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"La Storia siamo noi."


sabato 1 ottobre 2016

I quadri, i romanzi e... i paesaggi naturali


Ogni personaggio che si rispetti vive in un mondo creato dal suo autore, che naturalmente prende spunto dalla realtà. Accade anche che l'ambiente diventi una proiezione del suo io interiore, e che non sia il luogo concreto a influenzare la persona. Per ambienti si intendono non solo luoghi reali, ma anche immaginari, e non è detto che siano meno autentici di quelli che possiamo toccare con mano. Nell'ambito della serie che ho ribattezzato "i vasi comunicanti", ovvero post dove un unico elemento fa da filo conduttore a pagine letterarie e opere d'arte, vi propongo ora i paesaggi di tipo naturale (mentre ho in mente un post separato sui luoghi costruiti dall'uomo, ovvero quelli artificiali). Procedo quindi con la mia personale carrellata!


La montagna: La valle dell'Eden di John Steinbeck

Secondo le convenzioni europee geografiche, una montagna è un rilievo della superficie terrestre che si estende sopra il terreno circostante in un'area limitata. La sua altezza deve essere di almeno 600 metri sul livello del mare e il suo aspetto deve essere almeno parzialmente impervio.

Nello scegliere un libro su questo elemento geografico, mi sono resa conto di non aver mai letto un "vero" libro sulla montagna, di quelli scritti, ad esempio, da Walter Bonatti o Reinhold Messner, che forse sono più testimonianze di amore e di esperienze in montagna che veri e propri romanzi. Per questo motivo mi sono orientata sul romanzo La valle dell'Eden, perché, a quanto pare, l'autore voleva descrivere ai figli la Salinas Valley molto dettagliatamente. Nel romanzo è molto presente il tema di Caino e Abele, ovvero dell'eterna e aspra rivalità tra fratelli che si contendono il primato agli occhi di un padre ottuso. Si dice che la famiglia Hamilton del libro sia stata ispirata dalla vera famiglia di Samuel Hamilton, nonno materno di Steinbeck. Inoltre, un giovane John Steinbeck appare come personaggio nel libro, ricoprendo un ruolo minore.


The Rocky Mountains, Lander's Peak
di Albert Bierstadt (1863)
Ecco l'incipit del romanzo:

La valle del Salinas è nella California settentrionale. È un canalone lungo e stretto tra due file di monti, e il fiume Salinas si snoda e si contorce lungo tutta la valle fino a sfociare nella baia di Monterrey. 
Ricordo i nomi che da bambino davo alle erbe e ai fiori nascosti. Ricordo dove si trova il rospo e a che ora si svegliano d'estate gli uccelli – e l'odore degli alberi e delle stagioni – che aspetto aveva la gente e come camminavano; ricordo anche il loro odore. La memoria degli odori è molto tenace. 

Ricordo che i monti Gabilan a oriente della valle erano monti lievi e allegri, pieni di sole, amabili e quasi invitanti; ti veniva voglia di arrampicarti per i loro caldi contrafforti come quando si vuol salire in grembo a una madre adorata. Erano montagne che ti sollecitavano con l'amore della loro erba giallastra. I Santa Lucia si ergevano contro il cielo verso occidente e separavano la valle dal mare aperto, ed erano bui e accigliati, scostanti e pericolosi. In me c'era sempre un terrore dell'occidente e un amore dell'oriente.

Per illustrare questo romanzo mi sono orientata in maniera spontanea su un quadro americano della Hudson River School dal fortissimo afflato romantico. Una visione di una valle apparentemente tranquilla, proprio come se fosse "una valle dell'Eden", anche se il serpente si nasconde sempre sotto il sasso, pronto a morderti la mano.


L'isola: La voce delle onde di Yukio Mishima

Geograficamente, l'isola è una terra emersa, interamente circondata dall'acqua. Un'isola può trovarsi nelle acque di un fiume (come ad esempio l'isolotto su cui sorse Parigi), di un lago (come l'isola Bella sul lago Maggiore) o del mare (e qui gli esempi sarebbero innumerevoli). 

Proprio per le sue caratteristiche l'isola ha dato luogo a metafore poetiche, come nel bellissimo passaggio della poesia di John Donne (Nessun uomo è un'Isola, / intero in se stesso. / Ogni uomo è un pezzo del Continente, / una parte della Terra), ripresa dallo scrittore Hemingway. In letteratura l'isola è protagonista di romanzi celeberrimi come L'isola del tesoro di R.L. Stevenson, o dell'isola cui approda da naufrago Robinson Crusoe e su cui passa lunghissimi anni, dando prova del suo ingegno. L'isola parrebbe associata in modo spontaneo alla solitudine che costringe a trovare in se stesso risorse fuori dal comune, in senso pratico e introspettivo; ma anche a un luogo dove qualcosa ti attende per sfidarti. Può essere un tesoro o una gigantesca scimmia o uno scienziato folle o altri pericoli. 

Per l'isola ho scelto il meno noto romanzo di Mishima La voce delle onde, ambientato su una delle molte isole giapponesi, subito dopo la Seconda Guerra Mondiale. Pur essendo situabile storicamente, la quasi totale assenza di rimandi colloca la vicenda in una affascinante atemporalità. Il romanzo narra la storia d'amore dei due giovanissimi protagonisti, Shinji e Hatsue. I ragazzi si incontrano al tempio di Yashiro, che dall'alto del monte domina l'Isola del canto - Uta-jima - come armoniosamente la chiamano i suoi abitanti. L'intero romanzo è pervaso dalla voce del mare che circonda l'isola e che ha una profonda influenza sulla vita degli abitanti, poveri pescatori, che di esso vivono. Lo stile è semplice e delicato, e avvolge il lettore come spesso succede durante la lettura di questi scrittori orientali che la maggior parte di noi - ahimè - è costretta a leggere in forma tradotta.

"Saliti i duecento gradini di pietra che portano al tempio, e giunti là dove si trova un torii guardato da due dei soliti cani di pietra che adornano i templi, volgendosi indietro, par di vedere quelle spiagge lontane cullare tra le loro braccia il leggendario golfo di Ise, immutato nel corso dei secoli."

Ho illustrato questo romanzo con l'immagine de Lo stagno di Chiyogaike di Meguro. Chiyogaike («lo stagno di Chiyo») è un luogo a cui è legata una leggenda risalente al XIV secolo: la dama Chiyo mise fine ai suoi giorni, disperata per la morte del marito, il guerriero Nitta Yoshioki. Mi è piaciuto molto per la pennellata delicata, per i piani che vanno a perdersi come gradini sullo sfondo e per le tre figure umane che si trovano su un isolotto e in modo armonioso diventano parte dello scenario naturale.



Il fiume: Il nostro comune amico di Charles Dickens

Il fiume che vi propongo non è quello placido e rassicurante sulle cui sponde ci si siede a pescare e a meditare e sopra cui scorrono le grandi e piccole imbarcazioni, i battelli e le chiatte per assicurare il trasporto delle mercanzie e dei viaggiatori. Molto spesso nel passato, tra l'altro, il fiume costituiva un confine naturale tra gli stati, e una sorta di valico d'acqua difficile da attraversare e presso cui avvenivano grandi battaglie. Nel romanzo di Dickens, Il nostro comune amico,  si tratta di un corso d'acqua corrosivo, sopra cui navigano Lizzy Hexam, e il padre che per mestiere ripesca cadaveri dal Tamigi (è l'uomo che, fra l'altro, trova nel primo capitolo del libro il presunto cadavere del protagonista John Harmon).


Nightfall on The Thames
di John Atkinson Grimshaw (1880)
Durante un viaggio all'estero, infatti, John Harmon ha scoperto di aver ereditato una fortuna in seguito alla morte del padre, un ricco imprenditore, ma con una condizione: se non sposerà Bella Wilfer, una donna che John non conosce, la somma verrà ricevuta dai coniugi Boffin, ex-domestici del padre. Mentre sta tornando in Inghilterra, durante il viaggio per nave egli confida a un ufficiale di bordo l'idea di assumere una falsa identità per conoscere Bella prima dell'eventuale matrimonio, ma l'ufficiale cerca di ucciderlo per derubarlo; rimane però ucciso e il suo cadavere scivola appunto nel Tamigi e viene scambiato per il corpo di Harmon, il quale è invece vivo e vegeto.

Come tutti i romanzi di Dickens, c'è tuttavia un'ottima alternanza tra l'elemento comico e l'elemento drammatico e una feroce critica sociale. Si tratta di un'opera meno conosciuta di altre di Charles Dickens, ma che offre una delle figure di malvagi più spaventose della sua formidabile macchina inventiva, cioè l'inamidato e represso insegnante Bradley Headstone. Tornando al nostro minaccioso fiume, eccovi un estratto dal libro: 

"Come essi avanzavano lentamente, tenendosi presso la riva e insinuandosi tra le imbarcazioni, per stretti vicoli d'acqua, in un modo subdolo che pareva essere il consueto modo di procedere del loro barcaiolo, tutti gli oggetti tra i quali scivolavano erano così giganteschi in contrasto con la loro barchetta malandata, che sembravano minacciare di schiacciarla. (...) E l'effetto corrosivo dell'acqua era palese in ogni cosa - nel rame scolorito, nel legno fradicio, nella pietra bucherellata, nei rifiuti marci e verdi che galleggiavano - tanto che se l'immaginazione inorridiva al pensiero di essere schiacciati, inghiottiti e annegati, non meno pauroso era il pensiero di ciò che sarebbe avvenuto dopo."

Al romanzo abbino il quadro di J.A. Grimshaw, la cui tinta verdastra mi sembra faccia bene il paio con le atmosfere del libro, grazie alle sagome delle imbarcazioni ancorate come dei relitti e una luna ammalata.



Il mare: Le onde di Virginia Woolf

Nel Medioevo il mare era guardato con sospetto misto a spavento, e nemmeno sostare a lungo sulla spiaggia era consigliabile: dalle sue onde immense, dalle sue profondità inesplorate potevano scaturire mostri orribili e inghiottirti. Il mare era la dimora del Leviatano, mostro biblico, o della grande piovra. Tantomeno era luogo di svago e di piacere dove ci si rosolava al sole nelle sue prossimità, anche perché il concetto di "tempo libero" era del tutto sconosciuto all'epoca. Ancora oggi, se ci pensiamo, gli abissi del mare rimangono inesplorati, e molti relitti giacciono sul fondo, ormai dimore stabile di pesci, conchiglie e altre concrezioni. L'elemento mare, quindi, ha conservato intatto il suo fascino.

Dopo l'acqua limacciosa di Dickens, però, mi sembrava giusto inserire un romanzo e un quadro di tutt'altro tenore, ma sono rimasta a lungo in dubbio sulla scelta: le opere sul mare sono infinite come il mare stesso! Alla fine mi sono orientata su Le onde della prodigiosa scrittrice inglese Virginia Woolf. Si tratta, per me, di un autentico capolavoro, dato che attua un'innovazione persino superiore a quella introdotta con il romanzo più celebre, cioè Gita al faro. I sei protagonisti della storia - Bernard, Susan, Rhoda, Neville, Jinny e Louis - si esprimono sotto forma di soliloqui. Altrettanto importante è il settimo personaggio del libro, Percival, che però il lettore non sente mai parlare con la propria voce. Lo stile è una vera e propria partitura musicale, a dimostrazione che anche la lingua può essere poesia e strumento. Ecco l'incipit, nella traduzione di Nadia Fusini:

"Avvicinandosi alla spiaggia ogni striscia si sollevava, si gonfiava, si rompeva, ricoprendo la sabbia di un velo sottile d’acqua bianca. L’onda si arrestava, poi si ritirava sibilando, come chi respiri lento, regolare e incosciente nel sonno. Pian piano la striscia scura all’orizzonte si fece più chiara, come se in una vecchia bottiglia di vino il sedimento fosse calato a fondo lasciando il vetro verde trasparente. E dietro, come se pure lì il sedimento bianco fosse sprofondato, o il braccio di una donna distesa sull’orizzonte avesse sollevato una lampada, anche il cielo si schiarì e delle strisce piatte di bianco, di verde e di giallo si propagarono nell’aria a lama di ventaglio." 


Per quanto riguarda l'opera, mi sono imbattuta per caso nei quadri luminosi di Peder Severin Krøyer, un impressionista danese dei primi anni del Novecento. Qui sopra vi propongo Tramonto a Skagen, ma vi rimando a questo sito per lucidarvi le pupille con altre opere.


Il lago: Piccolo mondo antico di Antonio Fogazzaro

Dopo il vasto mare chiudiamo con uno specchio d'acqua più piccolo, ma non per questo meno affascinante, ovvero il lago. Il romanzo Piccolo mondo antico è ambientato in Valsolda, una località in provincia di Como, posta sulle sponde del lago di Lugano, un luogo in cui Fogazzaro trascorse parte della sua vita. La vicenda si sviluppa nella seconda metà dell'Ottocento, sullo sfondo della lotta dei patrioti del Lombardo-Veneto contro il dominio austriaco. Inizia nel 1850, quando non si sono ancora spenti gli echi delle rivolte del 1848 e della loro repressione, e si conclude nel febbraio 1859, alla vigilia della seconda guerra di indipendenza che darà il via al compimento dell'unità d'Italia.

Una delle protagoniste è la superba Marchesa Orsola Maironi, simpatizzante degli austriaci. Il nipote Franco invece ama Luisa Rigey, una popolana valsoldese, ma la nonna è contraria all'unione, a causa della condizione plebea di Luisa. Per questo la Marchesa minaccia il nipote di non lasciargli l'eredità se deciderà di sposarla. Il ragazzo, dal carattere impetuoso e idealista, organizza un matrimonio in segreto, sotto la benedizione della madre di Luisa, Teresa Rigey, ammalata e prossima alla morte.

Attorno al lago si giocano i destini dei personaggi, con un avvenimento che, più avanti del romanzo, costituirà il vero e proprio climax del libro e darà una svolta drammatica alla trama. L'incipit dell'opera dimostra chiaramente l'importanza dell'elemento-lago e come dimostri tutto il suo carattere: 

Soffiava sul lago una breva fredda, infuriata di voler cacciar le nubi grigie, pesanti sui cocuzzoli scuri delle montagne. Infatti, quando i Pasotti, scendendo da Albogasio Superiore, arrivarono a Casarico, non pioveva ancora. Le onde stramazzavano tuonando sulla riva, sconquassavan le barche incatenate, mostravano qua e là, sino all'opposta sponda austera del Doi, un lingueggiar di spume bianche. Ma giù a ponente, in fondo al lago, si vedeva un chiaro, un principio di calma, una stanchezza della breva; e dietro al cupo monte di Caprino usciva il primo fumo di pioggia. Pasotti, in soprabito nero di cerimonia, col cappello a staio in testa e la grossa mazza di bambù in mano, camminava nervoso per la riva, guardava di qua, guardava di là, si fermava a picchiar forte la mazza a terra, chiamando quell'asino di barcaiuolo che non compariva.


Veduta del lago Maggiore dalla villa di Ada Troubetzkoy
di Daniele Ranzoni (1872)
Avevo quasi rinunciato a inserire un'immagine, tanto le opere sul lago sono stucchevoli, quando mi sono imbattuta in questa opera dello scapigliato milanese Daniele Ranzoni, che trovo perfetta per il libro. La figura appoggiata alla balaustra che si sorregge il viso con la mano, il declivio che scende sulla sinistra, la visione del lago immerso nella dolcezza dell'aria richiamano benissimo le atmosfere di Piccolo Mondo Antico.

***

Vi sono piaciuti i miei abbinamenti e quali altri vi vengono in mente? Nei vostri romanzi, o nei romanzi che vi sono piaciuti di più, che ruolo gioca la componente dell'ambiente naturale?


Fonti:
La valle dell'eden di J. Steinbeck (edizione Bur)
La voce delle onde di Y. Mishima (edizione Feltrinelli)
Il nostro comune amico di C. Dickens (edizione Garzanti)
Le onde di V. Woolf (edizione Bur)
Piccolo mondo antico di A. Fogazzaro (edizione Garzanti)
Fotografia iniziale dal sito Pixabay.com


Aggiornamento:

Patricia Moll del blog Myrtilla's House è stata la prima ad aver aderito all'iniziativa con il suo meme, che potete leggere qui.

Ivano Landi del blog Cronache del Tempo del Sogno è stato il secondo in ordine cronologico. Per leggere il suo post e apprezzare le sue raffinate scelte, ecco il link.

Anche sul blog The Obsidian Mirror sono apparsi bellissimi e insoliti accostamenti tra romanzi e immagini. Ecco il link al suo post!
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44 commenti:

  1. Wow, che meraviglia! Un'altra bellissima idea e un'altra serie di accostamenti magici. Non ti anticipo nulla delle mie possibili scelte, perché anche stavolta - e se ho tenuto bene il conto è la quarta - raccolgo l'invito e preparo un post a hoc. Non so quando uscirà, ma certo nel mese di ottobre. Grazie!

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    1. Mi fa piacere averti dato un altro spunto interessante! Sì, sono andata a riguardare e mi sembra che tu abbia partecipato con: le quattro stagioni, i cinque sensi e le copertine. Purtroppo non ho pensato subito di fare gli aggiornamenti nel post iniziale per le quattro stagioni che aveva dato l'avvio al tutto, non pensando che l'idea avrebbe suscitato un tale interesse. Così ho perso un po' il controllo... appena ho un attimo scrivo i nomi sotto. Invece per i cinque sensi e le copertine c'è il tuo nome. Allora a presto! :-)

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    2. Grazie per avermi listato e linkato :-))
      Inoltre mi hai permesso di scoprire il bel post di Patricia, che altrimenti rischiavo di perdermi.

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    3. Figurati, è un piacere! Sono talmente felice quando qualcuno partecipa che corro subito a mettere l'aggiornamento. Buon resto di giornata.

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    4. Crissssssssssss... cancellami! Mi vergogno di fronte al post tuo e di Ivano! :)))

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    5. Ma va là che sei andata benissimo!!! Sei troppo modesta! :-)
      Parola di Sir Bisssssssssssss

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  2. Stupendi accostamenti e molto suggestive le immagini scelte. Oggi sono in vena di romanticismo e per quanto riguarda il mare, di primo acchito, mi viene in mente la malinconica passeggiata de "La signora col cagnolino" di Checov, sul lungomare di Yalta (Mar Nero). Passando al lago penso invece alle acque scure, dense di mistero e pericolo, del romanzo Acquanera di Valentina d'Urbano: un piccolo lago incastonato tra le montagne del Nord Italia.
    Passerei poi a un altro elemento geografico da te omesso: il deserto, scenario terribile e allo stesso tempo attraente. Normale mi viene l'accostamento con il romanzo La Terra del tramonto di C. M. Cavaliere...

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    1. Il romanticismo è sempre molto gradito in quanto offre grandi visuali e grandi idee. Almeno, per me il romanticismo è proprio lo Sturm un Drang tedesco con gli orridi, i cieli tempestosi e le rovine gotiche. Sai che nel leggere i saggi e le biografie sulla Rivoluzione Francese per il mio romanzo si sente già arrivare la ventata del romanticismo che verrà? Si sente proprio negli stessi atteggiamenti dei protagonisti, che non si curavano di nascondere le lacrime e di assumere pose molto spesso enfatiche. Alla faccia della classicità romana e della dea ragione.

      Ritornando ai nostri ambienti naturali, molto belli anche i tuoi accostamenti ("Acquanera" però non lo conosco). A dire la verità avevo pensato al deserto, e avevo sfogliato "Il deserto dei tartari" di Buzzati, ma di descrizioni di deserto non c'è quasi traccia. E' tutto molto incentrato sulla fortezza e sui protagonisti. Avevo pensato anche al mio romanzo, ma non volevo citarmi addosso... ;-)

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    2. Lo so che non ti saresti mai citata, per questo ti ho citata io ;-) Comunque il tuo deserto mi è davvero subito saltato in mente. A proposito di romanticismo inquietante e surreale, se ti capita tra le mani "Acquanera" ti consiglio di leggerlo, penso ti possa piacere. Un saluto carissimo.

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    3. Allora grazie della menzione ad honorem... ;-) Il deserto di cui ho letto appartiene molto di più alle poesie che ai romanzi; ne ho lette di affascinanti nella letteratura dei sufi cui, come sai, appartiene Mandhur. Grazie anche del consiglio su "Acquanera". Un abbraccio.

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  3. Abbinamenti perfetti, piacevoli e d'effetto. Molto inerente al romanzo e un po' a tutta la bibliografia del mio amato Dickens, l'opera di John Atkinson Grimshaw che hai scelto. Complimenti!

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    1. Grazie di essere passata e del tuo apprezzamento per questo nuovo post trasversale, quasi "cross-curricular"! Pensa che "Il nostro comune amico" è uno dei romanzi di Dickens che ho amato di più.

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  4. Cristina hai fatto degli abbinamenti bellissimi, mi sono piaciuti tutti. L'elemento naturale secondo me è molto importante nei romanzi, io per esempio in due romanzi ho inserito l'elemento del mare come simbolo dell'estate o di uno stato d'animo. Ma amo moltissimo trovare queste assonanze anche nei romanzi che leggo. La natura in un romanzo può diventare non solo l'elemento di una storia ma addirittura un personaggio che può essere positivo o inquietante (come per esempio Fog nel film di John Carpenter) ma gli esempi potrebbero proseguire...

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    1. Grazie, Giulia. Sono contenta che ti siano piaciuti i miei accostamenti. L'elemento naturale è determinante nei romanzi, anche perché ciascun personaggio è inserito comunque in un ambiente, se non altro quello artificiale della città dove la natura è schiacciata dal cemento. A meno che non fluttui nel vuoto cosmico, ma in questo caso l'elemento naturale è costituito dal cosmo stesso! Non si scappa...

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  5. Un'idea stupenda che mi far venir voglia di riproporla sul mio blog. Devo solo pensare a qualcosa di meno banale de "Il vecchio e il mare" o de "Il richiamo della foresta". Dammi qualche settimana di tempo e magari ci provo.
    P.S.: Non sapevo che "La voce delle onde" fosse uno dei romanzi "meno noti".. ma forse è solo perché io sono un pochino di parte... ^_^

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    1. Sarebbe un vero onore per me se tu riproponessi l'idea nel tuo blog. Pensa che per l'elemento mare avevo inserito un altro romanzo, ma non ero convinta al 100% e quando non sono convinta succede sempre qualcosa. Infatti ho inserito il romanzo di Virginia Woolf ieri mattina, insieme con un'opera d'arte nuova... praticamente in corsa! ^_^

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    2. Aaaahhh!!! Tienilo lì in caldo: appena ho un attimo di tempo arrivo! ;-)

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  6. Stai vivendo veramente un momento fertile, Cristina! Tante nuove idee per il blog, una migliore dell'altra. :)
    Leggere di Mishima mi ha fatto pensare alla semplicità con cui molti autori orientali riescono a rendere co-protagonisti gli elementi naturali nelle loro storie. Quando leggevo i romanzi di Banana Yoshimoto, per esempio, avevo sempre l'impressione di sentirmi riempire di luce, cielo e vento. Tra l'altro il vento è anche molto presente negli anime giapponesi, dove i capelli dei personaggi "sventolano" spesso. Hai notato anche tu questa cosa, oppure è solo una mia impressione?

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    1. Grazie, in effetti ho un sacco di post che bollono in pentola da tempo, e questo apparteneva a quelli ormai da tempo in sala d'attesa. :-) Poi un'idea tira l'altra, tempo permettendo. Inoltre, non essendo post semplicissimi da comporre e da leggere, la mia idea è quella di dare ai lettori una settimana di tempo per leggere se vogliono. Poi mi piace molto il nuovo layout del blog che permette di leggere l'attacco degli ultimi 5-6 post direttamente sulla home page, come scrivevo. Così se qualcuno si è perso un post precedente dei più recenti, può vedere subito di che cosa si tratta.

      Dei giapponesi ho letto assai poco, a parte il mio preferito Murakami Haruki. Noto comunque che c'è una grande attenzione alla natura anche nelle sue pagine di autore contemporaneo e che ambienta molti romanzi in città. La natura in lui si introduce nella trama e diventa una presenza importante.

      Per quanto riguarda i capelli, non ci ho fatto caso. Magari il titolare di The Obsidian Mirror potrebbe risponderti assai meglio di me. Posso dirti che Murakami Haruki è un feticista delle orecchie femminili che peraltro sono in stretta prossimità dei capelli. ;-)

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  7. Molto belli i tuoi abbinamenti anche se, confesso, mi ha molto sorpresa La Valle dell'Eden con La montagna. Nel mio romanzo Figlia dei fiordi, il lago Trasimeno ha un ruolo fondamentale. Adoro i laghi ultimamente sempre più. Sul mare c'è una quantità di esempi notevole. Sul fiume, meno comune, mi viene in mente E in mezzo scorre il fiume di Norman McLean da quale è stato tratto un bel film con un giovane Brad Pit. Regista Robert Redford.

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    1. A dire la verità volevo riprendere un passaggio de "La montagna incantata" di Thomas Mann, ma non sono riuscita a trovare il libro delle mie sterminate biblioteche. Senz'altro è fuori posto, perché ricordo persino la casa editrice, e la cosa mi inquieta abbastanza. Un altro "desaparecido" è "Moby Dick", il che mi inquieta doppiamente. Sto perdendo il controllo della situazione.

      A me il lago piace anche più del mare, da sempre. Trovo che sia più godibile da alcuni punti di vista; sebbene quando si infuria fa davvero paura. Avevo visto anni fa il lago di Garda in burrasca, ed era spaventoso. Io comunque sono un'amante della montagna, per via delle mie estati trentine. Grazie dei tuoi accostamenti!

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  8. "La voce delle onde" e "Onde" li ho letti, trovo abbinatissimo il primo mentre il romanzo della Woolf in effetti ben presto spazia nelle vite dei vari personaggi con ambientazioni mutevoli e le 'onde' dell'incipit assumono un valore soprattutto simbolico più che di un luogo fisico.
    Comunque bel post :-)

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    1. Grazie, Ariano! :-) Mi è piaciuto inserire un'opera giapponese per Mishima, anche se il romanzo è quasi contemporaneo. Approfitto per chiederti se per caso hai intenzione di riprendere le pubblicazioni sul tuo blog.

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  9. Splendidi abbinamenti! Così, di primo acchito, non ho grandi suggerimenti. Per quanto riguarda il mare mi vengono in mente anche le immagini di mari molto diversi, come quelli di Cuore di tenebra, di J. Conrad o il mare di Moby Dick, di H. Melville. Per la montagna penso a Erri de Luca e al su La montagna nei miei libri. Infine, tra i romanzi ambientati sul lago aggiungerei Addio alle armi di E. Hemingway, dove i personaggi negli ultimi capitoli si muovono tra Stresa e le isole Borromee

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    1. Come dicevo sopra, per il mare avevo scelto un altro romanzo che era proprio "Moby Dick". Tuttavia è un romanzo maestoso ma cupo, cui avevo abbinato un'opera d'arte cupa, e volevo qualcosa di più luminoso. Inoltre non sono riuscita a rintracciare il volume nelle mie librerie, come scrivevo a Sandra, e quindi a trovare un passaggio significativo sul mare. Però ho una mezza idea di recuperarlo in un altro ambito. "Cuore di tenebra" può andare bene anche per il fiume, volendo. "Addio alle armi" non mi è nemmeno venuto in mente, perché non amo molto Hemingway. Grazie del tuo contributo e alla prossima!

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  10. Brava Cris! Belli e sapienti gli abbinamenti, un modo nuovo e concreto di immaginarsi i protagonisti dei romanzi negli ambienti naturalistici o urbani che siano. Un'altra ottima idea, un gioco colto e stimolante a cui aderirò con piacere... Più tardi.
    Marilù Domenici

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    1. Ben ritrovata, cara Marilù. Aspetto con piacere i tuoi abbinamenti, so che questo argomento è pane per i tuoi denti. A presto e buona serata!

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  11. Altro post magistrale che ispirerà molti amici, da quel che leggo! Mi riservo al solito tempo, ma non nascondo che mi piacerebbe molto realizzare la mia versione.
    Sono rimasta sorpresa dal primo abbinamento, perché per me La valle dell'Eden è soprattutto uno "spazio", di quelli vasti e monotoni tipici degli Usa. Vedi tu la percezione personale! L'abbinamento è però perfetto per come lo hai pensato tu!
    Per Mishima e la Woolf esprimo grande entusiasmo (libri che sono tra i miei preferiti), immagini perfette che esprimono le sensazioni di fondo! Fogazzaro è perfettamente rappresentato dal dipinto che hai scelto: una certa mollezza e immobilità...
    E per finire... Dickens mi manca :P Devo rimediare prima o poi!
    Cristina, non sai il piacere nel leggere questi tuoi post! *_*

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    1. Cara Glò, come ho avuto occasione di dire più volte la blogosfera è imprevedibile ed è bello che sia così. Quando avevo iniziato a gennaio con il post sull'abbinamento dei romanzi con le quattro stagioni, pensavo che non se lo filasse nessuno o quasi e invece è stato un crescendo. Mi ha fatto molto piacere, davvero.

      Allora aspetto con curiosità il tuo post: fai con calma, tanto non ha una scadenza come accade con le mozzarelle! E sono contenta di averti svelato un romanzo di Dickens che non conoscevi. ^_^

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  12. Ciao Cristina, intrigante questo post equesta "sfida".
    Non prometto nulla mase riesco...almeno ci voglio provare.

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    1. Ciao Patricia, mi farebbe molto piacere se tu provassi. Lo puoi anche personalizzare, com'è ovvio, e come aveva fatto Ivano con il post delle copertine. A presto! in ogni caso.

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  13. Di abbinamenti me ne vengono subito in mente tanti, ma ovviamente non vale usare libri che non si è letto! Quindi metto solo libri e racconti che ho veramente letto.
    - La Montagna Senza Nome di Robert Sheckley (montagna)
    - La Preda più Pericolosa di Richard Connell (isola)
    - Siddharta di Herman Hesse (fiume)
    - I Viaggi di Gulliver di Johnatan Swift (mare)
    - In Riva al Lago di Robert Bloch (lago)

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    1. Bravo, Marco! La regola implicita del gioco è quella di menzionare romanzi o raccolte di racconti che si è letto, altrimenti è troppo facile.

      Tra l'altro mi hai fatto ricordare "Tre sentieri per il lago" di Ingeborg Bachmann o anche molti romanzi di Piero Chiara ambientati sul lago. Direi che l'elemento naturale si introduce sempre nelle narrazioni, in maniera più o meno potente.

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  14. "Il nostro comune amico" di Dickens è una grandissimo romanzo, uno dei migliori del buon Charles.
    Per quanto riguarda l'ambiente naturale: San Pietroburgo e Dostoevskij! Oppure Parigi e Simenon! Inutile dire che si tratta di due esempi perfetti di quanto scrittore e città diventino quasi una cosa sola, anzi: esiste la città di "carta", quella reale è sbagliata ;)

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    1. Sì, concordo in pieno su "Il nostro comune amico". Tra l'altro non mi sembra che ne sia mai stato tratto un film o uno sceneggiato, ma meriterebbe.

      Come scrivevo all'inizio, farò un altro post sui luoghi artificiali in cui ovviamente la città avrà un ruolo di primo piano. Mi piace il tuo pensiero sulla città di carta come più importante rispetto a quella reale. :-)

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  15. Ancora una volta mi stupisci con la perfezione degli abbinamenti fra letture ed elementi naturali sotto osservazione. È superfluo dire che mi si sono illuminati gli occhi quando ho notato la citazione di Mishima, seppure non conoscessi questa sua opera. Ma me la cerco, eh, già così, a occhio, mi ispira! :)
    Nel mio romanzo la figura dominante è quella del mare, perché in primis io ne sono piacevolmente ossessionata. È un elemento che ricorre spesso nelle mie narrazioni.

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    1. Cara Marina, già mi fai arrossire con il termine "perfezione. ^_^ Diciamo che faccio del mio meglio... poi come sempre ognuno ha le sue prospettive sugli argomenti proposti.

      Il romanzo di Mishima è bello e scorrevole, davvero seducente come i due protagonisti che ispirano molta tenerezza. Mi sono trovata a trepidare per loro come una mamma più che come una lettrice, seguendo le sorti del loro amore. La storia potrebbe essere ambientata anche in un'isola del Mediterraneo, ma la descrizione della natura (e luoghi come il faro o il santuario o le case dei pescatori) la ammanta di un fascino speciale.

      Da ultimo, come potrebbe una siciliana non essere piacevolmente ossessionata dal mare? ;-)

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  16. Cristina, domani pubblico il mio post.
    Però.... però scusa per le piccole modifiche :) e per gli eventuali errori. Non vado troppo d'accordo conl'arte,
    Diciamoci la verità. Sono veramente ignorante in proposito ahahahha
    Ciaooooo

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    1. Ciao Pat, WOW. Domani andrò subito a leggere. Io sono ancora in ufficio, che bello fare l'editor di scolastica... in questo periodo è una vera chicca! :-(
      A domani. :-)

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    2. Non aspettarti niente di che, mi raccomando 😶

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QUALCOSA DI ME

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Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato cinque romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ne ho in cantiere uno ambientato nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

IL MIO ULTIMO LAVORO:

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Ambientato nel 1104, il romanzo narra la fuga dello schiavo Jamil, che, dalle sponde del Marocco, approda ai regni dei Franchi. Nel castello di Montségur s’imbatte una misteriosa compagnia di cavalieri, in viaggio lungo le vie dei pellegrinaggi cristiani. La sua magnifica avventura è solo all’inizio.

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Romanzo storico ambientato nella fulgida e sontuosa Venezia di fine 1500. Uno dei protagonisti è il vecchio e spregiudicato pittore Tiziano Vecellio, pronto a difendere fama e ricchezza. Ma lo attende un incontro sconvolgente: quello con "il pittore degli angeli". La sua vita non sarà più la stessa.

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Venice, late spring of 1560. In his studio, the old Venetian painter Tiziano is waiting for the visit of the “painter of angels”, a mysterious artist just arrived in Venice. Tiziano senses a foreboding danger to his position, fame and standing. In fact, the arrival of the artist does upset both the professional and private life of Tiziano. And the struggle has just begun.

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