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lunedì 18 marzo 2013

Gioie e dolori di sguardi / 17

Dato che l'argomento del narratore onnisciente e il punto di vista limitato al personaggio è fondamentale nelle tecniche di scrittura, lo riprendo e compilo un elenco di quali siano vantaggi e svantaggi che offrono entrambe le scelte.

Il narratore onnisciente

"Viandante sul mare di nebbia" di Caspar David Friedrich
(1818) - Kunsthalle, Amburgo -
http://www.hamburger-kunsthalle.de/
Lo sguardo dell'uomo spazia nelle
immensità sottostanti, proprio come quello
del narratore onnisciente.
Vantaggi
a. permette di avere una panoramica di ampio respiro. E' ideale non solo per descrivere ampi scenari geografici, ma temporali, perché permette di attraversare lunghi periodi di tempo in modo, volendo, anche rapido.

b. consente di dare informazioni che i personaggi ignorano. Questo tipo di sguardo può introdurre elementi che nessun altro può virtualmente conoscere, e che quindi contribuiscono ad arricchire la narrazione.

c. permette di riassumere le informazioni. Con una frase in terza persona opportunamente collocata in modo conciso, il narratore può inserire un riassunto di quello che è successo senza chiamare alla ribalta nessun personaggio.

Svantaggi
d. può interrompere il processo di immedesimazione tra lettore e personaggio. Di necessità la narrazione dal punto di vista del narratore onnisciente è distaccata e quindi se mal posta interrompe il fluire del coinvolgimento e inserisce una stonatura nella narrazione.

e. il narratore rischia di dilungarsi in descrizioni superflue. Questo è un rischio molto presente, specie negli scrittori alle prime armi che magari trovano da alcune fonti delle informazioni molto interessanti, che vogliono utilizzare a tutti i costi. Più lunghe e minuziose sono le descrizioni, più si corre il rischio di perdere il contatto con il lettore, dimenticando che quest'ultimo vuole leggere una bella storia e non un saggio in qualsivoglia argomento.

Il seguente esempio è l'incipit di Anna Karenina di Leon Tolstoj nella traduzione di Maria Bianca Luporini (ed. Sansoni del 1967), altro classico esempio di narratore onnisciente tipico della narrativa del 1800. Nel brano è chiaro il modo in cui l'occhio del narratore abbraccia la situazione familiare della famiglia Oblonskij, servitù compresa, come una macchina da presa che inquadra una scena dall'alto:
Tutte le famiglie felici sono simili le une alle altre; ogni famiglia infelice è infelice a modo suo. Tutto era sottosopra in casa Oblonskij. La moglie era venuta a sapere che il marito aveva una relazione con la governante francese che era stata presso di loro, e aveva dichiarato al marito di non poter più vivere con lui nella stessa casa. Questa situazione durava già da tre giorni ed era sentita tormentosamente dagli stessi coniugi e da tutti i membri della famiglia e dai domestici. Tutti i membri della famiglia e i domestici sentivano che non c'era senso nella loro convivenza, e che della gente incontratasi per caso in una qualsiasi locanda sarebbe stata più legata fra di sé che non loro, membri della famiglia e domestici degli Oblonskij. La moglie non usciva dalle sue stanze; il marito era già il terzo giorno che non rincasava. I bambini correvano per la casa abbandonati a loro stessi; la governante inglese si era bisticciata con la dispensiera e aveva scritto un biglietto ad un'amica chiedendo che le cercasse un posto; il cuoco se n'era già andato via il giorno prima durante il pranzo; sguattera e cocchiere avevano chiesto di essere liquidati.
Il punto di vista limitato al personaggio


Room in New York, 1932 - oil on canvas - Sheldon Memorial 
Art Gallery and Sculpture Garden, http://www.sheldonartmuseum.org/ 
Lo sguardo dell'uomo in primo piano è limitato non solo dall'ambiente,
ma anche dalla sola persona con cui lo condivide. 
Non sembra aver molto da dirle, per la verità!
Vantaggi
f. maggiore credibilità, in quanto le informazioni sono date dalla prospettiva di un singolo individuo, che ha un campo visivo e conoscitivo limitato. Come accade con ciascuno di noi.

g. maggior semplicità, grazie alla focalizzazione mirata su pochi elementi.

h. di conseguenza, maggiore essenzialità nella fornitura dei dettagli, e quindi nel linguaggio stesso e nello stile.

Svantaggi
i. potrebbe non esserci un personaggio adatto a riferire aspetti dell'ambiente che sono fondamentali per il prosieguo della narrazione.

j. potrebbe non esserci un personaggio in grado di conoscere quello che volete far sapere al lettore.

Il brano seguente è l'incipit nella premessa de "Il fu Mattia Pascal" di Luigi Pirandello, romanzo del 1904, da cui si capisce molto bene come variare il punto di vista comporti un tono e quindi uno stile completamente differenti:
Una delle poche cose, anzi forse la sola ch’io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal. E me ne approfittavo. Ogni qual volta qualcuno de’ miei amici o conoscenti dimostrava d’aver perduto il senno fino al punto di venire da me per qualche consiglio o suggerimento, mi stringevo nelle spalle, socchiudevo gli occhi e gli rispondevo:
― Io mi chiamo Mattia Pascal.
― Grazie, caro. Questo lo so.
― E ti par poco?
Non pareva molto, per dir la verità, neanche a me. Ma ignoravo allora che cosa volesse dire il non sapere neppur questo, il non poter più rispondere, cioè, come prima, all’occorrenza:
― Io mi chiamo Mattia Pascal.
È ovvio che nel corso di una narrazione si possa passare da un punto di vista all'altro, ma bisogna tener presente vantaggi e svantaggi del cambio di prospettiva, cioè se il gioco vale la candela! E non è finita qui...
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QUALCOSA DI ME

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Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato cinque romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ne ho in cantiere uno ambientato nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

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