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"La Storia siamo noi."


domenica 9 dicembre 2012

A Saronno, due differenti vertigini

Saronno è un luogo nascosto e poco conosciuto dai distratti milanesi; eppure contiene un edificio magico, il Santuario dedicato alla Vergine dei Miracoli: uno scrigno d’arte così ricco da essere stato soprannominato la Cappella Sistina della Lombardia. Nella chiesa è la cupola affrescata da Gaudenzio Ferrari con gli angeli musicanti. All’ombra delle loro ali turbinose eppure ordinate in quattro cerchi concentrici, si narra che uno dei maggiori esponenti del Chiarismo lombardo, Francesco De Rocchi, si addormentò bambino, catturato dal loro fascino. Che il racconto sia vero o meno, forse da quel sonno-veglia nacquero i suoi angeli, filiformi come steli d’erba o canne svuotate, con luminescenze di preziosa madreperla. E anche noi, ai piedi della cupola, siamo attirati da quel turbine di ali, vesti colorate, lunghe chiome fluttuanti, aureole, viole, flauti, lire da braccio, ribeche, e strumenti dell’epoca che conosciamo solo in virtù di quell’affresco. Un turbine che ci risucchia e ci conduce verso l’alto, verso la figura di Dio padre aureolata di raggi che diventa il perno di tutto quel movimento circolare di corpi senza-corpo e di colori: il direttore d’orchestra dell’armonia celeste.

Concerto degli Angeli, cupola del Santuario di Saronno – Gaudenzio Ferrari (1535-1545)


A pochi passi dal Santuario, è Il Chiostro, una galleria di arte contemporanea che ospita, durante tutto l’anno, mostre assai interessanti (http://www.ilchiostroarte.it). Una caffetteria accoglie il visitatore con l’aroma dei suoi caffè e delle sue torte, mentre i locali attigui ospitano le opere degli artisti e le varie iniziative. La mostra “Al di là della pittura?” a cura di Angela Madesani, su Eelco Brand, Pierpaolo Curti e Andrea Facco, è stata la prima ad aprire la stagione. Osservando le opere di Pierpaolo Curti (www.pierpaolocurti.com) ho ravvisato un curioso motivo conduttore, forse facendo un accostamento ardito, con la vertigine ascensionale della cupola del santuario saronnese, solo in senso contrario. Le opere di questo artista dalle rigorose geometrie, dalle tinte sobrie e solitamente fredde, dal segno fatto di contorni netti, ci presentano ponti senza parapetto, scale che approdano nel nulla, passerelle che non conducono da nessuna parte. Nelle sue tele è come  se ci sentissimo afferrare, solo che precipitiamo in basso. Ci manca il terreno sotto i piedi, come se, scendendo lungo una scala, e convinti di trovare sotto di noi un gradino, il piede cada nel vuoto e “perda un battito” quasi fosse un cuore. Non ci sono figure umane, nella pittura di Curti, solo paesaggi assoluti e impraticabili dove possiamo riconoscere, forse, tratti del nostro medesimo cammino.


2011 "red circle" 70x70
2010 "jump" 200x20
                                                          












Opere di Pierpaolo Curti

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2 commenti:

  1. Ehi,
    ho letto un po' di post. Ma tu l'arte pittorica ce l'hai proprio dentro, eh!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Enzo, grazie per il commento! Hai ragione, e quello che è più strabiliante è che mi sto appassionando all'arte contemporanea.

      Elimina

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QUALCOSA DI ME

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Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato cinque romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ne ho in cantiere uno ambientato nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

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