propone una rilettura critica degli avvenimenti di quel periodo: dalla Restaurazione alla formazione dell'unità italiana e tedesca, dal colonialismo e l'imperialismo fino alle origini della Prima guerra mondiale, dallo sviluppo del socialismo alla nascita del movimento operaio; questi e altri fenomeni storici vengono analizzati in tutti i loro aspetti: politici, economico-sociali e culturali. 
44. Il Novecento. Dalla grande guerra ai giorni nostri di Franco Della Peruta
Il volume sul Novecento affronta le ideologie e i movimenti politici nelle società di massa; i grandi conflitti mondiali; i totalitarismi fascista e nazista; la nascita, lo sviluppo e la fine dell'Unione Sovietica e del "socialismo reale"; le vicende della Cina comunista; la decolonizzazione; il ruolo egemonico degli Stati Uniti. Inoltre, seguendo le indicazioni e le suggestioni dei più moderni indirizzi storiografici, una assidua attenzione è stata rivolta alle vicende del mondo produttivo e della storia "materiale" dell'umanità.

***

A questo punto ho deciso di premiare i tre migliori in alcuni campi, secondo un mio personale criterio di giudizio naturalmente!

I migliori saggi

  1. Libri proibiti - Pornografia, satira e utopia all'origine della Rivoluzione francese di Robert Darnton
  2. Il secolo breve 1914-1991 di Eric J. Hobsbawm
  3. Dalle carte ai muri. Struttura e società nella Spagna della prima Età moderna di Antonio Castillo Goméz - ex aequo con La rivoluzione russa. Un impero in crisi (1890-1929) di Stephen Smith

Le migliori opere di narrativa
= non so se il Diario di Etty possa considerarsi narrativa.
In ogni caso è narrativa vissuta sulla propria pelle.

  1. Diario 1941-1943 di Etty Hillesum
  2. L'alienista di Caleb Carr - ex aequo con Al paradiso delle signore di Émile Zola
  3. Agnese, una Visconti di Adriana Assini


Le copertine più belle tra i saggi 
= perché anche un saggio universitario ha diritto ad avere una bella copertina!!



Le copertine più belle tra i libri di narrativa
= queste sono le copertine premiate delle edizioni in mio possesso, 
ad esempio quella del romanzo di Andrea Vitali che ho inserito nel post è molto bella, 
ma io ho un'edizione più vecchia. Stesso dicasi per "Gente in Aspromonte"



***

Le domande per voi sono due:
. che cosa avete letto nel 2018?
. al di là dei saggi, avete letto qualcuno dei libri che ho elencato (esclusi quelli che avete scritto voi ovviamente! :) ) e che cosa ne pensate?


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sabato 9 febbraio 2019

Sono tornata! Com'è andato l'esame di Storia Contemporanea


Eccomi con la seconda puntata, ovvero l'esame di Storia Contemporanea che si è svolto il 30 gennaio, cioè appena una quindicina di giorni dopo l'esame di Storia Moderna, la cui descrizione potete trovare qui. Dato che un po' di campanilismo non guasta, come immagine di apertura metto un quadro di Baldassarre Verazzi su "Le cinque giornate di Milano" che si trova al Museo del Risorgimento di Milano.

La scelta di questa seconda materia per l'appello di gennaio è stata oggetto di lunghe incertezze e numerosi cambi di rotta da parte mia.  Naturalmente sapete meglio di me che, quando si studia per gli esami universitari, ne devi portare avanti più d'uno in parallelo, altrimenti non basterebbero trent'anni per laurearti. Avevo dunque deciso di abbinare a Storia Moderna un esame "piccolo", ma sto scoprendo a mie spese che non ne esistono. Infatti avevo deciso per Storia del Cristianesimo antico da 9 crediti e ho ordinato i libri dall'elenco. Quando mi è arrivato il primo, mi è venuto un accidente: "Cristianesimi nell'antichità" di Giancarlo Rinaldi è il libro più grosso che abbia mai visto, esclusi quelli delle enciclopedie: consta di 1.038 pagine. Vero è che bisogna studiare "solo" fino a pag. 850, ma sono sempre tante. E poi non è un libro che posso portare in metropolitana, com'è mio costume. Inoltre c'erano gli altri tre, che sono nella norma, ma tutti insieme facevano un bel gruppo.

Ho lasciato perdere Storia del Cristianesimo antico, rimandandolo a settembre, e ho optato per un esame facoltativo di Letteratura francese da 6 crediti; ma ho scoperto che avrei dovuto andare a caccia di dispense qua e là, cosa che non avevo il tempo di fare, per cui l'ho scartato. Un altro esame con soli tre testi, nella norma come foliazione, sarebbe stato Antropologia Culturale; tuttavia non poteva essere dato nel primo semestre, ma solo nel secondo. Altre materie avevano lo stesso problema. Allora ho optato per Storia Contemporanea, con cui tra l'altro avrei chiuso gli esami del primo anno, ripromettendomi di valutare il mio grado di preparazione pochi giorni prima dell'esame. Anche in questo caso ho fatto la veglia d'armi e mi sono collegata alla mezzanotte che inaugurava il 30 dicembre, una specie di veglione di Capodanno, risultando seconda come numero progressivo.


Storia Contemporanea

Questo segmento temporale è amato da molti studenti, e non, perché ci riguarda tutti da vicino. Inoltre è più semplice di Moderna, perlomeno non ci sono più le guerre di religione. Tuttavia è un periodo turbolento: nell'Ottocento con i moti insurrezionali, compresi quelli che portano alla nostra Unità d'Italia, e non parliamo del Novecento con ben due guerre mondiali. Insomma, l'umanità non è mai stata tranquilla.

Occorreva preparare i due manuali cronologici (L'Ottocento e il Novecento di Franco della Peruta), e scegliere un saggio dall'elenco. Io ho scelto "Il secolo breve" di Hobsbawum di cui avevo sempre sentito parlare e che mi interessava molto. Per i 9 crediti ho colto la palla al balzo e ho optato per un saggio sulla Rivoluzione russa di S. Smith. Dovete sapere che, dopo la Rivoluzione francese, nutro una grandissima passione per la Rivoluzione russa e avrei sempre voluto leggere un saggio sull'argomento ancora prima di iscrivermi all'università. Così ho fatto... e mal me ne incolse, perché è molto intricata. Del resto, voi direte, non si chiamerebbe "rivoluzione", ma "scampagnata lungo il Volga".

Come nel precedente post, ecco i tomi che avrei dovuto portare, unitamente al numero di pagine di ognuno. Fate voi i conti e poi mi dite, io non ho ancora osato.



Che ve ne pare?

Stavo dicendo che Storia Contemporanea è apparentemente più semplice, in realtà gli aspetti complessi sono quelli economici e politici, perché bisogna intendersi un poco di economia e politica economica, Borsa, inflazione, deflazione e affini. E poi in questo periodo nascono le organizzazioni sindacali, le cooperative e i veri e propri partiti politici, specialmente quelli socialisti, che poi si dividono in varie correnti, senza menzionare il fascismo e il nazismo che sono tristemente noti a tutti.

Date le mie turbolenze lavorative e non, se ci fosse stato un appello in primavera l'avrei rimandato volentieri, ma il pensiero di trascinarmelo fino a giugno non mi allettava per nulla. Nutrivo inoltre meno aspettative nei confronti di questo esame. Insomma, ho cercato di prepararmi anche a questo esame al meglio che mi fosse consentito. Ero anche consapevole che, non potendo frequentare, avrei dovuto tenermi i miei dubbi.

Nel fine settimana precedente all'esame ero talmente presa dalla Rivoluzione russa che ho visto persino il famoso film La corazzata Potëmkin di Ėjzenštejn - si prega di astenersi da battute alla Fantozzi. :) Mio marito Ruggero mi ha preso in giro perché dopo la visione ha cominciato a uscirmi sangue dal naso in misura copiosa, così ha detto che erano i miei neuroni che stavano sanguinando per lo sforzo. Sicuramente non è un film leggero, ma l'ho visto volentieri e ho colto le scene memorabili e apprezzato il montaggio.


Il giorno dell'esame sono andata alla sede preposta con il mio carrello di libri, previa la solita sosta tecnica al mio bar di riferimento; ero molto turbata perché non mi sentivo preparata a sufficienza. Ho scoperto con gioia che l'esame si sarebbe svolto nell'aula dove avevo assistito alle mie poche lezioni di Storia Medievale: si tratta di un'aula spaziosa e luminosa, dove c'erano già dei ragazzi che aspettavano. Come l'altra volta, sono entrati tre assistenti e poi il professore e hanno incominciato a fare l'appello. C'erano tantissimi ragazzi, ma ho scoperto che il primo studente aveva dato forfait, così sarei stata la prima in assoluto.

Comunque mi sembrava di avere un gran minestrone in testa. Oltretutto dei ragazzi vicino a me sparavano date a caso sulla guerra di Crimea, e ripassavano, e aumentavano la mia confusione. Uno di loro aveva scelto per i 9 crediti un libro sulla nascita dello Stato d'Israele, ed era affranto perché lo trovava molto complicato, come io ero affranta per la mia decisione di imparare la Rivoluzione russa.

Ero pentitissima e angosciata per il fatto di essermi presentata e ho provato il desiderio impellente di ritirarmi.

Comunque mi ha chiamato un assistente e, per combinazione, nel cercare un posto adatto, ha scelto quello dov'ero io, con la mia roba. Il ragazzo che era seduto vicino a me, quello del saggio su Israele, mi ha sussurrato, andandosene: "In bocca al lupo", insomma, è stato davvero carino.

L'assistente, un uomo molto tranquillo e dagli occhi tristi, si è seduto davanti a me e ha cominciato l'esame. Dovete sapere che mi ero preparata benissimo sul Congresso di Vienna e la Restaurazione perché sapevo che il docente insiste molto su questo aspetto, e ha anche scritto dei testi in qualità di esperto. E, come prima domanda, l'assistente mi ha chiesto proprio i principi del Congresso di Vienna! Ho cominciato a parlare, molto contenta della mia fortuna, esponendo tutto quanto. Poi mi ha chiesto l'assetto politico dell'Europa dopo il Congresso, e quello dell'Italia. Mi ha chiesto dell'impero austro-ungarico e delle etnie al suo interno, della "magiarizzazione". A questo punto c'è stato un altro assistente che ha cominciato a sbraitare: "Smettetela di uscire ed entrare dall'aula!!" riprendendo alcuni ragazzi. Meno male che almeno questo esame si è svolto come Dio comanda, cioè in un'aula piuttosto tranquilla e "calmierata".

Poi mi ha chiesto le cause della Prima Guerra Mondiale, facendo una battuta del genere: "Non mi dica 'l'assassinio di Francesco Ferdinando a Serajevo!'" al che ho detto di no, che erano ben più complesse, e gliele ho enumerate. Poi mi ha chiesto del "trialismo", quindi della Guerra Fredda e della politica estera di Ronald Reagan, specialmente nei confronti dell'URSS, e come mai era così aggressiva. Infine se potevo delineare in poche parole le tre politiche economiche durante la Rivoluzione russa, ovvero il comunismo di guerra, la NEP e il piano quinquennale. Non mi ricordavo bene se il comunismo di guerra era stato applicato durante la guerra (certo che no), o durante la guerra civile (certo che sì, dopo la presa del potere bolscevico), mi ha dato un'imbeccata e mi sono ripresa. Del resto si gioca tutto sul filo dei minuti, anzi dei secondi. Oltretutto questo signore aveva tre anelli a una mano, molto particolari: erano d'acciaio con degli strani simboli. Ruggero ha detto: "Sarà stato un massone", se fossi stata in un'altra circostanza li avrei osservati meglio, ma ero troppo in ansia per perdermi nei dettagli e li ho notati con la coda dell'occhio.

Comunque alla fine mi ha detto che andava bene, e quando dicono così significa che non è stata una catastrofe. Siamo andati alla cattedra e mi ha messo 28 sul foglio. Anche là non credevo ai miei occhi.


Oggi, giorno 3 febbraio, sto preparando i post per la riapertura e, parafrasando il famoso film, è "Il primo fine settimana di quiete", i miei neuroni stanno ancora svaporando, ma mi sembra di essere entrata in uno stato di beatitudine assoluta.

Questo è quanto, spero di avervi intrattenuto con il resoconto delle mie vicissitudini, e dal prossimo post spero di rimettermi in carreggiata con le consuete pubblicazioni settimanali, e soprattutto con la visita sui vostri blog.

Ah, dimenticavo! Avete ricevuto anche voi la comunicazione della chiusura di Google+? La cosa non mi turba eccessivamente, dato che non le uso mai, ma sapete come si fa per salvare le cerchie?

***
Immagini:
In apertura: Le cinque giornate di Milano" di Baldassarre Verazzi e L'urlo di Edvard Munch (1893-1910) da Wikipedia
Altre immagini: Pixabay


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Sono tornata! Com'è andato l'esame di Storia Moderna



Rieccomi a voi dopo questo protratto periodo di assenza causa esami universitari e altre complicazioni, risorgendo a stento dalla furia della battaglia. Vi sono mancata? Rimanere giocoforza lontana dal web mi ha causato delle sensazioni insolite, per la maggior parte gradevoli a dire il vero, un po' come quella degli astronauti che fluttuano nel cosmo e vedono la Terra da molto lontano, o come coloro che si appartano per ritiri spirituali o pre-agonistici. Senz'altro è un buon periodo di disintossicazione dai social. A proposito di social, chi frequenta Fb conosce già il risultato degli esami, ma ora vorrei narrarveli nel dettaglio perché il primo esame è stato un'esperienza al di là del bene e del male.

Prima di partire con la narrazione delle mie traversie, premetto che da metà dicembre sono entrata in una specie di vortice lavorativo che si è normalizzato soltanto di recente. Quindi, senza farvela troppo lunga, sappiate che ero in una specie di centrifuga che ruotava al massimo dei giri. Non ero nella necessaria tranquillità di spirito e di mente per ripassare, con l'aggiunta un periodo di insonnia cronica con conseguente stanchezza, che ormai va avanti da mesi. E, in mezzo, come due enormi iceberg contro cui stavo andando a schiantarmi, gli esami di: Storia Moderna il 14 gennaio e Storia Contemporanea il 30 gennaio.

Vi scriverò due post con la narrazione dei miei due esami, per non rendere ciascun post troppo lungo. Fuoco alle polveri... !

Storia Moderna

Stavo preparando questo esame all'incirca da luglio, e nutrivo molte aspettative anche perché era l'indirizzo che avrei voluto prendere per la laurea triennale, e se non l'avessi passato, oppure se avessi preso 18, mi sarei parecchio scoraggiata. Oltretutto entro il mese di febbraio occorre presentare il piano di studi, che avevo già approntato tenendo conto dell'indirizzo di Moderna. Come si fa a resistere davanti a esami che titolano: "Storia dell'Illuminismo e delle rivoluzioni" o "Storia delle donne e dell'identità di genere"?

Vero è che ognuno degli esami già dati aveva presentato aspettative: il primo (Metodi degli studi storici) perché era un esame "di prova" per constatare se i miei neuroni arrugginiti potevano ancora dare segni di vita, il secondo (Civiltà e lingua inglese) perché è inerente al mio lavoro, e sai che figura se non l'avessi passato, il terzo (Geografia urbana) perché non mi piace la geografia, e rimanere nel tema della città,  tutto sommato, m'interessava di più, il quarto (Storia medievale) perché scrivo romanzi sul Medioevo ecc. Insomma, da qualsiasi parte mi giravo, ero destinata a mettercela tutta.

Memore del mio lungo soggiorno in università durante l'esame di settembre (10 ore), ho fatto la mia prima veglia d'armi e mi sono iscritta allo scoccar della mezzanotte del 13 dicembre, risultando quindicesima come progressivo. Tenete bene a mente questo numero fatale. Man mano che passavano i giorni e si avvicinava la data dell'esame, e il tourbillon lavorativo aumentava, la mia preoccupazione cresceva, e il mio cervello si liquefaceva con la velocità della neve al sole. Il giorno 11 gennaio, ovvero venerdì, ho chiuso una bella parte del progetto che stavo seguendo, e sono uscita dallo studio alle sette di sera trascinandomi stremata fino alla metropolitana e con la testa piena di regole grammaticali inglesi.

Ho trascorso il fine settimana immersa nei libri, provando a voce alta le parti che meno mi entravano in testa. Questo periodo storico infatti è estremamente complicato: dal 1492 al 1848 accade di tutto: scoperte ed esplorazioni, i conquistadores assoggettano i territori americani, ci sono le guerre in Italia, la Riforma protestante, la guerra dei contadini, la diffusione delle dottrine protestanti e calviniste, la guerra di religione in Francia, la Controriforma della chiesa di Roma, la guerra dei trent'anni, gli spagnoli in Italia, la rivoluzione inglese, la guerra di successione spagnola, la guerra di successione austriaca, la guerra di successione polacca, gli austriaci in Italia, la guerra dei sette anni, gli armistizi e i trattati, le tre spartizioni della Polonia, il dispotismo illuminato, la rivoluzione americana, la rivoluzione francese, l'avvento di Napoleone e le guerre napoleoniche, le sette coalizioni antifrancesi, ecc.

Insomma, la partita si gioca spesso soltanto in territorio europeo con conflitti in cui religione e politica si intrecciano in maniera indissolubile, e dove spesso le dinastie "rovesciano le alleanze", quindi si passa continuamente da uno schieramento all'altro con la massima disinvoltura. Per usare un'espressione forbita, è un grandissimo casino... come nella soprastante rappresentazione grafica dello stress. E poi com'è ovvio non ci sono solo gli avvenimenti storici da studiare, ma anche le monografie obbligatorie, o quelle da scegliere, con i grandi temi sociali, economici, religiosi e politici, e chi più ne ha più ne metta.

Lavorare sull'iconografia non mi aiutava stavolta in quanto i ritratti ufficiali erano tutti abbastanza simili (baffetti alla sparviero per il 1600, parrucca bianca con i boccoli per il 1700, prego notare a lato), i re si chiamavano tutti Filippo, Giuseppe, Leopoldo, o al massimo Luigi, e le loro mogli Maria Cristina o Maria Teresa.

Avevo centinaia e centinaia di ritratti che mio figlio mi aveva scaricato, appunti tratti da siti studenteschi e dal web, cronologieriassunti debordanti dal computer, e schemi miei sui quaderni.

I libri da portare erano i seguenti, vi segnalo anche il numero di pagine sotto ciascun tomo.

Ecco. Alle vigilia dell'esame mi sveglio di botto alle quattro di notte, come di consueto. Avevo inoltre sognato che mi era marcito un dente, e che era caduto, e che quindi avrei dovuto presentarmi all'esame priva di un incisivo. Insomma, adesso è tutto molto divertente da raccontare... ma all'epoca non proprio. Siccome non riesco a riprender sonno, accendo la luce, recupero il manuale e mi metto a ripassare. Com'è ovvio il mattino dopo sono rintronata e con le occhiaie fino al mento.

Arrivo alla sede dell'esame dopo debita sosta al bar della colazione, e ripasso ulteriore. L'aula è già rigurgitante di studenti provenienti da ogni facoltà possibile e immaginabile. Ci sono tre assistenti e il professore, e scopro che chi dava l'esame integrale, come me, sarebbe stato interrogato prima da un assistente (sul manuale) e poi dal professore (sulle monografie).

Attendo il mio turno, e finalmente mi chiama l'assistente... Preciso che le interrogazioni avvenivano in un chiasso totale, qualcosa tra il supermercato del sabato pomeriggio e un negozio preso d'assalto durante il Black Friday. Mi siedo nell'angolo preposto, l'assistente vuole sapere chi sono, da dove vengo e che cosa faccio (e che cos'è l'enorme mistero che mi circonda... no, questa è una battuta). Mi chiede che cosa ne penso del periodo, e io dico che è molto complicato, e tuttavia è l'indirizzo che vorrei prendere. Lui dice: "Il fatto che sia complicato fa parte del suo fascino" e poi parte con le domande.  L'esame si è svolto a grandi linee nei seguenti termini:

Mi chiede le guerre d'Italia che so benissimo; e quindi mi lancio nella mia disquisizione enumerando nel dettaglio protagonisti (re di Francia, repubblica di Venezia, lo Sforza, Ferrante di Napoli...), date e particolari.
Assistente: Si vede che lei sa tutto e ha studiato tutto, ma è troppo particolareggiata.
Io: In che senso?
Assistente: Dovrebbe riuscire a farmi un riassunto sul concetto delle guerre d'Italia. (io continuo a enumerare fatti e date). Le rifaccio la domanda: qual è il risultato delle guerre d'Italia.
Io: Beh, il consolidamento dell'egemonia spagnola nella penisola.
Assistente: Bene. Mi parli allora dei possedimenti spagnoli in Italia (io enumero tutti i possedimenti spagnoli) Ne manca uno.
Io: (?... lampadina che si accende, la butto) Lo Stato dei Presidi.
Assistente: (con evidente godimento fisico) Aaaaaaaah.... brava. Dov'è lo stato dei Presidi.
Io: (sollevata) Si tratta del territorio dove ci sono Orbetello e Talamona, piccolo ma strategicamente importante.
Assistente: Ottimo. Qual era la famiglia più importante dei Paesi Bassi.
Io: Gli Orange (ovviamente lo pronuncio alla francese).
Assistente: Sa che erano originari dell'Irlanda? Bisognerebbe pronunciare Oragn. (comincio a digrignare i denti per il nervoso)
Assistente: Mi parli del Congress.
Io: (? ce ne sono a badilate) Il congresso di Vienna, intende?
Assistente: No, the Continental Congress.
Io: Ah, intende il congresso americano (parlo del congresso e anche della dichiarazione d'indipendenza, specificando che la novità assoluta è la ricerca della felicità cui ha diritto ogni individuo).
Assistente: (mostrandosi compiaciuto) Si ricorda la battaglia di Saratoga.
Io: (vuoto di memoria, mi viene in mente soltanto la pubblicità con il silicone sigillante... potenza dei mass media. Me ne sarei ricordata due giorni dopo) L'ho studiata, ma francamente non so collocarla.
Assistente: (contento di avermi preso in castagna) Bene, visto che non si ricorda la battaglia di Saratoga, le faccio un'ultima domanda: mi parli della "questione d'Oriente".
Io: (dopo un lungo momento di buio) La questione d'Oriente ha a che fare con l'espansionismo russo ai danni dell'Impero Ottomano... bla bla...
Assistente: Non è esatto. C'era un'altra questione in gioco. (?) Le minoranze cristiano-ortodosse in territorio ottomano che la Russia intendeva difendere.

Visto che, secondo lui, non avevo saputo a puntino la questione d'Oriente, mi mette 29 su un bigliettino, insieme agli argomenti chiesti: avrei dovuto tenere il biglietto e presentarlo al professore. Ribadisce il suo consiglio a cogliere il nocciolo delle questioni, e io torno al mio posto con il biglietto, sollevata, incredula e contentissima del risultato. Non so quanto tempo mi abbia torchiata, ma suppongo sia stato nell'ordine della mezz'ora.

Vi pare terribile? Il peggio deve ancora arrivare.

Osservo il professore, in attesa spasmodica... dovete sapere, infatti, che mi aveva chiamato quando mi stava interrogando l'assistente, e dunque mi aveva rimandato a dopo. Lui va avanti con l'elenco e altri candidati si alternano vivacemente alla cattedra. Dopo qualche tempo sospetto che si sia completamente dimenticato di me. Non so che cosa fare e non oso interrompere. Passa un'ora, poi ne passa un'altra. Sono al colmo dell'infelicità, in uno stato tra la vita (il 29) e la morte (non si sa che cosa), con il mio inutile biglietto. Mi sento un ectoplasma, nessuno si accorge di me, nessuno mi vede. Oppure, in alternativa, mi sono trasformata in un'anima del Purgatorio, immersa nel fuoco a espiare i suoi peccati.

Prendo la mia roba e mi sposto nelle prime file. Nel frattempo cerco di ripassare qualcosa dal libro che so meno, quello sul lavoro delle donne. Trascorre altro tempo, e alla terza ora di attesa ho l'impulso irresistibile di scappare. Sono in uno stato terribile: mi viene persino da piangere. Non è giusto: sono stata sveglia fino a mezzanotte per iscrivermi, e il risultato è dover passare di nuovo dieci ore in università come la scorsa volta. Oltretutto non c'è nemmeno il mio compagno Paolo con cui chiacchierare!

A un certo punto il professore si alza e fa: "Bene, è ora di pranzo. Ci aggiorniamo nel pomeriggio," al che alzo la mano e dico timidamente: "Professore, mi scusi... mi aveva chiamato quando mi stava interrogando il suo assistente." Perplesso, mi chiede come mi chiamo e controlla sull'elenco. "Ah, allora venga pure: la esamino prima di andare a pranzo." Mi avvicino con le mie monografie, mi siedo, ma sono ormai ridotta al lumicino e consumata dall'agonia. Guarda il biglietto. Poi constata con piacere che ho portato il programma dell'anno precedente ("Bene, bene... stava diventando monotono interrogare sugli stessi argomenti.") e inizia con le domande.

Professore: Mi parli delle nobiltà di antico regime.
Io: (enumero le varie tipologie di nobiltà: spada ovvero sangue, toga ecc.)
Professore: Come si acquisiva l'ereditarietà della nobiltà di toga?
Io: (mi incarto completamente, ovvero mi avvoltolo nella toga della nobiltà di toga) Pe-penso per meriti di servizio svolti per il re... rico-coprendo alte cariche giudiziarie...
Professore: Mmmm... no. Ci pensi e vedrà che ci arriva. (ovviamente non ci arrivo: si trattava della compravendita delle cariche. Durante Enrico IV chi aveva i soldi comprava le cariche. La legge faceva incassare soldi alla corona, ed era detta la "paulette" o "saponetta del villano" che deprezzava le cariche esistenti)

Il professore procede con altre domande: come cambia il matrimonio dopo il Concilio di Trento, quali sono i lavori delle donne in età moderna, i "codes noirs" della schiavitù. Parlo, ma ormai sono travolta da una sensazione di catastrofe imminente, anche perché ho la certezza di dire un sacco di stupidaggini e usare termini imprecisi; e difatti mi corregge spesso. Questo professore è l'equivalente di Franco Cardini per il Medioevo, e mette anche parecchio soggezione. Senz'altro mi annullerà il voto, oppure mi darà un voto bassissimo e correrò fuori dalla stanza in lacrime, con un senso di indegnità, come una plebea scacciata da un nobile consorzio per aver osato accostarmi allo stesso.

Quando finisce la tortura, mi dice: "Vediamo un po'... mmm, peccato per la prima domanda." Si mostra indeciso, poi dice: "Ma si vede che lei è preparata. Le metto 30." Non credo alle mie orecchie: 30??? Balbetto qualcosa di assurdo come: "Forse non mi ricordavo bene perché è ora di pranzo." Lui sorride e scrive il 30, e io firmo. In uno stato catatonico vado al posto a recuperare la mia paccottiglia, e una signora che aveva seguito l'esame con l'assistente, e che si era complimentata con me per essere uscita vittoriosa dal primo round, chiede che cosa ho preso.

Esco, distrutta, compio il mio lungo viaggio verso casa, accolta sulla porta dalla famiglia con le bandierine, i cappellini colorati e le trombette, la banda e la grancassa e urla acclamanti. Mi distendo sul divano e metto l'ice pack sulla testa per spegnere il fumo che esce dal mio cervello.



Prima di passare all'esame successivo, vi avviso di una cosa importante: ho dovuto inserire la moderazione nei commenti, sia perché ultimamente girano strani personaggi che inseriscono commenti fuori luogo, o perché si appiccicano commenti spam a più non posso. Voi abbiate pazienza. A subito!

***

Immagini:

  • In apertura: The Battle of Rocroi (1643) marked the end of the supremacy of the Spanish Tercios, painting by Augusto Ferrer-Dalmau picture - Wikipedia
  • Brown Lady of Raynham Hall claimed photograph of the ghost, Captain Hubert C. Provand. First published in Country Life, 1936
  • Le altre immagini sono tratte dal sito Pixabay.
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QUALCOSA DI ME

QUALCOSA DI ME
Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato cinque romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ho in cantiere una trilogia di romanzi ambientati nel periodo della Rivoluzione Francese, ed è in corso la revisione del romanzo "Le regine di Gerusalemme". Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

IL MIO ULTIMO LAVORO:

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Ambientato nel 1104, il romanzo narra la fuga dello schiavo Jamil, che, dalle sponde del Marocco, approda ai regni dei Franchi. Nel castello di Montségur s’imbatte una misteriosa compagnia di cavalieri, in viaggio lungo le vie dei pellegrinaggi cristiani. La sua magnifica avventura è solo all’inizio.

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