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La conquista normanna dell'Inghilterra del 1066.

BERNABO' VISCONTI E LA SUA FAMIGLIA

Affresco a Santa Maria Novella, Firenze - secolo XIV.

VITA DI TRINCEA

Prima Guerra Mondiale (1914-1918).

sabato 23 marzo 2019

Il mondo degli animali: protagonista è il lupo / 13 - parte prima


I lupi stanno tornando. Ce ne danno testimonianza i numerosi avvistamenti in luoghi dove erano quasi scomparsi, i documentari che ce li mostrano, intenti alla caccia, o nell'atto di occuparsi della loro cucciolata. E sono significative  le interviste, magari a pastori infuriati per gli attacchi al bestiame, o anche le testimonianze di avvistatori le cui parole sono improntate alla paura. Ormai entrato da secoli nel nostro immaginario collettivo, questo splendido animale suscita inevitabilmente reazioni forti che, al di là del danno economico ai greggi, attingono anche all'inconscio e alle nostre paure ataviche, non fosse altro che per il tipico, inquietante ululato e i racconti sulla sua presunta "malvagità".

Il rapporto tra uomo e lupo si è tradotto molto spesso una storia di sterminio, dove una specie, quella umana, ha cercato accanitamente di cancellare l'altra, quella animale, e ci è quasi riuscita. Si è trattato di una lotta senza quartiere, soprattutto dal momento in cui il lupo è stato caricato di una simbologia altamente negativa. Non è sempre stato così, anzi: indietro nel tempo, il lupo era venerato come portatore di forza e coraggio, qualità che si intendeva assumere come guerrieri e appartenenti alle élite sociali.

Ma andiamo con ordine. Per affrontare l'ardua impresa di presentare questo magnifico animale seguendo il mio modo consueto, mi farò aiutare da un'opera a lui dedicata che potrà servirmi da traccia per cogliere alcuni aspetti eminentemente culturali del lupo. Si tratta di Il tempo dei lupi del medievista Riccardo Rao, collocata a metà tra la saggistica e la narrativa e di piacevolissima lettura anche per chi non sia un appassionato di Medioevo. E, per rendere onore al lupo come merita, dividerò il post in due parti in modo che non sia troppo lungo e per renderlo a voi più godibile.

Facciamo innanzitutto una sommaria conoscenza del lupo grigio...

... secondo le scienze naturali

Il lupo grigio (Canis lupus secondo la classificazione di Linneus 1758), detto anche lupo comune o semplicemente lupo, è un canide lupino, presente nelle zone remote del Nordamerica e dell'Eurasia. È il più grande della sua famiglia, con un peso medio di 43-45 kg per i maschi, e 36-38,5 kg per le femmine. Oltre le dimensioni, il lupo grigio si distingue dagli altri membri del genere Canis per il suo muso e le orecchie meno appuntite. Il suo mantello invernale è lungo e folto, di colore prevalentemente grigio variegato. Alcuni esemplari presentano anche mantelli bianchi, rossi, bruni o neri. È la specie più specializzata dei Canis nell'adattamento alla caccia grossa cooperativa, come dimostrato dalla sua natura gregaria.

In passato era comune descrivere i branchi di lupi grigi come società competitive composte d'animali in concorrenza tra di loro, con un maschio e femmina "alfa" all'apice della gerarchia e con subordinati "beta" e "omega". Studi più recenti hanno invece dimostrato che i branchi allo stato naturale sono semplicemente famiglie nucleari, che consistono in una coppia seguita dai suoi cuccioli degli ultimi 1-3 anni. Il lupo grigio è generalmente monogamo, con coppie che rimangono insieme per tutta la vita. Se un elemento della coppia muore, il superstite di solito trova facilmente un rimpiazzo. La cucciolata media consiste in 5-6 cuccioli. Nascono di solito in primavera, in coincidenza con l'incremento stagionale di cibo. Alla nascita i cuccioli sono ciechi, sordi e coperti d'una pelliccia bruna-grigiastra.

Ma ora abbandoniamo il lupo in carne e ossa, per quanto affascinante, e addentriamoci nel folto della foresta e del mito, dove troveremo...


La lupa di Romolo e Remo

... ovvero colei che allattò i gemelli più famosi nella storia di casa nostra: Romolo e Remo, i mitici fondatori di Roma. Secondo la leggenda Rea Silvia, che era stata costretta a farsi vestale e a fare quindi voto di castità, attirò l'attenzione del dio Marte, che la possedette con la forza in un bosco sacro. La fanciulla partorì i due gemelli, che vennero deposti in una cesta e lasciati in balia della corrente del fiume Aniene. La cesta si arenò ai piedi di un albero di fico o, secondo altre versioni, vicino a una grotta collocata alla base del Palatino, detta "Lupercale" perché sacra a Marte e a Fauno Luperco.

Una lupa, scesa dai monti al fiume per abbeverarsi, fu attirata dai vagiti dei due bambini, li raggiunse e si mise ad allattarli. Furono trovati da un pastore di nome Faustolo, il quale insieme alla moglie Acca Larenzia decise di crescerli come suoi figli. In qualsiasi modo siano andate le cose, nella storia la lupa fa una gran bella figura: non solo non divora i teneri bambini, ma esprime in pieno il suo istinto materno allattandoli.

Osserviamo tutti i protagonisti del mito nel quadro intitolato Faustolo trova la lupa con i gemelli (ca. 1616) eseguito da Pieter Paul Rubens. I corpi dei bambini sono il fulcro della composizione, e irradiano una luce abbagliante come in una pagana Natività. La lupa è acciambellata in segno di protezione. A sinistra si vede un vecchio, personificazione del fiume Tevere, e vicino a lui una ninfa. Il pastore Faustolo sta accorrendo sulla destra, ed è vestito secondo la moda ai tempi di Rubens. C'è anche un picchio, uccello caro a Marte, con delle ciliege nel becco.

Altra immagine famosissima è quella della Lupa capitolina, ovvero una scultura in bronzo custodita ai Musei Capitolini, di ignoto artista medievale del XII o XIII secolo. Qui la lupa, anziché coricata, è ritta sulle quattro zampe, ed è gigantesca rispetto ai bambini cui offre le mammelle. In qualsiasi modo si raffiguri l'evento, è chiaro che inserire questo animale nel mito dei fondatori di Roma è indice di prestigio (sebbene secondo altri la lupa potrebbe indicare anche una donna che svolgeva la professione più antica del mondo, in quanto il termine "lupa" andava a significare una prostituta).

Salutiamo le sponde del fiume per spingerci a Nord, tra i ghiacci e le nebbie, a incontrare l'ammirazione per il lupo espressa sotto altre forme...


Il nome ideale per un figlio

Nell'antichità molti genitori norreni sceglievano il lupo come nome da dare ai propri figli. Ce ne offre una prova Beowulf, un poema epico anonimo, scritto in una variante sassone occidentale dell'anglosassone (o inglese antico). Ha datazione incerta, anche se parrebbe essere composto attorno al VIII secolo. Si ritiene che l'autore del poema inglese antico abbia rielaborato autonomamente materiale leggendario di origine nordica e tramandato oralmente, creando un'opera originale. In qualsiasi letteratura anglosassone che si rispetti, è in assoluto la prima proposta che troverete. Potete vedere qui accanto la prima pagina del manoscritto, conservata presso la British Library.

Il poema narra le vicende del re danese Hrothgar a Heorot, il "Cervo", alle prese con un mostro di nome Grendel che attacca ripetutamente la dimora del sovrano, mietendo vittime tra i suoi guerrieri. In soccorso al disperato sovrano arriva Beowulf, nipote del re dei Geati, che abitano in Svezia meridionale. Beowulf affronterà sia Grendel sia la madre del mostro, in una serie di combattimenti epici. Beowulf è il prototipo dell'eroe che si scontra con il mostro, e non a caso nel suo nome è contenuto il termine "wulf", lupo. Nel 2007 ne è stato tratto un film diretto da Zemeckis, dove la trama originale è stata un po' rielaborata, secondo me in maniera interessante e convincente, facendo perno sulla figura della madre di Grendel.



Tanti lupi e lupacchiotti

Anche presso i popoli barbari che si muovono in Europa occidentale, viene spesso assegnato il nome  "wulf" a personaggi di rilievo. Fra i Goti abbiamo il vescovo Wulfila (letteralmente Lupacchiotto) che nel IV secolo traduce la Bibbia in lingua germanica. Eccolo qui in un'incisione del 1900 mentre spiega il Vangelo ai Goti.

Abbiamo anche l'esempio di alcuni re, veri (Ataulfo) o leggendari (Achiulfo, Ediulfo, Vutùlfo). E persino in casa nostra, nonostante la persistenza di nomi romani, vengono dati volentieri nomi di animali, tra cui Lupo e Lupaldo, seguito da Orso o Orsola - l'orso era un altro animale temuto e ammiratissimo come potete leggere nel mio post a lui dedicato - nella classifica delle preferenze.

Le cose vanno piuttosto bene, quindi, e nell'Alto Medioevo la convivenza tra uomo e lupo risulta equilibrata grazie anche all'estensione boschiva e al fatto che il lupo abbia le sue tane nella parte più profonda della foresta. L'abbondanza di prede negli immediati paraggi è garanzia che i branchi non sconfineranno troppo nei territori dell'uomo. Uomo e lupi non si pestano zampe e piedi a vicenda... almeno non più del necessario.

E allora quand'è che il lupo comincia a diventare "cattivo"?

Riccardo Rao ci segnala che la demonizzazione del lupo si basa su ragioni esclusivamente culturali e dipende dal processo di cristianizzazione che interessa l'Europa medievale.

Già l'Antico Testamento evoca il lupo in termini di prepotenza e violenza, ma è con il Nuovo Testamento che il lupo, evocato in un contesto pastorale, comincia a fare paura. Nel Vangelo di Matteo (7,15) si ammonisce: "Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci." In un altro passo, sempre di Matteo (10, 16), dice: "Ecco, io vi mando come le pecore in mezzo ai lupi". La metafora è quella dell'agnello come simbolo di Cristo, delle pecore come comunità di fedeli, e del pastore come loro guida. Il lupo diviene l'allegoria dei falsi profeti, o quello del male in sé che insidia le anime.

Sulla scorta dei testi evangelici, e degli scritti dei Padri della Chiesa, in passato vi fu una persona che dichiarò ufficialmente guerra al lupo... ma di questa persona vi parlerò nella seconda parte.

***

Aspetto volentieri i vostri commenti su questo primo articolo dedicato al lupo. Inoltre, volete provare a indovinare il nome del gran nemico del lupo? Un indizio è contenuto nella domanda!

***

Fonte testo:
  • "Il tempo dei lupi" di Riccardo Rao
  • Wikipedia per la scheda iniziale

Fonte immagini:

  • Wikipedia


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sabato 16 marzo 2019

Leggere fa bene ed è meglio incominciare da piccoli


Per una serie di combinazioni proseguo sul blog il filone dei libri, stavolta accodandomi alla bella iniziativa promossa da Elena Ferro, ripresa poi da Barbara Businaro e Giulia Mancini. Lo scopo è quello di incoraggiare bambini e adolescenti nella lettura, inviando un libro a un bambino di cui si ricevono le generalità e l'età, selezionando una lettura adatta. A me è capitato un ragazzo di quindici anni, per cui, vinto il primo momento di dubbio, mi sono attivata con grande piacere. Come recita lo slogan del post, leggere fa bene, ma - aggiungerei - anche regalare qualcosa cum grano salis fa bene al donatore.

E ora consentitemi un breve amarcord.

I miei primi incontri con il mondo della lettura sono collegati al regalo di un abecedario. Ricordo ancora la copertina di questo grande libro, si parla degli anni '60, con l'immagine di un orso. Ho cercato di rintracciare questo testo sul web, e ho incontrato una pagina interna che molto gli assomiglia. e che potete vedere qui a lato. Mi ricordo ancora le ore trascorse sedute nel mio personale regno, seduta sul gradino che, dalla sala, portava al balcone, con l'abecedario sulle ginocchia.Mi ricordo la meraviglia di scoprire che quelle lettere sparse:


N      A     V     E

se messe insieme componevano la parola

NAVE

 ... e che questa equivaleva a qualcosa di ben preciso, cioè a quella grande barca che galleggia e viaggia sul mare, trasportando oggetti e persone!

Penso che questi momenti di puro stupore siano irripetibili nella vita.

Una volta scoperta la magica regola che i misteriosi segni compongono delle parole, il salto di qualità è stato rappresentato da un libro che credo abbia segnato un'intera generazione: Il libro delle parole di Richard Scarry, che ho letteralmente consumato e dove mi divertivo a rintracciare tutte le corrispondenze familiari tra gli animaletti che erano protagonisti delle varie scene, pagina dopo pagina. Sono sicura di averlo anche pasticciato, ma sempre con grande affetto.

Il ricordo successivo collegato alla lettura è, com'è ovvio, quello della scuola, con il Sussidiario e il Libro di Lettura che sfogliavo e sfogliavo senza posa. Certo, ai giorni d'oggi alcune proposte farebbero sussultare - giustamente - per i modelli stereotipati che proponevano in  ambito familiare, e le illustrazioni potrebbero sembrare zuccherose e ben lontane dalla realtà, ma per me era tutto fantastico e rassicurante.

Quando sono stata in grado di accedere a libri più complessi, è stata la volta de Il manuale delle Giovani Marmotte e Le ricette di nonna Papera e il giornalino settimanale Topolino che i miei genitori non mancavano mai di comprarmi e il cui arrivo era una vera festa. Non ho avuto una vera e propria enciclopedia fino a quando sono stata grandicella. Questo è stato un argomento spinoso in quanto si era presentato il classico venditore di enciclopedie a casa nostra, cercando di convincere i miei a comprare un'edizione piuttosto costosa. Costui mi aveva tolto di mano il regalino con cui aveva tentato di ingraziarsi i miei, e com'è ovvio ci ero rimasta malissimo, e mio padre e mia madre più di me.

In un secondo momento era arrivata Meravigliosa Italia: l'enciclopedia delle regioni, e una delle mie preferite era la Lombardia: ecco la copertina sulla vostra sinistra. La parte per me più affascinante di questi volumi cartonati era proprio quella finale con fiabe e leggende regionali, che sapevo a memoria, e dove appresi, ad esempio, della leggenda che diede origine al Monte Disgrazia.

Ormai la miccia era accesa, anzi, la polveriera era deflagrata, e non saprei enumerare i moltissimi libri e giornalini che, da bambina, lessi. Un altro, decisivo giro di boa nella mia autobibliografia avvenne grazie all'incontro con Emilio Salgari, e l'acquisto dei suoi romanzi pubblicati dalle edizioni Paoline, acquistate in una libreria di via Plana a Milano. Come ho più volte detto, leggere le storie avventurose, passionali e mozzafiato di questo autore ha influenzato moltissimo la scelta delle storie che narro io. Questa collana aveva la caratteristica di avere le copertine con fondo bianco, e un cerchio da cui scaturivano le illustrazioni. Eccovene un paio di esempi: tanto per non essere ripetitiva, Capitan Tempesta (a proposito, siccome ero una rompiscatole già allora, avevo notato la discrepanza tra la descrizione di Salgari, cioè di una donna dai capelli scuri, con l'immagine della copertina dove la protagonista è bionda); e Le figlie dei faraoniAnche i libri cartonati dell'edizione Mursia spadroneggiavano nella mia libreria, tutti libri che ho regalato quando è stato tempo di farlo.

Non posso più fare a meno dei libri, come testimoniano le innumerevoli librerie sparse per la casa. Con tutto questo, ho abituato mio figlio a leggere e, da piccolo, è stato per me fonte di grandi soddisfazione. Prima dell'età scolare, ci mettevamo seduti sul letto e gli leggevo i bellissimi libri illustrati con storie e filastrocche. Quando ha imparato a leggere, ha continuato a leggere per conto suo, divorando di tutto, da Geronimo Stilton a libri fantasy e di fantascienza... e poi, di botto... il nulla. Non so spiegare quello che è successo, ma si è aperto un vuoto siderale nelle sue letture. All'inizio lo attribuivo all'età adolescenziale, ora lo attribuisco agli stimoli di altro genere che, col tempo, gli sono arrivati, videogiochi in primis. Oggi che è un post-universitario, mi consolo col dire che, almeno da bambino, la lettura gli ha fatto indubbiamente bene, e spero che, un giorno o l'altro, si faccia irretire da qualche libro che, dagli scaffali, gli sta già facendo l'occhiolino.

***

Se volete aderire all'iniziativa, scrivetemelo nei commenti e io vi manderò una mail con i dettagli, oppure potete condividere qualche bel ricordo delle vostre letture infantili o adolescenziali.


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sabato 9 marzo 2019

I misteriosi percorsi dei libri, e le affinità elettive


Quando penso a tutti i libri che mi restano da leggere, ho la certezza d’essere ancora felice.” Si tratta di una bella frase dello scrittore e aforista francese Jules Renard. Nato nel 1864, Renard trascorse gran parte della vita tra Parigi, dove partecipò nel 1889 alla fondazione del Mercure de France, e il paese paterno di Chitry-les-Mines, nel Nièvre, di cui fu sindaco dal 1904. Si professò dreyfusardo, repubblicano, anticlericale e socialista. La sua opera più famosa è Pel di carota del 1894, che narra le patetiche vicende di un ragazzino dai capelli rossi.

Ho voluto introdurre il post con questa celebre frase perché, se è vero che molti libri in fremente attesa sullo scaffale ci posso regalare sensazioni di felicità, è anche vero il contrario: avere troppi libri da leggere, e pensare a quante opere valide sono in circolazione nel mondo - opere che forse non leggeremo mai - potrebbe generare uno stato di ansia anziché di piacere.

Tempo fa avevo scritto un post dedicato a "It, ovvero l'armadietto delle mie letture", all'interno del quale i libri sembravano riprodursi da soli come i conigli (l'ho riletto per capire a che punto siamo...). Ora i tomi sono stati liberati dal claustrofobico armadietto, e com'è ovvio la situazione è peggiorata: mio marito ha redatto un elenco di tutti i libri da leggere e sono circa trecento, disposti su tre scaffali in file da due o da tre. Per fortuna nell'e-reader ne ho pochi, tra cui un romanzo di Zola e un paio di saggi sulla rivoluzione francese che mi hanno regalato, e sullo smartphone ho letto quei libri che avevo scaricato con la app kindle. So di alcune persone che hanno centinaia di libri nel loro e-reader, che difatti si moltiplicano grazie alla tecnologia, che con un solo click fa arrivare l'opera dritta dritta nel tuo supporto.

Già, ma da dove sono piovuti  tutti questi libri? Ho provato a fare un'analisi scientifica delle fonti:

1. acquisti da parte mia in senso classico, cioè comprati nel pieno possesso delle mie facoltà mentali. Un esempio: Il principe di Niccolò Machiavelli.


Ecco alcuni dei libri da leggere: incombenti, vero? Una curiosità, i cinque tomi rossi sul secondo scaffale sono
La Rivoluzione Francese di Jules Michelet in un'edizione di pregio.
Nella categoria 1. apro però altre sottocategorie:

1.1 acquisti tratti da un elenco su un quaderno dove annoto i libri consigliati da amici o blogger che sono a loro volta lettori forti, o meglio potenti come amo sempre dire. Il quaderno si compone di svariate pagine di titoli, che attendono l'acquisto e mi fanno venire l'acquolina in bocca. Un esempio: Trilogia di K. di Agosta Kristof, che ho letto ora.

1.2 acquisti di romanzi o saggi dopo la presentazione dell'autore. Questi eventi sono per me un'autentica rovina: di recente ho assistito ad alcune presentazioni, finendo con l'effettuare l'acquisto. Nell'ordine:

Il tempo dei lupi di Riccardo Rao, un medievista che conosco personalmente e di cui, tra l'altro, ho presentato all'esame universitario I paesaggi dell'Italia medievale. Questo l'ho già letto.

. L'arte del sarto nel Medioevo di Elisa Tosi Brandi, che non potevo certo farmi sfuggire (ho fatto anche una domanda all'autrice sulla nascita delle tasche!).

. Scritti (s)connessi di Enrico Pompeo, racconti che sono stati presentati nel corso di una bella serata al laboratorio teatrale Le Scimmie Nude con relativa lettura... tra l'altro uno dei lettori era Davide, magistrale interprete del mio Bernabò Visconti, che potete vedere qui a fianco.

Ho resistito spasmodicamente e non ho comprato la trilogia sui templari di Simonetta Cerrini, massima esperta sull'argomento, di cui l'ultimo è La passione dei templari. Vi assicuro però che mi sembrava di essere Ulisse legato all'albero maestro e che si dibatte mentre ascolta l'ammaliante canto delle sirene.

Quando sono con mio marito, poi, mi obbliga a comprare il libro, e se oppongo resistenza lo compra lui. Non si tratta di un problema finanziario, il mio, ma di mancanza di tempo: non ho tempo per leggere tutti questi tomi, che difatti si accumulano sugli scaffali, men che meno ora che sono impegnata con l'università (e altri libri!).

1.3 acquisti sulla base di recensioni, pochi a dire la verità. Di solito diffido del libro di cui tutti parlano, so che è un pregiudizio da parte mia, ma è così. Non ho ancora letto, ad esempio, Elena Ferrante, ma, siccome molte amiche me ne hanno parlato bene, prima o poi lo farò. Non mi piacciono nemmeno gli scrittori troppo presenzialisti, noti o meno noti che siano, anche questo è un pregiudizio di cui sono consapevole.


2. libri da eredità, nel senso che appartenevano a persone che sono venute e mancare. Piuttosto che mandarli tutti al macero, li ho accolti in casa come degli orfanelli donando loro un alloggio, regalando quelli che erano doppi o buttando quelli che erano proprio rovinati. Per fortuna i libri non mangiano e si accontentano solo di un posto all'asciutto... Un esempio: La via del tabacco di Erskine Caldwell. 


3. libri da edicole dismesse, come quella che c'era sotto casa mia che vendeva anche libri usati a uno o due euro. Quando ho saputo che chiudeva, mi sono precipitata dabbasso, sempre accompagnata dal marito, che come avrete capito è una specie di demonio tentatore, e siamo tornati trionfalmente a casa con quattro sacchi pieni di libri bellissimi e come nuovi, con poca spesa. Un esempio: L'alienista di Caleb Carr.


4. libri che mi vengono donati dalle persone più svariate, consapevoli della mia passione per la lettura e che hanno l'unico dubbio su che cosa regalarmi, vista la quantità spropositata di libri che leggo. Un esempio: Una poltrona sulla Senna: Quattro secoli di storia di Francia di Amin Maalouf, sulla storia dell'Académie Française.

Com'è ovvio non riuscirò mai a leggere tutti questi libri, perché poi nel frattempo se ne aggiungeranno altri. 


La domanda che mi sorge spontanea, però, è la seguente: 

perché nella nostra vita leggeremo determinati libri e altri no? 

Assodato che è impossibile leggere tutto, persino limitandosi alle opere più famose, e che è inutile farsi prendere dall'ansia, mi chiedo come mai siamo destinati a "incontrare" certi libri, proprio come siamo destinati a "incontrare" talune persone.

Mi immagino i libri che viaggiano su strade parallele alle nostre, e ci sfiorano o ci passano vicini, oppure altri che, per quanto sforzi facciano, non riescono mai a raggiungerci. Per quanto riguarda le persone, infatti, parlo sempre di griglie spirituali che agevolano gli incontri, e può darsi che anche con i libri avvenga la stessa cosa.

Inoltre la nostra vita è un continuo mutamento, quindi in un determinato periodo siamo più aperti a ricevere determinati stimoli, e quindi attirati dal romanzo fantasy, in un altro dagli scritti di una guida spirituale, in un altro ancora dalla testimonianza di una sopravvissuta dell'Olocausto, in un altro ancora dal romance o dal giallo o dalla fantascienza...

L'attrazione magnetica che si viene a creare è reciproca: non sei solo tu a cercare i libri, sono i libri che ti cercano. Alcuni riusciranno a rimanere con te solo come presenza nella tua casa, altri raggiungeranno il loro scopo che è quello di essere letti. In entrambi i casi, è come se compissero un viaggio nella tua direzione, ciascuno a suo modo. 

E voi che cosa ne pensate? Ritenete anche voi che i libri giungano quando è tempo, o la vedete in maniera differente?

***

Dimenticavo! Notizie sull'antologia di racconti medievali Italiae Medievalis Historiae IX edita dall'associazione culturale Italia Medievale a seguito del premio Philobiblon, tra cui il mio racconto Il più grande dei re: potete ora trovarla sulla piattaforma lulu al seguente link. In alternativa, potete cliccare sulla copertina che trovate sotto e accedere direttamente alla pagina di lulu.com. :)

***

Fonte immagini:

. Il bibliotecario di Giuseppe Arcimboldo (1566) - Wikipedia
. Katarzyna Oronska Museum (dal link https://useum.org/artist/Katarzyna-Oronska)


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sabato 2 marzo 2019

Il Caffé della Rivoluzione: Un romanzo ci libererà / 39




Oggi riapre anche il mio caffè rivoluzionario, con un post che costituisce un ideale raccordo rispetto all'ultimo della serie dove vi avevo parlato del contrabbando dei libri proibiti. Ricordate? Non a caso l'avevo intitolato "Quell'oscuro oggetto del desiderio", dato che, per avere questo genere di letteratura, si era disposti a rischiare multe, sequestri e persino la galera; a testimonianza che non c'è censura che tenga a bada l'irrefrenabile curiosità dell'essere umano. Se lo avete perso e desiderate rileggerlo, lo trovate qui.

Ebbene, il mio amato Settecento ha costituito un vero e proprio momento di svolta epocale per molti aspetti, non esclusa la fruizione dei libri da parte di un pubblico assai più ampio, grazie a un maggiore grado di alfabetizzazione e a un allargamento nelle maglie della censura, ormai impossibilitata a esercitare un controllo davvero stringente.

Si aprono dunque nuove quote di mercato e nuovi consumatori, tra cui - udite udite! - cominciano a primeggiare le donne. E non è tutto, dato che la lettura di libri edificanti e devozionali, molto praticata nel Seicento, cede il passo ai tanto vituperati romanzi, considerati pericolosi e lesivi della morale. Santa Teresa d'Avila ci ricorda, nella sua autobiografia, come la madre fosse appassionata di romanzi cavallereschi, e così pure la figlia; passione rimproverata dal marito, che ne proibisce la lettura.

Dunque nel Settecento la donna-lettrice diventa anche la protagonista di molti ritratti e tele, dove viene raffigurata assorta della lettura. Ne abbiamo un esempio in questo quadro, I divertimenti della vita privata, dove la lettrice è seduta in poltrona, in una stanza dove si è ritagliata uno spazio tutto suo per leggere, interrompendo le sue occupazioni quotidiane  per un certo lasso di tempo . Ha lo sguardo sognante, forse dopo aver chiuso il libro di cui ha appena letto un capitolo, la mente ancora tutta colma di immagini.

Queste donne diventano soggetti degni di essere rappresentati dai pennelli dei pittori, o nelle illustrazioni, e la loro disseminazione urbana costituisce un potente veicolo promozionale per la stampa stessa. Lo sguardo dei contemporanei testimonia che negli spazi cittadini i libri in mano alle persone si moltiplicano, in una frenesia di leggere che non ha precedenti, e l'arte restituisce la gamma di emozioni che la lettura trasmette. Le donne sono i nuovi committenti del mercato editoriale, e gli editori e gli autori ne tengono conto, trasformando lo stile e il testo: se c'è un nuovo modo di leggere, c'è anche un nuovo modo di scrivere, e l'esaltazione delle eroine nei romanzi tanto amati.

Vediamo qualche esempio in alcuni ritratti.

Sulla sinistra, potete ammirare il ritratto di Émilie du Châtelet, marchesa du Châtelet, eseguito da Maurice Quentin de la Tour. Si tratta di una donna che era una matematicafisica letterata francese e uno dei più grandi ingegni del XVIII secolo. Questo ritratto ben esprime il suo legame con i libri, ma anche con il mondo scientifico tramite il compasso. Chapeau.

















Sulla destra potete ammirare, invece, il ritratto di madame d'Épinay di Jean-Étienne Liotard. Non sembra che lei sia lì, come se fosse in carne e ossa, e che ci voglia suggerire qualcosa? Chi è questa signora che ci guarda con i suoi occhi vivi e intelligenti e con un dito appoggiato al mento, l'espressione arguta? Ebbene, si tratta di una scrittrice, ma è anche una protettrice di scrittori, e il libro che tiene tra le mani  ci offre un indizio di chi sia uno dei suoi illustri protetti. Se potessimo sbirciare tra le pagine, leggeremmo che tiene tra le mani il Discours sur l'origine de l'inégalité parmi les hommes di Jean-Jacques Rousseau, di cui questa dama era, appunto, un'amica.

Ci fissa con aria di sfida, invece, la battagliera scrittrice inglese Mary Wollstonecraft, autrice di A Vindication of the Rights of Woman, nel quale sostiene, contro la prevalente opinione del tempo, che le donne non sono inferiori per natura agli uomini, anche se la diversa educazione a loro riservata nella società le pone in una condizione di inferiorità e di subordinazione. Mary è una donna coraggiosa e una vera antesignana del femminismo, le cui parole sono validissime ancora oggi. Il ritratto è in linea con il suo carattere, non è vero? Non a caso era soprannominata dai suoi detrattori la "tigre in gonnella", e nel ritratto sembra quasi che l'abbiamo disturbata dalle sue letture. Pardon, anzi... sorry!




Le lettrici non sono soltanto donne di estrazione borghese, ma appartengono a ceti sociali più umili, come in questa bella composizione di Giacomo Ceruti detto il Pitocchetto, del 1720: Donne che lavorano al tombolo, ora al Museo di Brescia. L'ambiente è semplice e rustico e mostra donne che stanno lavorando in gruppo; e, a parte una fanciulla, nessuna guarda verso il pittore perché sono intente al loro lavoro di cucito e ricamo.

Osservate bene la donna in primo piano, di profilo e con la bimba appoggiata alle ginocchia e lo sguardo intento sul libro in grembo alla madre. Quest'ultima ha preso la mano della bambina e la guida nella lettura del libro. Lentamente e con fatica, anche le classi più umili si stanno alfabetizzando.

I libri costruiscono anche relazioni tra i sessi e preziose alleanze, amicizie fatte di ragione, di idee e sentimenti, come ci testimonia il caso di Vittorio Alfieri e della contessa Luisa Stolberg d'Albany ritratti nel 1796 da François-Xavier Fabre tra libri e lettere. Luisa è la donna che tiene il poeta legato a sé per tutto il resto della vita, e che Alfieri definisce come il "degno amore". Nel quadro sembra che a unirli, più di ogni altra cosa, siano proprio i libri e le carte; e lo scambio vicendevole che corre tra i due protagonisti, fatto di parole dette e scritte, di sguardi, di sentimenti, è intensissimo. Il vertice del romanticismo è dunque testimoniato da questa immagine di anime gemelle che uniscono i loro spiriti affini.

Chiudo con un paio di raffigurazioni di lettura di gruppo, eseguite con affettuosa ironia dall'artista inglese John Opie. Nella prima sulla sinistra A Moral Homely abbiamo un gruppo di giovinette cui un'anziana donna sta leggendo un libro dal contenuto edificante: tra le ragazze, una si regge la testa con le mani e sbadiglia, l'altra si stira, un'altra ancora pensa ai fatti suoi, due stentano a tenere gli occhi aperti e, ai piedi del gruppo, altre due giocano senza ascoltare. La noia è la vera protagonista del quadro.

          

Che differenza, invece, nell'altro quadro che mostra le stesse ragazze mentre leggono una storia d'amore (A Tale of Romance): è scomparsa del tutto l'aria annoiata e sono elettrizzate e sorridenti: tutte seguono, intente, due si abbracciano, una ha lo sguardo perso nel vuoto, ma non per noia bensì per coinvolgimento. Perfino il gattino sul pavimento sembra abbia smesso di giocare con il gomitolo per ascoltare. Un particolare non da poco, che si intravede sulla destra, oltre la tenda rossa tirata, è uno scorcio panoramico, da cui entra luce, come a dire che lo spazio chiuso e soffocante della lettura imposta ha ceduto il passo a orizzonti più vasti e teneri, seppure mentali.

Perché è un grande regalo 'imbattersi in una storia davvero appassionante, che trasporta altrove e dona emozioni attraverso le vicende dei suoi protagonisti, come ben sappiamo! E se questo è valido ai giorni nostri, era valido anche nel Settecento, secolo in cui le donne hanno cominciato faticosamente a uscire dai ruoli dove erano confinate. La lettura di un libro, anche di svago, è appunto liberatoria, e schiude nuovi orizzonti di viaggio, istruzione e libertà specialmente per alcune categorie di donne, ancora oggi vessate e chiuse in limiti angusti, fisici e anche mentali. Come sosteneva la grande Mary Wollstonecraft sopra citata, «È tempo di compiere una rivoluzione nei modi di esistere delle donne - è tempo di restituire loro la dignità perduta - e fare in modo che esse, come parte della specie umana, si adoperino, riformando se stesse, per riformare il mondo.»

***

Fonte testo: Il libro. Editoria e pratiche di lettura nel Settecento di AA.VV. - La rivoluzione della lettura e la rivoluzione dell'immagine della lettura di Tiziana Plebani

Fonte immagini: Wikipedia

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sabato 23 febbraio 2019

Ecco le mie serie TV preferite... quali sono le vostre?


Questa settimana sono stata ammalata. L'influenza mi è rotolata addosso come una slavina dato che, per la verità, ho goduto di ottima salute durante tutto l'inverno. Dopo aver inserito e confermato con grande soddisfazione il piano di studi universitario martedì - i termini scadevano a fine mese - mercoledì sono stata assalita dalla tosse, e giovedì ero a tappeto con la classica influenza, come se il mio corpo avesse detto: "E mo basta!! Ma stattene un po' tranquilla!!". Non ho potuto preparare uno dei miei post ponderosi, ma, dato che è tempo di elenchi, ho pensato di recuperare e modificare una bozza sulle mie serie TV preferite. Il post avrebbe dovuto formare la prima parte di un progetto dedicato. In altre parole, uno dei miei soliti ambiziosi percorsi bloggistici, la maggior parte dei quali abortisce ancor prima di iniziare per mancanza di tempo.

Prima di entrare nel vivo, accennerò al problema delle dipendenze. Una caratteristica delle stesse è la convinzione della persona di poter smettere quando vuole, o anche di ritrovarsi invischiata nell'assuefazione senza nemmeno rendersene conto. La dipendenza dalle serie TV è una di queste forme, e a un certo punto ho fatto un calcolo, scoprendo con immenso stupore che stavo seguendo all'incirca una quindicina di serie, passando dall'una all'altra senza soluzione di continuità non appena era disponibile una nuova stagione

Gli attori di Vikings stagione 3: il guerriero seduto è il protagonista,
il re vichingo Ragnarr Loðbrók (vedi la scheda dedicata).

Come tutti sanno, il problema delle serie TV del giorno d'oggi è che hanno una nascita, hanno ritmi di vita ciclici (le cosiddette "stagioni"), ma non hanno una data di morte definita dall'inizio. I vecchi sceneggiati Rai della mia infanzia erano basati su grandi classici (La figlia del capitano) o comunque su una solida sceneggiatura (Ho incontrato un'ombra) con inizio e termine. Invece le serie TV sono potenzialmente infinite e si regolano a seconda del gradimento degli spettatori; molti storcono il naso alla cosa, e rimpiangono i bei vecchi tempi.

Ma andiamo con ordine.

Il principale responsabile è mio figlio Stefano, con cui ho cominciato a riguardare le vecchie serie (X-Files, ad esempio), per poi passare ad altre più recenti (Mr. Robot), per arrivare a rivedere centinaia e centinaia di puntate di Star Trek, The Next Generation, Voyager. L'ultima in ordine di tempo è stata Babylon 5, e vi assicuro che avevo le astronavi che mi uscivano dalle orecchie; a un certo punto ho cominciato a confondere i personaggi di queste serie spaziali, cosa preoccupante perché magari a un esame universitario avrei parlato di capitan Sisko invece che del generale Wallenberg. A nostra discolpa posso dire che la visione è anche istruttiva, perché le guardiamo in lingua originale con sottotitoli in inglese, per non avere il doppio passaggio mentale inglese-italiano-inglese, ed è bellissimo constatare la perfetta aderenza delle voci ai caratteri dei personaggi.

Ecco dunque l'elenco delle tredici serie TV che sto seguendo, anche se di alcune ho perso le tracce (nel senso che ignoro se vi sarà un prosieguo). Com'è ovvio, molte sono a carattere storico, ma non è detto: per conquistarmi le serie TV devono avere tre caratteristiche fondamentali:

1. una sceneggiatura di prim'ordine
2. una trama avvincente e ricca di colpi di scena
3. personaggi e attori di grandissimo calibro

A differenza del listone delle mie letture 2018, stavolta i titoli sono proprio in ordine di gradimento e inserisco la sinossi tratta da Wikipedia che potete saltare se avete paura di spoiler:


1. House of Cards (sei stagioni)

La serie è ambientata nell'odierna Washington D.C. e segue le vicende di Frank Underwood (Kevin Spacey), un Democratico eletto nel Quinto distretto congressuale della Carolina del Sud e capogruppo di maggioranza (Majority Whip) della Camera dei rappresentanti. Dopo essersi visto sottratto il posto di Segretario di Stato che il neo-Presidente gli aveva promesso, Frank dà inizio ad un giro di intrighi per giungere ai vertici del potere americano, aiutato da sua moglie Claire (Robin Wright) e dal fidato Doug Stamper (Michael Kelly). La serie tratta di temi quali lo spietato pragmatismo, la manipolazione, il tradimento e il potere.


2. True Detective (tre stagioni)

True Detective è una serie televisiva statunitense creata ed interamente scritta da Nic Pizzolatto. È concepita come una serie antologica, che ad ogni stagione rinnova interpreti e storia. La prima stagione, ambientata in Louisiana, ha per protagonisti Matthew McConaughey, Woody Harrelson, Michelle Monaghan, Michael Potts e Tory Kittles. I dialoghi, oltre a essere impregnati di filosofia pessimista, antinatalista e nichilista con evidenti richiami nietzschiani, sono fortemente ispirati all'horror/saggio La cospirazione contro la razza umana di Thomas Ligotti, mentre la storia trae spunto dai racconti The King in Yellow di Robert William Chambers.
La seconda stagione, ambientata stavolta in California, è interpretata da Colin Farrell, Rachel McAdams, Taylor Kitsch, Kelly Reilly e Vince Vaughn. 

La terza stagione è attualmente in corso. La trama si incentra su un episodio di cronaca nera avvenuta il 7 novembre 1980: la sparizione, nella profonda provincia dell'Arkansas, di due bambini, fratello e sorella, usciti in bicicletta e mai tornati a casa. Il caso viene affidato ai detective della Polizia di Stato Wayne Hays e Roland West. Il narratore è il det. Hays, che racconta i fatti da due distinte finestre temporali: la prima nel 1990, quando viene interrogato sulla vicenda dai suoi ex colleghi (nel frattempo si scopre che ha lasciato la squadra investigativa ma è sempre alle dipendenze della Polizia statale) perché è sopravvenuta una sconvolgente novità sul caso; la seconda nel 2015, quando l'anziano (e malato presumibilmente di demenza senile) Hays viene intervistato per un programma televisivo di cronaca. 

 

3. The Crown (due stagioni)

The Crown è una serie televisiva storica drammatica, creata e principalmente scritta da Peter Morgan e prodotta dalla Left Bank Pictures e dalla Sony Pictures Television per Netflix. The Crown racconta la storia della regina Elisabetta II dal suo matrimonio nel 1947 ai giorni nostri. La prima stagione copre gli anni che vanno dal 1947, anno del matrimonio tra Elisabetta e Filippo di Edimburgo fino allo scoppio della crisi di Suez nel 1956. La seconda stagione copre un arco temporale di nove anni, fino al 1964.

La serie è stata acclamata dalla critica e sono state apprezzate in particolare le interpretazioni di Foy nel ruolo della protagonista e di John Lithgow nel ruolo di Winston Churchill; entrambi gli attori hanno vinto diversi premi, tra cui lo Screen Actors Guild Award per la migliore attrice in una serie drammatica e quello per il miglior attore in una serie drammatica.

3. Versailles (tre stagioni)
Da sinistra a destra: la regina Maria Teresa d'Asburgo, Philippe d'Orléans, re Luigi XIV.
Sullo sfondo a destra, il cavaliere di Lorena amante di Philippe. 
Versailles è una serie televisiva francese e canadese, trasmessa dal 16 novembre 2015 al 21 maggio 2018 su Canal + per tre stagioni. Il re di Francia Luigi XIV, che ha 28 anni, vuole la nobiltà francese presente all'autorità del potere reale. Per lasciare Parigi e gli eventi della Fronda che ancora lo perseguitano fino ad oggi, ha deciso di spostare il suo governo nell'ex residenza di caccia di suo padre. Per attirare i nobili alla sua corte e tenerli sotto controllo in tal modo, ha lanciato la costruzione della reggia di Versailles. Questa impresa di dimensioni e costi sproporzionati susciterà malcontento e discordia. In un ambiente di corte travolto dalle cospirazioni, come farà Luigi ad imporre il suo potere di vivere, le sue passioni amorose e guadagnare il titolo di Re Sole?


4. Black Sails (quattro stagioni)

Black Sails è una serie televisiva statunitense creata da Jonathan E. Steinberg e Robert Levine. La serie è l'antefatto del romanzo di Robert Louis Stevenson L'isola del tesoro. La vicenda, ambientata nel 1715 durante l'età d'oro della pirateria, racconta la storia della Walrus e del suo equipaggio durante la ricerca del galeone spagnolo Urca de Lima, che trasporta un ricco bottino in oro della flotta delle Indie Occidentali.

La Walrus, capitanata da James Flint insieme al nostromo Billy Bones e al cuoco di bordo John Silver, verrà affiancata dalla Ranger, dotata di una temibile ciurma composta dal capitano Charles Vane, lo scaltro quartiermastro Jack Rackham e la spietata Anne Bonny. Partendo insieme dall'isola di New Providence, che i pirati hanno reso la loro capitale, entrambi i capitani si dovranno fidare del cuoco John Silver, unico a conoscere interamente la rotta seguita dalla nave spagnola.


Nell'ordine da sinistra a destra: Billy Bones, John Silver, il capitano James Flint, il pirata Charles Vane.
Quest'ultimo è storicamente esistito, insieme con Jack Rackham (detto Calico Jack) e Anne Bonny.

5. Vikings (cinque stagioni)

Vikings è una serie televisiva canadese di genere storico creata e scritta da Michael Hirst, che ha debuttato il 3 marzo 2013 sulla rete televisiva History. La serie, ambientata nel IX secolo tra la Scandinavia e le isole britanniche, racconta in chiave romanzata le avventure del guerriero vichingo Ragnarr Loðbrók, interpretato dall'attore australiano Travis Fimmel, e di altri personaggi storici come Lagertha, Rollone, Hrafna-Flóki Vilgerðarson, Aelle II di Northumbria, Aslaug Sigurdsdóttir, Björn Ragnarsson, Egberto del Wessex, Horik I, Harald I di Norvegia, Halfdan il Nero, Ívarr Ragnarsson, Etelvulfo del Wessex e Alfredo il Grande.


6. The Young Pope (una stagione) 
The Young Pope è una serie televisiva italo-franco-spagnola di genere drammatico ideata e diretta da Paolo Sorrentino. Lenny Belardo è un giovane cardinale statunitense, mite e dallo scarso peso politico. Abbandonato in orfanotrofio in tenera età, Lenny è continuamente tormentato da tale abbandono e ha sviluppato un rapporto molto turbolento con la fede e con Dio. Inaspettatamente Lenny viene eletto pontefice dal collegio cardinalizio, che crede forse di avere trovato una pedina da potere manovrare a piacimento. Tuttavia Lenny, salito al soglio col nome pontificale di Pio XIII, si dimostrerà un papa controverso e per nulla incline a farsi comandare, machiavellico e manipolatore.


7. Il Trono di Spade (sette stagioni)

Il Trono di Spade (Game of Thrones) è una serie televisiva statunitense di genere fantastico creata da David Benioff e D.B. Weiss, che ha esordito il 17 aprile 2011 sul canale via cavo HBO. È nata come adattamento televisivo del ciclo di romanzi Cronache del ghiaccio e del fuoco (A Song of Ice and Fire) di George R. R. Martin.


La serie racconta le avventure di molti personaggi ed è ambientata in un grande mondo immaginario costituito principalmente dal continente Occidentale (Westeros) e da quello Orientale (Essos). Il centro più grande e civilizzato del continente Occidentale è la città capitale Approdo del Re, dove si trova il Trono di Spade dei Sette Regni. La lotta per la conquista del trono porta le più potenti e nobili famiglie del continente a scontrarsi o allearsi tra loro in un contorto gioco di potere, che coinvolge anche l'ultima discendente della dinastia regnante deposta. Gli intrighi politici, economici e religiosi dei nobili lasciano la popolazione nella povertà e nel degrado, mentre il mondo viene minacciato dall'arrivo di un inverno diverso dai precedenti, che risveglia creature leggendarie dimenticate e fa emergere forze oscure e magiche.


8. The Expanse (tre stagioni)


The Expanse è una serie televisiva statunitense di fantascienza sviluppata da Mark Fergus e Hawk Ostby e basata sull'omonima serie letteraria. Nel XXIV secolo, il sistema solare è stato colonizzato dagli umani e si trova in una situazione di precario equilibrio geopolitico a causa delle tensioni fra la Terra e le ex-colonie marziane, oramai indipendenti sotto il vessillo della Repubblica congressuale marziana, e del degrado sociale in cui sopravvive gran parte della popolazione degli avamposti nella fascia principale degli asteroidi e sui pianeti esterni.
In questo difficile contesto, si intrecciano le vicende del detective di polizia Josephus Miller, di stanza su Cerere, a cui viene affidata l'indagine sulla scomparsa di una donna terrestre, Julie Andromeda Mao, e il secondo ufficiale del cargo porta ghiaccio Canterbury, James Holden, inavvertitamente coinvolto in un incidente che rischia di destabilizzare irreversibilmente le relazioni tra Marte e la Terra e innescare un conflitto interplanetario.

9. Sherlock (quattro stagioni)
Sherlock è una serie televisiva britannica del 2010, liberamente tratta dalle opere di Sir Arthur Conan Doyle, creata da Steven Moffat e Mark Gatiss e interpretata da Benedict Cumberbatch (Sherlock Holmes) e Martin Freeman (John Watson). La serie è un libero adattamento dei romanzi e dei racconti di Sir Arthur Conan Doyle e vede come protagonista il detective Sherlock Holmes, affiancato dal suo amico e assistente, il dottor John Watson. Le avventure dei due si svolgono però nella Londra odierna, e non in quella presentata da Doyle. Watson è un reduce della guerra in Afghanistan e deve ancora ritrovare il suo posto nella società. Quando un amico gli suggerisce di trovarsi un coinquilino con cui dividere le spese di un appartamento, si ritrova a vivere con l'eccentrico Holmes, che col passare degli anni diventerà suo compagno di vita. Sono state realizzate quattro stagioni, ognuna delle quali composta da tre episodi, un mini episodio e un episodio speciale.



10. Homeland (sette stagioni)

Homeland - Caccia alla spia (Homeland) è una serie televisiva statunitense sviluppata da Howard Gordon e Alex Gansa, basata sulla serie televisiva israeliana Hatufim creata da Gideon Raff. La serie ha per protagonista Carrie Mathison (Claire Danes), un'agente della CIA affetta da disturbo bipolare. Nella prima stagione, Nicholas Brody, un sergente dei Marine ritenuto scomparso in azione nella guerra d'Iraq, viene liberato dopo otto anni di prigionia. Una volta ritornato a casa, l'intera nazione lo elegge immediatamente ad eroe di guerra. Carrie Mathison, un'analista della CIA, è l'unica a credere che in realtà egli rappresenti una seria minaccia per il Paese: identifica infatti in Brody uno sconosciuto prigioniero di guerra americano convertitosi all'Islam e passato al servizio di al-Qaida. Rendendosi conto delle difficoltà di provare la sua tesi e di convincere i suoi superiori a mettere sotto sorveglianza il sergente, Carrie inizia ad indagare segretamente sulla figura di Nicholas Brody, per prevenire un altro attacco terroristico sul suolo americano.


11. Mr. Robot (tre stagioni)

Mr. Robot è una serie televisiva statunitense di genere drammatico-thriller, creata dallo sceneggiatore Sam Esmaiil. Elliot Alderson è un giovane ingegnere informatico di New York che lavora come esperto di sicurezza informatica presso la Allsafe Cybersecurity. Sociofobico e schizofrenico, la sua mente è fortemente influenzata da deliri paranoici e allucinazioni, causa di grossi problemi nel relazionarsi con le persone, che lo fanno vivere in un costante stato di ansia e paranoia. Nella vita privata, Elliot è uno stalker informatico che tratta le persone come computer da hackerare per scoprirne i segreti più intimi, spesso agendo come una sorta di giustiziere informatico.

Elliot viene avvicinato da Mr. Robot, un misterioso anarchico-insurrezionalista, che intende introdurlo in un gruppo di hacktivisti conosciuti con il nome di fsociety. Il manifesto di fsociety è liberare l'umanità dai debiti con le banche e smascherare i potenti che stanno distruggendo il mondo. Per convincere il giovane a unirsi alla causa, Mr. Robot dichiara di voler causare il fallimento della potente multinazionale E Corp, ritenuta responsabile di un disastro ambientale che causò la morte del padre di Elliot, insieme ad altre centinaia di persone. La E Corp, ribattezzata dal protagonista in "Evil Corp" (multinazionale malvagia), è il principale cliente della Allsafe e Elliot ne sarà nominato supervisore della sicurezza informatica.

12. Stranger Things (stagioni 2)




Stranger Things è una serie televisiva statunitense di fantascienza ideata da Matt e Ross Duffer. Ambientata negli anni ottanta nella città fittizia di Hawkins, nell'Indiana, è incentrata sugli eventi legati alla misteriosa sparizione di un bambino e all'apparizione di una bambina dai capelli rasati dotata di poteri psichici fuggita da un laboratorio segreto. La serie è stata accolta positivamente dalla critica, che ha lodato la caratterizzazione dei personaggi, il cast e l'atmosfera che omaggia il cinema di fantascienza degli anni ottanta.


13. The Good Doctor (due stagioni)


The Good Doctor è una serie televisiva statunitense del 2017, creata da David Shore. La serie segue le vicende di Shaun Murphy, un giovane medico specializzando in chirurgia, affetto da autismo e Sindrome del savant, proveniente da una cittadina nel Wyoming, Casper, dove ha vissuto un'infanzia travagliata. Deciderà così di trasferirsi e di unirsi al prestigioso dipartimento di chirurgia del San Jose St. Bonaventure Hospital, nella California del Sud.

***

Le seguenti invece, che metto sempre in ordine di gradimento, sono proprio terminate, grazie al cielo: sono defunte di morte naturale come nel caso delle vecchie serie, oppure l'attore principale si è ritirato come nel caso di Doctor House. 

1. Downton Abbey
2Doctor House Medical Division 
3. X-Files (la vecchia)
4Band of Brothers 
5. The Next Generation
6. The Pacific 
7. Star Trek 
8. Voyager 
9. L'altra Grace 
10. The Paradise 
11. Nord e Sud (la serie tratta dal romanzo di Elizabeth Gaskell)

***

Delle seguenti avevo cominciato a guardare le prime puntate, ma non mi piacevano oppure ho smesso di guardarle senza un motivo apparente:
  • Breaking Bad (sono arrivata alla scena del corpo sciolto nell'acido, mi è venuto da vomitare e ho smesso)
  • Lie to Me (mi piaceva e posso riprenderla da Netflix)
  • Black Mirror (ho trovato deprimenti alcuni episodi, inoltre il grottesco non è il mio genere preferito)
  • X-Files (la nuova serie, quella più recente, è inguardabile!)
  • Grey's Anatomy (ero stufa dei soliti zompettamenti tra sala chirurgica e camera da letto) 
  • e Babylon 5 (mi è venuta una crisi da saturazione causa alieni e astronavi).

***

Naturalmente nell'Olimpo manca Il commissario Montalbano, perché "lui" è Montalbano e mi ha detto, con riferimento al post: "Ma che è sta camurrìa? ;) E non ho inserito la serie "I Medici" perché... vabbeh, potete anche immaginare che cosa avrei potuto dire.

Ecco le mie domande per voi:

  1. quali sono le vostre serie TV preferite e quelle che proprio detestate?
  2. e quali caratteristiche dovrebbero avere per rientrare nella vostra eventuale classifica?

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Fonti testi e immagini:
Wikipedia e web



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sabato 16 febbraio 2019

Libri libri libri! Le mie letture e i miei premi del 2018



Ritratto di donna che studia di Alessandro Battaglia (1870-1940)

L'anno scorso la blogger Giulia Mancini del blog Liberamente Giulia ha pubblicato un elenco delle sue letture. Siccome ho la tendenza ad imitare le buone abitudini altrui, ho deciso di fare lo stesso, anche perché la mia memoria comincia a fare cilecca, e leggo talmente tanto che non potrei indicare al volo il titolo del'"l'ultimo libro". Come prima cosa ho ricostruito faticosamente quelle del 2017, e ho iniziato a inserire di volta in volta i titoli delle letture in corso in una pagina dedicata del blog. Ho fatto addirittura un elenco dei film che ho visto nella mia vita, di necessità in ordine alfabetico e in un file - per il momento in Word - arrivando a cifre mirabolanti.

Pubblico qui di seguito l'elenco delle mie letture dell'anno 2018. Di necessità ci sono moltissimi saggi universitari, e per questo motivo ho cercato un ritratto di donna che studia, anziché semplicemente di donna che legge, trovando il bel ritratto di Alessandro Battaglia proposto sopra. I titoli dei miei saggi potranno sembrarvi noiosissimi, per me sono stati tutti strepitosi, però è vero che hanno fagocitato quasi completamente il tempo dedicato alle letture dei romanzi o delle raccolte di racconti. Un paio di saggi, oltretutto, li ho dovuti leggere per scrivere il mio racconto "Il più grande dei re" che ha vinto il primo premio nel concorso Italia Medievale. Diciamo che i romanzi e le opere di narrativa hanno alleviato non poco il viaggio in metropolitana dell'andata, dando sollievo alla mia mente affaticata dalle montagne di informazioni che fluivano dai saggi 

Ecco il mio elenco, corredato da un estratto dalla quarta per chi fosse interessato al contenuto (lo si può saltare, naturalmente) e con un inserimento di copertine del tutto casuale: 



1. Racconti segreti della Lombardia di AA.VV. (qui c'è il mio racconto "La mendicante della pusterla")
Ci sono storie non conosciute, sepolte, ma che vogliono emergere. Storie che hanno profonde radici lombarde, di luoghi, di emozioni, di miti. Ci passano davanti senza attirare l’attenzione, ma sono lì, pronte per essere scoperte. Historica Edizioni le ha raccolte in questo volume, dove numerosi autori lombardi hanno prestato la loro voce per diffondere il lato più segreto e intrigante della loro regione
2. Le perfezioni provvisorie di Gianrico Carofiglio
Un incarico insolito per Guerrieri, un caso più adatto ad un detective che a un legale: Manuela, studentessa universitaria, è scomparsa in una stazione ferroviaria, dopo un fine settimana trascorso in campagna con amici. Scettico e curioso a un tempo, l’avvocato inizia a studiare le carte.
3. Emilio o dell'educazione di Jean-Jacques Rousseau
In occasione del tricentenario della nascita di Jean-Jacques Rousseau l'Armando ha deciso di ripubblicare questo grande classico della pedagogia con l'intento di rendere omaggio all'illustre pedagogista svizzero, ripercorrendo le tappe salienti di questo capolavoro formativo a conferma dell'originalità e attualità del suo pensiero, nel contesto della pedagogia contemporanea. Oggetto di aspre critiche a causa del concetto innovativo di "educazione preventiva", quest'opera rappresenta un classico di tutti i tempi, fondamento e ispirazione per tutte le teorie pedagogiche che si sono succedute.
4. Il trionfo della città di Edward Glaeser
Edward Glaeser, professore di Economia a Harvard, ci conduce in un viaggio lungo i secoli e attraverso i continenti, per rivelarci i volti nascosti della "più grande invenzione dell'uomo", la città che, nonostante ogni critica e ogni abuso, rimane il motore del progresso e dell'uomo.
5. Green metropolis di David Owen
La tesi dell'autore sorprenderà non pochi: dal punto di vista ecologico, la città è più sostenibile di altri tipi di insediamenti umani. Con una scrittura fluida, un'impostazione all'insegna dell'immediatezza dei concetti e il ricorso a uno stile talora aneddotico, Owen ci dà sul tema dati importanti e interessanti. Un percorso di ecologia urbana che può contribuire a far riflettere e dibattere in modo non ideologico sull'argomento, anche grazie al contributo introduttivo che inquadra il libro nel dibattito italiano sulla città.
6. Diario 1941-1943 di Etty Hillesum
Un "cuore pensante" testimonia la propria fine in un campo di concentramento. Accanto al Diario di Anna Frank, uno dei documenti indispensabili sulla persecuzione degli ebrei. "Se Etty insiste a ripeterci che tutto è bello, è perché un'ebraica volontà di vivere fino in fondo vuole questo in lei. Un rivestimento ideale, poetico, ricopre in lei la solida, l'irriducibile, l'intima forza ebraica" (Sergio Quinzio).
7. Stampa e cultura in Europa di Lodovica Braida
Le trasformazioni del libro e della lettura come aspetti essenziali della nascita della cultura moderna. Lodovica Braida insegna Storia della stampa e dell'editoria all'Università di Milano.
8. Fine dell'estate di Giulia Mancini
È l’anno 1983, epoca in cui l'unico modo di conoscersi è quello di incontrarsi nei luoghi di ritrovo più consueti: un parco, una piazza, il centro città, la scuola. Claudio ha diciannove anni, ma a volte pensa di averne molti di più tanto è insofferente la sua anima, cerca di nascondersi sotto una maschera di sicurezza e spavalderia, ma lo tradiscono la sua espressione inquieta e le troppe sigarette che fuma rabbiosamente. Vorrebbe scappare dalla soffocante cittadina di provincia in cui vive e forse anche dalla sua vita. Silvia ha sedici anni, tanti sogni da realizzare, tra cui quello di vivere altrove, e tanta immaginazione per dare forma alle sue fantasie, ama i libri e scrivere i suoi pensieri su un diario. Quando conosce Claudio le sembra di trovare la risposta a tutti i suoi interrogativi irrisolti e soprattutto alla sua richiesta d’amore. 
9. Dalle carte ai muri. Struttura e società nella Spagna della prima Età moderna di Antonio Castillo Goméz
Quali erano gli usi e le funzioni della scrittura nei territori della monarchia spagnola tra XV e XVII secolo? Le distinte tipologie dello scritto, le sue forme materiali, le varie finalità e i diversi contesti legati alle sue pratiche sono oggetto del volume, che illustra come la società si esprimeva, comunicava e si organizzava attraverso la scrittura. L'autore passa in rassegna un'ampia gamma di testi (lettere, biglietti, libri di conti e di memorie, autobiografie, editti, iscrizioni, libelli, pasquinate), esaminando le competenze alfabetiche di uomini e donne, descrivendo le difficoltà della scrittura femminile e gli spazi della produzione e della circolazione dello scritto, dall'ambito privato alle carceri dell'Inquisizione, fino alla piazza. Ne emerge che la costante presenza della scrittura nella vita quotidiana era frutto dell'incremento dell'alfabetizzazione ma, ancor più, del bisogno di scrivere, quel bisogno che portò aristocratici e contadini, uomini e donne, letterati e illetterati a destreggiarsi tra carte e muri. 
10. Al paradiso delle signore di Émile Zola
Due trame si intrecciano in questo «poema dell'attività moderna»: l'inarrestabile ascesa dell'imprenditore Octave Mouret grazie al successo commerciale del suo grande magazzino di stoffe "Il Paradiso delle Signore" ("Au Bonheur des Dames"); e la delicata vicenda della giovane Denise, umile commessa che grazie alla sua fermezza riuscirà a conquistare il datore di lavoro. "Il Paradiso delle Signore", epopea del capitalismo commerciale e profetica raffigurazione del consumismo, è uno dei romanzi più belli e moderni del XIX secolo per la sensualità con cui descrive il fascino conturbante delle merci, ma anche la loro dispotica, alienante disumanità.
11. Guerra e pace sul retro di una cartolina di Marco Lazzara
Si può scrivere un racconto - un buon racconto - lungo una sola pagina? Ne sapeva qualcosa in proposito Jack Ritchie, che a proposito di un suo personaggio diceva: "quel tipo avrebbe potuto scrivere Guerra e Pace sul retro di una cartolina". Sono cento i racconti di questo libro, divisi in quattro sezioni a seconda del loro genere letterario, ma tutti hanno in comune di essere lunghi una sola pagina, racchiusi in una cornice letteraria che richiama "Se una notte d'inverno un viaggiatore" di Italo Calvino. C'è un viaggio in treno. Poi l'incontro con una misteriosa fanciulla, che però non è ciò che sembra. E una sfida mortale, prima che il treno giunga a destinazione. Questi sono gli elementi che danno il via a tutto quanto. E poi, come nel romanzo di Calvino, l'elemento conduttore è un libro, che alcuni vogliono scrivere, altri vogliono leggere, altri ancora vogliono riscrivere... Un gioco di scatole cinesi e di riferimenti letterari, fino a scoprire infine cos'è davvero questa Guerra e pace sul retro di una cartolina.
12. Libri di lettere: le raccolte epistolari del Cinquecento tra inquietudini religiose e buon volgare di Lodovica Braida
Nel corso del Cinquecento il mercato del libro italiano, e veneziano in particolare, viene invaso da centinaia di edizioni di raccolte epistolari. Le formule editoriali sono numerose, ma la giustificazione che le accomuna è la stessa: divulgare modelli per scrivere lettere in un buon volgare. Dal 1538, anno d'uscita delle "Lettere" di Aretino, è tutto un susseguirsi di raccolte di lettere d'autore e di antologie di autori vari. Dietro ognuna di queste pubblicazioni, e soprattutto dietro le antologie, si celavano intriganti operazioni di selezione, autocensura, riscrittura, talvolta occultamento di dati cronologici e di luogo, nomi dei mittenti e dei destinatari. Dalle operazioni editoriali più prestigiose affiora l'attività di alcuni importanti correttori e letterati-editori del Cinquecento: Lodovico Dolce, Francesco Sansovino, Girolamo Ruscelli e poi il grande stampatore-umanista, Paolo Manuzio, che con le sue "Lettere volgari" creò un vero, plagiatissimo best seller da ventotto edizioni tra il 1542 e il 1567. Accanto alle tematiche umanistiche, affrontate da autorevoli letterati, uomini politici e illustri vescovi e cardinali, queste raccolte offrivano ai lettori informazioni politiche e militari sui drammatici eventi delle guerre d'Italia e fornivano anche un quadro delle tensioni religiose dell'epoca.
13. Ragionevoli dubbi di Gianrico Carofiglio
"Oltre alle regole scritte, quelle del codice e delle sentenze che lo interpretano c'è una serie di regole non scritte. Queste ultime vengono rispettate con molta più attenzione e cautela. E fra queste ce n'è una che più o meno dice: un avvocato non difende un cliente buttando a mare un collega. Non si fa, e basta. Normalmente chi viola queste regole, in un modo o nell'altro, la paga. O perlomeno qualcuno cerca di fargliela pagare". L'avvocato Guido Guerrieri deve correre questo rischio. C'è un uomo in carcere che si dichiara innocente, condannato in primo grado per traffico di droga. Le circostanze sono schiaccianti e lui stesso, in un primo momento, aveva confessato. Ma c'è però la possibilità che sia finito in una trappola orchestrata dall'avvocato di primo grado. Un maledetto imbroglio, dunque, che Guerrieri è restio a caricarsi, e non solo perché tutte le apparenze sono contro. Il detenuto non è una faccia nuova: ai tempi del movimento studentesco lo chiamavano Fabio Raybàn, picchiatore fascista ossessione dell'adolescenza di Guido. C'è anche una situazione personale ambigua che coinvolge l'avvocato: la fine forse di un amore, l'inizio pericolosissimo di un altro, e in ciascuno di questi incroci sembra materializzarsi lui, il detenuto che si proclama disperatamente innocente.
14. Una finestra vistalago di Andrea Vitali
Di Arrigoni Giuseppe ce ne sono tanti a Bellano, un paese sul lago di Como. Impossibile conoscerli tutti. Anche nella vita di Eraldo Bonomi, operaio tessile del locale cotonificio, ce ne sono troppi. E sarà proprio un Arrigoni Giuseppe a segnare il suo destino, dove brillano l'amore per la bella Elena e la militanza nel PSIUP. Il colpo di fulmine per Elena fa del Bonomi un uomo pericoloso, che sfiora segreti, scopre altarini, esuma scheletri nascosti negli armadi di una provincia che sembra monotona, in quei paesi dove l'omonimia può essere fonte di equivoci ma anche, a volte, il viatico verso la libertà.
15. Searching for Goran di Grazia Gironella
"Sono sveglio. In quale realtà?
Nel sogno, nevicava."
Goran è stato colpito da amnesia in seguito a un grave incidente d'auto. Dopo mesi di sforzi per tornare a inserirsi nella sua realtà, si ritrova ancora intrappolato in una vita che non riconosce, con persone che sopporta appena e una personalità imprevedibile, con cui fatica a venire a patti. Quando iniziano le visioni, sono ambientate in un tempo che non è il presente, in un mondo di neve e di lotta per la sopravvivenza, dove lui stesso è un uomo diverso.
Deciso a scoprire cosa gli stia succedendo, Goran decide di abbandonare tutto e partire per la Scandinavia, nonostante la denuncia messa in piedi dalla moglie Irene per impedirglielo. Nel suo viaggio non sarà veramente solo, perché l’amica Cassandra è riuscita a convincere uno psichiatra specializzato nello studio delle amnesie a mettersi sulle sue tracce per aiutarlo.
L’incontro con Nico, ragazzina fuggita da casa, darà una svolta imprevista alla ricerca, ma Goran sarà costretto a rischiare il tutto per tutto per riprendersi la sua vita.
16. Il borgomastro di Furnes di Georges Simenon
Furnes è un borgo fiammingo dove, accanto alle opulente dimore in cui si perpetuano opachi rituali borghesi, cominciano ad apparire i primi segni di una modernizzazione strisciante. Domina sulla piccola città la figura di Joris Terlinck, il borgomastro, che tutti chiamano Baas e che di Furnes è effettivamente il padrone: un padrone autorevole, arrogante, inflessibile, temuto. Intorno a lui, un tessuto di sguardi, chiacchiere, delazioni, subdole manovre. E una ragazza nascosta, in condizioni abiette. Ma, una sera come tante altre, persino nel borgomastro, in questo imperturbabile monolite, si apre una crepa. Simenon ci mostra, fino alle estreme conseguenze, che cosa accade quando l’implacabile e sinistro ordine quotidiano si lacera all’improvviso facendo affiorare per un attimo l’illusione di un’altra possibile esistenza. 
17. Animal Farm: a fairy story by George Orwell
When the downtrodden animals of Manor Farm overthrow their master Mr Jones and take over the farm themselves, they imagine it is the beginning of a life of freedom and equality. But gradually a cunning, ruthless élite among them, masterminded by the pigs Napoleon and Snowball, starts to take control. Soon the other animals discover that they are not all as equal as they thought, and find themselves hopelessly ensnared as one form of tyranny is replaced with another.
18. Vita di Pi di Yann Martel
Piscine Molitor Patel è indiano, ha sedici anni, è affascinato da tutte le religioni, e porta il nome di una piscina. Nome non facile che dà adito a stupidi scherzi e giochi di parole. Fino al giorno in cui decide di essere per tutti solo e soltanto Pi. Durante il viaggio che lo deve condurre in Canada con la sua famiglia e gli animali dello zoo che il padre dirige, la nave mercantile fa naufragio. Pi si ritrova su una scialuppa, alla deriva nell'Oceano Pacifico, in compagnia soltanto di quattro animali. Tempo pochi giorni e della zebra ferita, dell’orango del Borneo e della iena isterica non resta che qualche osso cotto dal sole. A farne piazza pulita è stat Richard Parker, la tigre del Bengala con cui Pi è ora costretto a dividere quei pochi metri. Contro ogni logica, il ragazzo decide di ammaestrarla. La loro sfida è la sopravvivenza, nonostante la sete, la fame, gli squali, la furia del mare e il sale che corrode la pelle. Il loro è un viaggio straordinario, ispirato e terribile, ironico e violento, che ci porta molto più lontano di quanto avessimo mai potuto immaginare. A scoprire che la stessa storia può essere mille altre storie. E che riaccende la nostra fede nella magia e nel potere delle parole.
19. Vite straordinarie di uomini volanti di Errico Buonanno
'Vite straordinarie di uomini volanti' è il sorprendente resoconto di quanto la capacità di volare fosse regolarmente presente dentro la realtà fantastica, ma è anche un «manuale sul volo umano» scritto abbracciando la trasognata visionarietà di quei levitanti personaggi. Tra questi Frate Giuseppe da Copertino, un sempliciotto, un «idioto», ma che, come giurano documenti e testimonianze, sapeva volare quando un’emozione o una gioia lo prendeva. Questo libro racconta l’intero arco delle cronache di persone volanti, mettendo insieme fonti storiche, pensieri sul volo e pagine letterarie; fino al trionfo, con la scienza e la tecnica, della «forza di gravità sulla levità», e anche dopo: il sarto volante che nel 1912 volò dalla Tour Eiffel.
20. Libri proibiti - Pornografia, satira e utopia all'origine della Rivoluzione francese di Robert Darnton
Il saggio analizza il ruolo della letteratura clandestina diffusasi in Francia durante gli anni che precedettero la Rivoluzione francese. Questa letteratura, che doveva superare ogni sorta d'ostacolo per poter essere pubblicata, contribuì, secondo l'autore, a minare i fondamenti dell'Ancien Régime e a creare quel clima di rivolta morale, ancor prima che politica, nei confronti della monarchia e delle classi privilegiate della società francese del Settecento.
21. Il libro. Editoria e pratiche di lettura nel Settecento - a cura di Lodovica Braida e Silvia Tatti
Attraverso un confronto tra discipline e approcci metodologici diversi, in questo volume gli autori affrontano il tema del libro e della lettura nel '700, concentrandosi su questi aspetti: il rapporto tra l'autore e i suoi editori; le trasformazioni dei mestieri del libro e del mercato editoriale; i generi editoriali di larga circolazione; la mobilità dei testi pensati per nuovi contesti culturali (le traduzioni, ad esempio); il rapporto con i lettori e con le biblioteche. Ne risulta un quadro vivacissimo da cui emerge l'importanza di non separare la storia dei testi da quella della materialità delle edizioni, dalle modalità di circolazione e di fruizione.
22. Guida allo studio della storia medievale di Paolo Cammarosano
Paolo Cammarosano insegna Storia medievale all'Università di Trieste. Si è occupato di temi di storia economica e sociale, culturale, religiosa e politica del Medioevo. Fra le sue opere: 'Le campagne nell'età comunale' (Torino 1974), 'La famiglia dei Berardenghi' (Spoleto 1974), 'Italia medievale. Struttura e geografia delle fonti scritte' (Roma 1991) e 'Abbadia a Isola. Un monastero toscano nell'età romanica' (Castelfiorentino 1993).
23. La spada, il cuore, lo zaffiro di Antonella Mecenero
Dieci racconti con tutti i migliori ingredienti del genere fantasy: draghi, magie, tesori, battaglie, fantasmi, complotti... Dieci racconti per soddisfare il senso del meraviglioso e rivisitare il fantasy, con protagonisti inattesi, in qualche modo sempre destinati ad essere dei diversi. Dieci racconti fantasy di Antonella Mecenero.
24. Inchiesta sull'esistenza degli angeli custodi di Pierre Jovanovic
Dopo una drammatica esperienza da cui è uscito vivo quasi per miracolo, Jovanovic per cinque anni ha raccolto materiale sugli angeli, ha intervistato persone che hanno avuto esperienze spirituali misteriose, ha parlato con psicologi, con medici che curano malati terminali, si è documentato su fenomeni di NDE (esperienze vicine alla morte). Con uno stile giornalistico, Jovanovic affronta domande cariche di mistero: esistono veramente gli angeli? Ciascuno di noi ha un suo angelo custode? Esistono presenze spirituali che si manifestano sotto forma di premonizioni, voci interiori, percezioni inspiegabili?.
25. La consolazione della filosofia di Severino Boezio
Tra i grandi classici del pensiero, "La consolazione della filosofia" di Boezio è uno dei libri più influenti: conosciuto e amato da lettori illustri di ogni epoca, da Dante a Casanova, da Machiavelli a Chaucer. Soprattutto, è una delle opere in cui filosofia e vita si intrecciano nel modo più compiuto. Scritto in carcere dal filosofo e funzionario romano Boezio nei mesi subito precedenti la sua condanna a morte (525-526 d.C), questo bellissimo e toccante "canto di prigionia", come lo definisce Carlo Ossola, alterna versi e prosa riflessiva in una meditazione sempre attuale - sul fine della vita e sul destino, sui rovesci della fortuna e sui punti di forza dell'uomo - che può essere di grande consolazione per ogni animo tormentato da interrogativi sulla propria sorte.
26. Hôtel del Ritorno alla Natura di Georges Simenon
"L'eccezionale capacità visionaria di Georges Simenon ha un'ulteriore conferma ... Da più di due secoli viviamo nel mito della natura allo stato puro, "bonaria e rosea", e oggi più che mai crediamo che l'uomo potrebbe difendersi dall'ammorbamento e dagli spettri dell'estinzione se sapesse adeguarsi, appunto, alla natura. Non è così, ammonisce Simenon. La solitudine, il rifiuto del presente, l'utopia robinsoniana, aprono la strada all'autodistruzione: è impossibile recuperare un candore perduto attraverso i millenni". (Giulio Nascimbeni)
27. Vita e riavvita di Nadia Banaudi
Vita e riavvita è una finestra sul mondo delicato e frastagliato dell’animo femminile, fatto di passioni, desideri, delusioni, partenze e arrivi, come la vita. I cinque racconti descrivono personaggi diversi per fasce d’età e problematiche: da Sonia, bambina cresciuta senza il papà, a Tecla, ventenne che affronta la crisi del mondo del lavoro, ad Amalia, che cerca di reagire dopo la morte del marito.
A tutte spetta un lieto fine, perché almeno nei libri deve essere concesso fare bei sogni.
Una lettura capace di risvegliare emozioni salutari, di calmare dubbi e paure, lasciando il piacevole senso del bello della vita che troppo spesso sfugge.
28. Teodorico il Grande di Antonio Collaci
Re guerriero e accorto amministratore, mecenate e politico scaltro: Teodorico il Grande (454-526), re degli Ostrogoti, è un re leggendario che ha lasciato profonde tracce nella storia italiana, un re nella cui vita si intrecciano culture nordiche, sensibilità orientali e insegnamenti romani. Questa biografia ripercorre la sua storia intrecciandola con gli scontri politici, religiosi ed economici che laceravano l'Europa di quei tempi.
29. Il gigante sepolto di Kazuo Ishiguro
Il leggendario re Artù è morto ormai da qualche tempo ma la pace che egli ha imposto sulla futura Inghilterra, dilaniata per decenni dalla guerra intestina fra sassoni e britanni, seppure incerta, perdura. Nella dimora buia e angusta di Axl e Beatrice, tuttavia, non vi è pace possibile. La coppia di anziani coniugi britanni è afflitta da un arcano tormento: una sorta di inspiegabile amnesia che priva i due di una storia condivisa. A causarla pare essere una strana nebbia dilagante che, villaggio dopo villaggio, avvolge indistintamente tutte le popolazioni, ammorbandole con i suoi miasmi. Axl e Beatrice ricordano di aver avuto un figlio, ma non sanno più dove si trovi, né che cosa li abbia separati da lui. Non possono indugiare oltre: a dispetto della vecchiaia e dei pericoli devono mettersi in viaggio e scoprire l'origine della nebbia incantata, prima che la memoria di ciò a cui più tengono sia perduta per sempre. Lungo il cammino si uniscono ad altri viandanti - il giovane Edwin, che porta il marchio di un demone, e il valoroso guerriero sassone Wistan, in missione per conto del suo re - e con essi affrontano ogni genere di prodigio: la violenza cieca degli orchi e le insidie di un antico monastero, lo scrutinio di un oscuro barcaiolo e l'aggressione di maligni folletti, il vetusto cavaliere di Artù Galvano e il potente drago Querig...
30. La schiavitù in età moderna di Patrizia Delpiano
Se lo schiavo può essere definito un individuo privo della libertà individuale, ossia proprietà altrui, dal punto di vista storico la schiavitù ha assunto molteplici forme nel tempo. Questo volume ricostruisce la storia della schiavitù atlantica, legata cioè alla tratta che si organizzò tra le coste africane e quelle americane, e copre i circa quattro secoli della sua durata, scavalcando i limiti convenzionali della storia moderna: muove infatti dall'inizio del Cinquecento, quando la pratica fu avviata e si stabilizzò nelle Americhe, e giunge al secondo Ottocento, epoca in cui, in tempi diversi e nei vari contesti, se ne decretò la formale abolizione, senza però estirpare un uso che sotto mutate spoglie continuò a lungo attraverso i percorsi dell'illegalità. L'obiettivo è quello di delinearne le origini, il consolidamento e il declino, facendo emergere i tratti specifici di questo tipo di schiavitù moderna rispetto sia alle forme antiche sia alle cosiddette nuove schiavitù contemporanee (restrizioni della libertà personale, quali il lavoro forzato o lo sfruttamento sessuale).
31. Storia moderna (1492-1848) di Carlo Capra
Precisione e ricchezza dell'informazione, chiarezza ed efficacia dell'esposizione, equilibrio tra acquisizioni della storiografia tradizionale e attenzione verso i più recenti indirizzi della ricerca sono alcune delle qualità che hanno decretato il successo di questo manuale. Particolare consenso hanno incontrato la suddivisione del libro in due parti (dedicata la prima ai processi di lunga durata, la seconda all'analisi attenta di fatti e problemi cronologicamente ordinati) e l'inserimento al termine di ciascun capitolo della seconda parte di una scheda tesa all'approfondimento di un tema di rilevante interesse, ma difficile da trattare all'interno di una griglia cronologica. Questa terza edizione è stata arricchita di due capitoli, al fine precipuo di ampliare lo spazio dedicato ai continenti extraeuropei; sono state inoltre aggiornate le bibliografie, riscritte parti del testo e ritoccate o sostituite alcune delle schede finali; ma la maggiore novità è costituita dall'allestimento di un paratesto disponibile online, contenente documenti, letture e immagini destinati ad affiancare e illustrare i vari capitoli.
32. Viaggio in Armenia attraverso miti e leggende di Anush Gasparyan
Nell'accompagnare i viaggiatori alla scoperta di una terra bellissima ma poco conosciuta, l'Armenia, l'autrice di questa guida Anush Gasparyan aveva la sensazione di offrire loro un ritratto superficiale e povero, e molto simile alle classiche fotografie-cartolina. Ed ecco quindi il desiderio di scrivere e tradurre tutti i miti e le leggende che Anush ha ascoltato fin da bambina, e raccontarle a sua volta ai viaggiatori. Il viaggio d'amore per la propria terra, intrapreso attraverso settantasei storie, danze, canzoni, leggende, miti, rituali sarà quindi condiviso dalle generazioni successive, e verrà portato con sé in qualsiasi luogo si vada; e sappiamo quanto sia dolorosa e imprescindibile questa necessità d'amore per chi, come gli Armeni, abbia subito la deportazione, lo sterminio e l'esilio. 
33. Agnese, una Visconti di Adriana Assini
Sul finire del Trecento, a Milano governa Bernabò Visconti. Uomo dalla personalità magnetica, sa unire a una perenne sete di espansione l'amore per i suoi tanti figli, fra i quali Agnese è la prediletta. Per lei, che gli assomiglia nel volto e ancora di più nell'animo, predispone un avvenire radioso, sposandola al giovane Gonzaga, futuro Signore di Mantova. Ma nell'incantevole città dei laghi i sogni hanno vita breve. Creatura indomita e fierissima, Agnese si rivela presto una spina nel fianco del consorte, rifiutandosi di vivere secondo regole e principi che le vanno stretti. Colpita da un susseguirsi di fatti tragici, fra battaglie perse e una passione travolgente, sfiderà a viso aperto le convenzioni dell'epoca e i nemici in carne e ossa, senza paura di mettere a repentaglio la sua stessa sorte. Una storia di emozioni forti, che testimonia quanto fosse pericoloso, in quello scorcio di secolo, essere una donna sola e battersi per le proprie idee.
34. Gente in Aspromonte di Corrado Alvaro
"Gente in Aspromonte", capolavoro di Alvaro, è una raccolta di tredici racconti pubblicata nel 1930, che prende il titolo dal primo e più importante di essi. Nel solco del realismo meridionalista, le pagine di Alvaro danno voce a un mondo arcaico, chiuso, primitivo, elementare, in cui i rapporti sociali sono duri e spietati, e le ingiustizie profonde. Un mondo che, però, possiede anche i suoi valori, una sua bellezza, le sue segrete dolcezze, di cui bisogna custodire generosamente la memoria. Ed è per questo motivo, anche, che quello descritto in "Gente in Aspromonte" è un mondo severamente giudicato, ma in pari tempo amorosamente rivissuto, in un perpetuo ondeggiamento dei sentimenti, in un continuo oscillare tra il moralismo e il lirismo e in un altrettanto continuo contrasto tra l'uomo moderno e l'antico che convivevano in Alvaro.
35. Storia del matrimonio - Dal Medioevo a oggi di Daniela Lombardi
Daniela Lombardi presenta l'evoluzione storica del matrimonio dal Medioevo a oggi. Il matrimonio ha costituito per secoli uno snodo essenziale nella vita delle persone, ma le forme di questo fondamentale rito di passaggio sono molto mutate nel tempo riflettendo non solo la trasformazione dei rapporti famigliari e tra i sessi, ma anche l'azione di disciplinamento esercitata dai poteri laici e religiosi sui comportamenti individuali. Il volume disegna un tracciato che parte dalla situazione d'età medievale in cui sposarsi era un processo diluito nel tempo, dalla promessa alla coabitazione, ed era sancito semplicemente dal consenso dei due partner e registrato come un contratto, passa all'età moderna in cui il matrimonio si afferma come fatto religioso con riti e regole severe, seppure con marcate differenze tra paesi cattolici e protestanti; e da ultimo conclude con la situazione contemporanea, che ha visto una secolarizzazione del matrimonio e un graduale affrancamento della sfera privata dalla regolazione giuridica dello stato.
36. Sogni di fiumi e di mari di Tim Parks
"Caro John, è da diverso tempo che sono afflitto, o forse baciato, da sogni di fiumi e di mari, sogni d'acqua..." Pochi giorni dopo aver scritto queste righe dall'India al figlio John, che sta concludendo il suo dottorato di ricerca a Londra, Albert James muore in circostanze misteriose. Albert si era da poco trasferito in India con la moglie Helen dopo trent'anni trascorsi viaggiando da un paese all'altro del Terzo Mondo per prestare aiuto alle popolazioni più povere. Quando apprende la notizia della morte del padre, John si precipita a Delhi per rivedere un'ultima volta il viso di quell'uomo che per tutta la vita ha sentito così distante, ma a cui è sempre rimasto intimamente legato, e per scoprire cosa si celava fra le righe di quella lettera speditagli da uno sconosciuto. Giunto in India, dovrà però fare i conti con una terra ignota e ostile, e con la spiazzante freddezza della madre. John si trova ad affrontare l'India e tutti i suoi contrasti, preda dell'intensità di una cultura dove sacro e profano, vita e morte si confondono. "Sogni di fiumi e di mari" è la storia di un uomo in cerca di una verità che si trasforma nel racconto di un paese che quella verità confonde e sottrae nell'attimo in cui sembra volerla offrire. Perché l'enigma di quei sogni d'acqua svelati da una lettera mai finita non è solo l'enigma di un padre rimasto sempre distante e assente, ma quello dell'India, e del modo in cui non smette di esercitare il suo fascino sull'Occidente.
37. Il lavoro delle donne nelle città dell'Europa moderna di Anna Bellavitis
Come viveva una lavoratrice in una città dell'Europa moderna? Che opportunità le si offrivano e quali barriere si opponevano alla sua carriera lavorativa? Quali attività poteva svolgere e a quali salari poteva aspirare? Artigiane, commercianti, balie e prostitute, ma anche mercantesse, artiste, giornaliste e capitane d'industria, le donne ebbero un ruolo fondamentale nell'evoluzione economica della società europea, nonostante i molti limiti che leggi e tradizioni imposero alla loro libertà di azione e movimento. Sulla base di un'ampia bibliografia internazionale e di inedite ricerche d'archivio, questo libro offre una ricca panoramica delle attività economiche delle donne nelle case e nelle botteghe, sulle strade e nei mercati, nei conventi e negli ospedali, inserendole nei grandi mutamenti che caratterizzarono l'età moderna, dalla globalizzazione all'industrializzazione, dalle riforme religiose alla rivoluzione dei consumi, nell'ambito di una vasta area geografica, che va dall'Italia alla Scandinavia, dalla Spagna alla Polonia.
38. Neuromante di William Gibson
Un mondo di cupa delinquenza e di elevata tecnologia, di droghe e computer, di traffico nero di organi umani, di popolosi quartieri dove si aggira il più squallido sottobosco umano. In questo mondo si muove Case, un tempo il miglior "cowboy" d'interfaccia, che, con la mente, riusciva a entrare e a muoversi nel "cyberspazio", dove la sua essenza disincarnata frugava nelle banche dati di ricchissime multinazionali per rubare le informazioni richieste dai suoi mandanti. Dopo aver cercato di ingannare alcuni di loro, il suo sistema nervoso è stato danneggiato in maniera tale da non poter più entrare nel "cyberspazio". Ma adesso gli viene offerta una nuova possibilità e sta soltanto a lui sfruttarla a dovere...
39. Considerazioni esoteriche su nessi karmici vol. 4 di Rudolf Steiner
Rudolf Steiner, fondatore dell'antroposofia nacque in Austria nel 1861, e si mise in luce ancora studente curando la pubblicazione degli Scritti scientifici di Goethe. Dal 1890 al '97 collaborò all'Archivio di Goethe e Schiller a Weimar. Dal 1902 ebbe una più intensa attività come scrittore e conferenziere, prima nell'ambito della Società Teosofica e poi di quella Antroposofica da lui fondata nel 1913. Oltre a una trentina di opere scritte di carattere filosofico e antroposofico, sono rimasti i testi stenografati di quasi 6000 conferenze sui più diversi rami del sapere. Gli impulsi da lui dati nell'arte, nella scienza, nella medicina nella pedagogia e nell'agricoltura portarono a movimenti oggi sempre più diffusi nel mondo. Morì nel 1925 a Dornach (Svizzera) dove aveva edificato in legno il primo Goetheanum, un centro di attività scientifiche e artistiche fondate sull'antroposofia, distrutto da un incendio nel 1922 e poi ricostruito in cemento dopo la sua morte.
40. La rivoluzione russa. Un impero in crisi (1890-1929) di Stephen Smith
La Rivoluzione del 1917 rappresentò un mutamento politico, economico, sociale e culturale, ma allo stesso tempo conservò anche forti elementi di continuità conia struttura profonda della storia russa. Stephen A. Smith - esperto in materia a livello internazionale - presenta un racconto dell'evoluzione della Russia, dai primi segni di crisi del regime zarista, travolto dalla modernizzazione industriale della fine del XIX secolo, alla "rivoluzione dall'alto" scatenata da Stalin nel 1928.
41. Il secolo breve 1914-1991 di Eric J. Hobsbawm
Tra il 1914 e il 1991 il mondo è stato scosso da conflitti, rivoluzioni e stravolgimenti sociali senza precedenti: il "secolo breve" delimitato dalla Prima guerra mondiale e dal crollo del regime comunista è stato un periodo di straordinario progresso scientifico e di guerre totali, di crisi economiche e di grandi periodi di rilancio e di benessere, di mutamenti nella società e nella cultura. Un "secolo breve" anche per l'accelerazione sempre più esasperata impressa agli eventi della storia e alle trasformazioni nella vita degli uomini. In questo volume Eric J. Hobsbawm ripercorre i grandi eventi del Novecento attraverso la doppia lente dello storico e dell'"osservatore partecipe", delineando un panorama vivido ed esauriente di un periodo che non ha solo studiato come ricercatore ma anche vissuto come uomo.

42. L'alienista di Caleb Carr
New York, 1896: un imprevedibile serial killer terrorizza la città uccidendo giovani travestiti e mutilandone i cadaveri. Il capo della polizia Theodore Roosevelt, incapace di risolvere il caso con i soliti sistemi, incarica dell'indagine un giornalista, perfetto conoscitore dei bassifondi, e un discusso "alienista", uno scienziato pioniere nell'applicare i principi della psicologia all'analisi criminologica.
43. L'Ottocento - Dalla Restaurazione alla "belle époque" di Franco Della Peruta
In questo volume l'autore propone una rilettura critica degli avvenimenti di quel periodo: dalla Restaurazione alla formazione dell'unità italiana e tedesca, dal colonialismo e l'imperialismo fino alle origini della Prima guerra mondiale, dallo sviluppo del socialismo alla nascita del movimento operaio; questi e altri fenomeni storici vengono analizzati in tutti i loro aspetti: politici, economico-sociali e culturali. 
44. Il Novecento. Dalla grande guerra ai giorni nostri di Franco Della Peruta
Il volume sul Novecento affronta le ideologie e i movimenti politici nelle società di massa; i grandi conflitti mondiali; i totalitarismi fascista e nazista; la nascita, lo sviluppo e la fine dell'Unione Sovietica e del "socialismo reale"; le vicende della Cina comunista; la decolonizzazione; il ruolo egemonico degli Stati Uniti. Inoltre, seguendo le indicazioni e le suggestioni dei più moderni indirizzi storiografici, una assidua attenzione è stata rivolta alle vicende del mondo produttivo e della storia "materiale" dell'umanità.

***

A questo punto ho deciso di premiare i tre migliori in alcuni campi, secondo un mio personale criterio di giudizio naturalmente!

I migliori saggi

  1. Libri proibiti - Pornografia, satira e utopia all'origine della Rivoluzione francese di Robert Darnton
  2. Il secolo breve 1914-1991 di Eric J. Hobsbawm
  3. Dalle carte ai muri. Struttura e società nella Spagna della prima Età moderna di Antonio Castillo Goméz - ex aequo con La rivoluzione russa. Un impero in crisi (1890-1929) di Stephen Smith

Le migliori opere di narrativa
= non so se il Diario di Etty possa considerarsi narrativa.
In ogni caso è narrativa vissuta sulla propria pelle.

  1. Diario 1941-1943 di Etty Hillesum
  2. L'alienista di Caleb Carr - ex aequo con Al paradiso delle signore di Émile Zola
  3. Agnese, una Visconti di Adriana Assini


Le copertine più belle tra i saggi 
= perché anche un saggio universitario ha diritto ad avere una bella copertina!!



Le copertine più belle tra i libri di narrativa
= queste sono le copertine premiate delle edizioni in mio possesso, 
ad esempio quella del romanzo di Andrea Vitali che ho inserito nel post è molto bella, 
ma io ho un'edizione più vecchia. Stesso dicasi per "Gente in Aspromonte"



***

Le domande per voi sono due:
. che cosa avete letto nel 2018?
. al di là dei saggi, avete letto qualcuno dei libri che ho elencato (esclusi quelli che avete scritto voi ovviamente! :) ) e che cosa ne pensate?


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QUALCOSA DI ME

QUALCOSA DI ME
Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato cinque romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ho in cantiere una trilogia di romanzi ambientati nel periodo della Rivoluzione Francese, ed è in corso la revisione del romanzo "Le regine di Gerusalemme". Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

IL MIO ULTIMO LAVORO:

IL MIO ULTIMO LAVORO:
Ambientato nel 1104, il romanzo narra la fuga dello schiavo Jamil, che, dalle sponde del Marocco, approda ai regni dei Franchi. Nel castello di Montségur s’imbatte una misteriosa compagnia di cavalieri, in viaggio lungo le vie dei pellegrinaggi cristiani. La sua magnifica avventura è solo all’inizio.

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Venice, late spring of 1560. In his studio, the old Venetian painter Tiziano is waiting for the visit of the “painter of angels”, a mysterious artist just arrived in Venice. Tiziano senses a foreboding danger to his position, fame and standing. In fact, the arrival of the artist does upset both the professional and private life of Tiziano. And the struggle has just begun.

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