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"La Storia siamo noi."


sabato 29 dicembre 2012

Ago e filo per la trama / 3

La trama di un romanzo è spesso paragonata alla trama di un ricamo, ma anche la più inesperta delle tessitrici dovrebbe avere bene in mente il disegno d’insieme, prima di mettersi al lavoro. In altre parole, mentre le sue dita si muovono intrecciando i primi fili, nella sua mente dovrebbe già esserci il disegno che andrà a comporre, e gli ultimi nodi che chiuderanno il ricamo stesso. Così anche lo scrittore dovrebbe avere almeno un’idea di massima di come si articolerà il suo romanzo, rispondendo alle cosiddette cinque domande. Queste richiamano quelle usate nel giornalismo e aiutano a mettere ordine nella mente e nei fogli, cartacei o virtuali che siano:

·         Chi? Chi è il protagonista, o i protagonisti? Qui farei una ripartizione in tre categorie: a) il protagonista o i protagonisti. Personalmente, infatti, reputo che i protagonisti possano essere più di uno, pari grado. Se è una coppia di gemelli, o di coniugi ad agire, o due soci in imprese criminali, è più che probabile che si spartiranno l’attenzione del lettore; b) i personaggi comprimari, quelli che non sono i veri mattatori del romanzo, ma sono comunque essenziali perché senza di loro le vicende dei personaggi principali non potrebbero aver luogo o perderebbero molto del loro mordente; c) i personaggi-comparsa, quelli facilmente sostituibili. Li chiamo comparsa perché, pur magari possedendo nome e cognome, vanno e non tornano, oppure sono presenze indistinte; e tutti insieme fanno massa, in un certo senso. Nel presepe, visto che siamo sotto Natale e il paragone calza bene, potrebbero essere paragonati ai pastori: ce ne sono tanti, accompagnati dalle loro bestiole, ma nel complesso sono piuttosto anonimi. Certamente non sono i protagonisti assoluti!

Ebenezer Scrooge riceve la visita dello spettro di Marley - John Leech (1845). 
Lo spettro del suo socio lo ammonisce a cambiare vita, altrimenti andrà incontro al suo stesso destino di dannazione.

·         Cosa? Che cosa succede nel romanzo, ossia perché si scatena un conflitto? Il conflitto, il suo perdurare e il suo sciogliersi sono l’asse portante dell’intera storia e anche il suo nucleo. Senza conflitto, o “problema” se si preferisce, non c’è la storia. Nessuno vuole leggere di vicende  dove non succede niente, a meno che quel “niente” non sia narrato con la maestria e lo stile di Proust. Ma persino quel “niente” deve portare con sé un certo turbamento e sconquasso, altrimenti meglio dedicarsi a fare una corsa al parco, o un giro in bicicletta. Molto più produttivi di benefiche endorfine!

Scrooge riceve la visita del Fantasma del Natale Presente - John Leech (1845). 
Dopo la visita di Marley, Scrooge incontra i tre Fantasmi del Natale passato, presente e futuro, che lo conducono in un viaggio nel tempo.
·         Dove? Naturalmente il luogo in cui si svolgono le vicende, per situarle in una precisa ambientazione. Può essere anche un luogo anche simbolico, beninteso, ma deve essere chiaro e ben connotato; persino se si decide di ambientare la storia in una radura nebbiosa!
·         Quando? Questo è il periodo storico dove si sviluppa la storia. Nel caso dei romanzi di fantascienza, è situato nel futuro, ma anche qui occorre sia preciso per lo scrittore, e di conseguenza per il lettore.
·         Perché? In un delitto si parlerebbe di “movente”, di conseguenza anche lo scrittore deve possedere una spinta irresistibile che lo porti ad iniziare a scrivere e non solo, che lo conduca fino alla fine. Altrimenti non farà molta strada, o si perderà lungo il percorso, in quanto scrivere è un processo complesso e che richiede una gran fatica, con risultati di cui spesso siamo scontenti.
Il Fantasma del Natale Futuro - John Leech (1845).
La vista  dei suoi funerali e di una tomba senza nessuno che lo pianga inducono Scrooge a pentirsi della sua durezza di cuore, soprattutto nei confronti del nipote e dell'impiegato del suo studio.


Se proviamo ad esaminare un qualsiasi romanzo alla luce di quanto sopra, come il famoso “A Christmas Carol” di Dickens, ci accorgiamo che rimangono più a lungo impressi nella memoria quelli che rispondono chiaramente a tutte e cinque domande. Così avremo protagonisti credibili e ben delineati, conflitti forti ed appassionanti, luoghi e momenti storici chiari e soprattutto un movente che lo scrittore sente in modo intensissimo, quasi una vocazione, e che può fare la differenza. Molti romanzi rispondono alle prime quattro domande, ma spesso è la motivazione debole e l’autore svogliato che non convincono il lettore. Che lo percepisce e chiude il libro quasi subito, o dopo poche pagine.

Vogliamo provare ad applicare le cinque domande per quanto riguarda i nostri lavori, in maniera onesta? Potrebbe essere un esperimento davvero interessante, e nessun altro, a parte noi, conoscerà le risposte!
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QUALCOSA DI ME

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Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato cinque romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ne ho in cantiere uno ambientato nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

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