Blog su Letteratura, Storia e Arte in tutte le sue forme.

"La Storia siamo noi."


martedì 14 gennaio 2014

La Pietra di Luna, o l’inizio del romanzo giallo


Wilkie Collins nel 1874,
foto di Napoleon Sarony
Alcuni dei miei lettori avranno già raggiunto con alterne fortune il mezzo secolo di vita, come me del resto, e quindi ricorderanno i bellissimi sceneggiati Rai della nostra infanzia, che ci facevano conoscere i classici della letteratura non solo nostrani (come I Promessi Sposi) ma anche altrui (come il russo I fratelli Karamazov oppure l’inglese Jane Eyre). Di recente ho letto in maniera del tutto casuale La Pietra di Luna del romanziere inglese Wilkie Collins, da cui era stato tratto uno degli sceneggiati menzionati.

Collins era un contemporaneo del più noto Charles Dickens, ed è tuttora molto conosciuto in Inghilterra, assai meno in Italia. Il romanzo uscì in Inghilterra nel 1868 a puntate, come si usava allora, su un periodico diretto dallo stesso Dickens. Malgrado sia il primo esempio di giallo, la trama è di impianto classico e richiama il romanzo d’avventure: il colonnello John Herncastle, dell’esercito britannico, durante l’assedio di Seringapatam ruba un prezioso diamante indiano di colore giallo dalla fronte di un idolo, tirandosi addosso la maledizione per il suo atto sacrilego. Molti anni più tardi il colonnello, prima di morire, dispone nel suo testamento che il diamante vada alla nipote Rachel, la figlia di sua sorella, al compimento del diciottesimo compleanno della ragazza. Questo apparente atto di generosità nasconde un intento malvagio, perché il colonnello, in rotta con il resto della famiglia, sa benissimo che alcuni bramini custodi del diamante hanno giurano di riprenderlo e che quindi il possesso della pietra recherà solo sventure. La narrazione comincia quindi in media res nel 1848, in occasione dei preparativi per il compleanno di Rachel, nella villa di campagna fuori Londra, e prosegue con gli avvenimenti che sconvolgono non solo la festa ma l’esistenza di tutti i personaggi.
La copertina del romanzo
nell'edizione per e-reader

Che cos'ha di tanto singolare questo romanzo, al di là dell’abilità con cui il narratore tratteggia la psicologia dei personaggi e per la fine ironia, tutta inglese, della sua scrittura? L’originalità sta nel fatto che il romanzo è suddiviso in diversi racconti, in cui gli stessi eventi sono narrati da vari punti di vista. Infatti Franklin Blake, uno dei protagonisti e cugino di Rachel, chiede a ognuno dei testimoni di redigere una sorta di memoriale per stabilire come si siano svolti veramente i fatti. Nel primo racconto parla, o meglio scrive, l’anziano maggiordomo Betteredge, fido domestico di famiglia, acuto osservatore e gran patito del romanzo Robinson Crusoe (l’unico che legge e rilegge per trarne massime e consigli, e considera comicamente una sorta di Bibbia). Nel secondo racconto la voce appartiene a Miss Clack, un’esilarante e attempata signorina tutta dedita alla religione, che guarda al mondo solo come un luogo di perdizione pieno di anime da salvare. Segue il resoconto del pragmatico avvocato di famiglia e infine dello stesso Franklin Blake, che tira le fila di tutto il discorso.

Nonostante la formula della ripetizione, il romanzo è tutt'altro che noioso e, anzi, ogni nuovo ciclo contribuisce a sollevare un altro velo, o a svelare dettagli impensati che contribuiscono a chiarire i fatti. Credo che Wilkie Collins sia stato uno dei primi a tentare l’esperimento di narrare gli stessi eventi da più punti di vista, pirandellianamente, e in questo consiste lo sguardo moderno del romanzo. Tra l’altro, attraverso il sergente Cuff, incaricato di indagare sugli eventi, prende forma anche la figura dell’investigatore nel romanzo poliziesco, di cui Collins è considerato uno dei padri. Naturalmente non mi addentro oltre nello svelarvi i dettagli (ahimè, scrivere recensioni di gialli è quanto di più limitante possa esservi!), in modo che da non rovinarvi il piacere della lettura. Aggiungo solamente che un’altra ragione per cui il romanzo fece scalpore è nella descrizione degli spaventosi effetti, diurni e notturni, dell’assunzione prolungata di oppio, come anticipato in Confessioni di un mangiatore di oppio di Thomas de Quincey, che difatti viene citato nella storia.

Per i nostalgici, segnali il link allo sceneggiato Rai su youtube, con Andrea Checchi nel ruolo del maggiordomo, Valeria Ciangottini nella parte di Rachel e Aldo Reggiani che interpreta Franklin Blake:

Buona lettura o buona visione, a seconda!
Share:

2 commenti:

  1. Grazie per il suggerimento, Cristina. Il tuo articolo mi ha convinta..."La pietra di luna" sarà la mia prossima lettura, non appena avrò finito di leggere il l romanzo che ho appena iniziato. Molto intrigante l'idea della storia ripetuta e narrata da vari punti di vista. Mi è tornato in mente un vecchio film del 1989 "Mistery Train"di Jim Jarmush (ah! il mio mezzo secolo di vita, quanti ricordi!) e che all'epoca mi entusiasmò. Fui colpita e affascinata soprattutto dalla pluralità delle narrazioni (tre episodi) e dal loro intreccio nell'intera trama :-)

    RispondiElimina
  2. Stella, non ho visto il film che menzioni, e quindi mi hai incuriosita. Però come dicevo su FB, ho visto "Rashomon" di Kurosawa, che è basato sullo stesso principio: di un singolo avvenimento ognuno dice la sua, e alla fine non si ha una versione che possa convincere del tutto. Di Wilkie Collins segnalo anche "La donna in bianco", letto da una mia amica, basato sullo stesso principio della narrazione da più punti di vista. Anche lì ci sono avvenimenti che sembrano avere a che fare con il soprannaturale, e che invece vengono spiegati con razionalità, secondo la migliore tradizione del romanzo giallo.

    RispondiElimina

- Per inserire immagini nei commenti usate questa sintassi: [img]URL_Immagine[/img]
- Per inserire video nei commenti usate questa sintassi: [video]URL_Video[/video]
Sono supportate immagini in JPG, PNG e GIF e video di Youtube e Vimeo.

Politica dei cookie

Questo sito fa uso di cookie, anche di terze parti, per offrire un migliore servizio ai lettori. Se decidi di continuare la navigazione, significa che accetti il loro uso. Per maggiori dettagli leggi la seguente pagina informativa.

QUALCOSA DI ME

QUALCOSA DI ME
Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato cinque romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ne ho in cantiere uno ambientato nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

IL MIO ULTIMO LAVORO:

IL MIO ULTIMO LAVORO:
Ambientato nel 1104, il romanzo narra la fuga dello schiavo Jamil, che, dalle sponde del Marocco, approda ai regni dei Franchi. Nel castello di Montségur s’imbatte una misteriosa compagnia di cavalieri, in viaggio lungo le vie dei pellegrinaggi cristiani. La sua magnifica avventura è solo all’inizio.

IL PITTORE DEGLI ANGELI: su Amazon in versione cartacea e ebook!

IL PITTORE DEGLI ANGELI: su Amazon in versione cartacea e ebook!
Romanzo storico ambientato nella fulgida e sontuosa Venezia di fine 1500. Uno dei protagonisti è il vecchio e spregiudicato pittore Tiziano Vecellio, pronto a difendere fama e ricchezza. Ma lo attende un incontro sconvolgente: quello con "il pittore degli angeli". La sua vita non sarà più la stessa.

THE PAINTER OF ANGELS: now on Amazon, paper and ebook version!

THE PAINTER OF ANGELS: now on Amazon, paper and ebook version!
Venice, late spring of 1560. In his studio, the old Venetian painter Tiziano is waiting for the visit of the “painter of angels”, a mysterious artist just arrived in Venice. Tiziano senses a foreboding danger to his position, fame and standing. In fact, the arrival of the artist does upset both the professional and private life of Tiziano. And the struggle has just begun.

IL MIO CANALE YOUTUBE

Visualizzazioni totali

Top 7 Commentatori

Post più popolari

Che cosa sto leggendo

Che cosa sto leggendo
"Tre croci" di Federigo Tozzi