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"La Storia siamo noi."


martedì 27 novembre 2012

Quella casa vicino alla ferrovia

Casa Testori è la sede dell’Associazione Testori, a Novate Milanese. È un luogo ampio e solido, la classica dimora brianzola, dove abitò lo scrittore e critico d’arte, con la sua famiglia e quella degli zii, vicinissima alla rotaia ferroviaria. In quelle stanze si è appena chiusa, nel mese di novembre, la quarta edizione della mostra “Giorni Felici” http://www.casatestori.it/


L’idea è quella di un gemellaggio ideale tra giovani artisti e artisti più conosciuti, un’esperienza davvero “felice” dove la parola “rottamazione”, tanto di moda, non ha più senso di essere. Il vecchio e il giovane, l’affermato e l’emergente, intrecciano la loro visione artistica, l’un facendo da mecenate all’altro o il secondo ponendosi sulla scia del primo. Alla manifestazione è legato infatti anche il premio al migliore tra gli artisti giovani: un incoraggiamento a continuare in un percorso non facile.

Ogni artista trova così il suo spazio, senza che pareti o soffitti, splendidamente affrescati, disturbino la visione delle opere o che, viceversa, lavori dal taglio troppo moderno stridano con ambienti, magari, arricchiti da stucchi e decori settecenteschi. Aggirandosi nella quiete dei locali, si avverte solamente il rumore del treno che passa, un fruscio che fa vibrare appena i vetri delle finestre, quasi a interrompere la quiete quasi irreale dei luoghi e a richiamare l’attenzione del visitatore sul fatto che, fuori, esista ancora un mondo.

Tra le tante opere che mi hanno colpito, desidero segnalare i lavori di una donna e di un uomo. Quelli di Tania Pistone, catanese: concrezioni magiche di color bianco, stratificazioni di segni dove la presenza del cristallo di Rocca acquisisce un significato quasi divinatorio, in cui il colore diventa sangue, o umore, che emerge http://www.exibart.com/profilo/eventiV2.asp?idelemento=49793



ULISSE – 2007, Tania Pistone - Acrilico, collage e testo scritto su tela - Cm 40x40x6



Di un’intensità straziante, quasi insostenibile alla vista sono, invece, i lavori di Kei Mitsuuchi, un artista giapponese di cui non si hanno più notizie da alcuni anni. L’artista dà il suo volto e la sua figura a qualsiasi soggetto umano, a cominciare dal Cristo. Così la sua sofferta anatomia diventa la rappresentazione della condizione umana, ferita dalla corona di spine del male di vivere.

http://www.galeriefredlanzenberg.be/galeriev2/index.php?option=com_content&view=article&id=53:mitsuuchi&catid=13:artistes&Itemid=27


Sans titre, Kei Mitsuuchi - mine de pomb - 56 x 38 cm


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4 commenti:

  1. Iniziativa lodevole, soprattutto per i giovani senza un mentore... !

    Stefano

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  2. Sono iniziative davvero lodevoli. Un'altra mostra che avevo visitato aveva come titolo "Il vecchio e il giovane" e presentava le opere di Milo (autore noto) e Luca Bonfanti (meno noto). Ogni opera aveva un tema comune, su cui si erano cimentati in contemporanea. Penso di redigere un post sull'argomento, a breve. A presto.

    RispondiElimina
  3. Mi verrebbe da recitare:
    "Al cor gentile, ratto s'apprende".
    Ovviamente in senso di Amore umanitario.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Enzo, grazie per il tuo commento! Mi ha fatto piacere rileggere uno dei miei primi, timidi post.

      Elimina

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QUALCOSA DI ME

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Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono editor e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato cinque romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ne ho in cantiere uno ambientato nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

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Ambientato nel 1104, il romanzo narra la fuga dello schiavo Jamil, che, dalle sponde del Marocco, approda ai regni dei Franchi. Nel castello di Montségur s’imbatte una misteriosa compagnia di cavalieri, in viaggio lungo le vie dei pellegrinaggi cristiani. La sua magnifica avventura è solo all’inizio.

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