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"La Storia siamo noi."


sabato 15 ottobre 2016

Lettera aperta sugli scrittori-pavone


Non sono la prima a trattare delle manifestazioni della vanità umana in campo creativo e non sarò certamente l'unica. Già nel Vecchio Testamento, Libro dell'Ecclesiaste, il famoso passaggio recita: vanitas vanitatum et omnia vanitas ("vanità delle vanità, tutto è vanità"). Vorrei dedicare infatti questo post a una specie che prolifera nel campo letterario, e cioè lo scrittore-pavone che ho incontrato ormai sotto le forme più svariate e nei travestimenti più ingegnosi. L'articolo ha un suo perché, che scoprirete alla fine del medesimo.

Come ho fatto per l'articolo di inaugurazione del mio blog ristrutturato, mi ispiro a un periodo a cavallo tra il 1600-1700 e mi vien bene redigere questo post sotto forma di lettera, un po' come facevano i philosophe dell'epoca, non solo francesi.

"Esimi colleghi, membri della comunità scientifica,

ho l'onore di trattare nuovamente in questa sede dello scrittore-pavone o Pavo cristatus, di cui avevo già parlato in un post di qualche anno fa. Qui sopra potete ammirare un esemplare particolarmente maturo e con abbondante e riccioluta parrucca in un dipinto a olio del tardo 1600 di Largillière. L'articolo era intitolato "La sindrome del pavone", e se volete leggerlo lo trovate qui.

Dato il tempo intercorso e l'esperienza accumulata, avverto l'urgenza di condividere il mio nuovo sapere con la comunità della blogosfera. Infatti uno studioso non dovrebbe essere il geloso custode delle proprie scoperte, ma portarle all'attenzione generale in modo che anche gli altri possano goderne e l'umanità avanzi a passi più sicuri sulla strada di un benefico progresso. Che le tenebre dell'oscurantismo e della superstizione siano finalmente cacciate in favore della luce della ragione e della verità scientifica!

Ma andiamo con ordine, altrimenti potrei farmi travolgere dall'entusiasmo, e ciò non sarebbe consono nella stesura di una relazione che abbia i requisiti della scientificità.

Chi è lo scrittore-pavone

Si tratta di una specie molto diffusa nel campo delle persone che amano scrivere, sia a livello professionale che per passione. In ognuno di coloro che opera in campo creativo, noi inclusi dunque, esiste un pavone che sonnecchia e che è pronto a manifestarsi; tuttavia intendo trattare in questa sede unicamente di una specie che sta raggiungendo il suo punto di massima evoluzione.

Come tutti i pavoni, anche l'oggetto del nostro studio è dotato di un grandissimo ego rispetto alla sua persona e soprattutto a quello che scrive; o altrimenti non sarebbe tale, ma verrebbe declassato in un certo senso al rango di un qualsiasi gallinaceo da cortile, e per giunta privo dell'enorme e scintillante ruota di penne che sfoggia quando deve mettersi in mostra. Mi preme sottolineare che, a differenza della specie animale ornata di ruota, il pavone umano non è solo di genere maschile, ma è anche di genere femminile. Qui accanto potete vedere un esemplare di genere femminile dalla stravagante acconciatura.

L'aspetto fisico
Di solito è piuttosto avvenente o perlomeno si ritiene tale, ama comparire e molto spesso è anche fotogenico. Alle presentazioni delle sue opere è spavaldo e non si lascia intimidire facilmente. Per usare un bieco gioco di parole, è un animale da palcoscenico e sarebbe disposto a qualsiasi cosa pur di far brillare ancora più il suo piumaggio. Ruba la scena agli altri invitati e si scoccia se, per un motivo qualsiasi, altri pavoni lo surclassano. Allora cerca di prendersela con chi gli sta a fianco, assestando poderosi colpi di becco.


Habitat
Lo si può incontrare nelle fiere del settore oppure alle presentazioni delle proprie opere, raramente a quelle degli altri. Lo scrittore-pavone assiste alle presentazioni dei libri dei colleghi unicamente per studiare i punti deboli e, potendo, fare domande mirate per coglierli in castagna. Nel dipinto che potete ammirare qui sotto, ci troviamo in un'opera di William Hogarth Marriage à la Mode - The Toilette del 1743. Lo scrittore-pavone potrebbe essere quello sulla sinistra che legge brani del suo libro, ignorato dai presenti che chiacchierano beatamente. Inutile dire che la sua vendetta sarà terribile.



Posso dare testimonianza che a una presentazione con due scrittori, uno pavone e l'altro no, è capitato che il primo si mettesse a enumerare i premi vinti e i riconoscimenti ottenuti. In altre parole, ha esibito il medagliere ovvero ha aperto la sua grande ruota. A una rimostranza del mediatore a fine presentazione, in separata sede, che forse non era il caso, si è mostrato sorpreso della reprimenda, non parendogli che vi fosse nulla d'indelicato nell'esibire i suoi meritati trofei.

Comportamenti verso i suoi simili
Per i motivi sopra descritti lo scrittore-pavone è un animale essenzialmente solitario, che non lega se non per brevi periodi e solamente in modo mirato. Di solito ha un rapporto difficile con i suoi simili e ritiene che qualsiasi critica a quello che scrive sia dettata da pura invidia per la sua opera.

Essendo una specie autoreferenziale, lo scrittore-pavone chiede sempre ma non dà: domanda recensioni, interviste, letture di manoscritti, opinioni circostanziate e in tempi rapidi, contatti per aumentare la sua visibilità ecc. Difficilmente si prende la briga di contraccambiare la cortesia: il tempo che impiega nell'assillare il prossimo con le sue richieste, e che è sovrabbondante, si riduce drasticamente quando dovrebbe mostrare un'uguale disponibilità.

Il pavone non legge mai le opere dei colleghi, nemmeno facendosele prestare, ma viceversa pretende che gli altri comprino le sue e le recensiscano velocemente per battere il ferro finché è caldo. Assicura sempre che comprerà il libro del collega, ma passano gli anni e ciò non accade mai.

Ogni qualvolta è costretto a spiegare qualcosa, monta in cattedra e assume un'aria da "so tutto io".

Scoperte recenti
Una mia recente scoperta, che sono ansiosa di condividere, è che lo scrittore-pavone non legge gli scritti altrui, tuttavia è in grado di giudicarli solamente fissando il suo sguardo sulla pagina. È in grado di dire, ad esempio, se il punto di vista adottato in una narrazione funziona o meno - e di solito a suo parere non funziona - se i personaggi sono resi in maniera efficace - e di solito non lo sono - e se lo stile è in linea con il tema trattato - e di solito non lo è. Tutto questo senza leggere una sola riga, quasi che la pagina sia diventata trasparente.

Sono convinta che questa facoltà sia solo in forma embrionale, e che potrebbe riservarci molte sorprese in futuro.

Blog e social network
Come logica conseguenza, il blog o il sito è, di solito, unicamente incentrato sulla sua persona, sulle
sue opere, sulle presentazioni e le interviste rilasciate e le sue esperienze nel mondo della scrittura.

Di contro, ha un comportamento invasivo nei confronti delle bacheche Facebook altrui o anche dei blog che parlano di scrittura. Di solito chiede l'amicizia solamente per poter affiggere la pubblicità del suo libro il secondo immediatamente successivo. Non tiene alcun contatto per lunghissimi periodi, sostenendo che non ha tempo per poter coltivare i rapporti, ma accorre zampettando se ha il suo tornaconto o se deve chiedere qualcosa che gli interessa.

Nonostante quanto detto sopra, il comportamento dello scrittore-pavone è molto prevedibile e, più che un uccello, alle volte agisce come un merluzzo quando vede un vermiciattolo.

Modi per allontanarli
Lo scrittore-pavone si offende a morte se rifiutate di leggere i suoi scritti, scrivere una recensione sul vostro blog o intervistarlo, asserendo che non avete tempo - cosa che per lui risulta inconcepibile. Diventa allora aggressivo, fastidioso e querulo. Insieme con altri philosophe, siamo addivenuti ad elaborare alcune tecniche di allontanamento, che qui enumero in ordine di importanza crescente:

1. diradare i contatti il più possibile
2. fare orecchie da mercante adducendo una sordità incipiente
3. togliersi dai social network
4. proporre tariffe davvero esorbitanti, che nemmeno se fosse un milionario riuscirebbe a pagare.

Quest'ultima tecnica è anche educativa: il pavone deve arrivare a capire che la lettura e la valutazione di un manoscritto è un lavoro professionale, e come tale va compensato.

Conclusioni
Avendo appreso di recente che dovrò lavorare almeno per almeno altri tredici anni se le cose non peggiorano, e prima di arrivare a percepire una pensione da fame, ho deciso di difendere il mio assai risicato tempo libero con le unghie e con i denti, cominciando a essere meno gentile e disponibile nei confronti di queste persone. Questo articolo costituisce dunque il mio Manifesto Programmatico per il futuro.

Su questa nota saluto con immutata stima tutta la comunità dei miei esimi colleghi.

Con viva cordialità,
Cristina M. Cavaliere"

***

E voi conoscete qualche scrittore-pavone e come fate a individuarli? Potete raccontarmi le vostre esperienze?

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52 commenti:

  1. :-D
    Non ho conosciuto in modo troppo diretto appartenenti della categoria in questione, tuttavia ricordo che mi capitò un tizio del genere qualche anno fa: piazzò un paio di commenti sbrigativi a due miei post, poi giorni dopo piazzò un terzo commento con il quale mi chiedeva di spargere voce che stava "organizzando una cosa interessante" sul suo neonato blog e infine mi chiese di darci un'occhiata e magari di pubblicizzare il suo libro... Visitando quel blog per curiosità trovai il link del suo libro di poesie su anobii che effettivamente compariva sul noto social dei lettori ed era anche stato recensito entusiasticamente con 5 stelle... dall'autore stesso.
    Ho evitato ulteriori frequentazioni ;-)

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    1. :-) Vista la quantità di risposte che sono già arrivate, ho deciso di rispondere a ognuno adottando lo stile della lettera alla "philosophe".

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    2. "Esimio collega,

      la Vostra missiva mi è giunta con sorprendente rapidità date le condizioni climatiche avverse. Devo ammettere che le comunicazioni si sono fatte vieppiù rapide da quando muovevo i primi esitanti passi sulla strada della ricerca scientifica.

      L'esempio che Voi mi illustrate appartiene al classico comportamento della specie dello scrittore-pavone o Pavo cristatus. Esso è infatti connotato dalla rapidità, ma anche dalla metodicità della sua azione. Con altri colleghi abbiamo appurato che l'istinto lo porta ad agire sempre allo stesso modo onde assicurarsi gli ambiti premi, siano essi pubblicitari o recensivi. Bene avete fatto, comunque, a tenervene alla larga per evitare ulteriori manovre di avvicinamento.

      Vi ringrazio della Vostra preziosa testimonianza e Vi rinnovo l'espressione della mia immutata stima."

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  2. Non li attiro, quindi non ho esperienze di tali personaggi.
    Ma... Un momento! Questo post è il mio identikit! Come hai fatto a scoprirmi?
    Ah! Be', non importa: qui non ci metterò più piede! ;)

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    1. "Illustre collega,

      conoscendoVi come uomo serio ma al contempo incline alla facezia, non ho potuto fare a meno di gradire la battuta che chiude il Vostro messaggio.

      Mi auguro che la Vostra distanza dagli scrittori-pavone continui, in considerazione del fatto che trattasi di una vera benedizione. Tale distanza, infatti, non ha il potere di sottrarVi ore del Vostro tempo prezioso.

      Con i miei ossequi."

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  3. Accipicchia! :-D
    Qualche scrittore pavone credo di averlo incontrato. Effettivamente concordo con te sulla necessità di tenere le distanze da persone di questo tipo, anche se spesso capita di non comprenderne il vero profilo ad inizio frequentazione. Ecco, credo che non sia trascurabile osservare che questa tipologia di scrittori generalmente è anche molto seduttiva, almeno in principio. Comunque, meglio tenerseli alla larga, senza dubbio! :D
    Un abbraccione e a presto!

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    1. "Chère Madame Sanguanini,

      la Vostra missiva mi è giunta, rapida e calda come un raggio di sole a illuminare questa giornata invero tenebrosa, e di essa Vi ringrazio dal profondo del mio cuore.

      Purtroppo è vero quello che Voi dite a proposito del fatto accertato che non sempre si individua l'autentico scrittore-pavone a inizio frequentazione. La tipologia che Voi descrivete come seduttiva appartiene alla specie più fascinosa ed evoluta, e quindi alla più pericolosa. Si potrebbe suddividere il nostro volatile in ulteriori sottocategorie, ad esempio il caso citato dal collega Ariano Geta più sopra appartiene a una specie piuttosto primitiva.

      Nell'attesa di un nostro prossimo incontro di cui sono in trepidante attesa, Vi invio il mio più affettuoso saluto."

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  4. Non essendo io ancora un pubblicato e quindi un "collega" nel vero senso del termine, posso solo godermi il tuo post. Non ho esperienze dirette sul campo da confrontare o di cui riferire.
    A presto con... i luoghi! ;-)

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    1. "Esimio collega,

      perché come tale mi sento di appellarVi. Seppure non ancora pubblicata, la Vostra blog novel che, come sapete, sto man mano leggendo ha tutte le caratteristiche per essere considerata alla stregua delle narrazioni a puntate di grande tradizione.

      Vi ringrazio del Vostro messaggio e vi auguro buona giornata."

      P.S. Che bello, non vedo l'ora di leggere il tuo post! Io sto preparando quello sui luoghi artificiali.

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  5. Cara Cristina, un dubbio feroce mi assale: sarò io immune e vaccinata contro il pavoneggiamento? Leggendoti ho sorriso, poi mi sono impensierita, poi ho fatto un esame di coscienza, poi tra il pavone e lo struzzo ho scelto quest'ultimo. Vado a nascondere la testa sotto la sabbia, non si sa mai...

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    1. "Chère Madame Bertolani,

      come prima cosa Vi bacio le mani come si conviene, e come seconda cosa Vi rassicuro: purtroppo il pavone vive in ciascuno di noi perché è parte della natura umana. Si tratta soltanto di tenerlo a bada con grande severità in modo che non prenda il sopravvento a detrimento dei rapporti sociali.

      Mi è gradita l'occasione per inviarVi i miei più distinti e calorosi ossequi."

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  6. Simpaticissimo post. Di scrittori non ne conosco molti e per fortuna nessun pavone! Buona giornata carissima

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    1. Madame Santangelo!

      che emozione ricevere la Vostra lettera e nel leggere il Vostro soave cognome redatto sulla busta in caratteri aranciati. Ricordo ancora il nostro incontro, combinato dalla leggiadra Madame Sanguanini, di qualche tempo addietro. In quell'occasione parlammo di memorie molto lontane nel tempo e ragionammo sui misteri dell'umana natura. Mi auguro che tale occasione possa rinnovarsi a breve in questo tempo che - ahimè - è sempre tiranno e ci opprime con le sue molte cure.

      Contraccambio l'augurio di buona giornata."

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  7. La tipologia che rappresenti è insopportabile. A me capita spesso di ricevere messaggi privati su Fb da uno dei gestori di una piattaforma di racconti che mi invita a leggere, tutte le volte che li pubblica, i suoi splendidi articoli e per convincermi mi riempie di frasi amichevoli, come se andassimo ogni giorno a prendere insieme il caffè. Se non vede il mio "mi piace" bussa di nuovo alla porta e, quasi infastidito, mi dice: "ma come, non sei venuta oggi a visitare la nostra pagina?". E se gli spiego che ho trattato lo stesso argomento nel mio blog, mi risponde: "ah, brava" senza nemmeno assumere un atteggiamento diplomatico magari promettendomi di venire a dare un'occhiata anche dalle mie parti. Non che mi interessi, ma insomma, non esisti al mondo solo tu!

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    1. "Ma très chère Madame Guarneri,

      comprendo in pieno il Vostro disappunto in merito alla questione. La velocità nella comunicazione, che tanto lodavo nel rispondere al collega Ariano Geta, rappresenta viceversa uno strumento letale quando è utilizzata dallo scrittore-pavone.

      Posso citare a questo proposito un caso esemplificativo. Anni fa frequentavo una piattaforma di autopubblicazione in cui c'erano vari rappresentanti della specie. Il più endemico - ma anche, oserei dire, il più esilarante - era rappresentato da un presunto poeta che infastidiva tutti con richieste di recensioni. Data la mia ingenuità iniziale, ben volentieri gliene avevo fatto dono e non solo una, ma diverse volte. Bazzicando meglio la comunità, avevo però notato che costui aveva rilasciato un numero di recensioni esorbitante e, osservando ancora meglio, che queste consistevano in un "Complimenti (accompagnato dal nome)" oppure da stelline di valutazione. Ohibò!

      Potrei citare anche il caso di un pavone di sesso femminile che copiava dalla presentazione stessa dell'autore e - doppio ohibò - copiava anche dalle mie.

      Vi invio un ringraziamento e un omaggio tra i più sentiti."

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  8. Godibilissimo post. Ho sorriso immaginando la faccia di alcuni pavoni, alcuni inconsapevoli altri sfacciatamente lucidatori di penne. Questo articolo potrebbe andare a comporre sorta di trittico unendolo ad altri due post usciti recentemente, di cui uno è di una brillante e intelligente blogger.

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    1. "Illustre collega,

      Vi ringrazio dal profondo del mio cuore poiché l'intento dell'articolo era quello di esser tagliente e risibile senza essere offensivo.

      Vorrei proporvi di chiamare in causa il protagonista del Vostro romanzo, Joshua, come l'unico possibile risolutore del problema degli scrittori-pavone.

      Vi ringrazio molto del Vostro commento conclusivo e Vi auguro ogni bene possibile."

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    2. Io ringrazio Voi per la menzione. Invero il personaggio citato ha metodi drastici e risolutivi per dirimere determinate questioni.
      Aggiungo che, come ho detto nel blog dell'illustrissima Luana, sono ancora nella fase dell'aspirante scribacchino. Gli scrittori hanno ben altra caratura, per adesso mi fregio del titolo di valente bijoux 😅 😅 😅 😅

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    3. "Monsieur,

      tutti noi siamo scribacchini in quanto sempre inferiori rispetto al nostro sogno, dall'autore più celebrato a quello più oscuro. In un post di qualche tempo fa io stessa mi sono definita 'scrittrice per hobby'.

      Ciò mi porta inoltre a ricordare per associazione d'idee l'artista preferito da papa Borgia, che veniva chiamato con l'appellativo di Pinturicchio nonostante la sua valente pennellata.

      Valente bijoux mi pare definizione graziosa e indicativa della Vostra innata, interiore eleganza."

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  9. Cristina cara, mi sono gustata questo elenco con vivissimo divertimento. La descrizione è impeccabile e i metodi per fuggire questi figuri sono altresì condivisibili.
    Ne ho conosciuto uno. Gravita in ambito parrocchiale in un quartiere "in" di Roma e scrive libri sotto il patrocinio di un importante ente, che in virtù di quelle reti di relazioni fra i baroni di questi luoghi apparentemente ameni, lo favorisce mandandoglieli anche in stampa e partecipando alla distribuzione. Il nostro è totalmente convinto di essere scrittore sopraffino, si fregia del titolo di SCRITTORE e ha una pagina intitolata "Fan page ufficiale". Insomma, è un pavone doc.

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    1. "Madame Luz,

      il cui nome evoca la luce che tanto nutre la mente e lo spirito e che richiama subito la presenza di uno spirito colto e gentile.

      Nella Vostra lettera Voi presentate nello specifico il pavone dotato di contatti e conoscenze, che non ha sudato le proverbiali sette camicie per ottenere quella notorietà cui altri avrebbero ben maggior diritto. Tipologia che, oltre a essere insopportabile, assume una colorazione grottesca agli occhi del pubblico che assiste impotente alle sue bieche manifestazioni.

      Le reazioni al mio articolo mi causano la più viva soddisfazione al contempo mi gettano in gravi ambasce, considerando il numero delle testimonianze che pervengono senza sosta sulle mia scrivania. Infatti la voce "scrittore-pavone" dell'Encyclopédie, che sto compilando insieme a Messieurs Diderot e d'Alembert, sta assumendo una grossezza davvero allarmante... e, del resto, sarebbe un delitto tagliar fuori tante preziose testimonianze.

      Colgo l'occasione di informarVi che entro la settimana entrante avrete mie notizie sui nostri scambi privati, che spero gradite.

      Con immutata stima."

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    2. Gentile Madame, sapete che questo dialogo elegante mi fa venire in mente nuovi e promettenti spunti per i nostri scambi per ora privati e presto pubblici? Discettar con voi è fonte di idee. :-)

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    3. "Madame,

      le Vostre parole mi causano la più viva soddisfazione. Ho in mente anch'io un'idea che lancerò nel mese di novembre. Confido possa essere gradita a un colto pubblico che Voi ben rappresentate con la vivacità dei Vostri scritti e delle Vostre iniziative.

      Colgo l'occasione per porgervi, Madame, l'espressione dei miei ossequi."

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    4. Che ricambio con somma stima. :-)

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  10. Nella mia esperienza, di scrittori-pavone ne ho conosciuti giusto un paio, e in fondo non mi hanno assillato troppo: probabilmente ho incontrato esemplari abbastanza "soft" di questa specie :D .

    In compenso, avendo da anni una webzine musicale, ho conosciuto un gran numero di "musicisti-pavone". I comportamenti sono più o meno quelli che descrivi tu, almeno per quanto riguarda i contatti virtuali. Dal vivo - per fortuna - non ho avuto quasi mail occasione di incontrare queste persone. Del resto però riescono a essere molesti anche soltanto col contatto online. Pretendono recensioni immediate, non accettano un no, si arrabbiano se gli dai un brutto voto, e così via. Farei volentieri a meno di loro, ma purtroppo continuano a contattarmi :D .

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    1. "Cher Monsieur,

      innanzitutto Vi do il mio benvenuto in questa mia modesta dimora. Ho avuto occasione di incrociarVi presso il salotto letterario di Madame Steri in occasione di un Vostro articolo come ospite, che ricordo di aver molto apprezzato.

      Il Vostro contributo è particolarmente gradito in quanto il campo in cui Vi muovete è infestato di esemplari di "musicisti-pavone". Del resto, se persino nella scrittura, attività notoriamente solitaria e in cui si potrebbe anche per assurdo, non comparire e non fare presentazioni, ne esistono tanti, che dire del mondo dello spettacolo? Un altro campo creativo dove proliferano all'eccesso è quello artistico e pittorico; questo per sentito dire, naturalmente.

      Il fatto che "musicisti-pavone" continuino a contattarVi è la riprova della qualità della Vostra webzine musicale. Vi auguro perciò di proseguire imperterrito sulla strada che avete intrapreso. Nel caso siate di nuovo assillato da "musicisti-pavone", il mio consiglio è quello di utilizzare un paio di cuffie insonorizzanti in modo da non udire più le loro rauche grida.

      Con l'espressione della mia stima."

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  11. Un argomento stuzzicante, un articolo che "cade come il cacio sui maccheroni", come si suol dire. E qui mi riferisco a chi, da ieri, sta tuonando contro il Nobel a Bob Dylan e parlo di scrittori noti e meno noti. Chissà perché mi viene in mente la parla invidia. In quanto alla mia esperienza personale e diretta, soltanto uno scrittore, che fa parte dell'ampio Archivio Storico dei Castelli Romani, non perde mai occasione di rimbambirci tutti, decantando i suoi lavori e decantandosi da solo. Perché il suo editore, perché il suo editor, perché il suo pubblico, perché il mondo intero anela per le sue opere...uno strazio! E' un pavone gigante, che non sa d'esser proprio piccolino.

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    1. "Chiarissima Madame Chiarini,

      permettemi questo insulso gioco di parole per accoglierVi come si deve e ringraziarVi ancora una volta del Vostro contributo.

      La Vostra riflessione su un possibile abbinamento tra questo articolo e la diatriba che si sta scatenando contro il Nobel a Bob Dylan mi colpisce per la sua acutezza. Avete ragione. Del resto, il futuro è nel grembo degli dei, come dico sempre, e solamente il tempo potrà giudicare se le opere oggi tanto rampognate potranno entrare a buon diritto nella classicità.

      Ahimè, temo che la vanità offuschi l'intelletto e la vista anche delle migliori persone, che hanno grandi aspettative sui risultati dei loro lavori; a volte molto più che nel loro settore professionale. Il caso che mi portate mi fa anche venire in mente le rivalità tra gli storici medievisti - quelli che seguo con maggior attenzione - i dispetti e gli sgambetti per dimostrare di aver ragione e di essere il migliore.

      Vi auguro ogni possibile soddisfazione."

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  12. "Mme Le Chevalier,
    il Vostro studio sull'animale è esaustivo e scientificamente stimolante; il Dipartimento, che dirigo e che si occupa di fatti paranormali, sarebbe interessato a una Vostra conferenza in relazione al giudizio di un'opera tramite osservazione della singola pagina.
    L'alto onore a Voi concesso ricompenserà, ovviamente, il Vostro tempo speso per il Dipartimento.
    Ovviamente rinunziare non è una possibilità.
    Distinti saluti e si metta la lavoro: la conferenza si terrà domani."

    Cara Cristina, non sai quanto mi sono divertita nel leggere il post! Purtroppo la componente dell'egocentrismo è assai diffusa oggi, nei campi più diversi tra loro, e a volte mi stupisco che non esistano limiti o vergogna :O Perché davvero gli eccessi toccano il ridicolo.
    Per fortuna chi si è presentato sul mio blog - almeno fino ad ora - si è sempre dimostrato ragionevole (per tempi e richieste) e spesso collaborativo. Sui social noto però moltissimi atteggiamenti da Pavo cristatus :P

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    1. "Madame Glò!

      L'inizio della Vostra lettera mi ha gettato nella costernazione e nell'agitazione più complete. Pur avendo una mole di documenti imponente, mi è mancato il tempo di riordinarli, cosa per la quale dovrò assumere un segretario... ehm, possibilmente alto, biondo e di bell'aspetto. Vi chiedo, a questo proposito, se avete un candidato da consigliarmi.

      In merito all'interesse del Vostro Dipartimento, non solo potrei citare la capacità di "giudizio di un'opera tramite osservazione della singola pagina", ma addirittura che questa può avvenire a libro chiuso e quindi nella maniera più stupefacente possibile.

      Ebbene sì, il modo con cui funzionano i social network in cui si aggirano le persone più disparate consente una grande diffusione della specie, come fosse una sorta di contagio. Diverso è il caso del blog o salotto letterario, in cui si può afferrare il pavone per il collo, strappargli qualche penna e buttarlo fuori incuranti delle sue strida.

      Vi saluto con l'espressione della mia più viva simpatia."

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  13. Mi pare che nel medioevo il pavone fosse una pietanza ricercata... Si potrebbe riesumare qualche ricetta e farne qualcuno al forno!

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    1. Grandissima, questa è la chiosa perfetta.

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    2. Madame Mecenero,

      ricevo con sommo gaudio la missiva contenente la Vostra ingegnosa idea. Sarà mia premura scrivere una lettera al mio collega medievista, pregandolo di rintracciare la famosa ricetta del pavone aromatizzato e spolverato d'oro che fu servito durante il banchetto in occasione delle nozze di Violante Visconti con Lionello di Clarence, di cui assai si parlò nelle cronache milanesi.

      Con immutata ammirazione per il Vostro pronto intelletto."

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  14. Ah Cristina mi ha proprio divertito questo tuo post, gli scrittori pavoni sono insopportabili, qualcuno l'ho individuato sui social e in TV. Come si dice se li conosci li eviti...

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    1. "Madame Mancini,

      ogni volta che vedo il simbolo del fiore con cui Vi presentate in società, il mio spirito si rallegra grandemente. Vi ringrazio del Vostro commento, che apporta linfa vitale alla discussione.

      Il mezzo mediatico non fa altro che amplificare una caratteristica di fondo inestirpabile: la vanità umana in campo creativo.

      Vi auguro una felice giornata."

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  15. Ma Chérie,
    tutti gli scrittori sono un po' pavoni, magari non a livello estremo come quello che hai descritto, ma un po' sì, dai.
    Diciamo che il più delle volte pavone non lo si è ma lo si diventa: una piccola conferma sulla qualità del proprio lavoro e, hop, addio.
    La maggior parte dei punti che elenchi mi sembrano però davvero estremi ma, nella mia piccola esperienza di blogger, qualcuno di così estremo l'ho incontrato.
    Su un paio di cose non sono totalmente d'accordo... 1) il pavone non è del tutto un solitario: tende a radunare attorno a sé un piccolo gruppo di amichetti-pavoni con i quali fare fronte compatto nei confronti del mondo esterno illetterato; 2) sui blog e sui social il pavone che parla solo di sé stesso dura due minuti, più o meno il tempo di una bustina di Gourmet in un congresso di gatti.

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    1. "Mon Cher Ami,

      Vi ringrazio per la Vostra brillante missiva. Le Vostre parole iniziali rafforzano un dubbio che da tempo mi assilla: che lo scrittore-pavone sia afflitto da un profondo senso di inferiorità, che con il suo comportamento tenta di nascondere? Inoltrerò il quesito ai miei colleghi, dato che urge un nuovo approfondimento.

      Per quanto riguarda il Vostro disaccordo su un paio di punti, mi permetto a mia volta di dissentire sul numero 1). La piccola corte che il pavone tende a radunare attorno a sé è composta da persone che hanno la mera funzione di incensare e non quella di essere pavoni essi stessi. Solitamente questa piccola corte si crea quando il pavone dominante ha agganci che possano essere sfruttati dagli adulatori di turno. Questa tipologia specifica è stata menzionata con molta precisione da Madame Luz. Il pavone-alfa, chiamiamolo così, non tollererebbe in alcun modo la presenza di rivali che possano contestarlo o metterlo in ombra.

      Vero è invece che il comportamento del punto 2) porta il pavone a essere universalmente conosciuto e quindi accuratamente evitato. Il Vostro paragone con la bustina di Gourmet in un congresso di gatti è la riprova di un 'esprit' sopraffino che non sfigurerebbe nei migliori salotti di Parigi.

      Verrò presto a trovarvi nel vostro spazio virtuale e, nel frattempo, Vi saluto molto distintamente."

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  16. Ahah, la caccia allo scrittore-pavone non muore mai!
    Ne ho conosciuti parecchi in rete di tipi così estremi, di solito cerco di tenermene alla larga ma come hai sottolineato sono parecchio insistenti.
    Devo comunque dire che questa tipologia si incontra anche in altri settori artistici e dal vivo sanno essere ancora più molesti, soprattutto quando ti tengono incollata a parlare delle loro opere d'arte per ore!
    Su una cosa però dissento con te: scrittori-pavoni belli non ne ho mai incontrati!

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    1. "Madame Steri,

      quale onore riceverVi ancora una volta nella mia dimora virtuale. Più sopra Vi ho infatti menzionata con grande piacere come titolare di uno dei più brillanti salotti del nostro mondo di scambi e conversazioni, intangibili e concreti al tempo stesso.

      Bene avete detto, questa specie si rivela ancora più letale in ambito artistico come se quest'ultimo facesse da gran cassa di risonanza. Per quanto riguarda il resto, io conosco un pavone bello e, per questo motivo, piuttosto pericoloso poiché Vi irretisce con il suo fascino.

      Colgo l'occasione per augurarVi un'ottima giornata."

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  17. Non conosco molti scrittori e di conseguenza non conosco molti scrittori-pavoni. Però ho avuto a che fare con qualche attore-pavone e regista-pavone. Anzi, devo dire che in questo modo un po' tutti lo sono e un po' tutti sono forzati ad esserlo, perché bisogna farsi conoscere in qualche modo!
    Quindi, forse, dovrei imparare ad essere un po' pavona anch'io...

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    1. "Chère Mademoiselle,

      nell'attesa trepidante del nostro incontro ormai imminente, ricevo con piacere il Vostro scritto. Non conosco per esperienza diretta il campo in cui Vi muovete, ma odo le lamentele più svariate di registi a proposito di attori/attrici pavone, e di questi ultimi su registi/registe pavone. Come avete giustamente detto, il Vostro settore è terreno fertilissimo per la nascita e l'allevamento della specie.

      Imparare a essere pavone non è cosa facile se non si ha una predisposizione congenita. Come disse lo scorpione nella famosa storiella, mentre pungeva la rana che lo aiutava ad attraversare lo stagno: 'Non posso farne a meno: è nella mia natura.' e lo stesso si potrebbe asserire in senso contrario.

      Con i miei omaggi."

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  18. Sono senz'alcun'ombra di dubbio uno scrittore-pavone!
    - Sono piuttosto avvenente e fotogenico, infatti non metto mie foto in rete solo per non turbare la popolazione femminile.
    - Alle presentazioni sono spavaldo: peccato solo che non venga mai nessuno e debba tornarmene a casa con la coda fra le gambe.
    - Sono un animale da palcoscenico: ma lo siamo tutti noi insegnanti, dovresti vedermi in aula cosa mi devo inventare (e sentirmi anche dare del barboso).
    - Sono scocciato se altri pavoni mi rubano la scena, solitario, brutto rapporto coi miei simili: ma sono io! Sarà per questo che mezza blogosfera mi detesta!
    - E non leggo le opere degli altri: non riuscirei proprio a reggere il confronto con la pochezza della mia scrittura!

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    1. Cher Monsieur,

      il Vostro intervento nel nostro consesso riveste per noi il più acuto interesse in quanto sembrate davvero appartenere alla specie oggetto del nostro studio, almeno a giudicare dalle caratteristiche che Voi enunciate.

      Un altro studioso, Antoine-Laurent de Lavoisier che senza dubbio conoscerete vista la Vostra formazione e professione, ha manifestato un grande interesse nei Vostri riguardi. Egli ha una personalità poliedrica: è chimico, biologo e filosofo. Chiede dunque se sareste disposto a sottoporVi a qualche esperimento, beninteso indolore e di mero carattere psico-attitudinale, per confermare se siete davvero un "paon" sotto mentite spoglie oppure se manifestate solamente sintomi di carattere letterario-esistenziale per cui altri colleghi potranno avanzare acconci suggerimenti.

      Con grandissima riconoscenza, Vi invio il mio augurio di buona giornata."

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  19. Madame,
    mi complimento per questo Vostro grazioso e stuzzicante articolo. Scrivo per passione e, ahimè, non per professione. Tuttavia, per qualche tempo mi ritrovai a bazzicare il medesimo sito di autopubblicazione e ho riconosciuto nella Vostra descrizione quel certo poeta, nella cui trappola io stessa alcune volte caddi.
    Ma di certo avrò peccato anch'io in diverse occasioni, e me ne dolgo. Ciò che mi salva è che, per indole personale, il timore del "malocchio" è più forte del desiderio di mettere in mostra...
    Con ossequi.
    Sperando di poter continuare a godere della Vostra amicizia e dei Vostri consigli in attesa dell'agognata pensione.

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    1. "Madame Etoile,

      quale piacere ritrovarVi nel mio salotto quale gradita ospite. Entrambe condividiamo l'amore per la bellezza in tutte le sue forme, e anche per la verità che sola può fugare le tenebre della mente e dello spirito. Mala tempora currunt, chère amie, ma questo si può ben dire di ogni epoca storica.

      Vedo che avete riconosciuto prontamente il soggetto che menzionavo soltanto dai miei pochi tratteggi. Posso anche citare un altro caso, ovvero di un soggetto che asserisce di essere l'autore che vende di più nella sua casa editrice. Se pur fosse vero, trattasi di una manifestazione di grande indelicatezza nei confronti dei colleghi meno fortunati. Come a voler recarsi nel quartiere operaio di Saint-Antoine con mani cariche di anelli d'oro, e sventolando un prezioso orologio da panciotto. Nessun dubbio che, prima o poi, il soggetto in questione si troverebbe circondato da loschi energumeni armati di clava.

      Come dicevo a Madame Bertolani più sopra, tutti noi abbiamo peccato di vanità qualche volta. Del resto la natura umana è debole, e un complimento o una parola gentile fanno ben piacere dopo tanti sforzi.

      Mi è gradita l'occasione di salutarVi con la testimonianza del mio inestinguibile affetto."

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  20. Hai completamente ragione, continua così!

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    1. "Gentile Monsieur Anonyme,

      la brevità del Vostro commento mi prova che siete una persona che va dritta al sodo, e di questo mi compiaccio. Inutile spendere frasi arzigogolate o magniloquenti e girare attorno al punto.

      Augurandomi di fruire ancora dei Vostri incisivi commenti, Vi porgo i miei ossequi."

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  21. Navigando in rete sono stato colpito da questo post sugli scrittori-pavone Interessante! Molto interessante! Che cosa ti posso dire? Io ho avuto l’occasione una sola volta di conoscere uno scrittore cosiddetto pavone e ti devo dire che l’impressione è: fanno ridere oppure fanno pena. Si può constatarlo giornalmente vedendo varie interviste o passaggi televisivi che dimostrano la natura dello scrittore-pavone e in minima parte leggendo libri di queste persone. Il mezzo televisivo amplifica la vanità.

    Sirio53lastellapiùluminosa

    P.S. Guarda che siamo tutti noi dei pavoni. E’ solo questione di percentuali! A presto e ciao.

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    1. "Cher Monsieur,

      l'inserimento di un nuovo commento da parte di un anonimo a così breve distanza, malgrado Vi siate firmato con un 'nom de plume' mi ha fortemente insospettito e mi ha indotto a svolgere indagini presso i miei più stretti congiunti.

      Il tenore dell'intervento precedente, infatti, mi ha fatto pensare alla mia progenie - un giovine di una ventina d'anni notoriamente di poche parole. L'intervento Vostro, invece, mi ha indotto a ritenerlo proveniente dal mio gentil consorte, e l'uso del 'nom de plume' ha fugato ogni dubbio. Messi alle strette, entrambi avete confessato.

      Mon cher 'epoux' nonché marito, ritengo comunque che queste due ultime osservazioni costituiscano il degno e arguto coronamento di una serie di commenti che si sono rivelati un vero e proprio 'divertissement' collettivo a spese dello scrittore-pavone.

      Non mi auguro di rivederVi presto, in quanto siete qui che Ve la ridete."

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QUALCOSA DI ME

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Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato cinque romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ne ho in cantiere uno ambientato nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

IL MIO ULTIMO LAVORO

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Ambientato nel 1104, il romanzo narra la fuga dello schiavo Jamil, che, dalle sponde del Marocco, approda ai regni dei Franchi. Nel castello di Montségur s’imbatte una misteriosa compagnia di cavalieri, in viaggio lungo le vie dei pellegrinaggi cristiani. La sua magnifica avventura è solo all’inizio.

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