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"La Storia siamo noi."


lunedì 10 dicembre 2012

Après moi le déluge

Così disse Luigi XV, rivolgendosi alla sua favorita Madame de Pompadour, pronosticando con quella frase un periodo tribolato dopo il suo regno. "Dopo di me il diluvio," come a dire, anche: "Godiamoci la vita finché siamo in tempo e i che posteri si arrangino". 


Questo che vedete è un ritratto di Luigi XV. Insieme a Luigi XIV, detto Il Re Sole, contribuì  al dissesto finanziario, ereditato poi dallo sfortunato Luigi XVI; una delle cause che avrebbero portato la nazione allo scoppio della Rivoluzione Francese. Notorio per la prodigalità, gli sperperi, e il carosello di amanti, alla sua morte i funerali dovettero essere celebrati di nascosto, onde evitare che il feretro del Beneamato divenisse oggetto del pubblico dileggio, come accaduto con il suo predecessore.

Così la nostra povera nazione sembra davvero la Francia alla vigilia della Rivoluzione Francese, in una sorta di déjà vu storico, e non solo perché qualcuno ogni tanto nomini i forconi sulle pagine dei giornali o nei talk show televisivi. Deficit di bilancio che ministri delle finanze, avvicendatisi, cercano inutilmente di sanare, sperperi da parte della nostra classe dirigente politica, e delle istituzioni, una quantità inimmaginabile di balzelli ad ogni passo, lacci e lacciuoli burocratici che frenano ogni idea imprenditoriale, corruzione dilagante, privilegi e posizioni di potere che si tramandano di padre in figlio, sanzioni e punizioni assurde ai sudditi, mentre loschi figuri rubano, indisturbati, per milioni, crisi economica… 

Provate voi a distinguere quello che appartiene alla Francia del 1789 e quello che è rilevante alla nostra Italia del 2012. Vedrete che farete fatica.
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QUALCOSA DI ME

QUALCOSA DI ME
Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono editor e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato cinque romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ne ho in cantiere uno ambientato nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

IL MIO ULTIMO LAVORO

IL MIO ULTIMO LAVORO
Ambientato nel 1104, il romanzo narra la fuga dello schiavo Jamil, che, dalle sponde del Marocco, approda ai regni dei Franchi. Nel castello di Montségur s’imbatte una misteriosa compagnia di cavalieri, in viaggio lungo le vie dei pellegrinaggi cristiani. La sua magnifica avventura è solo all’inizio.

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