Blog su Letteratura, Storia e Arte in tutte le sue forme.

"La Storia siamo noi."


venerdì 24 maggio 2013

Carrozze pre-Rivoluzione e auto blu? Una provocazione.

"Il Terzo Stato porta sulla schiena
il peso dell'aristocrazia e dell'alto clero -
stampa caricaturale dell'epoca"
Molte volte l'ho detto e lo ribadisco, la situazione attuale mi ricorda per molti versi la situazione della Francia pre-rivoluzionaria. Se provo a fare un elenco - il deficit nei conti pubblici, sprechi alle stelle, i conti in disordine, governatori e funzionari incapaci di lavorare, ministri delle finanze che si avvicendano in un frenetico carosello - non si riuscirà a capire di quale periodo storico io stia parlando. Allora come ora, il popolo pativa una miriade di tasse e balzelli che impastoiavano l'imprenditoria. Grazie anche alle nuove idee che circolavano nell'Europa di allora, diventava sempre più insofferente ad una serie di odiosi privilegi e prebende appannaggio di una classe di fannulloni troppo distaccata dalla realtà per comprendere fino in fondo la tempesta che si stava addensando sulla sua testa. E l'Ancien Régime - composto da nobili e alto clero - lottava con accanimento per conservare privilegi di lunga data, acquisiti "per diritto divino". Quali sono le differenze con la classe politica odierna?

In questi giorni mi è venuto in mente un libro che lessi anni fa, Tableau de Paris (Ritratto di Parigi), di Louis-Sébastien Mercier, scrittore e drammaturgo francese. Si tratta di un imponente affresco di rilevante interesse storico per la sua accurata descrizione della gente minuta e della vita quotidiana parigina alla vigilia della Rivoluzione Francese. Divisa in 12 volumi, l'opera era stata pubblicata tra il 1781 e il 1788. L'autore dovette però riparare in Svizzera per completare gli ultimi volumi, perché lo spirito satirico con cui aveva raffigurato le classi sociali più alte non era affatto piaciuto.

Ecco uno stralcio a proposito della circolazione dei veicoli sulle strade di Parigi che, fatto salvo le debite differenze su schiacciamenti e mutilazioni (almeno in quello abbiamo fatto qualche progresso!), mi fanno venire in mente le auto blu dei politici e degli amministratori:

"... nessuna comodità per i pedoni, niente marciapiedi. Il popolo sembra un corpo separato dagli altri ordini dello Stato: i ricchi e i grandi, provvisti di equipaggio, hanno il diritto di schiacciarli o mutilarli nelle strade; cento vittime decedono ogni anno sotto le ruote dei veicoli. L'indifferenza per questo tipo di incidenti fa comprendere come tutto debba servire per il fasto dei grandi."

Dello stesso tenore peraltro il suo contemporaneo inglese Arthur Young, che scrive nel suo Viaggi in Francia, 1787, 1788, 1789, sempre a proposito di Parigi:

"Le vetture sono numerose, e quel che è peggio, c'è un'infinità di carrozze a un cavallo, guidate da giovanotti alla moda e dai loro imitatori, pazzi come loro, con una tale rapidità che diventano come dei veri e propri flagelli e rendono le strade eccessivamente pericolose per chi non è costantemente in guardia. Vidi un povero bambino schiacciato e probabilmente ucciso, e io stesso sono stato lordato molte volte dal fango dei rigagnoli."

C'è comunque un lento, inesorabile scivolamento verso la perdita dei diritti del cittadino comune, a tutto vantaggio di questa classe politica, che si fa ogni giorno sempre più arrogante e protervia. Che ne pensate? Esagero, forse?
Share:

4 commenti:

  1. Tutto vero ed estremamente pericoloso con l'aggravante che oggi, a differenza del Settecento, è in pericolo la democrazia. Condivido naturalmente lo sdegno per una classe politica cieca e sorda, ma temo anche che l'ondata di collera, sollevandosi, travolga anche le Istituzioni per la fondazione delle quali la generazione precedente ha dato la vita. E nello sdegno sacrosanto coinvolgerei anche altre categorie contro le quali nessuno fiata.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il pericolo delle rivoluzioni è proprio quello, che sono tanto più violente quanto la situazione di grave sofferenza e ingiustizia ristagna. Nel post ho dimenticato di citare anche il fattore economico, con una grave carestia che s'era abbattuta in Francia solo pochi anni prima, e che aveva causato morti per fame specie nelle campagne. Tutti questi fattori combinati insieme avevano causato una miscela esplosiva e pericolosissima, che una volta innescata non s'era più fermata. Mi sembra di capire quali sono le categorie cui ti riferisci... io includerei anche i sindacati, ad esempio.

      Elimina
  2. Condivido in pieno le osservazioni dell'articolo. Giusto l'altra sera stavo pensando alle analogie tra la nostra situazione e quella della Francia pre-rivoluzionaria e soprattutto al fatto che nella storia dell'Italia ci sono state sommosse,moti, ma non si è mai verificata una Rivoluzione. O ancora non si è verificata...condivido anche le vostre preoccupazioni sul fatto che la collera possa innescare un meccanismo pericolosissimo e inarrestabile, tale da travolgere insieme il negativo e il positivo e vanificare conquiste ottenute attraverso anni di lotta. Il rischio è enorme, la consapevolezza non saprei...
    Stella Stollo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. I comportamenti dell'individuo nell'ambito della massa del resto sono stati studiati da persone ben più esperte di me. Si innescano dei corto cicuiti anche di tipo energetico, e l'energie esplosa ad un certo punto convoglia tutta insieme verso un punto e diventa distruttiva. Sui rischi di quest'ondata distruttiva indiscriminata sono d'accordo. Anche durante la Rivoluzione c'erano i cosiddetti 'arruffapopoli', gli agitatori di professione (vi ricordano qualcuno?). Il proverbio che sto per citare non mi piace, ma si corre sempre il rischio di "buttare via il bambino con l'acqua sporca."

      Elimina

Politica dei cookie

Questo sito fa uso di cookie, anche di terze parti, per offrire un migliore servizio ai lettori. Se decidi di continuare la navigazione, significa che accetti il loro uso. Per maggiori dettagli leggi la seguente pagina informativa.

QUALCOSA DI ME

QUALCOSA DI ME
Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono editor e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato cinque romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ne ho in cantiere uno ambientato nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

IL MIO ULTIMO LAVORO

IL MIO ULTIMO LAVORO
Ambientato nel 1104, il romanzo narra la fuga dello schiavo Jamil, che, dalle sponde del Marocco, approda ai regni dei Franchi. Nel castello di Montségur s’imbatte una misteriosa compagnia di cavalieri, in viaggio lungo le vie dei pellegrinaggi cristiani. La sua magnifica avventura è solo all’inizio.

IL MIO CANALE YOUTUBE

Visualizzazioni totali

Top 7 Commentatori

Post più popolari

Che cosa sto leggendo

Che cosa sto leggendo
"Medicus" di Noah Gordon

Gli ultimi award

Il Franken-meme di Nocturnia