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"La Storia siamo noi."


mercoledì 30 ottobre 2013

Il piccolo gioiello romanico di Agliate - seguito

Molti di voi sono stati incuriositi da questo luogo piccolo, ma delizioso - la Basilica dei Santi Pietro e Paolo ad Agliate - e ho quindi preparato una nuova carrellata fotografica a completamento. Ho anche trovato questo link molto interessante, che spiega la chiesa nel dettaglio sia a livello architettonico che pittorico, e da cui riprendo alcune informazioni per le didascalie:
http://www.artcurel.it/ARTCUREL/RUBRICHEAUTORI/alessiovariscoarchitettureversoDio/AVbattisteroechiesadiAgliateBrianza.htm


Vi ripropongo qui la facciata della Basilica, a capanna con il tetto a quattro spioventi e la navata centrale sopraelevata rispetto alle laterali. Sopra le tre porte di entrata c’è una semilunetta in mosaico raffigurante San Pietro, il Cristo legislatore e S. Paolo, disegnato e realizzato dal Prof. Marelli della Scuola B. Angelico.

Ambone che imita lo stile antico,
ma opera recente...

... come pure la balaustra di pietra, gli originali
essendo andati distrutti per l'incuria di un prevosto.

Penultima colonna di sinistra, capitello forse un tempo appartenente ad un tempio del dio Nettuno: delfini che intrecciano le loro code per formare una specie di voluta agli angoli del capitello e bevono ad un’anfora dalla quale emerge lo scettro di Nettuno. Foglie di acanto con la punta ribattuta verso l’esterno ricoprono per buona parte il capitello.

Battistero esterno, in perfetto stile romanico.
Di forma ottagonale, in quanto, secondo S. Ambrogio, la prima creazione del mondo
si è compiuta in sette giorni mentre la nuova rigenerazione dello Spirito si compie in otto.

Nel Battistero, una Deposizione (forse databile al 1200
per la collocazione dei gruppi e l'assenza totale di scenografia),
maldestramente restaurata.

Ancora nel Battistero, figure di Santi...

... e, sempre nel Battistero, un angelo sembra occhieggiare curioso
dall'affresco scrostato e salutarci.
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2 commenti:

  1. L'ambone e la balaustra avrebbero deliziato Viollet-Le Duc, ma raccapricciato Ruskin.
    Gli inesperti maldestri come me possono soltanto essere tratti in inganno.
    Recenti quanto, Cristina?

    RispondiElimina
  2. Bella domanda, è un'informazione che ho tratta dal sito di cui ho inserito il link. Purtroppo non ci sono altre informazioni più precise... personalmente sospetto che siano del 1800, ma è una mia ipotesi puramente personale.

    RispondiElimina

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QUALCOSA DI ME

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Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato cinque romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ne ho in cantiere uno ambientato nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

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Ambientato nel 1104, il romanzo narra la fuga dello schiavo Jamil, che, dalle sponde del Marocco, approda ai regni dei Franchi. Nel castello di Montségur s’imbatte una misteriosa compagnia di cavalieri, in viaggio lungo le vie dei pellegrinaggi cristiani. La sua magnifica avventura è solo all’inizio.

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