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"La Storia siamo noi."


sabato 18 febbraio 2017

L'inverno interiore in "Naufraghi" di Antonia Pozzi


La Gazza  di Claude Monet, 1868 – 1869) Musée d’Orsay di Parigi

Naufraghi

Naufraghi sugli scogli,
ognuno narra
a se solo – la storia
di una dolce casa
perduta,
se solo ascolta
parlare forte
sul deserto pianto
del mare
Triste orto abbandonato l’anima
si cinge di selvagge siepi
di amori:
morire è questo
ricoprirsi di rovi
nati in noi.

19 dicembre 1933



Antonia Pozzi (Milano, 13 febbraio 1912 – Milano, 3 dicembre 1938) è stata una poetessa italiana. 

Quanto riservata e rigorosa fu la sua breve vita, altrettanto le sue parole, secondo la lezione ermetica, «sono asciutte e dure come i sassi» o «vestite di veli bianchi strappati», ridotte al «minimo di peso», come le descrisse Montale. Sono parole che trasferiscono peso e sostanza alle immagini, per liberare l'animo oppresso ed effondere il sentimento nelle cose trasfigurate.


Fonti:
“Parole: diario di poesia”, “Lo Specchio” Mondadori, 1964
Wikipedia per i dati biografici

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30 commenti:

  1. Non la conoscevo. Mi è piaciuta. Il quadro di Monet, poi, è superlativo.

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    1. Non è molto nota, in effetti. La scopersi qualche tempo fa grazie a un articolo sui poeti suicidi.

      Ho scelto questo quadro anziché uno sul mare e sui naufragi perché mi sembrava rendesse bene l'idea della solitudine; e anche per la presenza dello steccato.

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  2. Difficilmente si parla di poesia. Grazie per avermi fatto conoscere questa poetessa. I quadri di Monet sono pazzeschi.

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    1. Buongiorno, Tiziana, benvenuta nel blog. Se ti piace la poesia, puoi cliccare in alto su "Arte,luoghi e visioni" e trovare la pagina statica sulla Poesia con una carrellata di poeti. Ogni tanto propongo un poeta nuovo abbinandolo a un'opera d'arte o a una fotografia.

      Con i quadri di Monet si va sul sicuro! :-)

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  3. Una delle tante figure femminili della nostra letteratura del novecento un po' dimenticate, come Neera e Ada Negri (che in effetti sono vissute a cavallo fra due secoli), o anche Vittoria Aganoor e Amalia Guglielminetti.

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    1. Ciao Ariano, grazie per i suggerimenti. Conosco Ada Negri per averla studiata un po' alla scuola elementare, e Amalia Guglielminetti per sentito dire. Le altre proprio no, per cui non è escluso che più avanti proponga qualcosa di loro! :-)

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  4. Parole asciutte e dure come sassi, ma bellissime. Poesia sublime come il quadro di Monet che hai scelto per rappresentarla, concordo con Ivano.

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    1. Ciao, Giulia. In effetti si pensa alla poesia come fatta di un linguaggio dolce e armonioso; e che a volte diventa anche dolciastro. Ma può essere molto dura. Se poi apriamo un capitolo sulla poesia dal valore civile, si scoperchia un mondo.

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  5. Non conoscevo questa poetessa. Interessante!

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    1. Mi fa piacere avertela presentata. :-) Ho visto che sul tuo blog ti occupi anche di poesia.

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  6. L’anima si cinge di selvagge siepi di amori. Proprio vero.

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    1. A me piace moltissimo anche il verso finale "morire è questo
      ricoprirsi di rovi / nati in noi".

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  7. Bella poesia, ho nel mio kindle una raccolta edita dall'associazione Liber Liber del 2009, non conoscevo questa autrice, e ora vedo che anche tu sei un'estimatrice.

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    1. Se vuoio ti mando il file, è in pdf, sul pc è perfetto, per il kindle ho duvuto adattarlo.

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    2. Grazie mille, Max, sarebbe molto gradito. Io ho il kobo e non il kindle che legge un formato diverso.

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    3. Per quanto riguarda la mail, la trovi sotto l'etichetta MISCELLANEA > Guest post. Grazie ancora! :-)

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    4. E a te buon proseguimento di settimana!

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  8. Splendida poesia. L'abbinamento con il dipinto è davvero perfetto, le dà completezza, per gli occhi.

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    1. Pensare che si era suicidata molto giovane, chissà quanti altri componimenti belli come questo avrebbe potuto scrivere. Ma non si riesce a entrare nella mente e a comprendere i tormenti altrui.

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  9. Credo dovremmo riscoprire le poetesse italiane, a parte Alda Merini, le altre sono sconosciute ai più.
    Grazie mille di aver diffuso questa poesia.

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    1. Come al solito le povere donne sono bistrattate e messe da parte. Invece ci sono lasciti davvero preziosi. Buona giornata e a presto.

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  10. Solo un paio di volte ho trovato citata questa poetessa in antologie di scuola media. Neppure come autrice a sé ma come esempio in una sezione dedicata alla costruzione del verso. Torna il consueto problema: donne trascurate dalla cultura dell'istruzione e di cui i più non sanno nulla.
    La poesia è bellissima.

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    1. La stessa Alda Merini mi risulta del tutto ignorata fino a qualche anno fa. Poi c'è stata una rivalutazione e una riscoperta, forse anche grazie a una vita drammatica e alle sue esperienze in manicomio. Ora hanno aperto anche una casa-museo sui Navigli.

      La poesia di Antonia Pozzi è stupenda, concordo!

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  11. Non la conoscevo e non ne avevo mai sentito parlare, eppure questa poesia ha una forza portentosa. Mi commuove anche la foto di questa ragazza, che da quanto ho capito si è suicidata a ventisei anni e ha composto questi versi quando ne aveva ventuno: condivido quanto scritto da te in un commento, cioè chissà quanti altri componimenti belli come questo avrebbe potuto scrivere...
    Mi ritrovo in parte con la descrizione che ne fa Montale: concordo sulla definizione di parole «asciutte e dure come i sassi», molto meno sul fatto che siano state scritte per liberare l'animo oppresso (se per liberare si intende alleggerire in qualche modo, perché a me sembrano scritte con l'intento di incidersi come un imperativo, quasi un monito, nel cuore dell'autrice).
    Non ultimo, trovo che anche l'abbinamento con La Gazza di Monet sia decisamente azzeccata e potente.
    Caspita, Cristina, grazie mille di questa condivisione!

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    1. Una vita molto breve e vissuta comunque in maniera intensa. Le fotografie che ho trovato tra l'altro la mostrano sempre sorridente, e con una fisionomia solare. Chissà. Mi fa piacere averla presentata, cercherò di trovare altre poetesse poco note, come sto facendo nella Galleria di Grandi Donne. Grazie a te per essere passata e aver lasciato un commento!

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  12. Credo che negli ultimi versi si riferisse più a una morte interiore che a una fisica.

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    1. Può sicuramente essere così, del resto il bello della poesia è che chiama in ciascuno assonanze diverse.

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QUALCOSA DI ME

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Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato cinque romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ne ho in cantiere uno ambientato nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

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