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"La Storia siamo noi."


sabato 29 aprile 2017

Il Medioevo è pop!


Aprile, il più dolce dei mesi, sta ormai finendo, e quindi vorrei concluderlo con un articolo un po' diverso dal solito. Vi propongo dunque un breve amarcord musicale, offrendovi dei brani musicali di cantautori italiani che mi sono molto cari - gli intenditori magari storceranno il naso! Ho spesso ascoltato queste canzoni, nella mia adolescenza e anche oltre. Essi evocano ballate e atmosfere di quel periodo storico così vituperato e infarcito di stereotipi che è il Medioevo. Potevate dubitare della mia scelta? Cominciamo subito!


1. Parsifal è il sesto album e uno tra i più noti 33 giri dei Pooh, uscito nell'estate del 1973, ed è il primo album senza Riccardo Fogli, sostituito al basso da un giovane chitarrista trevigiano, Bruno Red Canzian, già leader di una band rock-progressive. Nel brano che mi interessa, e che dà il titolo all'album, i Pooh si ispirano al personaggio wagneriano del Cavaliere del Graal che ha sacrificato la propria esistenza nel tentativo di redimere l'umanità.


Ecco qua il link Youtube per ascoltare la canzone che si avvale di un lungo brano strumentale alla fine, di grande forza evocativa. Si è molto discusso in occasione dell'assegnazione del premio Nobel a Bob Dylan se il testo di una canzone possa assurgere a nobiltà letteraria. Non entro subito nel merito, ma parole come "re della luce" e "fanciulle fiore" a mio parere qualche tocco di poesia ce l'hanno.

Le prime strofe della canzone sono:

Chiaro è il mattino che nasce dall'Est 
questa foresta è tua...
Nato selvaggio puro nell'anima
non sai paura cos'è.
Quei cavalieri simili a Dei
non li hai mai visti però
non paura nasce dentro. ...



2. Nella mia carrellata non poteva certamente mancare il menestrello italiano, ovvero Angelo Branduardi. Ho avuto davvero difficoltà a scegliere nella sua vasta produzione, ma alla fine mi sono orientata sulla canzone Il signore di Baux che fa parte dell'album Cogli la prima mela pubblicato nel 1979.  Nella foto qui sopra potete vedere Baux-en-Provence con le rovine del castello sulla sinistra. 

La musica ha un andamento cupo e quasi ossessivo, dove sembra quasi di sentire il ritmo degli zoccoli dei cavalli sul terreno e sulle pietre del maniero, ed è ritmata dalla parola "sassi" (La casa sua il signore di Baux / l'ha costruita sui sassi... Passi di mille cavalieri / segnano i suoi sentieri, / vegliano dall'alto nella notte / gelidi i suoi pensieri... ). Su alcuni siti ho letto che Branduardi si sarebbe ispirato a un'antica leggenda provenzale secondo cui i signori di Baux, una potente famiglia di feudatari, sparirono durante una notte.Qua il link Youtube alla canzone.



3. Appassionato cultore del Medioevo era anche Fabrizio de André, che nel 1965 pubblicò un 45 giri con due canzoni, sul Lato A: Per i tuoi larghi occhi e sul Lato B: Fila la lana, che qui vi propongo. Il cantautore aveva presentato questo brano medievaleggiante come "una canzone popolare francese del quindicesimo secolo" che aveva conosciuto tramite Vittorio Centanaro.

In realtà era stata composta da Robert Marcy nel 1948 e interpretata da Jacques Douai nel 1955. La versione originale trae a sua volta spunto dalla canzone Malbrough s'en va-t-en guerre (XVIII secolo). La guerra di Valois di cui si parla è più nota come guerra di successione bretone (1361-1364), conflitto secondario che si svolse nell'ambito della guerra dei cent'anni.


Ecco il link alla canzone. Essa riprende il tema del cavaliere senza macchia e senza paura, cosa molto spesso priva di fondamento e di cui De André giustamente dubita, e della sua dama innamorata che aspetta invano il ritorno. La canzone è giocata sul contrasto tra il ritmo baldanzoso delle strofe dedicate agli uomini che vanno alla guerra e ne ritornano, rispetto a quelle intrise di malinconia che hanno come protagonista la donna. Ha un intento dichiaratamente antimilitare, come anche Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers, divertentissima e dissacrante.


4. Non amo particolarmente il cantautore italiano Francesco Guccini, a parte alcune canzoni ben selezionate; non me ne vogliano i suoi estimatori, e non mi tirino verdure andate a male come negli spettacoli in cui si veniva messi alla gogna, ma i gusti sono gusti e su questo non si discute.

Tra le eccezioni si colloca La canzone dei dodici mesi. Essa fu pubblicata nell'ambito dell'album Radici del 1972, e mi fece pensare subito al Medioevo, forse per quel ritornello che cita le carte dei tarocchi (O giorni, o mesi che andate sempre via, sempre simile a voi è questa vita mia. / Diverso tutti gli anni, ma tutti gli anni uguale, / la mano di tarocchi che non sai mai giocare, che non sai mai giocare). Per questo motivo l'ho sempre amata molto.

Il ritmo della canzone ricorda una ballata e alcune immagini, come "il gonfalone amico" del mese di maggio e "la rosa che dei poeti è il fiore" o "Luglio il leone", sono tratte di peso dall'Età di Mezzo. Splendida la chiusa del mese di dicembre: nei tuoi giorni dai profeti detti nasce Cristo la tigre, nasce Cristo la tigre. Credo che il testo di questa canzone si possa annoverare tra i vertici della composizione d'autore, per riprendere il discorso relativo alla nobiltà della canzone; così sapete come la penso. Ecco dunque a voi il link della versione tratta dall'album, e con quest'ultima proposta chiudo il mio personale amarcord, che spero vi sia stato gradito.

***
Approfitto anche per chiedervi: se doveste scegliere quattro canzoni che hanno maggiormente contrassegnato la vostra giovinezza, quali sarebbero?

***

Fonti:

  • Wikipedia per le fotografie
  • I testi completi delle canzoni sono reperibili sul sito http://www.angolotesti.it
  • Quadro "La regina Berta e le filatrici" di Albert Anker (1881)
  • "Il mondo" nei tarocchi di Marsiglia

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40 commenti:

  1. Conoscevo i brani di De André e Guccini, molto belli. Pooh e Branduardi invece non fanno proprio per me :P
    Ho usato ben quattro post per fare un elenco (parziale) delle canzoni della mia giovinezza. Se dovessi portarne con me su un'isola deserta solo quattro, quali sceglierei? Difficile dirlo. Sicuramente ci sarebbe la sigla delle Avventure di Ciuffettino, poi credo "Buonasera dottore" di Claudia Mori, che è la donna che voglio sposare nella mia prossima vita. Per le altre ci dovrei pensare.

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    1. De gustibus non disputandum est, come si dice! Per quanto riguarda Branduardi, ad esempio, c'è chi lo adora e chi lo detesta appassionatamente. Sull'isola deserta porterei per la maggior parte musica classica, a dire la verità.
      Per quanto riguarda Claudia Mori, mi auguro che tu abbia fatto domanda per la prossima vita. ;-)

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    2. Anch'io porterei soprattutto musica barocca, ma la tua domanda specificava "canzoni della giovinezza" e mi sono adeguato. Comunque credo che almeno la sigla di Ciuffettino rimarrebbe in ogni caso.

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    3. Secondo me i ricordi d'infanzia sono i più potenti in assoluto. Io mi ricordo di vecchi programmi sulla tv per i ragazzi che poi però non sono più riuscita a ritrovare.

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  2. Io adoro letteralmente Branduardi e Guccini. Anche De André apprezzo in diversi suoi brani. Sono cantautori nel vero senso del termine, cantastorie che sanno entrare nello spirito dell'epoca. Insomma, Artisti.
    Le mie quattro canzoni fanno uscire d'argomento. Dunque, per me sono state La vita è adesso di Baglioni, di cui conservo un ricordo carissimo, legato agli anni di liceo, quando tutto sembrava così bello e nuovo.
    Poi direi Noi, ragazzi di oggi di Luis Miguel, del quale avevo una cotta. :)
    Poi entriamo in ambito internazionale, quindi Endless love, che fu il primo lento ballato col mio primo fidanzatino (che poi sposai), e per finire tutto ma proprio tutto l'album The one di Elton John.

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    1. Meno male che ho trovato una fan di Branduardi! :-) Anch'io ero una fan di Baglioni quand'ero ragazzina, come penso molte della nostra generazione. Era musica orecchiabile, onesta e pulita, e i suoi testi con il tempo si sono evoluti fino a diventare vere e proprie poesie.
      Io avevo una cotta, invece, per David Bowie, sia come cantante che come personaggio in sé.
      Facendo un esempio in ambito internazionale, per me erano i Bee Gees, i Dire Straits e la canzone The power of love dei Frankie goes to Hollywood.

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    2. Ci accomuna la cotta per David Bowie, unico artista straniero che ho continuato a seguire fino alla fine insieme a Leonard Cohen.

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    3. Leonard Cohen l'ho scoperto da poco, ma mi ripropongo di approfondire questa recente conoscenza!

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  3. Non ti tiro la verdura, anche se amo Guccini. Lui è il meno medievaleggiante dei nostri cauntautori (infatti anche la canzone dei dodici mesi ha echi rinascimentali e cita Poliziano). Invece mi ha sempre colpito quanto medioevo ci sia negli altri. De André musica Cecco Angiolieri e riscrive Villon nella Ballata degli impiccati e in generale ha sempre un piede nel medioevo, moltissimi testi citano Jacopone da Todi e altre poesie medioevali. Branduardi poi è medioevo alla stato puro e la pupattola si addormenta ogni sera con Il signore di Beaux.
    Invece non conosco quasi per niente di Pooh e dovrò rimediare, non sapevo che anche loro avessero bazzicato il medioevo.

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    1. Grazie per questo breve excursus, Tenar, non sapevo di tutti questi rimandi colti in De André, mentre non avevo dubbi su Branduardi. Di De André mi piace molto anche Volta la carta. Sono contenta che anche la pupattola apprezzi Branduardi! :-)
      Con il Medioevo mi sa che prima o poi ci provano tutti...

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  4. Che bello questo post *_* Musica e medioevo, due grandi passioni!

    Tra gli artisti che hai scelto, adoro Branduardi, che cito tra i quattro brani della mia alta giovinezza (direi infanzia, insomma XD) con La pulce d'acqua.
    A seguire: If you leave me now dei Chicago, Moby Dick del Banco e Impressioni di settembre della PFM... Ero una bambina (già) strana XD

    Buon week end e 1° maggio! ^_^

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    1. Ah, beh, La pulce d'acqua ti trasporta proprio all'indietro nel nostro caro periodo. A me piace molto Sotto il tiglio e naturalmente Ballo in fa diesis minore. Ma amo un po' tutte le canzoni di Branduardi, a dire la verità.
      Per quanto riguarda i tuoi gusti infantili, come si dice, l'importante è distinguersi! ;-)
      Buon weekend lungo - con il 1° maggio incorporato - anche a te!

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  5. Aprile quest'anno per me non è stato troppo dolce, sono stata male tutto il mese tra abbassamento di voce poi degenerato in bronchite che ho finito di curare con gli antibiotici la scorsa settimana e ho ancora qualche strascico di raffreddore. Scusa la lamentela sull'aprile, ma posso quindi dire "ben venga maggio il gonfalone amico" (spero!) citando la meravigliosa canzone dei dodici mesi di Guccini, è una delle mie preferite (cantautore che ho amato e seguito dall'adolescenza, ma non ti tiro i pomodori, Guccini è particolare o si ama o si odia). C'è stato un periodo da ragazzina che ascoltavo molto i Pooh, ricordo anche l'album Parsifal. La domanda era 4 canzoni che hanno segnato la giovinezza? Una è proprio la canzone dei dodici mesi, Notte a sorpresa dei Pooh, l'intero album Dark Side of the moon, in particolare Time dei Pink Floyd, Wish you we here sempre Pink Floyd. Ce ne sarebbero anche tante altre però...

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    1. Ciao, Giulia, mi dispiace per la tua salute. In effetti conosco molte persone che hanno avuto addirittura l'influenza, o comunque problemi respiratori. Io che vivo in città non ci faccio più caso, ma ho la tossetta tutto l'anno.

      E' vero quello che dici, Guccini si ama o si odia: è come i gatti, non ci sono sfumature di grigio. ;-) Di Guccini adoro La canzone della bambina portoghese e Il vecchio e il bambino anche se è molto triste.

      Il vero fan dei Pink Floyd è mio marito, che quando li sente va in brodo di giuggiole. Abbiamo diversi DVD di concerti in casa. L'elenco delle canzoni sarebbe lungo, sì, un po' come quello dei libri da portare sulla classica isola deserta.

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  6. Posso escludere Branduardi? Grazie! Gli altri no, mi piacciono tutti.
    Canzoni ma non medievaleggianti 😆... i giardini di marzo,emozioni del mitico Lucio, canzone per un'amica di Guccini, Luci a San Siro e Samarcanda di Vecchioni.
    Poi, però,cene sono altre mille.. pensiero dei Pooh, tante di Edoardo Bennato, Rimmel di De Gregori,tutto De Andrè.... ok mi fermo qui! 😉 ciaoooo

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    1. Escludi, escludi pure. ;Alla fine farò una classifica pro o contro Branduardi. ;-) A me piacevano molto anche Alberto Fortis e Ivan Graziani. Ciao, Pat, grazie di essere passata e alla prossima! :-)

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  7. Bel punto di vista. Il medioevo è sempre stato "pop". Per rispondere alla tua domanda, metterei tutto De Andrè, In the getto di Elvis, These foolish things di Dina Washington. la sigla di Furia cavallo del west per l'emozione che mi diede la prima volta che l'ascoltai da bambino. È strano il percorso delle canzoni, il segno che lasciano, ce ne sono mille altre, ma per rispondere senza pensarci troppo direi queste.

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    1. Ciao, Max. Sì, ho preso un po' spunto dalla frase di Celentano sul fatto di essere "rock" come cosa positiva. Anche secondo me le canzoni sono indipendenti dalla qualità o dalla fascia d'età cui si rivolgono, probabilmente sono associate a momenti particolari della vita, belli o brutti che siano. Approfitto per augurarti buon 1° maggio.

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    2. Ma grazie, buon 1° maggio anche a te. Per metà ho lavorato visto che smonto dalla notte però sono comunque contento.

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    3. Qui da noi ora sta piovendo a dirotto, comunque è sempre bello rimanere con la propria famiglia.

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    4. Sì, alla fine c'è ben poco d'altro che conta veramente.

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  8. Beh, io già da giovane avevo una passione per la musica rock anglofona, passione rimasta viva anche crescendo.
    Canzoni veramente importanti per me sono state "So lonely" dei Police, "Shout" dei Tears For Fears e "Close to me" dei Cure.
    Citerei anche "Smells like teen spirits" dei Nirvana, ma già ero più grandicello...

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    1. Al liceo io avevo un insegnante di algebra simpaticissimo che non pronunciava Polìs (per Police), ma proprio come è scritto. Mi viene in mente ogni volta! A scuola i miei compagni erano sostanzialmente divisi in due: gli amanti della musica anglofona o comunque straniera, e quelli che preferivano la musica italiana. Sono sempre bei ricordi, però.

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  9. Credevo terminassi il post chiedendo ai tuoi lettori di citare altri pezzi a tema medievale.... allora avrei estratto dal cappello un dischetto che ascoltavo spesso da ragazzino: "Music from The Elder" dei Kiss (cercati e ascoltati su YT il pezzo "A world without heroes".
    Rientrando nel tema del post, confesso di avere una passione ormai trentennale per il Gucc e per Faber (non esiste un loro pezzo che non conosco a memoria). Branduardi l'ho abbastanza ignorato, tranne per il fatto che fu proprio una cassettina de "La fiera dell'est" la prima che acquistai nella mia vita (o forse fu "Ti amo" di Tozzi?). Ricordo però con tenerezza quelle sere estive, da bambino nella colonia estiva, dove ci facevano cantare "Il dono del cervo"... era su quel disco, no?
    I Pooh? Ehm... passo. Ma non perché li considerassi trash... molti infatti penserebbero lo stesso di me se dicessi che a tredici anni ascoltavo Renato Zero.

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    1. Ciao TOM, grazie di essere passato da queste parti. Oggi è il 1° maggio e dunque hai terminato il tuo "speciale"! Complimenti per la tua impresa titanica.

      Ho allargato volutamente la proposta in quanto non è che il Medioevo sia proprio nelle corde di tutti, come dire. Ho cercato e ascoltato il pezzo A world without heroes e ne ho una vaga reminiscenza, cioè mi sembra di averlo già sentito. Comunque bello. Se io invece dovessi attingere alla discografia straniera per un brano medievaleggiante, citerei senz'altro The turn of a friendly card degli Alan Parsons Project.

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  10. Che simpatico questo post! Devo dire che di Branduardi ho apprezzato qualcosa, i Pooh non li ho mai presi in considerazione, Guccini non l'ho mai sopportato nemmeno io, invece ho sempre amato Faber.
    Detto ciò, chiedere di scegliere solo quattro canzoni è un po' sadico, cara Cristina, ma ci provo. ;-)

    1) She came in through the bathroom, Joe Cocker. Era anche la sigla della TV dei Ragazzi

    2) Rebel Rebel, David Bowie. Il mio primo acquisto in un negozio di dischi a undici anni e David Bowie rimarrà sempre nel mio cuore

    3) A day in the life, The Beatles. Sono cresciuta con le canzoni dei Fab Four

    4) Hurricane, Bob Dylan. Il menestrello non può mancare in questo contesto

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    1. Ciao, Clem, grazie mille del commento.

      Devo dire che David Bowie ricorre frequentemente nei nostri apprezzamenti. Penso che lo rimpiangeremo molto a lungo.
      Dei Beatles mi sono rimaste impresse le canzoni cosiddette minori e meno orecchiabili, come The long and winding road o Norwegian wood.
      Insieme a Guccini per insopportabilità metterei proprio Bob Dylan, salvando la canzone che hai citato e naturalmente Blowing in the wind.

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    2. Ah, brava Cri! Di sicuro Dylan non sprizza simpatia da tutti i pori, anzi ;-) :D

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    3. Come dico sempre per la letteratura: l'autore può vincere anche il Nobel per l'antipatia, ma se scrive bene non importa! Nello stesso modo, Dylan non è un campione di giovialità, ma non sopporto proprio il suo modo di cantare e la voce nasale. :-(

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  11. Mamma mia, Cristina, perdonami: ce ne fosse uno, dico uno che mi fosse mai piaciuto!
    E adesso fucilatemi! 😂

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  12. Ahahahaha, mi sto ribaltando dalle risate! XD Ma nemmeno Fabrizio de André? Di solito il Faber è trasversale: piace proprio a tutti. ;-)

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    1. Oddio, no! Proprio lui e Guccini sono "nemici" delle mie orecchie. 😂
      Tollero di più Branduardi e t'ho detto TUTTO! Ahaha.

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    2. Ahahaha, sto piangendo dal ridere, te lo assicuro! Io sono sempre vagamente imbarazzata quando confesso che non mi piace Guccini - sempre per paura del lancio di ortaggi andati a male - ma tu rischi davvero grosso. :-D

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    3. Ahaha, è un rischio che corro dai tempi dell'università, circondata in casa da amiche che ascoltavano questa musica (e aggiungo Ron... e t'ho RI-detto tutto! 😂😂

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    4. :-D :-D E io che mi ritenevo una coraggiosa perché venivo inseguita dai "sorcini" di Renato Zero al liceo, pronti a linciarmi! Ma tu sei una delle Charlie's Angels travestita!

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  13. Vorrei ringraziare tutti per la travolgente partecipazione... e soprattutto per non avermi lanciato i famosi ortaggi andati a male. :-)

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  14. Branduardi è stato mio costante compagno per molti anni, e Il Signore di Baux è una delle mie canzoni preferite, che tuttora canto spesso, insieme a Confessioni di un Malandrino. Come ti ho raccontato, quando mi hanno detto, un paio di anni fa, che Branduardi avrebbe cantato nel cortile di una casa colonica a cento metri da casa mia, mi è sembrato incredibile. Lo ha fatto davvero, per l'amicizia che lo lega al padrone di casa. Ho avuto un periodo Guccini, un lunghissimo periodo Genesis, un periodo Kate Bush... ma non riuscirei a individuare quattro canzoni soltanto. Che bell'argomento hai tirato fuori dal tuo cappello a cilindro! :)

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    1. Mi ricordavo perfettamente di Branduardi e della gioia che hai provato nell'apprendere che avrebbe cantato proprio vicino a casa tua. Per un "menestrello" cantare nel cortile di una casa colonica è il massimo, e penso che abbia reso l'atmosfera del periodo. Kate Bush piaceva anche a me, anche per i riferimenti a Cime tempestose. Hai visto, ho scritto un articolo un po' diverso dal solito!

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QUALCOSA DI ME

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Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato cinque romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ne ho in cantiere uno ambientato nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

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