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mercoledì 22 febbraio 2017

Il Caffè della Rivoluzione: Corrispondenza d'amorosi sensi, parte seconda / 13





"Più che la sua bellezza, a colpirmi fu la sua anima, che traspariva da un volto la cui fisionomia mi impediva di distinguerne le caratteristiche," scrive di Madame Sabran il cavaliere de Boufflers, prestando i suoi tratti all'eroina di "Ah! Si..." uno dei racconti dell'età matura.

Eravamo rimasti in sospeso nella puntata precedente con il primo incontro dei due protagonisti della storia, ed eravate giustamente ansiosi di conoscere il prosieguo; a testimonianza che possiamo essere cinici e disillusi finché vogliamo, ma una bella storia d'amore è in grado di catturare sempre la nostra immaginazione e la nostra speranza. Quale modo migliore dunque di presentare Madame Sabran con gli occhi di colui che sarà destinato ad amarla appassionatamente?

Come nel ritratto di lei eseguito dalla pittrice allora in voga, Élisabeth Vigée-Le Brun, che avete trovato nella puntata precedente e che potete rivedere cliccando qui, Eléonore ha una grande massa di riccioli biondo cenere, la carnagione candida e delicata, la bocca espressiva, gli occhi color viola del pensiero. Ha modi incantevoli, un'intelligenza molto vivace e una squisita sensibilità artistica, ma ha anche un carattere riservato e pudico.

Stanislas è subito conquistato da questa somma di caratteristiche e capisce che non sarà impresa facile sedurla. Si tratta di una donna che non è né frivola né civetta né attirata da una sensualità fine a se stessa. Il cavaliere capisce che occorre innanzitutto conquistare il suo spirito e la sua mente, senza spaventarla e puntando soprattutto sulla loro comunanza d'interessi. Individua tre carte da giocare: la musica, la pittura e la traduzione degli autori classici. E parte alla conquista di quella turris eburnea!

Per quanto riguarda la musica, hanno entrambi una bella voce e quindi lei canta accompagnandosi con la chitarra, mentre lui le risponde improvvisando canzoni sul clavicembalo. Per la pittura le cose vanno ancora più lisce, in quanto Eléonore ha un vero talento nel campo, e quindi cede alla tentazione di eseguire uno scambievole ritratto. Il desiderio di lei di cimentarsi nella traduzione dei poeti latini assicura all'erudito Stanislas l'occasione per aiutarla. S'instaura così un rapporto maestro-allieva dove lui la incoraggia, ma si mette anche nella posizione di chi guida. Con il tempo, Boufflers entra a far parte della cerchia di affetti familiari della contessa, che per lei contano più di ogni altra cosa, e va anche molto d'accordo con i bambini.

Tuttavia, nel febbraio 1778, avviene una prima separazione: Boufflers viene chiamato a raggiungere il suo reggimento sulle coste della Bretagna. Si sta difatti dispiegando un ingente schieramento di uomini e mezzi, e preparando a Brest una grande flotta in vista dell'invasione dell'Inghilterra. Per il cavaliere sembra giunta finalmente l'occasione per distinguersi nella vita militare, occasione a lungo agognata. Ma la realtà si rivela ben diversa. La vita militare sulle coste bretoni è noiosa e squallida, e l'invasione dell'Inghilterra non avverrà mai. Non solo, il cavaliere non potrà nemmeno far vela verso l'America insieme con gli amici e in aiuto agli alleati americani, all'epoca in piena guerra per l'indipendenza.

Il suo soggiorno bretone è però l'occasione per cominciare a intrattenere con la donna amata un primo scambio epistolare, concentrando nella parola scritta il meglio delle sue capacità seduttive. Per entrambi l'eleganza sorvegliata dello stile cederà sempre più il passo alla profondità del sentimento e all'espressione del non detto. Stanislas ritorna quindi dalla sua esperienza bretone con un mezzo fallimento in campo militare, ma sempre più prossimo alla vittoria in quello amoroso. Sono trascorsi infatti tre anni e mezzo di corteggiamento... sì, avete letto bene: tre anni e mezzo di corteggiamento! poi ditemi se non era tenace e innamorato quest'uomo.

La capitolazione di Madame Sabran  avviene però a causa dal terrore di averlo perso per sempre. Un giorno del dicembre 1780, lui non la può raggiungere a causa di una tormenta di neve e lei pensa che gli sia successo qualcosa. Gli scrive dunque una lettera in cui gli confessa il segreto di ciò che nasconde nel cuore... e da quel momento acconsentendo ad accogliere l'uomo amato nel suo letto tappezzato di azzurro, scoprendo che l'amore è anche gioia dei sensi.

Sebbene avere un amante sia prassi consolidata all'epoca, Eléonore patisce della situazione. Infatti, da cattolica convinta e del tutto contraria ai sotterfugi, vorrebbe che lui la sposasse affinché la loro unione risulti regolare. Ma Boufflers non ha denaro e si sentirebbe umiliato a vivere della carità della futura moglie. Occorre ricavarsi una posizione sociale ed egli accetta dunque l'incarico di partire per l'Africa come nuovo governatore del Senegal il 5 dicembre 1785. Eléonore e Stanislas rimarranno separati per due anni, in un periodo della vita in cui non sono più giovanissimi e in cui il Senegal era considerato un luogo lontano e pieno di pericoli.

La cosa causerà loro altre incertezze e molte ansie, ma a beneficiarne sarò il loro scambio epistolare che si farà infuocato e arriverà a quei vertici di bellezza e poesia di cui vi accennavo. Per chiudere degnamente questo articolo, dunque, cito un passaggio di una lettera di Boufflers, in cui lui scrive:

"Sono fatti per noi i bei giorni d'autunno: cominceranno sin dal prossimo autunno e dureranno per tutto l'autunno della vita, e come l'autunno ha serbato il calore dell'estate così l'inverno serberà quello dell'autunno. E sono certo che dopo quell'inverno vedremo ancora una perenne primavera, in cui esisteremo l'uno accanto all'alto, l'uno per l'altro, l'uno grazie all'altro, forse sotto forme diverse, ma che importa purché ci amiamo. Forse saremo dèi, forse ancora uomini, forse uccelli, forse alberi. Forse io sarò una pianta, e tu il mio fiore; mi armerò di spine per proteggerti. Ma qualunque forma tu assuma, sarai amata."

***

Vi è piaciuta questa storia d'amore? Ce ne sono molte altre nel saggio di Benedetta Craveri. Al di là di questo aspetto, è un'opera esaustiva, e davvero imperdibile se vi piace questo periodo storico.

***

Fonti:

Gli ultimi libertini di Benedetta Craveri - edizione Adelphi
"Il cicisbeo" (illustrazione per le opere teatrali di Carlo Goldoni)
"La lezione di musica" di Pietro Longhi, 1760, olio su rame, 45 × 58, Baltimora, Walters Art Gallery
"Ritratto di un gentiluomo - 18° secolo" di Claude Arnulphy (1697-1786)
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18 commenti:

  1. Per esperienza personale non credo più negli amori a distanza, quindi provo ammirazione per chi invece riesce a portarli avanti.
    Ma non vorrei mai più essere nei suoi panni.

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    1. Ho vissuto un amore a distanza prima di sposarmi, ma era una distanza relativamente breve, quindi non posso parlare con cognizione di causa. Diciamo che gli amori a distanza, come un luogo di lavoro troppo lontano, sono molto faticosi da vivere.

      Il protagonista al maschile di questa storia ha mostrato una costanza e un amore davvero eccezionali, anche in considerazione del tipo di vita che aveva condotto fino ad allora e del fatto che la devozione per una sola donna non fosse proprio diffuso. E anche lei è da ammirare, perché si è fidata in toto di un uomo che fino ad allora era stato un donnaiolo impenitente.

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  2. In effetti, è una storia bellissima.
    Sconosciuta, anche.
    Non leggo storie d'amore da anni, ma in questo tuo sunto breve ritrovo quell'emozione che avevo da fanciulla, quando lessi Orgoglio e pregiudizio o Via col vento e tanti altri.
    Conosci La pedina scambiata di Georgette Heyers?
    Quelle parole di Boufflers sono meravigliose.

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    1. Grazie, Luz! La storia di Boufflers e Sabran nel saggio ovviamente è molto ricca di sfumature e dettagli bellissimi, ma ho voluto chiudere tutto con questa seconda puntata anche per privare i lettori del piacere di leggere il libro se lo desiderano. Come puoi immaginare, c'è un seguito tutto da gustare anche quando inizia il 1789 e quindi la Rivoluzione.

      Ho letto quasi tutte le opere di Georgette Heyer! :-) La pedina scambiata è divertente, ma ancora meglio è il seguito, Il figlio del diavolo. Mi piace molto per l'ironia che riesce a inserire nei suoi romanzi.

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  3. Stupendo il passaggio della lettera che hai riportato! Questo è un amore che vola a quote altissime. :)

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    1. Stupendo è l'unico aggettivo che anche a me è venuto in mente. Non si può definirlo altrimenti. Tra l'altro penso che sia facile parlare di amore da giovani, un po' meno facile quando si è in una certa età; e all'epoca "quella certa età" aggiungeva almeno una decina di anni sulle spalle.

      E penso che qualsiasi donna che legga un passaggio del genere si sciolga definitivamente, anche se lui fosse brutto come il peccato. Mi è venuta in mente anche la storia del Cyrano de Bergerac. :-)

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  4. Bellissima storia, da sfruttare in un romanzo!

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    1. Hai ragione, meriterebbe un intero romanzo! Attualmente mi accontento dei miei personaggi nel romanzo che sto scrivendo: sono già abbastanza turbolenti di loro... ;-)

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  5. Come sono cambiati i tempi. Adesso si va in Senegal per far perdere le proprie tracce...
    E lo so che mi ripeto, ma questo è uno dei pochi blog che merita sul serio, perché sorprende sempre!

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    1. Hihi, in effetti Boufflers non avrebbe potuto dire: "Cara, aspettami che vado a prendere le sigarette."

      Ti ringrazio moltissimo del tuo apprezzamento, Marco, sono davvero molto contenta e commossa. E' vero, cerco sempre di sorprendervi con qualcosa che rimanga anche nella memoria. Oggi siamo tutti così di fretta e annoiati - un po' come la società dell'Ancien Régime - che quando la magia mi riesce sono doppiamente felice.

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  6. Bellissimo il passaggio epistolare che hai scelto! Ma alla fine dopo i periodi di separazione sono poi riusciti a stare insieme?
    Le storie a distanza possono funzionare solo se c'è un amore profondo, merce rarissima, ma esiste talvolta.

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    1. Sì, si sono riuniti e sono rimasti insieme fino alla fine. :-) Da un altro sito ho visto che si sposarono nel maggio 1797, quindi erano riusciti a scampare dalla ghigliottina rivoluzionaria. Altri protagonisti del saggio, invece, non ce l'avevano fatta.

      Mi piacerebbe comunque leggere per intero la loro corrispondenza dall'Africa, ho visto che c'è in giro un'edizione in francese del 1998.

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  7. Meraviglioso! Proprio il caso di dire: due anime gemelle. Per me è una scoperta, non conoscevo l'autrice.

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    1. Anime gemelle nel senso più nobile del termine, quello che intendiamo noi. ;-)

      Anch'io non conoscevo l'autrice. Ha svolto una ricerca immensa, alla fine del volume ci sono ottanta pagine solo di fonti! Si tratta di un testo impegnativo nella scrittura, e denso anche visivamente. Di conseguenza bisogna amare molto il periodo e averne a priori un'infarinatura. Una mia amica aveva letto un suo altro saggio sulle dame del Seicento e l'aveva trovato pesantuccio proprio perché non conosceva molti dei nomi citati.

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  8. Una storia bellissima. Ma sarebbe ancora attuale? Forse risulta così speciale proprio perché rara, rarissima ai giorni d'oggi.

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    1. Davvero molto bella e coronata dal lieto fine. Riuscirono a emigrare quando le cose si stavano mettendo male in Francia, e si sposarono nel maggio 1797 a diciotto anni dal loro primo incontro: erano comunque diventati poveri entrambi e quindi si erano annullate le differenze nei mezzi.

      Penso comunque che ai giorni nostri un uomo che sappia esprimere i propri sentimenti ha una carta formidabile da giocare. Mi viene in mente il film, leggero ma delizioso, Kate & Leopold con Meg Ryan dove lui arriva dal 1800 ai giorni nostri e insegna a un ragazzo come conquistare con i suoi modi irresistibile la ragazza di cui è innamorato. Ci sono delle scene davvero esilaranti, come quella in discoteca.

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  9. Non l'ho visto, ma sembra proprio carino. Provvederò. :)

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    1. Ogni tanto lo trasmettono in tv. Si tratta di un film gradevolissimo, specie per il contrasto tra i modi eleganti di lui e la "truzzaggine" di chi lo circonda, specialmente gli esemplari al maschile. Le ragazze ovviamente sono estasiate. :-)

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QUALCOSA DI ME

QUALCOSA DI ME
Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono editor e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato cinque romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ne ho in cantiere uno ambientato nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

IL MIO ULTIMO LAVORO

IL MIO ULTIMO LAVORO
Ambientato nel 1104, il romanzo narra la fuga dello schiavo Jamil, che, dalle sponde del Marocco, approda ai regni dei Franchi. Nel castello di Montségur s’imbatte una misteriosa compagnia di cavalieri, in viaggio lungo le vie dei pellegrinaggi cristiani. La sua magnifica avventura è solo all’inizio.

DRAMMA TEATRALE

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Il Diavolo nella Torre, dramma storico sul terribile messer Bernabò Visconti. Vissuto tra il 1323 e il 1385, uomo dalle molti amanti e dai cinquemila cani, fu signore di Milano e temuto al punto da essere soprannominato il Diavolo.

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