Blog su Letteratura, Storia e Arte in tutte le sue forme.

"La Storia siamo noi."


venerdì 18 aprile 2014

"Pasqua ventosa che sali ai crocifissi...", l'elegia di Andrea Zanzotto

Compianto sul Cristo morto di Giotto da Bondone (1304-1306)
Cappella degli Scrovegni, Padova

Elegia Pasquale

Pasqua ventosa che sali ai crocifissi
con tutto il tuo pallore disperato,
dov'è il crudo preludio del sole?
e la rosa la vaga profezia?
Dagli orti di marmo
ecco l'agnello flagellato
a brucare scarsa primavera
e illumina i mali dei morti
pasqua ventosa che i mali fa più acuti.
E se è vero che oppresso mi composero
a questo tempo vuoto
per l'esaltazione del domani,
ho tanto desiderato
questa ghirlanda di vento e di sale
queste pendici che lenirono
il mio corpo ferita di cristallo;
ho consumato purissimo pane.
Discrete febbri screpolano la luce
di tutte le pendici della pasqua,
svenano il vino gelido dell'odio;
è mia questa inquieta
Gerusalemme di residue nevi,
il belletto s'accumula nelle
stanze nelle gabbie spalancate
dove grandi uccelli covarono
colori d'uova e di rosei regali,
e il cielo e il mondo è l'indegno sacrario
dei propri lievi silenzi.
Crocifissa ai raggi ultimi è l'ombra
le bocche non sono che sangue
i cuori non sono che neve
le mani sono immagini
inferme della sera
che miti vittime cela nel seno.


Andrea Zanzotto, 1921-2011


ËËË

Un augurio di Serena Pasqua a tutti i lettori del blog. Il blog sospenderà le pubblicazioni per un periodo di riposo di qualche giorno, durante il quale preparerò nuovi, succulenti post che spero vi siano graditi. Saluti affettuosi da Cristina
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2 commenti:

  1. Bellissime parole...
    Tanti cari auguri anche a te :)

    RispondiElimina
  2. Una serena Pasqua anche a te, Cristina! E buona cottura ai succulenti post... :)

    RispondiElimina

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QUALCOSA DI ME

QUALCOSA DI ME
Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono editor e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato cinque romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ne ho in cantiere uno ambientato nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

IL MIO ULTIMO LAVORO

IL MIO ULTIMO LAVORO
Ambientato nel 1104, il romanzo narra la fuga dello schiavo Jamil, che, dalle sponde del Marocco, approda ai regni dei Franchi. Nel castello di Montségur s’imbatte una misteriosa compagnia di cavalieri, in viaggio lungo le vie dei pellegrinaggi cristiani. La sua magnifica avventura è solo all’inizio.

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